Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Un’eredità per due – Scarlett Douglas Scott * Segnalazione

Segnalo l’uscita del nuovo romanzo “Un’eredità per due” di Scarlett Douglas Scott, disponibile sia in formato ebook che cartaceo, su amazon dal 24 febbraio 2021. Si tratta di un avvincente romanzo di genere rosa, pubblicato da Astro Edizioni nella collana Pink.

Sinossi

Veronika Jensen è un’archeologa. La sua vita è a Roma, con il suo lavoro al Dipartimento, il fidanzato Stefano e gli scavi a Veio. Ha chiuso da anni il suo passato in Norvegia, dove è nata, e mantiene a distanza l’unico legame rimasto con sua nonna Inge, attraverso una sola telefonata all’anno. Fino a quando Inge viene a mancare e le lascia in eredità un gatto dispettoso, un cottage in collina e un vecchio albergo sommerso dai debiti.

Veronika deve ritornare a Trondheim, prendere atto della situazione finanziaria del Kwasir Inn e decidere se accettare o meno l’eredità perché, se rinuncia all’albergo, perderà anche la casa e un cospicuo lascito in denaro. Però lei non è l’unica erede: Inge ha citato nel testamento anche un perfetto sconosciuto, Mikhail Olsen che, oltre a essere il notaio più affascinante di Trondheim, è anche l’unico in grado di risollevare l’albergo dai debiti, ma solo se Veronika accetta di diventare sua socia in affari.

Travolta da una girandola di avvenimenti, in cui verranno trascinati anche la sua amica arredatrice Roxana e l’intrigante cuoco pluristellato Franz, la protagonista si troverà ad affrontare una minaccia imprevista che potrebbe cambiare per sempre il suo futuro e quello di Mikhail.

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

25 ricette dal mondo in versione senza glutine – a cura di Sara Bontempi * segnalazione

Segnalo l’uscita di un libro di ricette dedicato a chi ha problemi di intolleranza al glutine, lo potete trovare su amazon in formato ebook o cartaceo.

La celiachia al giorno d’oggi è l’intolleranza o malattia alimentare più costante e diffusa in Italia, si stima che ne soffrano ben l’1% della popolazione.
Per chi ama viaggiare a volte è un ostacolo, cosa che è stata all’inizio per i travel blogger Sara e Ruggero, del blog Iris e Periplo Travel.

Raccontano così:

Giriamo il mondo alla ricerca delle tradizioni e dei piatti tipici da provare da più di 10 anni.
Poi è successo che io, Sara, qualche anno fa ho scoperto di avere una sensibilità al glutine molto sintomatica, con tutti i sintomi di una vera e propria celiachia.All’inizio viaggiare è stato difficile, non mi fidavo di niente e di nessuno se non di me stessa e degli snack che portavo in valigia.Piano piano ho iniziato la ricerca dei locali giusti, per poter comunque assaggiare i piatti tipici e vivere una vita completamente normale.Si perché la celiachia non deve essere un limite, e questa è la prima cosa che ho imparato.E così ho iniziato anche a studiare i piatti che avevo assaggiato in giro per il mondo e anche quelle pietanze che non ho mia trovato in versione senza glutine, per ricrearli io stessa e poter assaporare quei sapori che tanto amo.”

Ecco come nasce il primo volume di 25 ricette dal mondo in versione senza glutine, di Iris e Periplo  Travel a cura di Sara Bontempi.
Con tutte le ricette che hanno testato e sono piaciute, a celiaci e non, con l’approvazione di chi le aveva già mangiate in versione originale e tradizionale.
Non è la loro prima opera, hanno già pubblicato su Amazon alcune guide turistiche, quella che ha avuto più successo la Guida del Golfo dei Poeti, ma anche ebook informativi per blogger e per chi lavora con il web marketing.

Sara Bontempi è Travel Blogger, Copywriter e Press Office

Web: www.iriseperiplotravel.com www.iriseperiplo.art.blog

Pubblicato in: Interviste self

Intervista ad Abel Waakam

Abel Waakam è scrittore, esploratore, fotografo, programmatore ma soprattutto un ribelle, come si definisce lui stesso. Fra le altre sue iniziative il portale “Writer Officina”, un luogo virtuale in cui gli autori possono inserire brani dei propri libri e leggere quelli degli altri; in cui vengono pubblicate interviste a scrittrici e scrittori famosi e agli autori dell’Officina. Da qualche settimana sul portale è in corso un nuovo interessante esperimento, un romanzo collettivo. Nell’intervista che segue Abel ci racconterà qualcosa di sé e di Writer Officina.

Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo?

Abel Wakaam: Scrivo perché ho sempre scritto, sin da bambino, come se fosse normale trasformare in parole le mie fantasie. Forse ho cominciato a scrivere perché non sapevo disegnare e avvertivo la necessità di comunicare ciò che avevo dentro. Oggi lo faccio perché la scrittura è una forma di creatività intimistica e necessaria per raccontare ciò che vedo nei miei viaggi. Si può dire che trasformo le mie impressioni in racconto, così da infondere in ogni lettore l’enfasi di ciò che vivo.

Cosa ti resta più difficile nello scrivere? Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…

Abel Wakaam: Per me è tutto naturale, istintivo, come respirare. Scrivo al mattino, dalle 7,30 fino alle 11,30, prendendomi delle pause per seguire le mie attività sul web. Scrivo ovunque mi trovo perché uso una piattaforma online dedicata, disponibile sul mio sito, quindi posso lavorare senza la necessità di uno strumento particolare.

Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Abel Wakaam: La scrittura è creatività, assolutamente necessaria per “consumare” le idee che altrimenti mi si affollano nella testa. Quindi allo stato attuale non posso farne a meno.

Cosa cerchi o pensi di comunicare o condividere con i tuoi lettori?

Abel Wakaam: Sono un raccontastorie, quindi trasformo mentalmente i lettori in un gruppo di amici, seduti con me attorno al fuoco, come quello che tutte le sere mi scaldava nel Sahara. Condivido la mia visione del mondo e plasmo i miei personaggi su facce conosciute. Descrivo i loro pregi e difetti, li avvolgo nella tela intricata della mia trama e lascio che ognuno si riconosca.

La caratteristica/dote più importante per uno scrittore secondo te?

Abel Wakaam: La capacità di indurre chi legge a credere che tutto sia vero. Non verosimile, ma completamente reale, condivisibile, una sorta di vita parallela da cui non ci si può divincolare. Ripeto sempre che la verità è una bugia in allestimento, dunque non si può sapere quale sia la sua forma perfetta se non dopo che l’intera storia è stata svelata.

Sei anche un viaggiatore e un fotografo: cos’hanno per te in comune viaggiare e scrivere?

Abel Wakaam: Viaggiare è la faccia oscura della luna, dove si incontrano le ombre a cui dare un volto umano. Se parti senza idee, torni con una bagaglio di visioni che devi soltanto distribuire su un foglio bianco. La fotografia è parte integrante del viaggio perché fissa in una memoria sintetica ciò che la mente fatica a organizzare, così si possono usare i sensi per immagazzinare i profumi, le sensazioni, le paure e i sorrisi.

Writer Officina: un luogo virtuale per scrittori. Non è il primo portale che fondi e che gestisci: cosa ti proponi di realizzare con queste esperienze? Quanto conta per te questo tipo di interazione/collaborazione con altri autori?

Abel Wakaam: Writer Officina è soprattutto una scommessa. Erano molti anni che non davo vita a una nuova Community e sentivo il bisogno di armeggiare con i codici di programmazione, per timore di avere la mente troppo arrugginita. Poi è diventata una sfida, per dimostrare ai detrattori che si potevano coinvolgere gli altri scrittori in un progetto comune. Non un Gruppo, ma una Comunità e la differenza non è poca cosa. Ogni componente di un gruppo pensa principalmente a se stesso, mentre in una comunità si agisce insieme per il bene comune. E in questo modo, semplicemente condividendo il proprio estratto, si concede visibilità anche agli altri. Ad oggi, pur con una certa riflessione, ritengo che sia stata una scommessa vinta.

Valigie nella tormenta”: un esperimento di scrittura collettiva. Vuoi parlarcene?

