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La zona extramondo – Riccardo Pietrani – Impressioni di lettura

Poco più di un mese fa ho segnalato l’uscita di questo romanzo di Riccardo Pietrani, disponibile sia in versione digitale che cartacea. Adesso, dopo averlo letto, annoto brevemente la mia impressione, decisamente positiva.

La zona extramondo” è una storia complessa in cui si intrecciano le vicende di diversi personaggi che sono destinati a incontrarsi. Tecnologia, scienza e mito sono gli ingredienti di questo intrigante e avvincente romanzo, che è di fantascienza ma è anche un thriller ma anche in parte uno storico… insomma è un bel romanzo d’azione.

I protagonisti sono ben disegnati e il ritmo della narrazione è incalzante.

LA ZONA EXTRAMONDO cover ebook R Pietrani

Sinossi

Stato della Chiesa, 1561
Un capitano di vascello e la sua ciurma, di ritorno da un viaggio nelle Americhe, si sacrificano alle torture dell’Inquisizione pur di tenere nascosto il diario di bordo della spedizione e i suoi sconvolgenti segreti.

USA, dicembre 2012
Kayn Grimm, ex professore di genetica, riceve una telefonata da una misteriosa donna che sostiene di avere informazioni sulla morte del padre, avvenuta molti anni prima in circostanze anomale.

Germania, dicembre 2012
Le vicende di un killer russo, Viktor Zagaev, e del detective sulle sue tracce, Matthias Wichmann, si intrecciano con quelle di una oscura organizzazione alla ricerca di un luogo leggendario che svelerebbe il potenziale nascosto nel DNA umano e il destino dell’intero universo.

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Chiara mente – Alma C. Res – Impressioni di lettura

Un racconto lungo dal titolo volutamente ambiguo “Chiara mente”: Chiara è il nome della protagonista e la storia racconta della sua mente, o, meglio, i dubbi e i ricordi che la popolano. E il lettore si domanda se la sua mente è chiara oppure no e quindi se mente… I suoi ricordi e gli avvenimenti quotidiani sembrano contraddirsi gli uni con gli altri fino a rendere tutto incerto e confuso. Ma è folle Chiara la cui mente sembra perdersi sempre di più oppure mentono le persone che le sono vicine?

Il racconto è preceduto da una citazione di Alda Merini sulla solitudine, compagno indivisibile, credo, della pazzia (e la poetessa ne sapeva qualcosa, di manicomi) ma a me la storia ricorda molto Pirandello, per l’impossibilità di comunicare: ognuno di noi dà un proprio significato alle parole e perciò, alla fine, ognuno di noi ha una sua realtà, non esiste cioè una realtà che sia uguale per tutti.

Un avvincente racconto sulla pazzia di cui ho apprezzato molto anche la bella scrittura e la capacità di rendere fin da subito naturale immedesimarsi nella protagonista.

cover Chiara mente

sinossi

Chi mente nella vita di Chiara?
Ricordi che strisciano nella notte e la raggiungono con dolore, surreali immagini di follia. Certezze che se ne vanno come sabbia tra le dita, pugni serrati, come quelli di chi è determinato a trovare la verità tra il sogno di una notte e la luce di ogni giorno.

Citazione iniziale

Ci sono momenti di solitudine che cadono all’improvviso come una maledizione, nel bel mezzo di una giornata. Sono i momenti in cui l’anima non vibra più.

Alda Merini

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Il castello dell’arsenico – Georges Simenon * impressioni di lettura

(Traduzione di Marina Di Leo; originali pubblicati nel 1940 e 1941; edizione italiana del 2019)

Questo libro raccoglie cinque racconti, più precisamente:
La pista dell’uomo con i capelli rossi” (“La piste de l’homme roux”, 1940)
L’Ammiraglio è scomparso” (“L’Amiral a disparu”, 1940)
Il campanello d’allarme” (“Le sonnette d’alarme”, 1940)
Il castello dell’arsenico” (“Le Chateau de l’arsenic”, 1940)
L’uomo delle pantofole” (“L’amoreux aux pantoufles”, 1941).

cover il castello aersenico SIMENON

Il protagonista di tutti i racconti è il dottor Jean Dollent, un medico curioso con talento per l’investigazione, tanto che a lui si rivolge talvolta anche la polizia per risolvere i casi più assurdi.

