Citazione matematica #1

Dalla commemorazione funebre che Paul Erdős scrisse per Stan Ulam, da L’uomo che amava solo i numeri di Paul Hoffman, Oscar saggi Mondatori.

Nelle Mille e una notte il re viene salutato da un «O Re, possa tu vivere per sempre”». Un matematico e scienziato può essere salutato con un più realistico «O Matematico, possano i tuoi teoremi vivere per sempre.»

 

 

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Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazioni #2

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))cover Mondo sommerso Ballard

Riporto altre due citazioni da questo romanzo, stavolta perché mi piacciono come espressioni, per le immagini che evocano, anche a prescindere dal contesto. Non so come siano questi periodi nel testo originale, ma la traduzione, a mio parere, è comunque bella.


 

Persino gli uomini che nuotavano poco sotto la superficie subivano la metamorfosi imposta dall’acqua: i loro corpi fluttuanti venivano trasformati in chimere baluginanti, simili a pulsanti esplosioni di pensiero in una giungla neuronica.


Tutt’intorno a lui, i residui dei sogni si distendevano sotto la superficie della realtà come spiagge senza fine.


Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazione

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))

cover Mondo sommerso Ballard

Le righe che riporto sotto mi hanno colpita molto, come del resto l’argomento del romanzo, che non ho ancora finito di leggere. Considerato che è stato pubblicato nel 1962 lo trovo quasi profetico, anche se, ancora, il mondo non è sommerso.

A proposito di profezie… ho appena letto su Wikipedia che Ballard, in un libro del 1970, previde l’elezione di Reagan a presidente degli USA, cosa che avvenne nel 1981. Niente male, eh? Una bella sincronicità

(Il pensiero sotto riportato è del protagonista, il biologo Robert Kerans; i sogni a cui si riferisce sono quelli che fanno lui e altri che vivono con lui in una sorta di isola, quello che resta, non sommerso dalle acque, della città di Londra)

(Logico. Quale malattia ha una prognosi più certa e ineluttabile della vita stessa? Ogni mattina una persona dovrebbe dire ai suoi amici più cari: “Mi rammarico per la tua morte irrevocabile”, come si dice a chiunque soffra di un male incurabile; non era forse proprio l’omissione universale di questo minimo gesto di simpatia e di comprensione a fornire il modello per l’innata riluttanza a discutere apertamente dei propri sogni?)

 

 

Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #27

Dice Caeiro che da quel villaggio, a  causa della sua piccola dimensione, si può vedere una maggior parte del mondo che non dalla città; e per questo il villaggio è più grande della città…

Perchè io ho la dimensione di ciò che vedo
E non la dimensione della mia altezza.”

 

(Alberto Caeiro è uno degli eteronimi di Pessoa)

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Change – Paul Watzlawick, John H. Weakland, Richard Fisch * impressioni di lettura

(titolo originale Change, 1973; letto nell’edizione 1974, trad. Massimo Ferretti)

Il sottotitolo di questo saggio è “Sulla formazione e la soluzione dei problemi”. Quello che gli autori propongono è un modo di indurre, in una situazione problematica, un cambiamento che porti alla soluzione del problema.

L’aspetto originale riguarda il tipo di cambiamento, che, secondo la teoria presentata, è apparentemente illogico quando non addirittura contrastante con l’auspicata soluzione. In certo senso e semplificando molto, è un approccio omeopatico (il rimedio a un sintomo consiste nell’assumere – in pari infinitesimali – una sostanza che induce quel sintomo).

Nella prima parte del libro le conclusioni degli studi effettuati dai tre autori vengono spiegate utilizzando teorie della logica matematica, ovvero la teoria dei gruppi e la teoria dei tipi logici, spiegazione che ho trovato (ovviamente) intrigante.

Questo saggio espone una serie di tecniche per risolvere i problemi, per lo più esemplificate con esempi presi da casi clinici, anche se gli autori sottolineano che possono essere applicate a molti campi d’interazione umana.

in certe circostanze i problemi sorgono semplicemente perché si è tentato in modo erroneo di cambiare una difficoltà esistente (oppure – il che è anche più assurdo – una difficoltà inesistente)…

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Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #26

(Pessoa parla molto dei sogni, della fantasia e di persone/personaggi immaginati.)

Per realizzare un sogno è necessario dimenticarlo, distrarre da esso l’attenzione. Perciò realizzare è non realizzare. La vita è piena di paradossi come le rose sono piene di spine.

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Scrittura creativa: la verosimiglianza

A volte capita di commentare un fatto dicendo che la realtà supera la fantasia: succede quando il fatto sembra assurdo, inverosimile. Un fatto del genere, se narrato in un racconto o in romanzo, probabilmente ci farebbe esclamare che la storia è troppo fantasiosa, impossibile.

Questo perché ciò che si scrive, che si inventa, deve avere una sua logica, la trama deve essere coerente con i personaggi: altrimenti la storia non è credibile. Invece la vita è la vita e non deve passare nessun esame del genere. Nella vita le cose succedono e basta.

Ecco come Pirandello esprime questo concetto, molto chiaramente e, direi con un po’ di ironia:

Perché la vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire.

Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All’opposto di quelle dell’arte che, per pare vere, hanno bisogno d’esser verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità.

Un caso della vita può essere assurdo, un’opera d’arte, se è opera d’arte, no.

E segue che tacciare d’assurdità e d’inverosimiglianza, in nome della vita, un’opera d’arte è balordaggine.

In nome dell’arte, sì; in nome della vita, no.

(Da “Avvertenza sugli scrupoli della fantasia” – Luigi Pirandello)

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