Pubblicato in: Libri

Stella Nera – Marco Freccero * impressioni di lettura

In questo articolo vi parlo dei primi due libri della serie “Stella nera”, cioè Le luci dell’Occidente”, uscito alla fine del 2020, e “La promessa”, uscito alla fine del 2021. L’autore pubblicherà il terzo e ultimo fra circa un anno, alla fine del 2022 o agli inizi del 2023.

In realtà si tratta delle tre parti di un unico romanzo, ambientato negli anni Ottanta a Savona, che narra principalmente le vicende di alcuni giovani obiettori di coscienza che prestano il servizio civile presso la Caritas, occupandosi del doposcuola per ragazze e ragazzi che vivono in situazioni difficili e che pertanto hanno bisogno di aiuto, e di due anziani, che abitano nello stesso palazzo di una donna straniera, tedesca o forse ungherese. Presto si scopre che in qualche modo sia donna che i tre giovani hanno a che fare con un piccolo quadro del Bernini, un ‘opera di grande bellezza, scomparsa dai tempi della guerra.

Ne “Le luci dell’Occidente” la storia prende l’avvio con la morte (naturale) della donna, una solitaria per niente cordiale con i vicini; solo Leonardo Perrone, che abita sul suo stesso pianerottolo, andava a trovarla per offrirle qualche piccolo aiuto, come gli era stato chiesto di fare dal canonico della cattedrale. È proprio Leonardo a scoprire che la donna è morta, quando entra per vedere come sta; approfittando della situazione – la donna non riceveva molte visite e quindi probabilmente non aveva parenti – l’uomo si appropria di alcuni oggetti e di un po’ di denaro, prima di chiamare l’ambulanza e il medico.

Il furto si rivelerà molto meno insignificante di quanto Leonardo aveva creduto e gli procurerà molti guai, perché la donna celava segreti legati ai nazisti che interessano a misteriosi e pericolosi personaggi. Fra questi segreti il più importante sembra essere il luogo dov’è nascosto il quadro del Bernini, opera sulla cui vicenda – forse leggenda – una professoressa di storia dell’arte sta scrivendo un libro.

La storia del quadro scomparso è anche una sorta di filo conduttore intorno a cui si svolgono le vicende, quotidiane e non, dei giovani obiettori (i rapporti con i ragazzi del doposcuola e con i loro insegnanti, le visite alla professoressa di storia dell’arte) e dei due anziani vicini della donna tedesca (l’amicizia che li lega, le conseguenze del furto per Leonardo).

Nella seconda parte (“La promessa”) la situazione si evolve un poco, soprattutto per quanto riguarda le vicende personali dei giovani, che vivono anche problemi d’amore, e degli anziani vicini della donna defunta, come i problemi del più vecchio con i figli che vivono in Sicilia. I caratteri dei protagonisti vengono ulteriormente approfonditi, come pure le loro motivazioni e aspirazioni. Il mistero che riguarda il quadro scomparso assume toni sempre più cupi e appaiono sulla scena personaggi molto inquietanti.

In effetti l’aggettivo inquietante descrive l’intero romanzo, perché, come scrive l’autore nella sinossi, sembra proprio che i totalitarismi del XX secolo non siano morti ma abbiano solo cambiato pelle. Certo, a fare da contrappeso, ci sono gli ideali dei tre giovani che prestano il servizio civile, ma il male ha tante forme sotto cui manifestarsi e non tutte (anzi, forse la maggior parte) facilmente riconoscibili.

Nel seguito qualche citazione, brani che mi hanno colpita e su cui vale la pena riflettere (i primi due da “Le luci dell’Occidente”, gli altri due da “La promessa”).

Filippo proseguì: «Nessuno ormai si fa più questa domanda: “Come salvare”. È un affare troppo grosso e il mondo non sa che farsene di una domanda del genere. Chiedigli come fare i soldi, come diventare famoso, e te lo spiegherà. Ma non infastidirlo con una questione del genere. Perché gli ricorda l’unica cosa che sa fare bene: creare ingiustizie».