Abel Wakaam: “Valigie nella tormenta” ha il compito di creare il rito dell’aggregazione, indispensabile per suggellare ciò che ci siamo detti sopra. Lo scopo è quello di indurre degli sconosciuti a imbastire una trama senza altra preclusione che il luogo in cui si svolge. Il filo conduttore è blando, proprio per lasciare che ognuno trovi l’anello della catena a cui congiungersi. È ancora un esperimento, quindi bisognerà discuterne alla fine.

Mi è sembrato di capire che non sei un lettore, personalmente non capisco come si possa essere uno scrittore senza leggere (per me sono due facce della stessa medaglia). Ho capito bene? Perché allora inventare uno spazio per gli altri scrittori?

Abel Wakaam: No, non sono un lettore, non lo sono mai stato. Dopo il mio primo libro “Il richiamo della foresta” ho deciso che avrei raccontato delle storie come quella e che, per farlo, non avrei mai dovuto copiare ciò che avevano scritto gli altri. Leggere mi annoia, a meno che siano nozioni tecnologiche. Non ho la pazienza di sfogliare le pagine perché ruba tempo a quelle che potrei scrivere. Ma nello stesso tempo mi piace l’idea di dare spazio agli altri, per una forma di rivalsa verso quegli editori che hanno chiuso le porte agli autori emergenti.

Ringrazio Abel e invito i lettori a curiosare fra i suoi libri e su “Writer Officina”.

Pubblicato in: Uncategorized

I farmaci generici, detti anche equivalenti, sono identici ai farmaci di ‘marca’? Facciamo chiarezza…

Un argomento che mi interessa

Medicina, Cultura, e Legge

Diciamo subito che un farmaco di ‘marca’ (originale), dalla prima autorizzazione all’immissione in commercio, è tutelato, in genere, per circa dieci anni dai diritti intellettuali (brevetto), questo per consentire all’azienda produttrice originaria di poter rientrare dei costi per gli investimenti adoperati nella ricerca e nello sviluppo del medicinale.

Solo dopo questo periodo di esclusiva commercializzazione (ovvero alla scadenza del brevetto per il principio attivo in oggetto) un medicinale potrà essere prodotto, attraverso diverse sperimentazioni e autorizzazioni, da altre aziende farmaceutiche e assumerà la denominazione di medicinale generico, o equivalente, il quale sarà venduto a un prezzo inferiore (di almeno il 20%).

Si premette che, per legge, è stabilitoche il contenuto di principio attivo in un medicinale, sia di marca, sia equivalente, rispetto al dichiarato (in etichetta) può oscillare da un minimo del 95% ad un massimo del 105%.

Il farmaco generico, o equivalente, dunque, ha la stessa…

View original post 507 altre parole

Pubblicato in: Almanacco

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 14 febbraio

Leon Battista Alberti

(1404 – 1472) architetto, scrittore, matematico, umanista, crittografo, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano.

Non ho letto niente di lui ma leggendo di crittografia ho scoperto che è stato anche un geniale crittografo e inventò un metodo per generare messaggi criptati con l’aiuto di un apparecchio, il disco cifrante. Sua fu infatti l’idea di passare da una crittografia con tecnica “monoalfabetica” (Cifrario di Cesare) ad una con tecnica “polialfabetica”. (Wikipedia)

Lucinda Riley (Lucinda Edmonds)

(1968), scrittrice nordirlandese.

Di lei ho letto “Il giardino degli incontri segreti”.

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Hong Kong: Racconto di una città sospesa – Marco Lupis * segnalazione

Segnalo la pubblicazione di un nuovo libro di Marco Lupis, giornalista di cui ho letto e apprezzato altri due volumi, “Il male inutile” e “I cannibali di Mao”. Questa volta Lupis ci offre un testo sulla città di Hong Kong, in cui ha vissuto a lungo, un libro esaustivo, completo e aggiornato. Io ho già iniziato a leggerlo e vi saprò dire presto la mia impressione.

Il libro è pubblicato da Il Mulino nella collana Intersezioni ed è disponibile in formato digitale e cartaceo.

Chi meglio dell’autore, che ha vissuto a lungo nella città di Hong Kong (HK) e la conosce in modo approfondito, può illustrarci cosa lo ha spinto a scrivere questo libro e quali sono i suoi “punti di forza”? Ecco le sue parole:

Il libro ha un’impostazione che riflette le tre parti in cui è diviso:

la prima è una “marcia di avvicinamento”, riflette il mio modo di vedere HK come una città dominata dagli elementi primordiali, acqua/vento (che poi sono anche quelli – la loro armonia e il loro rapporto – che regolano l’antica arte del Feng Shui).

