Macbeth – Verdi, Piave

Ieri sera sono stata a vedere Macbeth. Nuovamente al cinema, dove l’opera è stata trasmessa in diretta la rappresentazione della Royal Opera House che si teneva a Londra al Covent Garden, come per Tosca e Carmen.

L’opera è tratta dall’omonima tragedia di Shakespeare, con musica di Giuseppe Verdi e libretto di Francesco Maria Piave.

Il tema è, come per la tragedia, l’amore per il potere, che non porta niente, se non sete di sangue sempre più insaziabile.

Non conoscevo quest’opera e l’ho apprezzata molto. La musica è decisamente verdiana, molto belli i cori. Interpreti davvero bravi, Anna Netrebko ha una voce davvero potente.

Molto interessanti, nell’intervallo, alcuni approfondimenti offerti dal maestro Pappano.

Qualche idea ve la potete fare, forse, dalle foto che riporto qui sotto, anchese, come al solito, gli scatti non sono un gran che.

Qui sotto gli interpreti principali e la locandina dal sito della Nexo, dove si possono leggere molte altre informazioni sulla rappresentazione.

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Regista Phyllida Lloyd
Direttore d’orchestra Antonio Pappano
Macbeth Željko Lučić
Lady Macbeth Anna Netrebko
Banquo Ildebrando D’arcangelo

Chorus Royal Opera Chorus
Concert Master Sergey Levitin
Orchestra of the Royal Opera House

 

 

 

 

 

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Carmen – Bizet, Meilhac e Halévy

Questa sera sono stata a vedere Carmen. Nuovamente al cinema, dove è stata trasmessa in diretta la rappresentazione della Royal Opera House che si teneva a Londra al Covent Garden, come per Tosca.

Una rappresentazione non convenzionale, che però, a parte qualcosa, mi è piaciuta. Molto sensuale, soprattutto la prima parte. Carmen è, poi, un personaggio fantastico, una donna davvero speciale e libera.

Sulla scena c’è sempre e solo una grande scalinata, che si muove avanti e indietro, all’occorrenza. I costumi sono del periodo intorno al 1930, in Argentina.

Qualche idea ve la potete fare, forse, dalle foto che riporto qui sotto. La scena era sempre piuttosto buia e gli scatti fatti allo schermo cinematografico non sono davvero un gran che…

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Qui sotto gli interpreti principali e la locandina dal sito della Nexo, dove si possono leggere molte altre informazioni sulla rappresentazione.

Regista Berrie Kosky
Direttore d’orchestra Jakub Hrůša
Carmen Anna Goryachova
Don José Francesco Meli
Micaëla Kristina Mkhitaryan
Escamillo Kostas Smoriginas
Chorus Royal Opera Chorus
Concert Master Sergey Levitin
Orchestra of the Royal Opera Houselocandina NEXO Carmen

Tosca – una mia riflessione

Uscita dal teatro dopo aver assistito a una rappresentazione di Traviata, qualche anno fa, ho scritto un racconto in cui ne cambio il finale, perché la vicenda mi ha sempre fatta indignare, quanto quella di Madama Butterfly.

Anche se l’intento degli autori era quello di denunciare e condannare, nel vedere questo due opere non posso fare a meno di arrabbiarmi per il destino delle protagoniste.

Con Tosca questo non succede. Mentre Violetta e Butterfly sono due vittime, Tosca non lo è. Anzi, si fa carnefice, o. meglio, giustiziera

O dolci mani, mansuete e pure…
in voi, fatte dall’amor secure,
Giustizia le sue sacre armi depose.

Anche se proprio la sua gelosia è causa di tante morti, compresa la sua, Tosca non è sconfitta. Il suo salto nel vuoto dall’alto di Castel Sant’Angelo è un atto di coraggio e di libertà.

(Ovviamente, questo è il mio parere, il mio modo di interpretare l’opera.)

