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Perché amo Fedor Dostoevskij?

condivido quanto scrive Marco

di Marco Freccero.
Pubblicato su YouTube il 24 settembre.
Ripubblicato su questo blog nel medesimo giorno.

Ogni tanto, un video dedicato a Fedor. Perché no? Continua a essere uno degli scrittori più amati!

Buona visione

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Dolomiti, Ortisei * Rasciesa – rifugio Brogler

Da Ortisei si sale sulla funicolare Rasciesa che conduce a 2103 m.

Dalla stazione a monte della funicolare si prende il sentiero 35; quando sono passata io il sentiero era in manutenzione e ho dovuto seguire in parte anche altri sentieri; nell’ordine 10 B, 35, 31 e 35.

Vista sulla val di Funes.

un tratto del sentiero con le Odle sullo sfondo

le Odle

Il percorso è abbastanza pianeggiante, con poco sali-scendi. Si arriva, poco prima del rifugio, al passo di Brogles (2119 m.) e dopo una discesa di pochi minuti si giunge al rifugio Brogles (2045 m.).

Il paesaggio è molto bello, con le Odle a sinistra (guardando il rifugio)

e, durante il cammino, in lontananza il massiccio del Sella e il Sassolungo.

E al ritorno può capitare di fare qualche piacevole incontro…

               

 

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #9

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

Altre due brevi citazioni che non hanno bisogno di commenti.

Non si può spiegare nulla. Il mondo sa solo ucciderti come un dormiente quando si gira, il mondo, su di te, come un dormiente uccide le sue pulci. Ecco quel che sarebbe di sicuro un morire da stupidi, mi dissi io, come tutti cioè. Fidarsi degli uomini è già farsi uccidere un po’.

 

È con gli odori che finiscono gli esseri, i paesi e le cose. Tutte le avventure se ne vanno per il naso.

 

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Rinaldo – Georg Friedrich Händel

Sono stata a vedere, al Teatro del Maggio di Firenze, l’opera Rinaldo”, di Georg Friedrich Händel (1685 – 1759).

L’opera fu composta a Londra, voluta da Aaron Hill, l’impresario del Queen’s Theatre, che ne definì anche il soggetto; Händel dovette scriverla in tempi molto brevi, pertanto utilizzò vari suoi altri pezzi musicali. Il libretto, in italiano, fu scritto da Giacomo Rossi, un insegnante di italiano che viveva a Londra. La storia è tratta dalla “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso; i personaggi coinvolti sono pochi anche se è presente una figura che nel poema non c’è: Almirena, figlia di Goffredo e promessa sposa di Rinaldo.

Nella prima (al Queen’s Theatre di Londra il 14 febbraio del 1711) Rinaldo – il protagonista – fu interpretato da Nicolò Grimaldi, un castrato molto famoso che nel 1718 si adoperò per far rappresentare l’opera a Napoli (in una versione modificata da Leonardo Leo).

La trama è piuttosto semplice: durante la prima crociata Goffredo di Buglione promette in sposa a Rinaldo, valoroso cavaliere, la figlia Almirena. I cristiani combattono contro i mori comandati da Argante che ha come amante la maga Armida; questa con i suoi incantesimi imprigiona Almirena nel suo castello e poi anche Rinaldo; Goffredo riesce a liberare entrambi grazie a un bastone magico datogli da un mago. Si svolge la battaglia finale e i cristiani fanno prigionieri Argante e Armida che si convertono al cristianesimo; Rinaldo e Almirena si sposano.

L’edizione a cui ho assistito mi è sembrata molto bella, con aspetti scenografici davvero notevoli (si tratta di un allestimento che è stato proposto per la prima volta nel 1985 ed è assolutamente fantastico). I personaggi si muovono su piedistalli dotati di ruote, alti più di un metro e spostate da figure in nero dal viso coperto; spesso sulle piattaforme ci sono cavalli (bellissimi destrieri) montati dai vari personaggi oppure navi. Il movimento che viene creato spostando questi piedistalli origina effetti scenici davvero superbi e rende in modo incredibile il senso delle varie scene, ad esempio quella della battaglia. Con il semplice movimento di un drappo vengono evocate le onde del mare e agitando i mantelli viene suggerito il vento. Sono consapevole che le mie parole sono decisamente insufficienti per descrivere le impressioni suscitate dalla regia e scenografia ma si capisce che sono rimasta affascinata, no? Purtroppo non ho foto perché in teatro non si possono scattare.

Gli interpreti mi sono sembrati tutti bravi (non che io sia un’intenditrice di voci) in particolare il controtenore che ha interpretato il ruolo di Rinaldo.

