La rondine – Puccini, Adami

Sono stata a vedere l’opera di Giacomo PucciniLa rondine”, su libretto di Giuseppe Adami all’Opera di Firenze.

La rondine” è stata rappresentata per la prima volta nel marzo 1917 a Montecarlo.

Si sviluppa in tre atti. È ambientata nel periodo del Secondo Impero napoleonico, dal 1852 al 1870.

Il primo atto si svolge a Parigi, nella casa di Magda, una cortigiana, amante del ricco Rambaldo. È in corso una cena a cui partecipano Rambaldo, amici e amiche di lui e di Magda e il poeta Prunier. La conversazione, tenuta soprattutto da quest’ultimo e da Magda, si incentra soprattutto sull’amore sentimentale che, a detta del poeta va di moda. Il dialogo ricorda a Magda di un amore giovanile, più sognato che vissuto: l’incontro con un giovane in un locale, da Bullier. I due avevano trascorso insieme qualche ora, ballando e bevendo birra, poi niente più. E Magda prova malinconia per quell’amore, anche in seguito a una sorta di profezia che le fa il poeta leggendole la mano:

Forse, come la rondine,
migrerete oltre il mare,
verso un chiaro paese
di sogno… Verso il sole,
verso l’Amore…

Il giovane Ruggero, figlio di un amico di Rambaldo, viene a trovarlo: è la sua prima sera a Parigi e il gruppo degli amici di Magda gli consiglia vari ritrovi in cui recarsi fra cui Bullier, dicono, è il migliore.

Quando gli ospiti se ne vanno Magda, trovando il foglio su cui Ruggero aveva segnato i nomi dei locali e leggendovi quello di Bullier, decide di vestirsi come quando era giovane, per non farsi riconoscere, e si reca nel locale.

Il poeta e Lisette, la cameriera di Magda, che sono una coppia, escono insieme.

Il secondo atto si svolge da Bullier. È un atto quasi completamente corale: persone che ballano e si divertono. Quando arriva Magda Ruggero è già lì e lei si siede con lui per sfuggire alla corte di un gruppo di giovanotti. Così parlano e si innamorano. Anche loro bevono e ballano. Al locale arrivano anche Lisette e il poeta e infine anche Rambaldo a cui Magda dice che la loro relazione è finita perché lei ama Ruggero.

Il terzo atto si svolge a Nizza, dove sono andati a vivere Magda e Ruggero. I due sono innamorati, ma hanno problemi di denaro e Ruggero ha infatti scritto al padre per avere da lui un aiuto. Ha anche chiesto il consenso per sposare Magda ma lei, quando lo sa, non è contenta. Ruggero infatti non conosce il suo passato, la crede una ragazza semplice. Così, quando arriva la risposta della madre di Ruggero con il consenso al matrimonio, Magda gli spiega che non può sposarlo perché era una cortigiana. Lui l’implora di non lasciarlo ma lei resta irremovibile e si suppone che torni da Rambaldo che, tramite il poeta, le ha fatto sapere che l’aspetta. Una delle ultime cose che Magda dice a Ruggero è questa:

Quando sarai guarito, te ne ricorderai…
Tu ritorni alla casa tua serena…
Io riprendo il mio volo e la mia pena…

Adesso qualche considerazione personale, premettendo che le opere e la musica classica mi piacciono, ma non sono un’intenditrice.

La Rondine viene paragonata a Traviata, per la trama che, in effetti, la riecheggia abbastanza. A me ha fatto venire in mente anche Carmen, in parte, ma magari questa è una mia interpretazione un po’ troppo libera. Secondo me, forse, Magda si sente intrappolata nell’amore di Ruggero, che progetta anche di avere dei bambini e che ha questa sua famiglia a cui, evidentemente, è molto legato: in questo mi ha ricordato Carmen, che dopo aver sedotto e amato Don Josè si è stancata di lui e dell’amore esclusivo che pretende da lei. Mi sembra che Magda sia quasi più innamorata dell’amore, dell’idea di amore che le ha suscitato quel ricordo di quando era giovane, che non davvero di Ruggero, anche se quando lo lascia è disperata. Come se Ruggero e il suo amore fossero il modo per vivere la storia d’amore che aveva sognato tanto tempo prima.

