Perpetuo, eterno

Qualche giorno fa ho ascoltato in auto, alla radio, Perpetuum Mobile di Mendelssohn, suonato dal pianista Roberto Prosseda. Un pezzo che mi è piaciuto molto e che mi ha ricordato le Variazioni Goldberg di Bach.

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Ho pensato che la parola perpetuo è una di quelle che mi suscitano una certa sensazione: perpetuo cioè che non finisce mai che s’è sempre stato e sempre sarà…

E mi è tornata alla mente la preghiera per i morti, che recitavo nell’infanzia e fino a poco dopo, preghiera in cui si parla di eterno riposo e di luce perpetua.

Il concetto di non avere una fine e nemmeno un inizio è qualcosa di inconcepibile, stante la nostra finitezza di esseri viventi: credo sia per questo che mi affascina.

 

Una parola evocativa: anfratto

Stamani mentre guidavo mi è venuta in mente questa parola: anfratto. È un vocabolo che mi piace perché lo trovo evocativo: nella mia mente dà origine a immagini e scene, soprattutto luoghi, suggerisce possibili spunti per storie, forse scatena ricordi.

Anfratti della mente.

Anfratti della montagna.

In entrambi i casi si tratta di luoghi nascosti, poco frequentati, sconosciuti o quasi. Luoghi in cui è possibile nascondersi o nascondere qualcosa, in cui si può trovare qualcosa, magari di antico, estraneo, forse pericoloso. Luoghi da esplorare, con curiosità e un po’ di timore.



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Qualche definizione presa dalla rete

Dal vocabolario Treccani:

anfratto s. m. [dal lat. anfractus us, prob. di origine osca, accostato a frangĕre «rompere»], letter. – Luogo stretto e tortuoso o scosceso; stretta rientranza o cavità nel terreno: Per strade occulte e tortuosi a. (Buonarroti il Giov.); negli a. rocciosi e rupestri dei monti (Bacchelli).

Da http://www.garzantilinguistica.it

anfratto pl. -i , cavità angusta di una roccia; luogo stretto, scosceso e tortuoso

Etimologia:  dal lat. anfrāctu(m), di orig. osca, per etim. pop. raccostato a frangĕre ‘spezzare’.

Dal nuovo De Mauro

anfratto an|fràt|tos.m.1491; dal lat. anfrāctu(m) acc. di anfractus, -us “giravolta”, forse di orig. osca, con il segmento anf- accanto al lat. ambi- e al gr. amphi-.
CO rientranza, piccola cavità nella roccia o nel terreno: una vipera si annidava tra gli anfratti delle rocce | luogo angusto e impervio

Dallo Zingarelli ed. 1961

anfratto m, etimologia: ANFRACTUS. Avvallamento stretto, a giravolte. ! Recesso sinuoso.

Coincidenze “fisiche” del 20 marzo

In questo giorno c’è stata una sorta di passaggio di consegne ideale o, almeno, così mi piace pensare.20170122_160938 blog

 

Il 20 marzo 1727 morì Isaac Newton, grande fisico e matematico, cui si deve fra le altre cose la legge sulla gravitazione universale, le leggi del moto che sono i fondamenti della meccanica classica e il calcolo differenziale.

 

Il 20 marzo 1916 Albert Einstein pubblicò sulla rivista “Annali di Fisica” la sua Teoria generale della relatività e la famosa relazione E = mc2, teoria che rivoluziona la meccanica classica e non solo.

 

 

 

Pet shop – una scena

20161204_163638-blogQuesta che racconto è una scena vera, mi è accaduta in un pomeriggio freddo e ventoso di gennaio .

Entro in un negozio di articoli e cibo per animali; davanti al banco un signore di una certa età, con uno stupendo golden retriver al guinzaglio. Non resisto e carezzo il cane sulla testa, il suo pelo è morbido e caldo sotto le mie dita. Intanto gli dico qualcosa del tipo “Come sei bello.”

