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Il castello dell’arsenico – Georges Simenon * impressioni di lettura

(Traduzione di Marina Di Leo; originali pubblicati nel 1940 e 1941; edizione italiana del 2019)

Questo libro raccoglie cinque racconti, più precisamente:
La pista dell’uomo con i capelli rossi” (“La piste de l’homme roux”, 1940)
L’Ammiraglio è scomparso” (“L’Amiral a disparu”, 1940)
Il campanello d’allarme” (“Le sonnette d’alarme”, 1940)
Il castello dell’arsenico” (“Le Chateau de l’arsenic”, 1940)
L’uomo delle pantofole” (“L’amoreux aux pantoufles”, 1941).

cover il castello aersenico SIMENON

Il protagonista di tutti i racconti è il dottor Jean Dollent, un medico curioso con talento per l’investigazione, tanto che a lui si rivolge talvolta anche la polizia per risolvere i casi più assurdi.

Si tratta infatti di cinque racconti gialli, in cui vicende insolite nascondono o “spiegano” dei crimini, che il brillante dottore riesce a portare alla luce. Ciascun racconto è composto da più capitoli, ognuno dei quali ha un titolo “come si usava una volta”, per quella che è la mia esperienza almeno. Ad esempio, questo è il titolo del primo capitolo del primo racconto (“La pista dell’uomo con i capelli rossi”):

Dove il ragionier Georges Motte ha buone ragioni per credersi irresistibile e va a un appuntamento molto particolare

I racconti si leggono bene e sono abbastanza intriganti. Ci sono molti dialoghi e diverse esclamazioni, nel senso di frasi con il punto interrogativo, e anche parecchi puntini di sospensione, di solito quando qualcuno riferisce un fatto oppure i propri movimenti. Un tipo di scrittura, sotto questo aspetto, piuttosto diversa dalla maggior parte degli altri libri che leggo.

(Tra l’altro, uno dei consigli-ordini che viene dato a un aspirante scrittore è quello di non usare punti esclamativi e puntini di sospensione, o, per lo meno, di usarne pochissimi)

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Chiara mente – Alma C. Res – Segnalazione

Segnalo l’uscita dell’ebook di Alma C. Res, un racconto lungo dal titolo volutamente ambiguo “Chiara mente”, disponibile su amazon anche con l’abbonamento kindle unlimited. Buona lettura. A breve pubblicherò anche le mie impressioni.

cover Chiara mente

Questa la sinossi

Chi mente nella vita di Chiara?
Ricordi che strisciano nella notte e la raggiungono con dolore, surreali immagini di follia. Certezze che se ne vanno come sabbia tra le dita, pugni serrati, come quelli di chi è determinato a trovare la verità tra il sogno di una notte e la luce di ogni giorno.

Citazione iniziale

Ci sono momenti di solitudine che cadono all’improvviso come una maledizione, nel bel mezzo di una giornata. Sono i momenti in cui l’anima non vibra più.
Alda Merini

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Il turista – Massimo Carlotto * impressioni di lettura

(pubblicato nel 2016)

I romanzi di Carlotto lasciano spesso l’amaro in bocca, perché, anche se di solito il cattivo ha la peggio, la vittoria dei buoni è solo parziale e magari è ottenuta a un prezzo troppo alto. Questo, direi, perché si tratta di storie realistiche, ambientate in quella che è la realtà o, comunque, in una finzione molto simile alla realtà, che tutto è fuorché rosa.

Il turista” è più amaro degli altri libri che ho letto di questo autore, la vicenda narrata è cruda e crudele, non vi sono scene che schiariscono, almeno temporaneamente, il nero che pervade l’intero libro.

Il turista è un serial killer astuto e camaleontico che uccide le sue vittime in varie città d’Europa; la sua strada si incrocia con quella di un’organizzazione di assassini; a cercare di contrastare questa organizzazione, fra gli altri, Pietro Sambo, ex commissario di polizia, che si trova più volte a dover scendere a patti con la propria coscienza.

