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Alta è la notte – Claudia Calisti * impressioni di lettura

Nove racconti o, per meglio dire storie, che si intrecciano e incastrano fra loro come in fondo avviene nella vita. La definizione di scatole cinesi cui ci si riferisce nella sinossi è decisamente appropriata.

Storie di sentimenti e storie dalle tinte gialle, dal ritmo incalzante, narrate con un linguaggio incisivo e veloce. Personaggi che potremmo incontrare per strada o avere come vicini di casa.

Una lettura piacevole e intrigante.

cover Calisti alta la notte

 

Sinossi

L’autore crea una storia in modalità scatole cinesi dove ogni episodio può essere letto come indipendente dagli altri ma al tempo stesso vi è legato con un fil rouge sottile che crea tensione e intrecci imprevisti.


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In biblioteca #44

Oggi ho preso in biblioteca, come prestiti interbibliotecari, tre romanzi di Georgette Heyer che avevo richiesto qualche giorno fa.

Eccoli:

L’inarrestabile SophyGeorgette Heyer

VenetiaGeorgette Heyer

Intrighi al castelloGeorgette Heyer


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Racconti brevi di Antonella Sacco

Non posso che ribloggare questo articolo che parla dei miei racconti e ringraziare Rabolas

Litteratti

I racconti sono materia viva, e per raccontarli non si può non guardare alle novità. E per novità intendo: cosa c’è di nuovo sotto il sole degli scrittori indipendenti?

Il mondo dei racconti indie – chiamiamolo così – lo inizio a raccontare dalla super brava Antonella Sacco che oltre ad essere scrittrice tiene anche un blog molto bello e interessante che seguo regolarmente.

L’ho iniziato da lei questo viaggio perché ero curioso di leggere qualche suo racconto – ogni volta che incappo in un blog che mi piace cerco sempre di immaginare quale tipo di racconti scriverebbe l’autore. Così ho approfittato.

Il primo racconto Spiaggia mi è piaciuto molto, perché ha l’essenza dei racconti brevi che piacciono a me e che tento di scrivere con più o meno successo: rappresentare un momento – spesso momenti di vita quotidiana – e poi lasciare in sospeso tutta una storia che a quel…

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Le donne di Zena – Daniela Domenici * segnalazione

Un saggio ad opera di Daniela Domenici, autrice (e non solo) molto attenta al mondo delle donne; questa volta sono le donne genovesi ad aver calamitato il suo interesse.

Il libro esce in versione cartacea ed è disponibile sui vari store, fra cui amazon.

cover donne Zena

Sinossi

Mameli, Mazzini, Montale, tre delle tante celebrità nate a Genova, tre uomini… ma le grandi donne che hanno visto la luce nella città della Lanterna chi sono? Quante ce ne sono state? L’autrice è andata a cercarle e ha creato questa piccola antologia, che verrà ripetuta per altre due città italiane, perché finalmente escano dal silenzio a cui spesso la storia le ha condannate in quanto donne e vengano loro tributati i meritati riconoscimenti, seppur postumi… “senza storia non c’è memoria”…

 

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In biblioteca #43

Nuovo passaggio in biblioteca, dove, fra le altre cose, ho ripreso “I misteri di Udolpho”, che non avevo finito di leggere.

Poi ho preso ancora autori vittoriani, o comunque dell’Ottocento inglese.

Ecco l’elenco:

Via dalla pazza folla – Thomas Hardy

Phineas Finn – Anthony Trollope

L’arte dell’impertinenza – Oscar Wilde

Il castello di Otranto – Horace Walpole

I misteri di Udolpho – Ann Radcliffe

 

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Il ritratto di Mr. W.H. – Oscar Wilde * citazione #4

(titolo originale The portrait of Mr. W. H. ed. 1958; tard. Daniele Niedda, 1992)

Qualche altra riflessione dal romanzo di Oscar Wilde, dapprima sull’Arte e la possibilità di ognuno di noi di conoscere se stesso.

cover ritratto di wh

L’Arte, neppure quella di più vasti propositi e più ampie vedute, non potrà mai mostrarci il mondo esterno. Tutto ciò che ci rivela è la nostra anima, l’unico mondo di cui abbiamo una qualche conoscenza. Anche se poi proprio l’anima, l’anima di ognuno di noi, è per ognuno di noi un mistero. Si cela nel buio a rimuginare e la coscienza non sa dire nulla del suo lavorio. La coscienza, infatti, è del tutto inadeguata a spiegare il contenuto della personalità. L’Arte, e soltanto l’Arte, ci rivela a noi stessi.

E più avanti

È incredibile quanto poco sappiamo di noi stessi e come la nostra più intima personalità ci resti nascosta!

Alla fine del romanzo il protagonista, dopo aver amato e cercato di dimostrare una teoria letteraria (il soggetto ispiratore dei sonetti di Shakespeare sarebbe stato un giovane attore, bellissimo e di grande talento) descrive le sue conclusioni e quelle che reputa prove in una lettera all’amico che per primo gliela aveva fatta conoscere e, dopo la stesura della missiva, scope che all’improvviso non ci crede più e non prova più interesse per la cosa. Ecco le parole di Wilde:

Mi sembrava di aver perso la capacità di credere nella teoria di Willie Hughes: era come se qualcosa mi avesse abbandonato lasciandomi indifferente all’intera vicenda. Ma cos’era successo? Difficile a dirsi. Magari, avendo trovato espressione perfetta a una passione, avevo finito per esaurire la passione stessa. Le forze emotive, come quelle fisiche, hanno i loro limiti.

 

 

 

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Il ritratto di Mr. W.H. – Oscar Wilde * citazione #3

(titolo originale The portrait of Mr. W. H. ed. 1958; tard. Daniele Niedda, 1992)

Nel romanzo si tratta dell’ipotesi che un giovane e bellissimo attore (Mr W.H. Appunto) avrebbe ispirato i Sonetti di Shakespeare (all’epoca le donne non recitavano e le parti femminili erano interpretate da giovani).

cover ritratto di wh

Qui sotto alcune frasi che descrivono l’arte dell’attore, concetti che trovo estremamente intriganti:

Ricordo che due sonetti mi colpirono in particolar modo. Nel primo, il 53, Shakespeare si congratula con Willie Hughes per la sua versatilità di attore, quella capacità che, si sa, gli consentiva di interpretare un’ampia gamma di ruoli, da Rosalinda a Giulietta, e da Beatrice a Ofelia:

Qual è la tua sostanza, di cosa sei fatto,
che milioni di strane ombre ti fanno scorta?
Perché ognuno ha, in quanto uno, un’ombra
e tu, sebbene uno, puoi gettare qualsiasi ombra.

Versi incomprensibili se non fossero indirizzati a un attore. La parola “ombra” aveva infatti ai tempi di Shakespeare un significato tecnico legato alla scena. «I migliori attori non son che ombre» dice Teseo degli attori nel Sogno di una notte di mezza estate.

La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo

grida Macbeth nel momento della disperazione; di simili allusioni è ricca tutta le letteratura del tempo.

 

 

 

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