Si tratta infatti di cinque racconti gialli, in cui vicende insolite nascondono o “spiegano” dei crimini, che il brillante dottore riesce a portare alla luce. Ciascun racconto è composto da più capitoli, ognuno dei quali ha un titolo “come si usava una volta”, per quella che è la mia esperienza almeno. Ad esempio, questo è il titolo del primo capitolo del primo racconto (“La pista dell’uomo con i capelli rossi”):

Dove il ragionier Georges Motte ha buone ragioni per credersi irresistibile e va a un appuntamento molto particolare

I racconti si leggono bene e sono abbastanza intriganti. Ci sono molti dialoghi e diverse esclamazioni, nel senso di frasi con il punto interrogativo, e anche parecchi puntini di sospensione, di solito quando qualcuno riferisce un fatto oppure i propri movimenti. Un tipo di scrittura, sotto questo aspetto, piuttosto diversa dalla maggior parte degli altri libri che leggo.

(Tra l’altro, uno dei consigli-ordini che viene dato a un aspirante scrittore è quello di non usare punti esclamativi e puntini di sospensione, o, per lo meno, di usarne pochissimi)

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Il turista – Massimo Carlotto * impressioni di lettura

(pubblicato nel 2016)

I romanzi di Carlotto lasciano spesso l’amaro in bocca, perché, anche se di solito il cattivo ha la peggio, la vittoria dei buoni è solo parziale e magari è ottenuta a un prezzo troppo alto. Questo, direi, perché si tratta di storie realistiche, ambientate in quella che è la realtà o, comunque, in una finzione molto simile alla realtà, che tutto è fuorché rosa.

Il turista” è più amaro degli altri libri che ho letto di questo autore, la vicenda narrata è cruda e crudele, non vi sono scene che schiariscono, almeno temporaneamente, il nero che pervade l’intero libro.

Il turista è un serial killer astuto e camaleontico che uccide le sue vittime in varie città d’Europa; la sua strada si incrocia con quella di un’organizzazione di assassini; a cercare di contrastare questa organizzazione, fra gli altri, Pietro Sambo, ex commissario di polizia, che si trova più volte a dover scendere a patti con la propria coscienza.

Un noir molto nero che non lascia nemmeno uno spiraglio di speranza, perché anche i difensori della legge alla fine non sono poi molto meglio di coloro che devono combattere.

Non ho trovato la trama molto avvincente, non c’è una vera e propria indagine, è più il racconto di una sorta di sfida a chi meglio riuscirà a fregare l’altro.

I protagonisti sono il serial killer e l’ex commissario, e anche fra loro, ovviamente, si svolge una sfida.

il turista Carlotto

 

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In biblioteca #49

Passaggio in biblioteca, dove ho pescato questo romanzo, che

nasce dall’incontro, durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa, tra Marco Malvaldi e Glay Ghammouri, un ex militare tunisino dalla carriera stroncata in patria per motivi politici e oggi detenuto in Italia a causa di un grave delitto.

Vento in scatola – Marco Malvaldi e Glay Ghammouri

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Doppio vetro – Halldóra Thoroddsen * impressioni di lettura

(Titolo originale “Tvöfalt gler”, Traduzione di Silvia Cosimini; originale pubblicato nel 2016; edizione italiana del 2019)

Una donna anziana (all’inizio del romanzo ha più di settantacinque anni) vive sola a Reykjavík. Guarda il mondo fuori dalle sue finestre, si incontra con altri anziani al circolo delle coppie; ricorda il suo passato, il marito che è morto, si interessa di quello che succede in Islanda e nel mondo, si vede con i figli.

Conosce un altro anziano, un ex chirurgo, Sverrir. I due si innamorano. Un sentimento profondo e quieto, che dona a entrambi una nuova voglia di vivere.