Nel riassunto della vicenda, per brevità, non ho parlato dei dialoghi fra il poeta Prunier e la cameriera Lisette, la maggior parte dei quali hanno un tono ironico e divertente, e stemperano così quelli più drammatici di Magda e Ruggero.

Non ci sono romanze, sostanzialmente si tratta di dialoghi cantati. La musica mi ha ricordato soprattutto Boheme e Madama Butterfly. D’accordo che sapevo che era di Puccini, ma mi è parsa un’opera decisamente pucciniana.

Mi è piaciuta molto sia come opera in sé (musica e libretto) che come messa in scena e interpreti.

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Nella rappresentazione a cui ho assistito hanno cantato e suonato

Direttore – Valerio Galli
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Magda – Ekaterina Bakanova
Ruggero – Matteo Desole
Lisette – Hasmik Torosyan
Rambaldo – Stefano Antonucci
Prunier – Matteo Mezzaro

Regia, luci, scene e costumi -Denis Krief

Link al sito dell’Opera di Firenze per altre informazioni sulla rappresentazione.

(la foto è orribile, lo so, ma ho scattato solo questa, per non disturbare)

 

 

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Sulla musica

Mi piace ascoltare la musica classica, anche se non sono un’esperta. Lo faccio soprattutto quando guido.

Ultimamente, nel sentire brani che non conosco, o che non riconosco, mi sono trovata a pensare che dopo ogni frase musicale non possa venire altro che la frase che c’è, come se l’una fosse la conseguenza inevitabile dell’altra.

Forse è una riflessione un po’ contorta… e forse non sono riuscita a esprimere la sensazione…

È come se dopo una frase mi aspettassi esattamente quella che segue, come se le “frasi future” fossero comprese in nuce in quelle che le precedono e quindi “andando a ritroso” fossero tutte comprese nella prima. Così la prima frase si pone come una sorta di DNA del brano musicale, perché porta scritto in sé lo sviluppo dell’intera opera.

(Deliri da guidatrice?)

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Così fan tutte – Mozart, Da Ponte

Sono stata a vedere l’opera buffa di Wolfgang Amadeus MozartCosì fan tutte”, su libretto di Lorenzo da Ponte all‘Opera di Firenze.

Una commedia in cui due giovanotti, fidanzati con due sorelle, vengono istigati da un amico a mettere alla prova la fedeltà delle rispettive fidanzate. Così fingono di essere richiamati dall’esercito e poco dopo si presentano sotto mentite spoglie alle due sorelle e cercano di sedurre l’uno la fidanzata dell’altro. La manovra riesce grazie ai suggerimenti e agli interventi dell’amico e della cameriera delle due ragazze. Alla fine l’imbroglio viene svelato, ma non viene sottolineata nessuna morale e l’amico invita i due giovanotti a sposarsi comunque (anche se non dice con quale delle sorelle…)

Così fan tutte atto I

Non conoscevo quest’opera, anche se forse avevo sentito qualche brano, e l’ho trovata davvero piacevole, allegra e ben costruita. Una bella musica – e come non potrebbe, dato che si parla di Mozart? – dialoghi divertenti, arguti; belle arie.

Così fan tutte

Il regista ha ambientato la storia negli anni Cinquanta, trasformando la buca dell’orchestra in una piscina e il palco in una palestra e/o giardino; una prevalenza dei colori bianco e blu, bianco e azzurro. Le scenografie mi sono sembrate molto gradevoli e di effetto.

Nelle foto qualche momento della rappresentazione.

Non posso evitare, però, come per molte delle opere liriche che conosco, di dare voce al mio spirito critico femminista e “contesto” almeno due cose della trama: la prima è che verificare la fedeltà con un imbroglio è assolutamente scorretto; la seconda che si dovrebbe fare un’analoga verifica della fedeltà dei fidanzati. Insomma, non “così fan tutte” ma anche “così fan tutti”… Lo so che è una commedia, però non riesco lo stesso a non indignarmi un po’.

Nella rappresentazione a cui ho assistito hanno cantato e suonato

Direttore – Roland Böer
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Fiordiligi – Elena Monti
Dorabella – Paola Gardina
Ferrando – Alessandro Scotto di Luzio
Guglielmo – Francesco Salvadori
Don Alfonso – Bruno Taddia
Despina – Giuseppina Bridelli

Regia – Lorenzo Mariani
Scene – Maurizio Balò