Pubblicato in: Libri

La donna in bianco – Wilkie Collins * impressioni di lettura

(titolo originale The Woman in White, 1859; letto nell’edizione 2018, trad. Stefano Tummolini)

La donna in bianco è il primo romanzo che ho letto di Wilkie Collins. Non posso dire che mi sia piaciuto (o piaciuto molto) nel senso letterale del termine, devo però ammettere che ho apprezzato alcuni aspetti.

cover Collins Donna in bianco

Per prima cosa il saper creare la suspense, anche troppa, cosa che mi ha indotta a una lettura parecchio frammentata, soprattutto dei primi tre quarti del romanzo: si avverte nell’aria che succederà qualcosa di brutto ai personaggi cui ci siamo affezionati e l’attesa sembra non finire mai, mentre in ogni pagina l’autore ci ricorda che sta per accadere qualcosa di brutto, che le macchinazioni dei cattivi stanno per avere i loro effetti nefasti sui buoni. L’ansia generata nel lettore, a mio parere, è davvero molta; forse Collins si dilunga perfino troppo prima di far verificare quello che è l’evento clou.

La seconda cosa è il modo di narrare: l’autore utilizza molteplici punti di vista: vari personaggi raccontano la parte della storia di cui sono stati testimoni. Quindi abbiamo una serie di narrazioni in prima persona; alcune sono molto lunghe, ad opera dei protagonisti, altre brevi, quando a parlare sono personaggi minori o secondari. Ogni voce è diversa dall’altra, riflette il carattere del personaggio e la sua estrazione sociale. Questo modo di raccontare mi ha fatto venire subito in mente un romanzo di Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora, che ho letto molti anni fa, anche se si tratta di testi e di intenzioni narrative molto diversi; nel romanzo di Böll inoltre c’è un narratore che tiene le fila di tutti gli altri interventi e documenti utilizzati per comporre il ritratto della protagonista, la cui voce non compare mai.

I personaggi del romanzo di Collins sono tutti ben caratterizzati e ben descritti; il libro ha più di centocinquant’anni e questo naturalmente si sente, per il linguaggio e una certa prolissità, nonché per il modo in cui vengono sconfitti i cattivi, ovvero con una sorta di punizione divina. Uno dei cattivi è, guarda caso, italiano: il conte Fosco, che si rivela essere tale di nome e di fatto, capace di architettare un piano astuto e perverso.

La donna in bianco è una delle prime storie thriller ed quindi un capostipite del genere, che fece fortuna fino dai suoi inizi.

Wilkie William Collins nacque a Marylebone il giorno 8 gennaio 1824 e morì a Londra il 23 settembre 1889. Fu amico e collaboratore di Charles Dickens.

 

 

 

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