Noi gatti – racconto

Un racconto brevissimo dalla raccolta “Lo specchio” (ebook kindle).

Tetti fa rima con gatti, e non è per caso, perché proprio noi ne siamo i padroni, i signori. Nelle notti di luna, come nelle notti più nere, la città intera è sotto le nostre zampe morbide, e intavoliamo dialoghi con le finestre accese e le persiane accostate, ed inviamo richiami per aver notizie degli amici lontani. I nostri baffi esplorano l’aria e ci indicano traiettorie sicure e misteriose, dove il nostro istinto ci guida, da una grondaia a un camino, da un terrazzo al campanile di una vecchia chiesa.

Noi vegliamo il vostro sonno e inventiamo sogni che vi tengano compagnia mentre dormite. Noi, che piccoli e agili abbiamo grandi cuori, noi, su cui narrate favole, NOI SIAMO.

cover Lo specchio

 

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Ombre * un brano

Un brano dal mio racconto “Labirinto“, pubblicato nella raccolta “Ombre“, in formato ebook amazon kindle.

 

La prospettiva di scendere là sotto mi sgomenta, se fosse un altro labirinto, solo più stretto e più buio?

Non ho un’alternativa e scendo, avendo cura di bloccare il battente in modo che non mi si chiuda alle spalle. Una ventina di scalini più in basso le esalazioni sono più forti e più pestilenziali. Risalgo, per riprendere fiato. Mi riposo, poi tenterò un’altra esplorazione.

Fogne.

E’ un accesso alla rete fognaria. Scoppio a ridere, anche se non c’è proprio niente da ridere. La tensione, credo. In fondo alle scale in muratura c’è una sorta di pozzo, con gradini in ferro lungo le pareti. Non proseguo, non sono sicura di volerlo fare. Torno su per decidere. Laggiù gli occhi dopo un po’ si abituano alla penombra, ma lasciare questa luce non mi è facile. Del resto, però, qui non ho via di scampo. E poi evasioni celebri, almeno nei libri che ho letto, sono passate proprio per le fogne. Non sempre ciò che sembra il peggio lo è davvero.

cover OMBRE 30-1-18


Un grande fuoco – incipit

Pura siccome un angelo
Iddio mi diè una figlia;
se Alfredo nega riedere
in seno alla famiglia,
l’amato e amante giovine,
cui sposa andar dovea,

or si ricusa al vincolo
che lieti ne rendeva.
Deh non mutate in triboli
le rose dell’amor.
A’ prieghi miei resistere
no, no, non voglia il vostro cor.
(dall’atto secondo de “La Traviata”,

musica di Giuseppe Verdi,
libretto di Francesco Maria Piave)

 

Quando Giorgio Germont, nel secondo atto, si presentò a Violetta come un latore di destino, Ada, come sempre, si indignò.

Conosceva La Traviata a memoria e avrebbe potuto cantarla, anche se non bene per carenza di voce e di adeguata formazione musicale, dall’inizio alla fine senza sbagliare una parola: ciò nonostante, ogni volta che l’ascoltava, e ancor di più se la vedeva a teatro, provava una grande rabbia per quel modo tutto maschile di dividere le donne in due categorie, quelle per bene e le altre, e per quella specie di amore, capace solo di possedere, ma non di comprendere, sostenere, rispettare. Sapere che all’epoca in cui era ambientata la storia il femminismo era ancora di là da venire e che Verdi stesso aveva inteso condannare l’ipocrisia e la morale borghese, non bastava a placare la sua collera.

Quegli uomini che passavano nella vita di Violetta erano ciechi ed egoisti, ciascuno le chiedeva qualcosa per darle in cambio solo briciole. Briciole di un amore affogato nell’orgoglio e nella gelosia, briciole di una pietà e di un rimorso inutili e tardivi…

Pura siccome un angelo… quei versi evocavano nella mente di Ada l’immagine di una ragazza di buona famiglia, timida, vergine, bene educata, graziosa ma non bella, ignara causa della tragedia che avrebbe condotto a morte Violetta.

