La signora George Reece – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

(Edgar Lee Master (1868 – 1950) * Spoon River Anthology, ovvero l’Antologia di Spoon River è del 1915 – la traduzione riportata è di Fernanda Pivano (1917 -2009))

Io vorrei dire a questa generazione:
di imparare a memoria qualche verso di verità o di bellezza.
Potrebbe servirvi nella vita.
Mio marito non ebbe niente a che fare
con il fallimento della banca: era soltanto cassiere.
Il crac fu dovuto al presidente, Thomas Rodhes
e al suo figliuolo, leggero e senza scrupoli.
Eppure mio marito fu mandato in prigione
e io rimasi coi bimbi,
a doverli nutrire, e vestire e mandare alla scuola.
E lo feci e li avviai
nel mondo ben puliti e robusti,
e tutto per la saggezza del poeta Pope:
«Recita bene la tua parte, in questo consiste l’onore.»

Di questa poesia mi hanno colpita sostanzialmente due cose: il riferimento a Yeats (“qualche verso di verità o di bellezza”) che mi ha ricordato le parole “Bellezza è verità, verità bellezza” dallOde a un’urna greca, e il rimanere fedele al ruolo che ci si è scelti, o in cui ci si trova a vivere: se hai preso una strada la devi percorrere fino in fondo, assumendoti le tue responsabilità e facendo del tuo meglio.

cover Spoon River

 

 

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Il libro del mare -Morten A. Strøksnes * citazione #4

(titolo originale Havboka, 2015; trad. Francesco Felici (2017))

Questo romanzo, almeno fino al punto in cui sono arrivata a leggere, è picover il libro del mareù un insieme di riflessioni, alternate a descrizioni della vita marina e di certi animali nonché di altro, tenute insieme da una sottile trama. È comunque una lettura interessante, che si può condurre anche in modo frammentato, visto che, almeno per ora, la trama è così lineare che non ci sono problemi a seguirla.

Nel seguito un breve brano in cui l’autore paragona le molecole di acqua a lettere.

Le molecole si combinano a un ritmo vertiginoso in varianti sempre nuove, come le lettere si legano l’una all’altra in nuove parole, che diventano frasi, e magari interi libri. Se si pensa alle molecole d’acqua come a lettere, si può affermare che il mare contiene tutti i libri mai scritti, in lingue conosciute e non. Nei mari si creano anche altre lingue e alfabeti, come RNA e DNA, molecole in cui i geni si attivano e disattivano in ondate che scorrono attraverso strutture spiraliformi, e decidono se il risultato sarà un fiore, un pesce, una stella marina, un piroforo o un essere umano.
Un vento dolce soffia dalla ricca biblioteca del mare. La luce sopra di noi si scinde tra le nubi, e quando i raggi si proiettano sull’acqua, si flettono come verbi irregolari.

E poi, a proposito delle dimensioni dell’universo e delle distanze fra i corpi celesti, questa frase:

Gli astronomi sono archeologi o geologi che cercano fossili di luce.

 

 

Il libro del mare -Morten A. Strøksnes * citazione #3

(titolo originale Havboka, 2015; trad. Francesco Felici (2017))

Quello che segue spiega l’avversione dei nordici per gli sgombri. L’ho trovata curiosa, anche se poi, a pensarci bene, non è niente di particolarmente insolito…

cover il libro del mare

Il disprezzo dei nordici per lo sgombro ha una lunga tradizione. Un tempo la gente credeva che questo pesce, che ha sul dorso un disegno che ricorda uno scheletro umano, mangiasse gli annegati. Ancora prima, si riteneva che divorasse anche i vivi. Il vescovo di Bergen Erik Pontoppidan descrive lo sgombro come una specie di piraňa nordico. È «proprio come lo squalo», scrive il vescovo, e con lo squalo condivide la propensione a «mangiare carne umana, e andare miratamente in cerca di chi nuota nudo, il quale può essere divorato in un baleno se finisce in un gruppo o in un banco di sgombri».