La donna disse: «Parlavo del lavoro, sì. Un tempo il lavoro aveva valore in sé, e si aveva rispetto e amore per quello che si otteneva. Ai giorni nostri conta che cosa posso guadagnare da questo, quanto posso ricavare da quello. Il lavoro che facevano i nostri padri, e nonni: c’era orgoglio per quello che si realizzava, e ci si metteva tutta la cura necessaria. Era opera delle proprie mani, e ciascuno aveva la consapevolezza di costruire qualcosa prezioso più dell’oro. Perché lì ci finiva il proprio onore, il proprio passato, la propria tradizione. Il denaro non c’entrava nulla, non lo si faceva così bene per il denaro. Ma perché così si doveva fare, e basta. …»

«Non è un fallimento a decretare la fine di tutto. Ma la rassegnazione».

«… Perché quando tu hai accesso alla testa della gente, presto conquisti la loro anima, e fai fare loro quello che vuoi. …»

In conclusione “Stella Nera” è davvero un buon romanzo. Freccero ha qualcosa da dire, lo dice e sa come dirlo, creando al contempo una trama avvincente con personaggi molto realistici e ben disegnati. Aspetto con pazienza ma con curiosità la terza parte, sicura che non ne sarò delusa.

Il romanzo è disponibile sia in formato digitale che cartaceo sui vari store.

Pubblicato in: Libri

La ribelle dell’est – Sergio Bertoni * Impressioni di lettura

Il romanzo, disponibile su amazon sia in formato ebook che come libro cartaceo, è il terzo della serie “Delitti misteriosi”, storie accomunate dalla presenza di Claudio Marchesini, curioso e intraprendente maestro in pensione, e del suo ex allievo e ora maresciallo capo dei carabinieri Leopoldo Antinori.

In questo romanzo, ambientato ancora una volta a Valdrusina, in Val d’Aosta, il maestro Marchesini, (protagonista indiscusso di “Delitti misteriosi” e di Provaci e sei morto”) non è il personaggio principale. Infatti, al centro della storia c’è Yelena, la ragazza rumena che il lettore ha conosciuto nel precedente romanzo (“Provaci e sei morto”), che, insieme ad Alfonsina, la nipote del boss siciliano Don Saru, e al gruppo della “fratellanza” albanese diretta da Kobaisi, si trova a dover affrontare un nutrito gruppo di criminali colombiani che è sulle tracce di una cospicua partita di droga e che si occupa anche del traffico di organi e del racket della prostituzione, intercettando donne e bambini migranti in mare mentre cercano di raggiungere le coste italiane. Per Yelena c’è anche la possibilità di un amore, sentimento che la spaventa, a causa delle esperienze vissute.

La ribelle dell’est” è una bella storia, con molti personaggi, ben descritti e interessanti. La trama gialla è intrigante e si intreccia in modo coerente e graduale con la vena romantica. Come sempre nei libri di Sergio Bertoni il linguaggio è fluido e la lettura gradevole.

Il romanzo tratta molti temi di grande attualità, dal traffico di organi all’accoglienza dei migranti, dalla tratta delle donne per costringerle alla prostituzione allo spaccio di droga e si potrebbe obiettare che il lieto fine per una storia che parla di mafie e cartelli colombiani e traffici di ogni genere sia poco realistico. Ma almeno quando si legge vedere che la giustizia e la solidarietà alla fine trionfano è confortante e aiuta a sperare che, prima o poi, questo possa accadere anche nella realtà.

Sinossi

Non c’è pace per Yelena, la bellissima ragazza rumena, esperta di arti marziali, che ha attraversato mezza Europa per vendicare lo stupro e l’assassinio della sua adorata sorellina. Spietati criminali appartenenti a un “cartello” colombiano, associato a mafie pugliesi e calabresi sono arrivati in Italia alla ricerca di un enorme quantitativo di droga, che sembra scomparso nel nulla.

