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Almanacco: scrittori nati il 27 luglio

Antonella Sacco

Giosuè Carducci (1835 – 1907), poeta e scrittore italiano.
Premio Nobel per la letteratura nel 1906.
Ho letto di lui diverse poesie durante il periodo scolastico, alcune mi piacevano. Le immagini dei “cipressi alti e schietti in duplice filar” e dell’asino che mangia un “cardo rosso e turchino” sono impresse in modo indelebile nella mia memoria.

Jack Higgins (1929), scrittore britannico.
Di lui ho letto due romanzi, “Avviso di tempesta” e “La spia di vetro”, ma non li ricordo.

Alexandre Dumas (figlio) (1824 – 1895), scrittore e drammaturgo francese.
Autore fra l’altro de “La signora delle camelie” che ho letto e vista in teatro; conosco inoltre quasi a memoria “Traviata”, l’opera lirica di Giuseppe Verdi tratta da questo dramma, opera su cui ho scritto anche un racconto dal titolo “Un grande fuoco”.

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Il mestiere di vivere – Cesare Pavese * citazione #5

Anteprima(si apre in una nuova scheda)

Frasi da “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese, che rendono bene il pensiero di questo scrittore.

1938

19 ottobre

Quando si soffre si crede che di là del cerchio esista la felicità; quando non si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora perché non si soffre nulla.

Il pessimismo cosmico è una dottrina di consolazione. Molto peggio sta chi credendo nell’ambivalenza dell’ordine esistente, riconosce se stesso per inadatto, quindi per condannato a soffrire.

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Il mestiere di vivere – Cesare Pavese * citazione #4

Frasi da “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese, che rendono bene il pensiero di questo scrittore.

1938

18 ottobre

Descrivere la natura in poesia, è come quelli che descrivono una bella eroina o un forte eroe.

Riuscire a qualcosa, qualunque cosa, è ambizione, sordida ambizione. È logico quindi ricorrere ai più sordidi mezzi.

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Fontana di Narciso * Cascine, Firenze

Nel parlo delle cascine vi sono varie fontane, fra cui quella denominata “di Narciso”.

La targa sul lato frontale della fontana recita:

Eterno monumento in questo loco

generosa pietà fonda a Narciso

che vagheggiando al fonte il proprio viso

morì consunto d’amoroso fuoco.

Sul lato destro c’é un’altra targa:

Nei pressi di questa fonte

detta di Narciso il poeta Shelley

compose nell’autunno 1819

l’ode Al vento occidentale

Da Wikipedia –> Il Parco delle Cascine, detto anche più comunemente Le Cascine, è il più grande parco pubblico di Firenze (160 ettari); ha la forma di una striscia pianeggiante di terreno lunga quasi 3,5 chilometri e larga non più di 640 metri, che costeggia la riva destra dell’Arno, dal centro storico, fino alla confluenza del fiume con il torrente Mugnone.

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Giochiamo con gli iati, dittonghi e trittonghi – Daniela Domenici * segnalazione

Daniela Domenici pubblica un nuovo libro, dedicato alla lingua italiana.

Con le consuete sensibilità e giocosità l’autrice spiega e gioca con le parole.

Il libro è disponibile in versione ebook e cartacea su amazon.

Sinossi

Dopo aver giocato, nei suoi quattro libri precedenti, con gli acrostici, i tautogrammi, i limerick e i petit onze l’autrice si è divertita a creare composizioni linguistiche con gli iati, i dittonghi e i trittonghi, un’altra particolarità della nostra splendida lingua italiana così ricca di sfumature e di dettagli…

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Sentimiento Nuevo – Keihra Palevi – Segnalazione

Segnalo la pubblicazione del nuovo romanzo di Keihra Palevi. É in formato ebook kindle (in pre-order fino al 7 luglio).

A questo link potete leggere la mia intervista a Keihra Palevi. Qui invece le mie impressioni di lettura relative ai suoi romanzi: Credici (#Creed1) e Talitakum (#Creed2)

Sinossi

Una storia vera, un romanzo che sfida i pregiudizi più nascosti dei benpensanti e, in fondo, di tutti noi.

Grete non ha avuto una bella infanzia ma è riuscita a superare i cattivi ricordi, vivendo una giovinezza indipendente e spensierata. Mille lavori per mantenersi e tante storie brevi per sperimentare la propria femminilità. Non è durata a lungo: è stata raggirata con un vile imbroglio, ripiombando in un abisso di tristezza e depressione. Per fortuna può contare sull’amicizia di Helga, bella e disinibita, che la sprona a riappropriarsi della propria vita. L’occasione sarà una vacanza in Italia, insieme alla sua fedele amica.

Axel è uno splendido ragazzo e un amante spietato. Il suo aspetto angelico nasconde un animo cinico e indifferente ai sentimenti delle sue prede. Il classico bad boy che scommette sulle sue conquiste, prende e lascia. È il suo modo di vendicarsi di ciò che per lui rappresenta il massimo tradimento. Può contare su un amico d’infanzia che considera come un fratello.