L’atmosfera del romanzo, nonostante ciò, a mio parere è triste e non solo perché parla di persone anziane e di persone legate alla protagonista che muoiono o perdono la propria autonomia. Forse perché in fondo parla di sconfitta, almeno questo è quello che ho percepito io.

È comunque delicato, anche quando tratta argomenti che delicati non sono.

Riporto un paio di citazioni.

Quando la protagonista ricordo le storie che raccontava ai nipoti:

I bambini si avventurano dentro le fiabe senza paura della fantasia.

Quando la protagonista si trova con il fratello:

Insieme parlano di un passato che non appartiene più a nessuno se non a loro due. Conoscono persone che ormai si perpetuano soltanto nella loro memoria.

Trovo quest’ultima riflessione molto vera.

cover DOPPIO VETRO THORODDSEN

 

 

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Le signore in nero – Madeleine St John * impressioni di lettura

(Titolo originale “The Women in Black”, Traduzione di Mariagiulia Castagnone; originale pubblicato nel 2009; edizione italiana del 2019)

La storia o, meglio, le storie si svolgono a Sidney, nel 1950. Le signore in nero sono le commesse di un grande magazzino, Goode’s: nera è infatti la divisa che indossano al lavoro.

Le donne di cui ci racconta Madeleine St John sono principalmente quattro: Miss Fay Baines, single perché nessuno degli uomini che ha incontrato l’ha sposata; Mrs Patty Williams, sposata ma senza figli; Lesley-Lisa Miles, una ragazza molto intelligenze e amante dello studio e della lettura appena diplomata; Magda, emigrata europea, sposata con un ungherese, “assolutamente strepitosa”.

Conosciamo pregi, difetti, problemi e aspirazioni delle quattro protagoniste, assistiamo al modificarsi dei loro rapporti e all’evolversi delle varie situazioni e si può dire che ciascuna delle vicende trova il suo lieto fine.

cover signore in nero St John

Mi piace il modo in cui l’autrice racconta e descrive i personaggi. Ecco ad esempio qualcosa su Lisa: ha un “ritornello” a cui ricorre nei “momenti bui”, una poesia di Willam Blake:

Tigre,Tigre, che bruci luminosa nelle finestre della notte…”

ed ecco come l’ha incontrato:

La Tigre era entrata nelle vita di Lisa tre anni prima, al tempo in cui era ancora Lesley e doveva iniziare le superiori.

Stava cercando un libro, quando un altro piombò dallo scaffale; nella caduta si aprì e lo sguardo di Lisa si posò sulla pagina di destra, dove lesse la parola «tigre». Ciò che accadde in seguito fu una conseguenza inevitabile, perché nessuna quattordicenne mediamente sveglia, di fronte alla parola «tigre», dal suono così misterioso, così invitante, può resistere all’idea di indagare oltre; ed è quello che fece Lisa, con il risultato che davanti a lei si spalancò l’abisso della poesia.

Per i primi tempi del suo lavoro da Goode’s, Lisa si occupa con Patty e Fay del reparto Abiti da cocktail, poi va anche ad aiutare Magda ai Modelli esclusivi. E qui scopre i capi dell’alta moda internazionale:

Negli ultimi tempi aveva capito che un abito poteva essere qualcosa di più di un rivestimento più o meno alla moda. Ciò che adesso coglieva, in modo ancora vago, bizzarro ed del tutto improvviso, era che la moda poteva essere.. sì, insomma… poteva essere arte.

Verso la fine Patty attraversa un brutto momento e la madre le propone di andare a stare da lei per un po’; Patty rifiuta; questo è il suo stato d’animo:

Ma lei desiderava soltanto stare da sola. Non se la sentiva di fingere e quando si è soli non c’è bisogno di fingere. Be’, qualche volta succede; qualche volta le bugie che uno si racconta sono persino peggio di quelle che si dicono agli altri. Sembra impossibile, ma è così.

Le signore in nero” è un romanzo che racconta di persone comuni a cui non succede niente di particolare se non quello che succede nella vita, ma le loro storie sono narrate in modo molto piacevole e con una vena di ironia che io apprezzo sempre molto. I personaggi sono tutti molto vivi e dalle varie sfaccettature, come lo sono le persone vere.