È possibile che solo Yelena sappia dove é stato nascosto? Lo spaccio di droga è solo una delle attività della cosca colombiana che si arricchisce anche con il traffico di organi e con la prostituzione, grazie al rapimento di giovani donne e di bambini migranti che tentano di sfuggire dalla guerra e dalle persecuzioni. Contro questi delitti si batte Yelena, coadiuvata dalla “fratellanza” albanese diretta da Kobaisi, e da Don Saru. Non mancano il maestro Marchesini, il maresciallo Antinori, Alfonsina, la contessa Ottaviani, e altri personaggi già presenti nei precedenti volumi della serie.

Agim Sinani il giovane albanese intensamente attratto dall’intrepida ribelle dell’est riuscirà, rischiando la vita, a salvarla dalla prigionia e dalle torture e conquistarla con il suo amore?

Pubblicato in: Riflessioni

Blog statistiche * I post più visti del 2021

Di seguito l’elenco dei post di questo blog che sono stati visualizzati più di 100 volte nel corso del 2021 (il numero di visualizzazioni è tra parentesi).

Non ci sono grosse differenze con gli anni passati, mi pare: Ray Bradbury la fa sempre da padrone, seguito a notevole distanza da Saramago e da Edgar Lee Masters.

Home page (3701)

RAY BRADBURY, PIOGGIA SENZA FINE (1653)

Il racconto dell’isola sconosciuta – José Saramago * Impressioni di lettura (590)

La signora George Reece – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters (456)

Voto alle donne: da quando? (413)

William e Emily – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters (394)

Il paradiso sui tetti – poesia di Cesare Pavese (332)

Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello * Citazione #6 (281)

Cadrà dolce la pioggia e altri racconti – Ray Bradbury (246)

Italo Svevo, La coscienza di Zeno (228)

Ray Bradbury – L’estate incantata (213)

Una parola difficile: enantiodromia (208)

Dino Buzzati, un grande scrittore (206)

La gemella silenziosa – S. K. Tremayne * Impressioni di lettura (171)

Elogio dell’ombra – Jorge Luis Borges * citazioni (170)

Dei cotiledoni, delle zucche e dei fagioli (167)

Lo spirituale nell’arte – Wassily Kandinsky (165)

La sorella sbagliata – Christine Merrill * impressioni di lettura (164)

Lezioni americane – Italo Calvino #6 (154)

La prima notte di quiete, il film (154)

I frutti del vento – Tracy Chevalier * Impressioni di lettura (151)

Sansevieria in fiore (149)

Fiori di banco – Ada Trerè Ciani (130)

Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #29 (121)

Scrittura: forma e contenuto (119)

Il diavolo e il buon dio, J. P. Sartre (115)

Un marito per Martha – Ella S. Bennet * Segnalazione (101)

Pubblicato in: I miei libri, Romance & rosa

La scommessa – Doppio gioco * ebook * nuova cover

Una nuova cover (opera di Romance Cover Graphic) e un sottotitolo per il mio romanzo: “La scommessa – Doppio gioco“. è una storia rosa con sfumature gialle.

Sinossi

Asia è una giovane donna intelligente e determinata che, dopo la morte dei genitori, gestisce insieme al fratello gemello Adriano l’azienda di famiglia, la Puccini System, che produce sofisticati sistemi di Intelligenza Artificiale.
Da qualche tempo la Riv Solution, una delle ditte concorrenti, sviluppa prodotti troppo simili a quelli della Puccini System e questo induce i gemelli a ritenere che qualcuno rubi i loro progett
i.
Asia, esasperata dalla situazione, decide di occuparsi in prima persona delle indagini e scommette con il fratello di riuscire a individuare come avvengono i furti di idee e chi li commette. Si fa perciò assumere, sotto falso nome, dalla Riv Solution.
Fino dai primi giorni, il suo capo e un altro dirigente, entrambi uomini affascinant
i, iniziano a contendersi le sue attenzioni con inviti a cena e partite di tennis. Asia cerca di non lasciarsi coinvolgere ma il suo è un doppio gioco che si fa sempre più difficile perché le indagini sembrano indicare che il colpevole sia proprio l’uomo di cui si sta innamorando…

Pubblicato in: Racconti

Telefilm gialli – racconto

Stava guardando un giallo alla tivù. Uno stupido giallo uguale a mille altri.

