Pyramiden, città fantasma

Qualche sera fa ho visto su uno dei canali RAI un documentario su Pyramiden, una città fantasma, situata nell’isola di Spitsbergen nelle Svalbard, in Norvegia.

Nata ad opera degli svedesi per ospitare gli uomini che lavoravano alla miniera di carbone, passò poi ai russi, che l’abitarono fino al 1998. Da allora solo sei persone vi abitano in pianta stabile, in turni di sei mesi, per garantire una manutenzione degli edifici. L’unico modo per comunicare da Pyramiden con il resto del mondo è per mezzo di telefoni satellitari.

Adesso è una meta turistica, è possibile soggiornare presso un albergo.

Viene chiamata città, ma in effetti è solo un insieme di edifici, fra cui quello che ospitava le famiglie, quello che ospitava gli scapoli, quello che ospitava le donne sole, la palestra con piscina, l’auditorium in cui venivano anche proiettati film e venivano rappresentate opere teatrali, la mensa con l’annessa cucina (in quanto negli appartamenti non c’era cucina: i pasti venivano consumati da tutti gli abitanti insieme nella mensa, appunto); c’erano strumenti per fare musica.

Nelle immagini del documentario, quel luogo mi è sembrato quasi una sorta di mondo alieno, come fosse un pianeta extrasolare simile alla Terra ma molto più desolato; mi ha affascinata anche se l’ho trovato in parte inquietante, probabilmente perché negli edifici sono rimaste molte cose degli abitanti, quasi dovessero tornare da un momento all’altro. Sembra davvero una città di morti, di fantasmi. Oppure quasi un luogo finto, una costruzione per un set cinematografico.

Essendo molto a Nord (oltre il 78o parallelo), il clima è molto freddo e questo contribuisce al mantenere in buone condizioni le varie strutture. Il terreno è brullo, ricoperto di erba che, nelle foto, sembra secca. Ovviamente non ci sono alberi.

Penso che in un luogo così ci si senta davvero soli, di una solitudine quasi assoluta, forse simile a quella che sperimentano gli astronauti nello spazio. Sarebbe un’intrigante ambientazione per una storia…

Non aggiungo foto, per via del copyright, comunque in rete si trovano varie immagini e informazioni (es. su Wikipedia).

 

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Molveno – rifugio Croz dell’Altissimo

Il rifugio Croz dell’Altissimo, posto sotto le Dolomiti di Brenta, a circa 1.500 m d’altitudine, si può raggiungere da Molveno in vari modi.20180829_105949 bl3

Uno è quello di prendere la prima parte della telecabina che porta a Pradel (circa 1.367 m) e poi seguire il sentiero 340. Il percorso fino al rifugio dura circa un’ora; una prima parte è nel bosco, poi più all’aperto e si può così ammirare il panorama, bello anche se – data l’altezza modesta – non ci si trova proprio in mezzo alle montagne.

Vista verso il lago di Molveno

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Le Dolomiti di Brenta viste dal sentiero e dal rifugio

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I sentieri che partono dal rifugio e che portano nel cuore delle Dolomiti di Brenta

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Molveno, il lago #1

Immagini del lago di Molveno, paese situato ai piedi delle Dolomiti di Brenta.

Nel lago è possibile fare il bagno, windsurf, andare in barca; una discreto tratto del lungolago, quello più vicino al paese, è costituito da una spiaggia sassosa.

Molveno visto dalla sponda opposta del lago con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo

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La spiaggia sassosa vista dalla sponda opposta

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Sulla sponda su cui sorge Molveno, la spiaggia sassosa

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