Identificazione dei cactus: come si fa?

Interessante e utile. Mi capita dei cercare il nome di una pianta “grassa” e non è facile trovarlo.

Nel Mondo del Giardinaggio

Chi non ha in casa una pianta grassa a cui non riesce a dare il nome, o che non ha neppure mai pensato di trovarglielo?
Tra gli appassionati la cosa si fa più semplice, ma le lacune talvolta ci sono, alcune identificazioni sono realmente ardue.

Con quest’articolo voglio mettere a disposizione dei piccoli consigli su come poter identificare le vostre spinose


Istruzioni per l’identificazione:

1• la prima cosa essenziale è l’OSSERVAZIONE! Senza quella non si va da nessuna parte

Ma.. cosa bisogna osservare nella pianta?

Forma (colonnare, prostrato/ricadente, globoso, cilindrico, pale, appiattito, formato da più “pezzi”….)

forma Forme dei cactus

Colore (verde chiaro, verde scuro, variegato, giallo, marroncino)

Apice (peluria, colori, forma della costolatura)

Fusto (coste intere, coste divise in tubercoli, costolatura a spirale, verticale, o irregolare)

Coste costolature areole e tubercoli Coste, costolature, areole e tubercoli

Tubercoli (forma, grandezza)

Areole (forma, posizione, composizione: spine, glochidi, peluria)

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“Le mie prigioni”, Silvio Pellico — Giovanni Pistolato

Chi non ha mai sfogliato Le mie prigioni potrebbe pensare a un vecchio testo politico dalla prosa ammuffita e grondante di retorica, buono tutt’al più a chi si occupa di storia patria. Ebbene, nulla di tutto ciò. Certo, il capolavoro di Pellico è scritto in un italiano ottocentesco e la sua ambientazione non è attuale, […]

via “Le mie prigioni”, Silvio Pellico — Giovanni Pistolato

Autopubblicazione vuol dire sacrificio e duro lavoro

Un articolo che spiega molto bene le difficoltà e le fatiche di un autori/trice self…

Marco Freccero - Autore Indipendente

foto marco freccero

di Marco Freccero – Pubblicato l’8 ottobre 2018

Molti pensano che sia un’esagerazione. Eppure autopubblicazione vuol dire sacrificio e duro lavoro. Naturalmente già immagino qualcuno pronto ad alzare la manina per ricordarmi che il lavoro “vero” sta da un’altra parte.

Il lavoro “vero” l’ho fatto per anni. Per anni ho sentito degli ometti e delle donnette che “Ma io la domenica non posso lavorare perché c’ho la partita / il ragazzo/la ragazza”.

Le stesse persone, probabilmente, che se la prendono con albanesi e senegalesi perché loro sì sanno che cosa è importante: il lavoro. E poi (dopo), tutto il resto.
Però questi ometti e queste donnette fanno la loro bella figura nelle piazze a suonare tamburi e a sventolare bandieroni chiedendo “lavoro”.

Certo. 

Auguri.

Adesso passiamo all’argomento di questo post.

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Secoli bui — Lunanuvola’s Blog

Sai, c’è stata un’altra epoca in cui la scienza non era presa sul serio e la religione governava il mondo. Li abbiamo chiamati secoli bui. L’Espresso ha pubblicato ieri un’intervista al sacerdote Vilmar Pavesi, indicato come consigliere spirituale del ministro “della famiglia” Lorenzo Fontana. Le dichiarazioni di entrambi sembrano posizionarli abbastanza lontani nel tempo e […]

via Secoli bui — Lunanuvola’s Blog

Ombre – presentazione sul blog Chiacchiere e distintivo

 

Ecco il link della presentazione dell’ebook  “Ombre“, gentilmente pubblicata sul blog Chiacchiere e distintivo di Roberto Bonfanti, che ringrazio.

http://chiacchieredistintivorb.blogspot.it/2018/02/novita-in-ebook-ombre-di-antonella-sacco.html

cover OMBRE 30-1-18