Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazioni #2

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))cover Mondo sommerso Ballard

Riporto altre due citazioni da questo romanzo, stavolta perché mi piacciono come espressioni, per le immagini che evocano, anche a prescindere dal contesto. Non so come siano questi periodi nel testo originale, ma la traduzione, a mio parere, è comunque bella.


 

Persino gli uomini che nuotavano poco sotto la superficie subivano la metamorfosi imposta dall’acqua: i loro corpi fluttuanti venivano trasformati in chimere baluginanti, simili a pulsanti esplosioni di pensiero in una giungla neuronica.


Tutt’intorno a lui, i residui dei sogni si distendevano sotto la superficie della realtà come spiagge senza fine.


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Leggendo romance #1

Negli ultimi tempi sto leggendo molti romance e romanzi rosa. Non ho ancora ben chiara la distinzione fra i due generi, se pure ve n’è una, e, comunque, non mi sembra poi così rilevante. Diciamo che si tratta di storie che parlano soprattutto d’amore e che sono a lieto fine. Poi si potrebbe osservare che ogncover estate da ricordarei autore/autrice ha un suo genere. Di certo ciascuno/a ha un suo modo di descrivere e mostrare personaggi e situazioni, un suo linguaggio.

Sempre ultimamente ho scoperto che due fra le più note e lette autrici di romance (sintetizzo con questo termine anche se potrebbe essere non corretto, vedi sopra) sono Georgette Heyer (1902 – 1974) e Mary Balogh (1944).

Basandomi sui romanzi che per ora ho letto di queste due autrici mi sembra che siano molte le differenze fra loro.

Nelle storie della Heyer predomina l’ironia, per le convenzioni, per i modi di fare; non vi sono scene di sesso fra i protagonisti, al massimo un bacio ma solo alla fine; la storia d’amore sembra sempre appena abbozzata, cover Pedina scambiata okcome se non fosse lo scopo principale del romanzo (e, probabilmente, è così) e, in certo senso, si svela quasi solo alla fine.

Le storie della Balogh, invece, sono più legate ai sentimenti, sono più romantiche. Il sesso compare sempre, la storia d’amore si sviluppa fino dall’inizio ed è il fulcro della narrazione; naturalmente è contrastata, quasi sempre dai protagonisti stessi.

In certo senso e con tutte le eccezioni del caso, mi viene spontaneo paragonare le differenze fra queste due autrici alle differenze che ho riscontrato fra Jane Austen e Charlotte Bronte e che mi è balzata agli occhi in modo particolare una volta in cui ho letto uno di seguito all’altro, un romanzo della Austen e subito dopo Jane Eyre.

I romanzi che ho letto di queste scrittrici e che sono tutti ambientai nel periodo Regency e dintorni (di alcuni ho annotato sul blog le mie impressioni di lettura)

di Georgette Heyer

Rosa d’aprile
Il gioco degli equivoci
Matrimonio alla moda
L’incantevole Amanda
La pedina scambiata
Belinda e il duca

di Mary Balogh

Signora del suo cuore
Il celebre libertino
L’ultimo valzer
Una promessa d’amore
Un’estate da ricordare
Incidente d’amore (serie Bedwin #2)
Una lady scandalosa (serie Bedwin #3)
La tentatrice (serie Bedwin #4)
Il duca di ghiaccio (serie Bedwin #6)
Sposa per contratto
Una dolce vendetta
La dama col mantello
Passione proibita
La melodia del cuore
Senza cuore

 

Il mondo sommerso – J. G. Ballard * citazione

(titolo originale The Drowned World, 1962; letto nell’edizione 2005, trad. Stefano Massaron * James Graham Ballard (Shanghai 1930 – Shepperton 2009))

cover Mondo sommerso Ballard

Le righe che riporto sotto mi hanno colpita molto, come del resto l’argomento del romanzo, che non ho ancora finito di leggere. Considerato che è stato pubblicato nel 1962 lo trovo quasi profetico, anche se, ancora, il mondo non è sommerso.

A proposito di profezie… ho appena letto su Wikipedia che Ballard, in un libro del 1970, previde l’elezione di Reagan a presidente degli USA, cosa che avvenne nel 1981. Niente male, eh? Una bella sincronicità

(Il pensiero sotto riportato è del protagonista, il biologo Robert Kerans; i sogni a cui si riferisce sono quelli che fanno lui e altri che vivono con lui in una sorta di isola, quello che resta, non sommerso dalle acque, della città di Londra)

(Logico. Quale malattia ha una prognosi più certa e ineluttabile della vita stessa? Ogni mattina una persona dovrebbe dire ai suoi amici più cari: “Mi rammarico per la tua morte irrevocabile”, come si dice a chiunque soffra di un male incurabile; non era forse proprio l’omissione universale di questo minimo gesto di simpatia e di comprensione a fornire il modello per l’innata riluttanza a discutere apertamente dei propri sogni?)

