Il dottor Thorne – Anthony Trollope – Impressioni di lettura

(titolo originale Doctor Thorne (1858); letto nella versione italiana del 2005, trad. Rossella Cazzullo)

La cosa che mi è piaciuta di più in questo romanzo, forse quella che me lo ha fatto apprezzare, è l’ironia.

La storia è decisamente semplice e stupisce come si possa estendere per 730 pagine. Certo, la società del tempo e comportamenti dei suoi membri sono descritti minuziosamente, come i dialoghi, spesso i pensieri. Ma se la vicenda non fosse trattata con ironia, a tratti piuttosto benevola, direi, ma non sempre, non credo che sarebbe così piacevole leggere un simile tomo.

La trama: una ragazza, Mary Thorne, e un giovane, Frank Gresham, che si conoscono fino da bambini, si innamorano e lui afferma che vorrebbe sposarla. Peccato che lui sia di famiglia signorile e la nascita di lei sia invece oscura. A ciò si aggiunge che la famiglia di lui è piena di debiti e pertanto ritiene doveroso che lui sposi una donna ricca, cosa che Mary non è. Il racconto è dunque relativo a questo amore travagliato, a cui si intrecciano le storie di altri personaggi, tutti legati ai due giovani. Fra tutti spicca il dottor Thorne, a cui spetta giustamente anche il titolo del romanzo.

L’amore tra Frank e Mary è contrastato, sì, ma i due protagonisti non si abbandonano mai a scene drammatiche né compiono azioni guidati dalla passione. Questo non significa che non siano davvero profondamente innamorati l’uno dell’altra, Trollope lo mostra nelle loro parole e pensieri.

Come mi accade di solito con i romanzi con molti personaggi, la prima parte della lettura è stata meno scorrevole, anche perché dovevo prendere confidenza con il modo di scrivere dell’autore, poi, più che proseguivo, più che provavo lo stimolo a proseguire.

cobver Dotto Thorne Trollope

Ci sono alcuni comportamenti del dottor Thorne (non ne parlo per non anticipare troppo) che avrei preferito diversi, visto che è certamente un personaggio positivo, comunque probabilmente quello che fa o non fa dipende dall’epoca in cui vive e quindi dai comportamenti della società vittoriana. Mary, invece, è un’eroina senza macchia e senza paura ed è disposta a difendere il suo amore da tutti, pur essendo, per amore, disposta a lasciare libero Frank dal fidanzamento. E anche il giovanotto è un personaggio positivo, che nonostante le lusinghe e le insistenze della famiglia, conserva intatto il suo amore per Mary, anzi, più il tempo passa e più il sentimento matura e si consolida.

Indovinate come va a finire la storia…

Qui riporto quelli che per me sono esempi del modo ironico di raccontare di cui parlavo all’inizio dell’articolo.

In uno degli incontri, pochi per la verità, fra Mary e Frank, lei sta facendo una passeggiata in groppa a un asinello e lui la va a cercare per dichiararle il suo amore e chiederle di sposarlo. Lei però non riesce a rispondere.

Ma Mary continuò a non dire una parola. Non si mordeva più le labbra; quella era una fase superata, stava ormai concentrando tutti i suoi sforzi per evitare che le lacrime cadessero proprio sul viso dell’innamorato. Non disse nulla. Non poteva rimproverarlo e mandarlo via più di quanto potesse incoraggiarlo. Poteva solo rimanere seduta là, tremando e piangendo e desiderando di trovarsi a terra. Nel complesso a Frank piaceva l’asino. Gli permetteva di arrivare a qualcosa di più vicino a un abbraccio di quanto avrebbe trovato fattibile se entrambi fossero stati in piedi. Lo stesso asino era a proprio agio, e aveva l’aria di essere consapevole e di approvare quel che accadeva dietro le sue orecchie.

Qui, invece, c’è un colloquio fra Frank e suo padre, il possidente Gresham; il giovane ha appena comunicato la sua decisione di sposare Mary Thorne.

Il possidente sorseggiò il suo chiaretto, ma ala momento non disse nulla. C’era una pacata, virile, tuttavia modesta determinazione nel figlio che lui a stento aveva notato in precedenza. Frank era diventato legalmente maggiorenne, legalmente un uomo, quando aveva compiuto ventuno anni. La Natura, sembra, aveva rimandato la cerimonia finché non ne aveva avuti ventidue. Spesso la Natura rimanda la cerimonia anche a un’età più avanzata – certe volte addirittura si dimentica di compierla.

Un’altra brevissima citazione dal romanzo la trovate qui.

Anthony Trollope nacque a Londra il 24 aprile 1815 e morì a Londra il 6 dicembre 1882. Il dottor Thorne è il terzo di sei romanzi ambientati nella contea immaginaria del Barsetshire.

 

 

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