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Arabesque

Un bel racconto di Litteratti

Litteratti

Si mise diligentemente in fila. Non ce la faceva proprio a non sorridere all’idea che per la prima volta in vita sua stava entrando in un Tesco. Ci era voluto un avvenimento epocale come una pandemia a metterlo in riga. Non l’aveva mai fatto prima, quando le file non c’erano e si poteva entrare e uscire dai negozi a piacimento come a casa propria. Ora però sentiva come se dovesse partecipare a un rito collettivo: condividere con gli altri il pericolo di stare insieme nell’attesa di un pizzico di speranza.

Meticoloso com’era contò quanti stavano davanti a lui con la precisione di un metronomo: disposti lungo un rigo invisibile, a intervalli regolari, come un’unica nota ripetuta – un sol naturale, quello delle sirene delle ambulanze che rompevano il silenzio nelle strade. Uno, due, tre, una testa laggiù… chissà se nel contare incrociò il numero delle fughe di Bach. Forse ricordò…

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