 

 

Il marchio di Sekhmet (File JE60754 spin off) – Isabel Giustiniani * Impressioni di lettura

(ebook self, formato Kindle)
Leggendo questo romanzo ci immergiamo in un mondo lontano nel tempo, affascinante e crudele. Seguendo le vicende di Khemfre, narrate da lui stesso, assistiamo all’ascesa al trono di Tutankhamon, alla fine del culto del di Aton con la restaurazione della religione dei tanti dei, fra cui Sekhmet, la dea dalla testa di leonessa, divinità delle guerre, delle epidemie e delle guarigioni. Isabel Giustiniani ci offre, con la sua cura dei dettagli, uno spaccato molto vivo della vita degli egiziani in quel periodo.

cove r marchio Sekmet

Ma ci offre anche la storia di un ragazzo che, nonostante la morte del padre e una grave ferita riportata in battaglia, riesce a diventare quello che aveva sempre desiderato, un medico. Ma altre difficoltà ostacolano il suo cammino e fra queste anche la passione per la donna sbagliata per eccellenza, la moglie del faraone. L’autrice è riuscita a fondere la precisione dei dettagli storici con una trama avvincente e coinvolgente.

Una scrittura corretta, come negli altri romanzi di Isabel Giustiniani, uno stile pulito.

Sinossi

Una dea senza pietà.
Una passione proibita.
Un destino più forte
del potere del faraone.

Khemfre è solo un bambino quando lui e il fratello Neferu sono costretti a fuggire dalla capitale del Paese delle Due Terre, la città fondata da Akhenaton. L’assassinio del faraone, infatti, ha gettato pesanti ombre sul padre dei due ragazzi, capitano delle guardie reali.
La caduta del culto monoteistico di Aton, e il conseguente ritorno degli antichi dei, trova Khemfre e Neferu arruolati nelle file dell’esercito del potente generale Horemheb.
Mentre l’ambizioso Neferu prosegue la carriera militare tra i seguaci di Sekhmet – dea della guerra e Signora del terrore e della strage – fino a occupare a palazzo la posizione che era stata del padre, Khemfre abbraccia l’altra anima della temibile dea leonessa: quella di Signora della vita e protettrice dei medici, scelta che lo porterà infine a diventare sunu personale del giovane faraone Tutankhamon.
Ma il destino non concede riscatti e Khemfre lo scoprirà non appena incrociato lo sguardo di Ankhesenamon, la Grande Sposa Reale, venendo trascinato in un turbine di passione e intrighi di corte che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.

Il marchio di Sekhmet” è uno spin-off della serie File JE60754 ma è anche un romanzo autoconclusivo a sé stante che può essere letto senza conoscere gli altri libri.

 

C’era una volta… La Biblioteca dei miei ragazzi

La Biblioteca dei miei ragazzi era una collana di romanzi per ragazzi, pubblicati durante il ventennio fascista dalla casa editrice Adriano Salani di Firenze.

Io ho una decina di questi liCover Saettino - bibl ragazzzi okbri, erano di mia madre, e li ho letti e riletti quando ero bambina.

Magari un giorno ne rileggerò alcuni e scriverò le mie impressioni del momento. Per quello che ricordo in alcuni casi si trattava di storie anche avventurose: in una c’era un tesoro da trovare in un altro una bambina da salvare…

Adesso ho sottomano due soli volumi che, fra l’altro, sono decisamente emblematici, in quanto uno ha per protagonista un piccolo Balilla e l’altro una famiglia numerosa, di ben dodici figli.

Le copertine sono un po’ rovinate, come si può notare, ma penso che riescano comunque a dare un’idea. I due volumi sono stati stampati nel 1937 (“Saettino, puro sangue meneghino”) e nel 1939 (“Una dozzina più uno”).Cover una dozzina - bibl ragazzi ok

 

Nonostante gli anni trascorsi ho dei ricordi abbastanza vivi di queste letture, almeno di certe scene. Ad esempio, dell’inizio di “Una dozzina più uno”, in cui vengono elencati i nomi dei dodici figli che sono piuttosto normali per i primi, mentre originali, se non strampalati, per gli altri. A coloro che si lamentano per la stranezza del nome la madre risponde che un grande scrittore dice: «Quando un nome è ridicolo si ha il dovere di renderlo celebre». Ecco, questa frase non l’ho mai dimenticata.






Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #27

Dice Caeiro che da quel villaggio, a  causa della sua piccola dimensione, si può vedere una maggior parte del mondo che non dalla città; e per questo il villaggio è più grande della città…

Perchè io ho la dimensione di ciò che vedo
E non la dimensione della mia altezza.”

 

(Alberto Caeiro è uno degli eteronimi di Pessoa)

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