Stupido come lo erano tutti. E irreali e bugiardi. Illusori, perché nella realtà i colpevoli non pagavano mai, o quasi. Certo non quanto avrebbero dovuto.

Premette il tasto rosso del telecomando e l’immagine svanì.

Quel pomeriggio il telefilm le aveva suscitato più rabbia del solito, ne aveva visti troppi ed era arrivata al suo limite di sopportazione.

Prima, invece, li guardava senza inquietarsi. Anzi, le piacevano. E spesso li commentava con Ada.

Ma da quel giorno ogni volta le lasciavano l’amaro in bocca, una sensazione che si faceva sempre più insopportabile. E ancora più insopportabile era il pensiero di lui, libero e felice, lui, che l’aveva violata, spegnendo la sua voglia di vivere tanto che, quando il corpo era guarito, Ada aveva scelto di addormentarsi in un sonno da cui non si sarebbe più svegliata.

Lei aveva sperato almeno nella giustizia, ma lui aveva avvocati difensori esperti e troppo ben pagati, che erano riusciti a ridurre il processo a una farsa, risparmiandogli la prigione.

Doveva fare qualcosa. Era venuto il momento di agire. Di conquistare il suo personale lieto fine.

Era tempo.

Non sarebbe stato difficile, in fondo. Sapeva tutto di lui. Ne conosceva abitudini, orari, vizi. E non poteva e non voleva dimenticare il sorriso soddisfatto che gli era apparso sulle labbra quando il giudice aveva pronunciato la sentenza di assoluzione.

Sì, dopo aver trascorso mesi vivendo come un automa, recriminando sulla giustizia che giusta non era e guardando telefilm gialli in cui i colpevoli ricevevano sempre la punizione meritata, odiando i telefilm quasi quanto odiava lui, aveva finalmente capito.

Toccava a lei ergersi a giudice e comminare il castigo.

***

Girò la chiave nella serratura e finalmente poté varcare la soglia di casa.

Dopo un’assenza di oltre due mesi era contenta di rivedere quell’ambiente familiare, i vecchi mobili, la tappezzeria un po’ scolorita, il potente computer, la televisione da quaranta pollici.

Posò in camera la valigia senza disfarla, lo avrebbe fatto più tardi.

Sedette in poltrona e accese la tivù.

Trasmettevano uno dei soliti telefilm gialli. Le parve incredibilmente rilassante. Come le accadeva prima. O quasi. Perché il suo lieto fine in realtà non era poi così lieto, era intriso di profonda amarezza: la vendetta, per quanto consolatoria, non poteva cancellare il passato.

Non cancellava il fatto che Ada fosse morta.

***

Pazienza. Precisione. Un coltello affilato.

Lui non sorrideva più mentre la vita scorreva via con il sangue che usciva dalla ferita. Pochi istanti ed era finito tutto, aveva sofferto poco, certo meno di quanto meritasse.

***

Sospirò, era un po’ stanca. In fondo, pensò, doveva qualcosa a quelle storie gialle come quella che stavano trasmettendo, le avevano suggerito come compiere il delitto perfetto.

Peccato non poterlo commentare con Ada.

Pubblicato in: Citazioni

Sara al tramonto – Maurizio De Giovanni * citazione

(ed. Rizzoli 2018)

Sto leggendo questo romanzo, la cui protagonista, Sara, è davvero particolare. Per ora sembra una storia intrigante

La gente, rifletté Sara resistendo al sonno, si aggrappa. Non fa altro, alla fine. Si aggrappa a una persona, a un animale, a un ricordo. Si aggrappa alle bollette, al mutuo, alle vacanze. Si aggrappa per non affondare, fissando gli occhi su qualcosa di vicino per non dover guardare lontano, dove risiede solo l’abisso.