Artisti

Direttore – Federico Maria Sardelli
Regia, scene e costumi – Pier Luigi Pizzi
Assistente regista e Lighting designer – Massimo Gasparon
Rinaldo – Raffaele Pe
Goffredo – Leonardo Cortellazzi
Armida – Carmela Remigio
Almirena – Francesca Aspromonte
Argante – Adrea Patucelli –
Mago Cristiano – William Corrò
Donna/Due Sirene – Marilena Ruta e Valentina Corò
Araldo – Shuxin Li
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Qualche ulteriore informazione (al momento) potete trovarla a questo link: https://www.maggiofiorentino.com/events/rinaldo-3/

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #8

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

Ci si può perdere andando a tentoni tra le forme trascorse. È spaventoso quante ce ne sono di cose e persone che non si muovono più nel tuo passato. I vivi che si smarriscono nelle cripte del tempo dormono così bene con i morti che perfino un’ombra già li confonde.

 

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #7

Alcuni altri brevi brani che mi sono segnata perché mi hanno particolarmente colpita. Vi leggo amarezza, un poco di cinismo, rassegnazione.

In questa frase si riferisce alla guerra.

Quando sei potuto uscire vivo da un mattatoio internazionale in preda alla follia, è comunque una bella referenza dal punto di vista del tatto e della discrezione.

Questa è una riflessione fatta durante il viaggio verso una colonia africana, su una nave.

D’altronde, nella vita quotidiana, pensiamo che cento individui almeno nel corso di una sola normalissima giornata desiderano la tua povera morte, per esempio tutti quelli che gli dài fastidio, pigiati in coda dietro di te sul metrò, poi tutti quelli che passano davanti al tuo appartamento e non ne hanno uno, tutti quelli che vorrebbero che tu abbia finito di far pipì per farla loro, infine, i tuoi figli e altri ancora. È incessante. Ci si abitua. Sulla nave si vede ancora meglio questa fretta, allora dà più fastidio.

Un’altra amara riflessione:

Quando l’odio degli uomini non comporta alcun rischio, la loro stupidità si convince presto, i motivi arrivano da soli.

La descrizione della città africana in cui giunge Bardamu.

La città di Fort-Gono in cui m’ero incagliato appariva così, precaria capitale della Bragamance, tra mare e foresta, ma guarnita, ornata tuttavia di tutto quel ci vuole in fatto di banche, bordelli, caffè, terrazze e perfino d’un ufficio di reclutamento, per farne una piccola metropoli, senza dimenticare square Faidherbe e boulevard Bugeaud, per il passeggio, un insieme di fabbricati rutilanti in mezzo a scogliere rugose, farciti di larve e pesticciati da generazioni di guarnigioni e amministratori forsennati.

 

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

 

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Ruga dopo ruga – Claudia Graziani – Segnalazione

È con grande piacere che segnalo la pubblicazione, il giorno 3 settembre 2020, del romanzoRuga dopo ruga” di Claudia Graziani. È il primo pubblicato da questa scrittrice, ed è in formato cartaceo, per i tipi di Porto Seguro Editore.

Questa la quarta di copertina
Ktabejin è un’isola polinesiana abitata da un popolo di lontana discendenza Maori, che ha sviluppato un civiltà pacifista, fondata su una religione sciamanica. I suoi abitanti portano un nome il cui significato fa da totem per la direzione della loro vita e comunicano più con il corpo che con le parole. Ranjji però si sente diversa dalla sua gente, come se osservasse lo svolgersi della loro vita in disparte. Il ritorno dei colonizzatori inglesi le darà un fondamentale impulso a ricordare un trauma del suo passato, dal quale ha avuto origine il Dolore che spesso le attanaglia le viscere. Attraversando questo Dolore la ragazza compirà il percorso al quale è destinata, per cercare di liberare il suo spirito, proprio come le tartarughe che emergono dalla sabbia e superano mille rischi per raggiungere l’Oceano.

Un romanzo sul coraggio, sulla necessità di affrontare le proprie ferite e aprirsi all’altro per cambiare, crescere ed essere più liberi.

L’autrice
Claudia Graziani è insegnante di scuola primaria, appassionata di didattica, di letteratura, di musica corale e di culture straniere. Recensisce libri per il sito Sololibri.net e “Ruga dopo ruga” è il suo primo romanzo.

È possibile ordinare il romanzo su amazon.

cover Claudia Graziani Ruga dopo ruga

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #6

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

Il modo di descrivere di Céline è davvero particolare e non si può dire che non renda l’idea… descrizioni che sono nello stesso tempo riflessioni.

Mica che fosse brutta, Madame Puta, no, avrebbe potuto perfino essere carina, come tante altre, solo che lei era così prudente, così diffidente, che si arrestava ai bordi della bellezza, come ai bordi della vita, con i suoi capelli un po’ troppo curati, il sorriso troppo facile e improvviso, i gesti un po’ troppo rapidi o un po’ troppo furtivi. Ci si accaniva a discutere quel che c’era di troppo calcolato in quell’essere e i motivi dell’imbarazzo che uno provava a dispetto di tutto, quando s’avvicinava. ’Sta repulsione istintiva che ispirano i commercianti a quelli che li avvicinano e che capiscono, è una delle rarissime consolazioni che quelli che non vendono niente a nessuno provano a essere poveri come sono.

cover viaggio termine notte Celine