Nella seconda parte entriamo nella storia di HK, cominciando dal capitolo dalla preistoria e dall’antichità, e poi l’ultima guerra, la tragedia dell’occupazione giapponese e gli aspetti più “nascosti” e noir, della città, i tunnel sotterranei, il crimine e le triadi, i cimiteri, il culto dei morti e il cinema di HK . Poi proseguo attraverso la storia della HK coloniale per poi fare un passo indietro e raccontare luci e ombre della HK britannica .

Nella terza e ultima parte ci si avvicina all’attualità, con la storia delle grandi epidemie e un’analisi del futuro.

Sinossi

Alla scoperta dell’anima di un luogo unico al mondo, dove tutto è ancora possibile
Terra di confine, snodo tra mondi e culture diverse, Hong Kong è un sogno, nato da un incontro d’amore tra Oriente e Occidente. Una città inquieta, spesso cruda e spietata ma ancora capace di conquistarci per il suo fascino nascosto, sempre avvolto da un’aura di orientale magia. In questo racconto mai convenzionale, se ne ripercorrono fisicamente le strade e idealmente la storia, alla scoperta di personaggi e vicende del passato, ma anche del drammatico presente segnato dal rapporto difficile e controverso con la madrepatria cinese e dallo scontro di due visioni diverse di capitalismo. Un’incompiuta città-stato e il suo destino di avamposto sospeso

L’autore

Giornalista, fotoreporter e scrittore, Marco Lupis è stato corrispondente e inviato speciale dall’Estremo Oriente e soprattutto da Hong Kong, per le maggiori testate giornalistiche italiane (Panorama, Il Tempo, Corriere della Sera, L’Espresso e la Repubblica) e per la RAI.

Pubblicato in: Uncategorized

Almanacco: scrittori nati il giorno 8 febbraio

Antonella Sacco

Jules Verne

(1828 – 1905), scrittore francese.
Uno dei padri della Fantascienza, indubbiamente. Di lui ho letto da ragazzina l’edizione ridotta di diversi romanzi e di recente la versione integrale (spero) de “Il giro del mondo in ottanta giorni”, “Viaggio al centro della terra” e “Il dottor Oss”.

Giuseppe Ungaretti

(1888- 1970), poeta e scrittore italiano.
Ho letto molte delle sue poesie. Trovo meravigliose quelle brevissime, fra tutte “Soldati” e “Fratelli”.

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.

Fratelli

   Di che reggimento siete,
fratelli?
    Parola tramante
nella notte
    Foglia appena nata
    Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
    Fratelli

John Grisham

(1955) scrittore statunitense.
Di grande successo. Di lui ho letto alcuni romanzi, fra cui “L’avvocato di strada” e “Il socio”.

View original post

Pubblicato in: Racconti

Bere * racconto

Sempre più tardi. Più tardi. Tardi. Tardissimo.

Notte inoltrata, notte fonda. Silenzio che fa rumore da quanto è intenso.

Buio fuori, cielo senza stelle.

Lampadina fioca dentro, luce scarsa. Basta per una bottiglia. Di whisky. Piena per metà. Liquido biondo. Brucia nella gola. Anche nello stomaco. Bere per dimenticare. Cosa non lo so più. O quasi. Dimenticato. Magari è vero che bere aiuta. Per un po’ almeno. Fino a domani. Fino a che resto sveglio a guardare la bottiglia. Bella bottiglia. Etichetta dorata, scritte nere e rosse, stemmi.

Brucia. Nella gola. Nello stomaco. Dappertutto. Dimenticare. Bere. Bruciare. Qualcosa brucia dentro, non solo whisky, non so cos’è. Brucia.

Dimenticare. Bere.

Non funziona. Qualcosa mi rode, non so cosa.

Bere. Bere. Ancora. Per cancellare questa cosa che brucia. Brucia. Sempre di più. Non si cancella. Brucia. Si nutre di whisky. Bere. Bere.

Per non dimenticare.

Questo racconto è pubblicato anche nell’ebook (gratuito su tutti gli store) “Racconti Brevi“.