L’idea dei pesci che prediligono per mangiare «chi nuota nudo» è piuttosto spassosa… però trovo naturale che preferiscano il cibo senza buccia… 😉

 

William e Emily – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

(Edgar Lee Master (1868 – 1950) * Spoon River Anthology, ovvero l’Antologia di Spoon River è del 1915 – la traduzione riportata è di Fernanda Pivano (1917 -2009))

Di questa poesia mi hanno colpita, fino dalla prima volta in cui l’ho letta, i primi due versi. È malinconica, a mio parere. Sì, è decisamente malinconica.

C’è qualcosa nella Morte
che ricorda l’amore.
Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
e la vampa del giovane amore,
dopo anni di vita comune,
sentite spegnersi la fiamma;
e così insieme svanite,
a poco a poco, soavemente,
per così dire abbracciati,
nella stanza consueta –
c’è, fra gli spiriti, un unisono
che ricorda l’amore!

cover Spoon River

 

 

Il libro del mare – Morten A. Strøksnes * citazione

(titolo originale Havboka, 2015; trad. Francesco Felici (2017))

Ho letto solo poche pagine, per ora, di questo libro, che parla di pesca e che dovrebbe descrivere la caccia al grande squalo della Groenlandia. Non è un argomento che in realtà mi trova molto appassionata, anzi mi trova contraria soprattutto se si tratta di sterminare specie a rischio di estinzione, però sembra comunque un testo interessante. A pagina 30 ho trovato una riflessione che fa riflettere, benché non sia nuova e che mi ricorda qualcosa di simile che ho letto in Metafisica dei tubi di Amélie Norhomb (per inciso, consiglio di leggere qualcosa di questa scrittrice, è davvero originale). Ecco il brano che mi andava di sottolineare:

cover il libro del mare

Un noto biologo evolutivo una volta ha descritto noi esseri umani, non importa quanto educati e illustri, come un canale di dieci metri in cui passa il cibo. Tutto quello di cui ci siamo dotati attraverso l’evoluzione – cervello, ghiandole, organi, muscoli, scheletro e via dicendo – è solo «equipaggiamento accessorio» costruito intorno a questo canale.

Un modo come un altro per richiamarci all’umiltà e ricordare che siamo tutti uguali. Ugualmente animali, direi.




Last blues, to be read some day – poesia di Cesare Pavese

Questa è una delle poesie che preferisco fra quelle di Cesare Pavese, uno dei miei scrittori prediletti del tempo dell’adolescenza.

La poesia mi piace perché molto essenziale, quasi scarna, aiutata in questo dell’inglese, lingua spesso più essenziale e sintetica dell’italiano (a mio parere). Una poesia che è quasi una canzone, come del resto dice il titolo.

Da notare che è stata scritta pochi mesi prima del suicidio dello scrittore (27 agosto 1950).

‘T was only a flirt
you sure did know –
cover Poesie Pavesesome one was hurt
long time ago.

All is the same time has gone by –
some day you came
some day you’ll die.

Some one has died
long time ago –
some one who tried
but didn’t know.

11 aprile 1950

 

La signora Kessler – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

(Edgar Lee Master (1868 – 1950) * Spoon River Anthology, ovvero l’Antologia di Spoon River è del 1915 – la traduzione riportata è di Fernanda Pivano (1917 -2009))

Questa è un’altra delle poesie che mi piacciono, della raccolta. Per questo parallelismo fra una lavandaia e la Vita, credo.

Il signor Kessler, sapete, era nell’esercito,
e prendeva sei dollari al mese si pensione,
e se ne stava sull’angolo della via a parlare e di politica
o rimaneva in casa a leggere le Memorie di Grant:
e io mantenevo la famiglia lavando
e apprendendo i segreti di tutti
da coperte e coltri, camicie e sottane,
perché le cose nuove diventano vecchie, alla fine,
sono sostituite da migliori o non lo sono affatto:
la gente può prosperare o decadere.
E gli strappi e le toppe si allargano col tempo;
né l’ago e il filo può seguire la rovina,
e ci son macchie che sfidano il sapone,
e ci sono colori che stingono vostro malgrado,
per quanto vi si accusi di rovinare il vestito.
Fazzoletti, tovaglie hanno i loro segreti –
la lavandaia, la Vita, sa tutto intorno a ciò.
E io che andai a tutti i funerali
che ci furono a Spoon River, giuro che mai
ho visto la faccia di un morto senza pensare che pareva
qualcosa di lavato e stirato.

20180301_104409 S Kessler