Pubblicato in: Almanacco musicisti, Musica

Almanacco musicisti: nati il 29 novembre

Gaetano Domenico Maria Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) è stato un compositore italiano, tra i più celebri operisti dell’Ottocento.

Ebbe molto successo in tutta Europa. Scrisse quasi settanta opere oltre a numerose composizioni di musica sacra e da camera.

Le opere di Donizetti che conosco e/o che ho visto sono (almeno): Lucia di Lammermoor (quella che preferisco), L’elisir d’amore e Linda di Chamounix.

Di Lucia di Lammermoor amo in particolare il duetto fra Lucia ed Edgardo “Verranno a te sull’auree”.

Altre opere famose e rappresentate sono: Don Pasquale, La Fille du régiment, La favorite, Anna Bolena, Maria Stuarda, Roberto Devereux e Lucrezia Borgia.

Pubblicato in: Libri

La partita va giocata – Annalisa Scaglione * impressioni di lettura

(Pubblicato da Scatole Parlanti il 24 gennaio 2020.)

C’è un paese, Crescobene, con una squadra di calcio – il San Pantaleo F.C. – che ha buone probabilità di concludere il campionato in testa alla classifica e passare così al professionismo.

C’è però un annuncio improvviso da parte del parroco: il campo di calcio è stato venduto. Presto si scopre che al suo posto l’acquirente intende costruire un parcheggio. I giocatori non ci stanno e nemmeno gli altri abitanti del paese e cercano quindi di capire quali siano i motivi della decisione e se vi sia la possibilità di bloccare la vendita. Qualcuno però sa… e qualcun altro piano piano intuisce che la faccenda ha le radici nel passato, un passato tenuto segreto… e che vede coinvolti, in vario modo, alcuni dei protagonisti.

Dopo le prime pagine – il tempo di fare conoscenza con Crescobene e i suoi abitanti – sembra anche al lettore di trovarsi lì, nel paese, fra la canonica e lo spogliatoio del San Pantaleo F.C., a condividere la speranza di poter risolvere in qualche modo il problema che sembra insolubile e a porsi domande sul perché il parroco abbia preso una risoluzione tanto inaspettata quanto sgradita.

Le vicende dei singoli si sviluppano intrecciandosi in modo perfetto con quella che coinvolge tutto il paese: ogni dettaglio, ogni scena, ogni parola ha il suo perché. Tutti – o quasi – i personaggi che compaiono sono parimenti protagonisti e insieme si adoperano per raggiungere l’obiettivo comune – salvare il campo di calcio – mettendosi in gioco in vari modi, ma senza perdere di vista la cosa più importante: la verità e la lealtà sono valori imprescindibili, come lo sono anche l’amicizia e il rispetto.

La vendita del campo può sembrare un evento di poco conto, ma per Crescobene è invece di importanza fondamentale e gli sforzi degli abitanti per impedirla si possono leggere anche come una sorta di metafora.

I personaggi sono molto vivi, realistici e ben caratterizzati psicologicamente. (Sono anche tutti simpatici e interessanti, a mio parere.) La narrazione procede seguendo ora quello ora quel personaggio e risulta molto efficace; ha un ritmo incalzante che rende la lettura avvincente.

Come penso sia chiaro da quanto ho scritto, “La partita va giocata” è un romanzo corale, nel senso più vero e migliore del termine.

È un gran bel romanzo, insomma. E ti lascia dentro un sapore buono. E non ditemi che di questi tempi non c’è bisogno, di qualcosa di buono.

