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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #7

Alcuni altri brevi brani che mi sono segnata perché mi hanno particolarmente colpita. Vi leggo amarezza, un poco di cinismo, rassegnazione.

In questa frase si riferisce alla guerra.

Quando sei potuto uscire vivo da un mattatoio internazionale in preda alla follia, è comunque una bella referenza dal punto di vista del tatto e della discrezione.

Questa è una riflessione fatta durante il viaggio verso una colonia africana, su una nave.

D’altronde, nella vita quotidiana, pensiamo che cento individui almeno nel corso di una sola normalissima giornata desiderano la tua povera morte, per esempio tutti quelli che gli dài fastidio, pigiati in coda dietro di te sul metrò, poi tutti quelli che passano davanti al tuo appartamento e non ne hanno uno, tutti quelli che vorrebbero che tu abbia finito di far pipì per farla loro, infine, i tuoi figli e altri ancora. È incessante. Ci si abitua. Sulla nave si vede ancora meglio questa fretta, allora dà più fastidio.

Un’altra amara riflessione:

Quando l’odio degli uomini non comporta alcun rischio, la loro stupidità si convince presto, i motivi arrivano da soli.

La descrizione della città africana in cui giunge Bardamu.

La città di Fort-Gono in cui m’ero incagliato appariva così, precaria capitale della Bragamance, tra mare e foresta, ma guarnita, ornata tuttavia di tutto quel ci vuole in fatto di banche, bordelli, caffè, terrazze e perfino d’un ufficio di reclutamento, per farne una piccola metropoli, senza dimenticare square Faidherbe e boulevard Bugeaud, per il passeggio, un insieme di fabbricati rutilanti in mezzo a scogliere rugose, farciti di larve e pesticciati da generazioni di guarnigioni e amministratori forsennati.

 

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

 

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #6

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di di Ernesto Ferrero)

Il modo di descrivere di Céline è davvero particolare e non si può dire che non renda l’idea… descrizioni che sono nello stesso tempo riflessioni.

Mica che fosse brutta, Madame Puta, no, avrebbe potuto perfino essere carina, come tante altre, solo che lei era così prudente, così diffidente, che si arrestava ai bordi della bellezza, come ai bordi della vita, con i suoi capelli un po’ troppo curati, il sorriso troppo facile e improvviso, i gesti un po’ troppo rapidi o un po’ troppo furtivi. Ci si accaniva a discutere quel che c’era di troppo calcolato in quell’essere e i motivi dell’imbarazzo che uno provava a dispetto di tutto, quando s’avvicinava. ’Sta repulsione istintiva che ispirano i commercianti a quelli che li avvicinano e che capiscono, è una delle rarissime consolazioni che quelli che non vendono niente a nessuno provano a essere poveri come sono.

cover viaggio termine notte Celine

 

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #5

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di Ernesto Ferrero)

Sulla guerra.

La poesia eroica conquista senza colpo ferire quelli che non vanno in guerra e meglio ancora quelli che la guerra sta arricchendo spaventosamente. Regolare.

Si perde la maggior parte della propria gioventù a colpi di goffaggini. Era chiaro che stava per abbandonarmi la beneamata, presto e per sempre. Non avevo ancora imparato che esistono due umanità molto diverse, quella dei ricchi e quella dei poveri. Mi ci son voluti, come a tanti, vent’anni e la guerra, per imparare a starmene nella mia categoria, a chiedere il prezzo delle cose e degli esseri prima di prenderli, e soprattutto prima di attaccarmici.

Loro non cercavano affatto di capire quel che capitava attorno a noi nella vita, capivano soltanto e a malapena che il normale delirio del mondo era cresciuto da qualche mese, in tali proporzioni che non si poteva più fondare la propria esistenza su alcunché di stabile.

Certi soldati ben dotati, a quel che avevo sentito raccontare, provavano quando si buttavano nella mischia, una specie di ebbrezza e persino una intensa voluttà. Quando da parte mia cercavo d’immaginare una voluttà di quel tipo particolarissimo, finivo per star male per otto giorni almeno. Mi sentivo così incapace di uccidere qualcuno, che era proprio meglio che ci rinunciassi e la finissi sùbito. Non che mi fosse mancata l’esperienza, avevano fatto di tutto per darmi il gusto, ma mi faceva difetto il talento. Mi ci sarebbe forse voluta un’iniziazione più lenta.

cover viaggio termine notte Celine

 

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Il cavaliere nero – Riccardo Pietrani – Impressioni di lettura

(Romanzo di fantascienza)

Decisamente inquietante, questo romanzo dal ritmo incalzante. E il fatto che i protagonisti siano persone qualunque, che potrebbero essere i tuoi vicini, rende la vicenda ancora più inquietante. (Infatti l’ambientazione è quasi familiare: la provincia italiana, per la precisione quella brianzola). In pochissimi giorni, complici due tempeste solari, su tutta la Terra la realtà quotidiana diventa un incubo e la lotta per la sopravvivenza diventa l’unico obiettivo, per raggiungere il quale è necessario scoprire cosa ha causato quell’assurda situazione. Ed è questo il compito che si trovano costretti ad assumere i protagonisti…

I personaggi sono ben dipinti, sono molto realistici come pure le loro emozioni e le loro reazioni allo sconvolgimento delle loro vite.