Un noir molto nero che non lascia nemmeno uno spiraglio di speranza, perché anche i difensori della legge alla fine non sono poi molto meglio di coloro che devono combattere.

Non ho trovato la trama molto avvincente, non c’è una vera e propria indagine, è più il racconto di una sorta di sfida a chi meglio riuscirà a fregare l’altro.

I protagonisti sono il serial killer e l’ex commissario, e anche fra loro, ovviamente, si svolge una sfida.

il turista Carlotto

 

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In biblioteca #49

Passaggio in biblioteca, dove ho pescato questo romanzo, che

nasce dall’incontro, durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa, tra Marco Malvaldi e Glay Ghammouri, un ex militare tunisino dalla carriera stroncata in patria per motivi politici e oggi detenuto in Italia a causa di un grave delitto.

Vento in scatola – Marco Malvaldi e Glay Ghammouri

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La zona extramondo – Riccardo Pietrani – Segnalazione

Segnalo il nuovo romanzo di Riccardo Pietrani, genere fantascienza/thriller tecnologico, disponibile su amazon sia in formato ebook che cartaceo. A questo link potete leggere anche l’intervista che gli ho fatto. E, se cercate nel blog il suo nome, potrete leggere le mie impressioni di lettura a diversi dei suoi romanzi.

Questa la sinossi

Stato della Chiesa, 1561
Un capitano di vascello e la sua ciurma, di ritorno da un viaggio nelle Americhe, si sacrificano alle torture dell’Inquisizione pur di tenere nascosto il diario di bordo della spedizione e i suoi sconvolgenti segreti.

USA, dicembre 2012
Kayn Grimm, ex professore di genetica, riceve una telefonata da una misteriosa donna che sostiene di avere informazioni sulla morte del padre, avvenuta molti anni prima in circostanze anomale.

Germania, dicembre 2012
Le vicende di un killer russo, Viktor Zagaev, e del detective sulle sue tracce, Matthias Wichmann, si intrecciano con quelle di una oscura organizzazione alla ricerca di un luogo leggendario che svelerebbe il potenziale nascosto nel DNA umano e il destino dell’intero universo.

LA ZONA EXTRAMONDO cover ebook R Pietrani

Un brano

Richiuse il frigo, prese due bicchieri dalla mensola, ci versò il latte e ne porse uno a Greta. «Adesso dimmi, però, cosa pensi di trovare qui. E come.»

Lei fece un sorso, immersa nella contemplazione del mobilio, lussuoso ma dallo stile superato. «Lo studio di tuo padre c’è ancora, vero?» chiese, appoggiando il bicchiere sul tavolo. «Puoi mostrarmelo?»

«Certo, non c’è problema. Abbiamo rimesso tutto a posto dopo la visita di quegli stronzi, e da allora non ho toccato più nulla.»

Salirono assieme le scale in legno ed entrarono. Lo studio era abbastanza piccolo rispetto alle altre stanze della casa. La parte centrale era occupata dalla scrivania su cui troneggiavano due vecchi computer Commodore 64, circondati da una gran quantità di matite e penne, tutte riposte in ordine negli appositi portaoggetti. Sembrava proprio la postazione di qualcuno che dovesse tornare da un momento all’altro per continuare il lavoro interrotto. Invece, erano passati oltre venticinque anni dall’ultima volta che suo padre ci aveva messo piede.

Greta si guardò intorno, facendo scorrere le dita tra i lunghi filari di volumi ordinati con cura sui ripiani.

«Dal Big Bang ai buchi neri, di Stephen Hawking…»

«Mio padre era pazzo di quel libro. L’ho letto anch’io, anche se…»

Alla ragazza brillarono gli occhi. Sfogliò il libro fino alla quarta di copertina e iniziò a tastare la rilegatura in cerca di rigonfiamenti.

Kayn la guardò perplesso. «Cosa stai facendo?»

Lei non rispose e continuò a esaminare il volume, fino a che non individuò una minuscola piega. Ci infilò un’unghia e iniziò a tirare, portando alla luce un piccolo alloggiamento. Strappò via il velo di carta che lo ricopriva ed estrasse un foglio ripiegato all’apparenza molto antico, custodito in una busta di plastica.