Grazie a una coincidenza imprevista, Grete e Ax s’incontrano proprio nello stupendo luogo dove a lei sono state legate le ali.

Per lui rappresenta la vittima ideale.

Per lei un sogno quasi proibito.

Entrambi scopriranno che, oltre la passione, c’è qualcosa in più che li unisce, ma sembra che il destino non sia d’accordo. Ben presto, infatti, Grete si accorgerà di essere stata ingannata ancora una volta. La ex di lui è tornata e lo rivendica attraverso un odioso ricatto.

Tra colpi di scena, misteri svelati, amici che mostreranno il loro vero volto, si dipana questa vicenda..

Malintesi, dubbi e pregiudizi.

Sensualità, tenerezza e sogno.

Sarà difficile rimettere insieme i cocci di questa storia travagliata, a meno che non intervenga qualcuno o qualcosa.

Ma si tratterà davvero di Amore o di un semplice capriccio estivo?

I protagonisti ne usciranno cambiati e così il lettore, portando con sé lezioni di vita e forti emozioni.

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Su romanzi regency e dintorni

Di seguito i link agli articoli del blog riferiti a segnalazioni o commenti a romanzi ambientati nel periodo Regency o poco prima.

Un libertino per marito – Ella S. Bennet

Il patto di Alicya – Ella S. Bennet

Un marito per Martha – Ella S. Bennet

Claire – Ella S. Bennet

La dama in verde – Antonia Romagnoli

Regency & Victorian: In viaggio fra usi e costumi dell’800 inglese – Antonia Romagnoli

Un’estate da ricordare – Mary Balogh

Due romanzi di Georgette Heyer

La pedina scambiata – Georgette Heyer

Belinda e il duca – Georgette Heyer

Il destino in una stellaMiriam Formenti

Amabile canaglia – Miriam Formenti

Un matrimonio d’affari – Tessa Dare

La sorella sbagliata – Christine Merrill

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Il borghese Pellegrino – Marco Malvaldi * Impressioni di lettura

In questa storia, come in “Odore di chiuso”, troviamo fra i protagonisti (forse stavolta lui e il suo libro di ricette sono proprio i protagonisti) Pellegrino Artusi, nato a Forlimpopoli nel 1820 e vissuto a Firenze dal 1851, buongustaio e autore di un famoso libro di ricette, “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”.

Di cibo si parla parecchio, nel romanzo, anche perché la maggior parte dello stesso si svolge nel castello di Secondo Gazzolo, che ha una fiorente industria di carne in scatola e più di una volta vediamo lui e i suoi ospiti a tavola.

Siamo nel 1900 e un gruppetto di uomini si ritrova a Campoventoso, il castello del citato commendator Gazzolo, per perfezionare accordi commerciali con il governo turco; vi sono solo due donne, Delia, la figlia del ragionier Bonci, e la moglie del padrone di casa. Ci sono anche una cameriera, che preferisce essere chiamata Crocetta, invece che con il proprio vero nome, e un maggiordomo, Bartolomeo.

Il morto ci scappa dopo circa un terzo del romanzo ma l’autore rassicura noi lettori, con il consueto tono ironico, fino dalle prime pagine sul fatto che un cadavere ci sarà:

Sappiamo che la vita di ognuno di noi giunge al termine, ma non c è dato di sapere né come né quando.

E infine ci sei tu, amico lettore o più probabilmente amica lettrice, che rispetto al dottor professor Paolo Mantegazza e a tutti gli altri uditori della conferenza hai un vantaggio sleale. Cioè, siccome quello che stai leggendo è un giallo, sei perfettamente consapevole che nel volgere di qualche pagina qualcuna delle persone che stai per conoscere tirerà il calzino. E, seppure ignorando i termini precisi dell’evento, sai benissimo che verrà assassinata. Solo, ignori chi sta per lasciarci, e chi ne sia il responsabile.

Se hai un po’ di pazienza, ci arriveremo.

Divertenti anche i titoli dei capitoli: si comincia con “Inizio” e si prosegue con “Meno cinque” e via così fino a “Meno uno”, con un intermezzo dal diario di Pellegrino Artusi (più avanti ce ne sono altri tre), poi da “Uno” a “Cinque”, seguito da “Radice di trentadue”, “Sei”, “Due pi greco”, “Sette, credo”, “Sette per davvero”, “Da duecentosettanta a centosettantasei”, “Otto”, “Nove”, “Epilogo”.

Oltre all’originale vicenda gialla, abilmente costruita e intrigante, è come sempre il modo di narrare di Malvaldi a rendere piacevole la lettura nonché il parco dei personaggi, tutti molto vivi e realistici, con i loro difetti e le loro qualità.

Insomma, a me questo scrittore piace e a chi non lo conosce consiglio di assaggiare i suoi romanzi.

Nel blog potete leggere altri articoli sui suoi libri: “Vento in scatola”, “Negli occhi di chi guarda (citazione)”.