 

 

 

Tosca – Puccini, Giacosa – Illica

Questa sera sono stata a vedere Tosca, la mia opera lirica preferita.
Non a teatro, ma al cinema, dove è stata trasmessa in diretta la rappresentazione della Royal Opera House che si teneva a Londra al Covent Garden.
Una rappresentazione a mio parere davvero ottima, con uno Scarpia incredibilmente diabolico da risultare perfino affascinante. Bravissima e molto espressiva anche Tosca, mentre di Cavaradossi ho apprezzato la voce ma meno la presenza scenica.
Mi sono piaciute molto anche le scene, anche se quella del terzo atto era eccessivamente buia.

Certo, vista così l’opera non rende quanto in teatro, ma ci si avvicina molto.
Durante gli intervalli la proiezione continuava, in parte con l’immagine e il suono dal teatro, in parte con interviste ai protagonisti, queste molto interessanti.

Mi ha colpito una cosa che ha detto Gerald Finley, il baritono che interpretava Scarpia: si dice che per assimilare bene una parte, sia nelle parole che nel fisico, la si debba provare/interpretare almeno 100-150 volte.

Qui sotto gli interpreti, qualche mia orribile foto e la locandina dal sito della Nexo.

Regista Jonathan Kent
Direttore d’orchestra Dan Ettinger
Floria Tosca Adrianne Pieczonka

Mario Cavaradossi Joseph Calleja
Baron Scarpia Gerald Finley
Spoletta Aled Hall
Cesare Angelotti Simon Shibambu
Sacristan Jeremy White
Sciarrone Jihoon Kim
Chorus Royal Opera Chorus
Concert Master Sergey Levitin
Orchestra of the Royal Opera House

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La rondine – Puccini, Adami

Sono stata a vedere l’opera di Giacomo PucciniLa rondine”, su libretto di Giuseppe Adami all’Opera di Firenze.

La rondine” è stata rappresentata per la prima volta nel marzo 1917 a Montecarlo.

Si sviluppa in tre atti. È ambientata nel periodo del Secondo Impero napoleonico, dal 1852 al 1870.

Il primo atto si svolge a Parigi, nella casa di Magda, una cortigiana, amante del ricco Rambaldo. È in corso una cena a cui partecipano Rambaldo, amici e amiche di lui e di Magda e il poeta Prunier. La conversazione, tenuta soprattutto da quest’ultimo e da Magda, si incentra soprattutto sull’amore sentimentale che, a detta del poeta va di moda. Il dialogo ricorda a Magda di un amore giovanile, più sognato che vissuto: l’incontro con un giovane in un locale, da Bullier. I due avevano trascorso insieme qualche ora, ballando e bevendo birra, poi niente più. E Magda prova malinconia per quell’amore, anche in seguito a una sorta di profezia che le fa il poeta leggendole la mano:

Forse, come la rondine,
migrerete oltre il mare,
verso un chiaro paese
di sogno… Verso il sole,
verso l’Amore…

Il giovane Ruggero, figlio di un amico di Rambaldo, viene a trovarlo: è la sua prima sera a Parigi e il gruppo degli amici di Magda gli consiglia vari ritrovi in cui recarsi fra cui Bullier, dicono, è il migliore.

Quando gli ospiti se ne vanno Magda, trovando il foglio su cui Ruggero aveva segnato i nomi dei locali e leggendovi quello di Bullier, decide di vestirsi come quando era giovane, per non farsi riconoscere, e si reca nel locale.

Il poeta e Lisette, la cameriera di Magda, che sono una coppia, escono insieme.

Il secondo atto si svolge da Bullier. È un atto quasi completamente corale: persone che ballano e si divertono. Quando arriva Magda Ruggero è già lì e lei si siede con lui per sfuggire alla corte di un gruppo di giovanotti. Così parlano e si innamorano. Anche loro bevono e ballano. Al locale arrivano anche Lisette e il poeta e infine anche Rambaldo a cui Magda dice che la loro relazione è finita perché lei ama Ruggero.