Un’espressione di sincero stupore si disegnò sul viso del professore, che si avvicinò per guardare meglio. «Cosa diamine è? Sembra una pergamena!»

Greta diede un’occhiata sommaria e se lo infilò in tasca. Poi si avvicinò a Kayn. «Ricordi quando ti ho detto che non sapevo mentire?»

«Eh?» balbettò lui inebetito.

Con un gesto fulmineo, Greta estrasse una piccola siringa dalla tasca e gli iniettò un potente narcotico nel collo.

Prima che potesse rendersene pienamente conto, il genetista crollò sul pavimento privo di sensi.

«Mentivo.»

L’autore…
Nato il 12 febbraio 1981 nella provincia milanese, all’età di 3 anni circa subisce un’abduction, durante la quale gli viene installato nel cervello un microimpianto. Il manufatto alieno si attiverà a 17 anni causando l’epilessia e un tumore al cervello, ma gli darà modo di comprendere appieno la delicatissima missione della quale è stato investito. Quando non è intento a ordire la macchinazione che devierà il corso della storia della razza umana, si diletta con la scrittura.

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Doppio vetro – Halldóra Thoroddsen * impressioni di lettura

(Titolo originale “Tvöfalt gler”, Traduzione di Silvia Cosimini; originale pubblicato nel 2016; edizione italiana del 2019)

Una donna anziana (all’inizio del romanzo ha più di settantacinque anni) vive sola a Reykjavík. Guarda il mondo fuori dalle sue finestre, si incontra con altri anziani al circolo delle coppie; ricorda il suo passato, il marito che è morto, si interessa di quello che succede in Islanda e nel mondo, si vede con i figli.

Conosce un altro anziano, un ex chirurgo, Sverrir. I due si innamorano. Un sentimento profondo e quieto, che dona a entrambi una nuova voglia di vivere.

L’atmosfera del romanzo, nonostante ciò, a mio parere è triste e non solo perché parla di persone anziane e di persone legate alla protagonista che muoiono o perdono la propria autonomia. Forse perché in fondo parla di sconfitta, almeno questo è quello che ho percepito io.

È comunque delicato, anche quando tratta argomenti che delicati non sono.

Riporto un paio di citazioni.

Quando la protagonista ricordo le storie che raccontava ai nipoti:

I bambini si avventurano dentro le fiabe senza paura della fantasia.

Quando la protagonista si trova con il fratello:

Insieme parlano di un passato che non appartiene più a nessuno se non a loro due. Conoscono persone che ormai si perpetuano soltanto nella loro memoria.

Trovo quest’ultima riflessione molto vera.

cover DOPPIO VETRO THORODDSEN

 

 

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#recensione Un grande fuoco: Racconti brevi di Antonella Sacco

Grazie a Sara di Iris e Periplo per la recensione ai mei racconti

Iris e Periplo Blog

Trama

Raccolta di 10 racconti brevi e brevissimi sull’amore e i ricordi.
Avvenimenti apparentemente di poca importanza e piccole cose quotidiane costituiscono l’accordo iniziale da cui si dipanano storie intense ed emozionanti, talvolta con risvolti surreali, sulla memoria e il tempo che passa, sulla scrittura e sull’amore.
Fantasia e riflessione: due facce della stessa medaglia.

Recensione

Un grande fuoco è una raccolta di racconti brevi dell’autrice Antonella Sacco.
Adoro leggere i libri di questa scrittrice, ha sempre una bella scrittura e riesce ogni volta a incuriosire ed emozionare.
Ottimi racconti, di varie lunghezze ma mai troppo lunghe e ch etrattano diversi argomenti.
Un grande fuoco è ispirato alla opera lirica di Giuseppe Verdi La Traviata, che l’autrice adora da sempre.
Mi sono piaciuti praticamente tutti i racconti e si leggono in maniera scorrevole e per niente noiosa.
Antonella Sacco è una signora della narrativa, ho letto alcuni dei suoi romanzi…

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