Il padrone parla con una delle proprietarie del negozio e non sembra disturbato dal fatto che io faccia complimenti al suo cane. Anzi, poi mi dice che è buonissimo e io rispondo che si vede.

Poi si avvia verso la porta e io chiedo le buste di croccantini per gatti che mi servono. Mentre la proprietaria va a cercarle sugli scaffali, il golden retriver e il padrone tornano indietro e lui (l’uomo, intendo) mi dice: «Ero venuto per fare una battuta a queste spose (le proprietarie). Sul vento e sulla neve. Lo sa perché quando c’è la neve il vento è freddo? Perché passa sulla neve.»

Ho raccontato questo piccolo episodio per la frase (di cui ricordo bene solo la prima parte) detta dal padrone del cane, per quell’espressione “queste spose”, che, direi, decisamente toscana e fiorentina, che mi ha come riportata indietro nel tempo e ha anche un legame con il testo di Collodi che il blog Territori del ‘900 sta pubblicando a puntate e che sto leggendo con grande gusto e interesse e, perché no, anche con un senso di appartenenza.

 

 

Tsundoku TAG

immagine-tag-giapponeseÈ tanto che non partecipo ad un Tag e ringrazio la mia amica blogger di Iriseperiplo per avermi nominato!


Il termine giapponese Tsundoku  rappresenta tutte quelle persone che acquistano libri senza aspettare di aver letto quelli che hanno già a casa, imp
ilandoli uno sull’altro e lasciandoli quindi in attesa.  Nel senso più ampio del termine Tsundoku indica anche chi ha lasciato a metà un libro per iniziarne un altro, chi legge più libri contemporaneamente, chi rilegge gli stessi libri. Se questo comprende anche chi colleziona decine e decine di e-book sperando un giorno di riuscire a leggerli, allora anch’io faccio parte di questo gruppo e ringrazio BloodyIvy  per aver ideato questo Tag!

Ma ecco le regole di questo TAG:

  • Usa l’immagine del TAG
  • Citane il creatore e chi ti ha nominato
  • Rispondi alle domande
  • Tagga qualche blog

Le domande sono:

1)Un libro che hai comperato ma che devi ancora iniziare a leggere

2)Un libro che stai rileggendo perché ti è piaciuto

3)Un libro che leggi per studio o per voler approfondire un argomento

1) Uno dei tanti libri/ebook che ho ma non ho ancora iniziato a leggere è “Le mie stelle nere – da Lucy a Barak Obama” di Lilian Thuram, in cui sono raccolte le biografie di importanti personaggi di colore: stelle nera, appunto.

 

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2) Talvolta rileggo un libro letto anni prima, ce ne sono poi alcuni che rileggo ciclicamente, fino a impararli quasi a memoria… Uno di questi è senz’altro “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen.

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3) Il libro che sto leggendo come approfondimento è un saggio che ho preso in biblioteca (vale lo stesso, spero), si tratta di “La vita quotidiana in Inghilterra ai tempi della regina Vittoria” di Jacques Chastenet.

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I blog che taggo sono:

Noemi Gastaldi’s blog

Chiacchiere e distintivo

GG di Giorgia

Ordine e caos

 

Autocitazione

(Brano da un romanzo non pubblicato)

Tengo il giradischi acceso perché la musica mi riempia il cervello sostituendosi ai pensieri, ma in realtà ne causa altri. Accendo una sigaretta nel momento in cui David Bowie canta Time takes a cigarette, puts it in your mouthsoffio il fumo e mi chiedo cosa sto facendo, che ruolo interpreto e per chi, in quale commedia, o meglio in quale dramma. È come se fossi divisa in due parti, una che recita e l’altra che è del tutto assente e di quando in quando guarda la prima agire, muoversi, parlare. Sono cosciente di essere sdoppiata e mi ci adagio.

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