Molto bella anche la copertina, no trovate? È a cura di Abel Montero.

Il romanzo è disponibile su amazon in formato ebook e cartaceo. A questo link potete leggere anche l’intervista che ho fatto a Riccardo Pietrani un po’ di tempo fa.

cover cavaliere nero Pietrani

Questa la sinossi

14 giugno 2021

Una tempesta solare di forte intensità mette fuori uso quasi tutti i satelliti in orbita. Subito dopo, si diffondono segnalazioni di oggetti non identificati in cielo da varie parti del mondo.

16 giugno 2021

Il 10% circa della popolazione del pianeta viene colpita da una febbre altissima. La febbre dura poche ore e non lascia strascichi. La sua origine è ignota.

18 giugno 2021

Un secondo e imprevisto flare solare colpisce la Terra con una violenza devastante, distruggendo tutte le apparecchiature elettroniche. E’ l’inizio della fine.

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #4

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di Ernesto Ferrero)

Qualche brano in cui il protagonista (Ferdinand Bardamu), non più al fronte perché convalescente, incontra una giovane donna, Lola d’America e ha con lei una relazione.

Il suo corpo era per me una gioia che non finiva mai. Non ne avevo mai basta di percorrerlo, quel corpo americano. A dire il vero ero un gran maiale. Lo restai.

Il più delle volte ci si trovava in un caffè lì vicino. I feriti sempre più numerosi zoppicavano per le strade, spesso sciamannati. Per aiutarli si organizzavano delle collette, «Giornate» per questi, per quelli, e soprattutto per gli organizzatori delle «Giornate». Mentire, scopare, morire. Avevano appena proibito di tentare qualcos’altro. Si mentiva con rabbia al di là dell’immaginabile, molto al di là del ridicolo e dell’assurdo, nei giornali, sui manifesti, a piedi, a cavallo, in vettura. Ci si erano messi tutti. Si faceva a chi mentiva molto più degli altri. Presto, non ci fu più verità in città.
Il poco che uno ci trovava nel 1914, adesso se ne vergognava. Tutto quel che toccavi era truccato, lo zucchero, gli aereoplani, i sandali, le marmellate, le foto; tutto quel che leggevi, inghiottivi, succhiavi, ammiravi, proclamavi, confutavi, difendevi, tutto quello non erano altro che fantasmi pieni d’odio, falsificazioni e mascherate. Perfino i traditori erano falsi. Il delirio di mentire e di credere ti si attacca come la rogna. La piccola Lola conosceva del francese solo poche frasi, ma tutte patriottiche: «On les aura!…», «Madelon, viens!…» C’era da piangere.

Il ci è riferito a Lola d’America

E poi la malinconia delle cose passate di moda la commuoveva. Ciascuno piange a suo modo il tempo che passa. Lola era con le mode morte che avvertiva il fuggire degli anni.

cover viaggio termine notte Celine

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #3

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di Ernesto Ferrero)

Un’altra citazione, una soltanto, ma – direi – significativa.

Non si perde gran che quando brucia la casa del padrone. Ne verrà sempre un altro, se non è sempre lo stesso, tedesco o francese, o inglese o cinese, per presentarti, vero?, il conto al momento giusto… In marchi o franchi? Dal momento che bisogna pagare…

 

cover viaggio termine notte Celine

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazioni #2

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di Ernesto Ferrero)

Il romanzo, almeno per le prime quaranta pagine, racconta della guerra, la prima mondiale, com’è vissuta (o forse subita?) dal protagonista, un soldato dell’esercito francese. Con un linguaggio che ricalca il parlato, in modo spietatamente crudo, l’autore mostra l’insensatezza e la bruttezza (proprio in senso estetico oltre che morale) delle giornate trascorse marciando e combattendo.

Ecco alcuni brani sulla precarietà della vita di chi si trovava (si trova) in guerra.

In ’sto mestiere d’essere ammazzati, bisogna mica fare i difficili, bisogna fare finta che la vita continua, questa è la cosa dura, ’sta menzogna.