Mentre Germont cantava le sue ragioni la fantasia di Ada dette vita ai personaggi appena nominati: le mostrò l’uomo tanto per bene da rifiutarsi di sposare la giovine perché il fratello viveva con una cortigiana e ne smascherò l’ipocrisia: proprio lui, che aveva frequentato più e più volte le Violette di turno, adesso si ergeva a giudice degli altrui costumi; le svelò la fanciulla, che piangeva nella sua camera per l’ingiustificato abbandono, mentre il padre sulla scena vi poneva rimedio, a sua insaputa, e convinceva la traviata a sacrificarsi per lei, lasciando Alfredo.

cover-un-grande-fuoco-2016

Anche Ada pianse, pianse con Violetta nel secondo e nel terzo atto, per le parole, la musica e l’interpretazione struggente. Non le era mai accaduto di partecipare a quanto si svolgeva in teatro in modo così totale come in quel momento e avvertì il prepotente bisogno di esaudire il desiderio provato fin dal primo ascolto dell’opera, tanti anni prima: riscrivere la storia di Violetta. Asciugò le lacrime e, al buio, più per la necessità di farlo che per il timore di dimenticare l’idea che andava sviluppando mentalmente, scarabocchiò poche frasi sul programma: la giovine pura, sorella di Alfredo non accetterà di costruire la propria felicità sull’infelicità di un’altra donna, ma le darà il suo rispetto e la sua solidarietà e, raccontando la verità al fratello, l’indurrà a riconciliarsi con lei prima che sia troppo tardi.

Uscì dal teatro mentre ancora scrosciavano gli applausi per i cantanti e il direttore d’orchestra che si era unito a loro sul palco e guidò veloce verso casa. Appena varcata la soglia, gettò il cappotto su una sedia, levò le scarpe infilando i piedi gelati nelle calde pantofole e sedette al computer: Violetta aspettava da lei un nuovo destino. E non solo Violetta, ma anche e soprattutto l’ignara fanciulla che il libretto dell’opera univa a un uomo per cui la morale e le convenzioni contavano molto più dell’amore.

 

 

La grande menzogna – libro di carta

Da circa una settimana il mio romanzo circa noir La grande menzogna è disponibile sullo store di amazon anche in versione cartacea, allo stesso link dell’ebook.

Questo è un breve brano, scritto in prima persona da uno dei protagonisti.

Sabina è bellissima. Non sono solo io a dirlo, ma chiunque la conosce non può fare a meno di ammirare il suo corpo perfetto, il suo volto regolare, i suoi morbidi capelli biondi. Da quando, due anni fa, è stata tra le finaliste del concorso nazionale per Miss Mondo ha molto successo come modella. Posa per fotografi illustri e fra breve, ne è sicura e lo sono anch’io, lavorerà in televisione.

Quando sono con lei sguardi carichi di invidia mi si posano sulle spalle. So cosa gli altri uomini si chiedono: come può quello lì, che non è né bello né aitante né ricco accompagnarsi al Sole? Spesso me lo chiedo anch’io. Perché ha scelto me, uno come tanti? Lei che è la più bella, la più brava. So che un giorno mi lascerà, che la nostra storia non durerà per sempre e soffro paventando quel momento. Intanto la coccolo, la vizio. Soffoco dentro di me la piovra della gelosia che mi tormenta ogni volta che non siamo insieme, anche se non posso impedirmi di soffrire.

la grande menzogna

 

Ombre – presentazione sul blog Chiacchiere e distintivo

 

Ecco il link della presentazione dell’ebook  “Ombre“, gentilmente pubblicata sul blog Chiacchiere e distintivo di Roberto Bonfanti, che ringrazio.

http://chiacchieredistintivorb.blogspot.it/2018/02/novita-in-ebook-ombre-di-antonella-sacco.html

cover OMBRE 30-1-18

Ombre * ebook

È disponibile sullo store di amazon una nuova raccolta di miei racconti, misteriosi, surreali e inquietanti, dal titolo OMBRE.

Ombre del passato

Ombre della coscienza

Ombre di gatti vendicatori

Ombre della personalità

Ombre, reali e irreali nello stesso tempo

cover OMBRE 30-1-18