Il terzo atto si svolge a Nizza, dove sono andati a vivere Magda e Ruggero. I due sono innamorati, ma hanno problemi di denaro e Ruggero ha infatti scritto al padre per avere da lui un aiuto. Ha anche chiesto il consenso per sposare Magda ma lei, quando lo sa, non è contenta. Ruggero infatti non conosce il suo passato, la crede una ragazza semplice. Così, quando arriva la risposta della madre di Ruggero con il consenso al matrimonio, Magda gli spiega che non può sposarlo perché era una cortigiana. Lui l’implora di non lasciarlo ma lei resta irremovibile e si suppone che torni da Rambaldo che, tramite il poeta, le ha fatto sapere che l’aspetta. Una delle ultime cose che Magda dice a Ruggero è questa:

Quando sarai guarito, te ne ricorderai…
Tu ritorni alla casa tua serena…
Io riprendo il mio volo e la mia pena…

Adesso qualche considerazione personale, premettendo che le opere e la musica classica mi piacciono, ma non sono un’intenditrice.

La Rondine viene paragonata a Traviata, per la trama che, in effetti, la riecheggia abbastanza. A me ha fatto venire in mente anche Carmen, in parte, ma magari questa è una mia interpretazione un po’ troppo libera. Secondo me, forse, Magda si sente intrappolata nell’amore di Ruggero, che progetta anche di avere dei bambini e che ha questa sua famiglia a cui, evidentemente, è molto legato: in questo mi ha ricordato Carmen, che dopo aver sedotto e amato Don Josè si è stancata di lui e dell’amore esclusivo che pretende da lei. Mi sembra che Magda sia quasi più innamorata dell’amore, dell’idea di amore che le ha suscitato quel ricordo di quando era giovane, che non davvero di Ruggero, anche se quando lo lascia è disperata. Come se Ruggero e il suo amore fossero il modo per vivere la storia d’amore che aveva sognato tanto tempo prima.

Nel riassunto della vicenda, per brevità, non ho parlato dei dialoghi fra il poeta Prunier e la cameriera Lisette, la maggior parte dei quali hanno un tono ironico e divertente, e stemperano così quelli più drammatici di Magda e Ruggero.

Non ci sono romanze, sostanzialmente si tratta di dialoghi cantati. La musica mi ha ricordato soprattutto Boheme e Madama Butterfly. D’accordo che sapevo che era di Puccini, ma mi è parsa un’opera decisamente pucciniana.

Mi è piaciuta molto sia come opera in sé (musica e libretto) che come messa in scena e interpreti.

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Nella rappresentazione a cui ho assistito hanno cantato e suonato

Direttore – Valerio Galli
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Magda – Ekaterina Bakanova
Ruggero – Matteo Desole
Lisette – Hasmik Torosyan
Rambaldo – Stefano Antonucci
Prunier – Matteo Mezzaro

Regia, luci, scene e costumi -Denis Krief

Link al sito dell’Opera di Firenze per altre informazioni sulla rappresentazione.

(la foto è orribile, lo so, ma ho scattato solo questa, per non disturbare)

 

 

Sulla musica

Mi piace ascoltare la musica classica, anche se non sono un’esperta. Lo faccio soprattutto quando guido.

Ultimamente, nel sentire brani che non conosco, o che non riconosco, mi sono trovata a pensare che dopo ogni frase musicale non possa venire altro che la frase che c’è, come se l’una fosse la conseguenza inevitabile dell’altra.

Forse è una riflessione un po’ contorta… e forse non sono riuscita a esprimere la sensazione…

È come se dopo una frase mi aspettassi esattamente quella che segue, come se le “frasi future” fossero comprese in nuce in quelle che le precedono e quindi “andando a ritroso” fossero tutte comprese nella prima. Così la prima frase si pone come una sorta di DNA del brano musicale, perché porta scritto in sé lo sviluppo dell’intera opera.

(Deliri da guidatrice?)

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