Sinossi (dal libro)

Il San Pantaleo F.C. è l’orgoglio di Crescobene, una squadra di calcio composta unicamente da ragazzi della cittadina e che ruota attorno all’universo dell’omonima parrocchia. Grazie all’alchimia creata dal Mister, assistito da Michelangelo, figlio della perpetua di don Donato, la favola del piccolo club potrebbe sfociare nell’agognata promozione, che condurrebbe al professionismo. La doccia fredda arriva quando il San Pantaleo rischia di non poter più utilizzare il proprio terreno di gioco: il parroco, proprietario del campo, ha deciso di liberarsene a malincuore, per evidenti problemi economici dei conti parrocchiali, cedendolo a una società estera che lo trasformerà in un parcheggio. Fuori dal clamore collettivo e dall’attenzione che la vicenda suscita anche sul piano nazionale, qualcuno comincia a riflettere, a cercare la vera ragione che ha portato don Donato a una scelta tanto impopolare, indagando fra antichi segreti, dubbi inconfessati e colpi di scena.

L’autrice (dal libro)

Annalisa Scaglione è nata nel 1970, ha compiuto studi classici ed è laureata in Giurisprudenza. Vive e lavora in Liguria, dove il romanzo è idealmente ambientato. La partita va giocata è la sua prima pubblicazione.

Pubblicato in: Libri

L’elmo di Odino: fiore di morte– Marialuisa Moro * Impressioni di lettura

La morte apparentemente naturale di un famoso scrittore non convince l’ispettore di polizia, fresca di promozione e di trasferimento a Drammen, Mina Halvorsen. Seguendo il proprio istinto Mina indaga, nonostante il divieto del suo capo, il commissario Klara Moser. A causa dell’indagine Mina rischia anche di compromettere la propria relazione con Stig, ma la sua tenacia alla fine la condurrà alla soluzione del caso.

È facile immedesimarsi in quella che è sostanzialmente la protagonista, cioè Mina, che, viene mostrata al lettore con tutte le sue insicurezze e contraddizioni, certezze e caparbietà, risultando pertanto molto realistica; anche tutti gli altri personaggi, comunque, sono ben disegnati.

La narrazione è ben condotta e la storia è avvincente e plausibile.

Davvero un buon thriller, come molti altri di questa autrice.

Sinossi

Quinto thriller della serie norvegese.

Tobias Holden, noto scrittore di gialli storici, viene trovato morto nella sua villa. Il medico legale liquida il caso come morte naturale: infarto miocardico. Mina Halvorsen, da pochi mesi trasferita suo malgrado a Drammen, come ispettore di polizia, non è affatto convinta. Assillata da alcuni dettagli della scena, decide, come al solito, di indagare per conto suo, mettendo in gioco carriera e vita privata.

Il mistero si infittisce con altri “strani” decessi.

Cosa si cela dietro l’immagine di facciata di uno scrittore di fama?

Altri articoli sui romanzi di Marialuisa Moro

segnalazioni

L’elmo di odino: fiore di morte

Occhio per occhio

Delitti artici

Il pozzo di Alesund

Il professore

Un amante fantasma

Dark America

Il buio in rete

Un piccolo scambio

recensioni

Un piccolo scambio

Tarocchi – giallo lombardo bavarese

Intervista a Maria Luisa Moro

Pubblicato in: Uncategorized

Sulla musica

riflessione sempre valida

Antonella Sacco

Mi piace ascoltare la musica classica, anche se non sono un’esperta. Lo faccio soprattutto quando guido.

Ultimamente, nel sentire brani che non conosco, o che non riconosco, mi sono trovata a pensare che dopo ogni frase musicale non possa venire altro che la frase che c’è, come se l’una fosse la conseguenza inevitabile dell’altra.

Forse è una riflessione un po’ contorta… e forse non sono riuscita a esprimere la sensazione…

È come se dopo una frase mi aspettassi esattamente quella che segue, come se le “frasi future” fossero comprese in nuce in quelle che le precedono e quindi “andando a ritroso” fossero tutte comprese nella prima. Così la prima frase si pone come una sorta di DNA del brano musicale, perché porta scritto in sé lo sviluppo dell’intera opera.

(Deliri da guidatrice?)

2015-10-20-piano-e-spartito

View original post