 

Ci restava niente nel villaggio, di vivo, tranne gatti spaventati. Il mobilio fracassato anzitutto, andava a far fuoco per le cucine, seggiole, poltrone, buffet, dai più leggeri ai più pesanti. E tutto quello che si poteva caricare in spalla, se lo portavano con loro, i miei camerati. Pettini, piccole lampade, tazze, piccole cose futili, e perfino corone da sposa, ci passava di tutto. Come ci fosse stato ancora da vivere per degli anni. Rubavano per distrarsi, per darsi l’aria di averne ancora per molto. Le voglie di sempre. Il cannone per loro era solo un rumore. È per questo che le guerre possono durare. Anche quelli che la fanno, che ci sono dentro, non se la immaginano mica. Una pallottola in pancia, avrebbero continuato a tirar su vecchie scarpe per via, perché potevano «ancora servire». Come il montone che, sul fianco, in un prato, agonizza e bruca ancora. La maggior parte della gente non muore che all’ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent’anni d’anticipo e qualche volta anche di più. Sono gli infelici della terra.

 

Domani, anche per loro, era lontano, non aveva molto senso un domani così. In fondo si trattava di vivere un’ora di più per tutti noi, e una sola ora in un mondo in cui tutto s’è ridotto ad assassinio è già un fenomeno.

(“loro” sono dei civili da cui il protagonista acquista una bottiglia di vino)

Da questi brevi estratti si può anche avere un’idea del linguaggio e del modo di raccontare che lo scrittore adotta nel romanzo.

cover viaggio termine notte Celine

 

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Viaggio al termine della notte – Louis-Ferdinand Céline * citazione

(titolo originale “Voyage au bout de la nuit”; pubblicato nel 1952, edizione che sto leggendo del 2011; traduzione di Ernesto Ferrero)

Ho ripreso in mano “Viaggio al termine della notte” perché ieri l’ebook era in offerta su amazon e ho deciso di dare a questo romanzo una seconda possibilità, dopo che anni fa mi ero arresa avendo letto solo qualche decina di pagine.

Per il momento non ho molto da dire, salvo che lo stile è particolare, diretto e crudo. Non ho letto di proposito l’introduzione o altro sull’autore (di cui so pochissimo salvo che è famoso e – forse – aveva simpatie di destra?) per farmi un’idea del tutto personale.

Ovviamente lo sto leggendo in traduzione, non conoscendo abbastanza il francese.

Mi sono già imbattuta in un’amara affermazione che – purtroppo – mi sento di condividere, almeno in buona misura. Prima riporto il brano un poco  più esteso, nell’immagine la conclusione.

Ero un bambino allora, mi faceva paura la prigione. È che non conoscevo ancora gli uomini. Non crederò più a quello che dicono, a quello che pensano. È degli uomini e di loro soltanto che bisogna aver paura, sempre.

Celine 1 fuoco

 

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Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 7 luglio

Vladímir Vladímirovič Majakóvskij

(Bagdati, 7 luglio 1893 – Mosca, 14 aprile 1930), poeta, scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore, artista, pittore, grafico e giornalista sovietico.
Di lui ho letto alcune poesie.

Robert Anson Heinlein

(7 luglio 1907 – 8 maggio 1988) scrittore di fantascienza statunitense.
Di lui ho letto qualche anno fa “Fanteria dello spazio”, che credo sia uno dei suoi romanzi più famosi.

 

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Il giardino degli incontri segreti – Lucinda Riley * citazione

(Titolo originale “Hothouse Flower”, Traduzione di Lisa Maldera; originale pubblicato nel 2010; edizione italiana del 2012)

Leggendo questo libro ho trovato questa citazione e trovo che la frase attribuita a John Lennon sia molto vera. Questo non significa che si debba essere fatalisti, al contrario. Sarebbe bello imparare a vivere alla giornata, nel senso espresso dal personaggio del romanzo: non si può avere il controllo su quello che avviene ma solo su come riusciamo ad affrontarlo.
(alla donna cui sono riferite le prime parole sono morti in un incidente d’auto il marito e il figlio di tre anni da pochi mesi)

«Aveva bisogno di solitudine. Lo capisco. Le persone reagiscono diversamente dopo una tragedia. E non c’è un modo sbagliato» aggiunse Kit. «Anch’io ho perso qualcuno tanto tempo fa… e il dopo è stato molto doloroso. Com’è che diceva John Lennon?» Kit guardò il soffitto per farsi venire in mente le parole. «Ecco: “la vita è ciò che accade mentre tu stai facendo altri piani”. Mai fu detta cosa più vera. Nessuno di noi ha il controllo e, anche se è difficile da accettare, prima lo si fa prima riusciamo a vivere ogni giorno così come ci viene dato, prendendo il meglio dalla vita.»

cover Rilei giardino incontri segreti