Fra l’incudine e il martello

condivido ogni parola

Lunanuvola's Blog

(“Sexual Assault Survivors Are Caught Between A Rock And A Hard Place”, di Dina Honour, Bust Magazine, ottobre 2017, trad. Maria G. Di Rienzo. Dina è una scrittrice statunitense che vive con il marito e due figli in Danimarca.)

rock and hard place

Quando una denuncia di assalto sessuale o molestia che investe qualcuno di alto profilo raggiunge la stampa, potete star sicuri che la macchina del contrattacco andrà a velocità amplificata. Biasimo delle vittime, seguito da svergognamento delle vittime, il tutto circondato da un coro greco di “perché?”.

Perché lei non è venuta fuori prima? Perché non ha semplicemente detto “no”? Perché non l’ha detto a tutti, non ha interpellato la stampa, non denunciato penalmente e non ha difeso se stessa?

Come se fosse la cose più facile del mondo per una donna ergersi da sola nell’arena pubblica, che è già affamata e raglia per avere il suo sangue, e sbattere giù un…

View original post 1.252 altre parole

Annunci

Abitudini dure a morire

Lunanuvola's Blog

(“Saudi women are now free to drive – but not to speak about it”, di Julia Rampen per The New Statesman, 27 settembre 2017, trad. Maria G. Di Rienzo. Ndt.: nello stesso giorno, 27 settembre, questo blog ha ricevuto 58 visite dall’Arabia Saudita, cifra irrisoria che diventa rilevante solo per la provenienza – di solito, se arriva un visitatore saudita al mese è tanto. Cercavano questi nomi, le donne di cui ho scritto e tradotto per anni: Manal Al-Sharif, Wajeha al-Huwaider, Fawzia Al-Oyouni. Sono le attiviste femministe che hanno sfidato per anni il divieto di guida automobilistica per le donne nel loro paese e perciò sono state incriminate, arrestate, multate ecc. senza che ciò le inducesse mai a por termine alle loro campagne per i diritti umani delle donne.)

saudi women

Le donne in Arabia Saudita possono finalmente avere patenti di guida, secondo il decreto reale. Nel mentre…

View original post 198 altre parole

URSULA K. LE GUIN, LA MANO SINISTRA DELLE TENEBRE

Una delle mie scrittrici preferite

Antonella Sacco

Farò il mio rapporto come se narrassi una storia, perché mi è stato insegnato, sul mio mondo natale, quand’ero bambino, che la Verità è una questione di immaginazione. Il più solido dei fatti può soccombere o prevalere, a seconda dello stile in cui è esposto: come quel bizzarro gioiello organico dei nostri mari, che si fa più brillante quando una donna lo indossa e, indossato da un’altra, sbiadisce, si fa opaco, diventa polvere. I fatti non sono più solidi, coerenti e rotondi, e reali, di quanto non lo siano le perle. Entrambi, però, sono sensibili.

La storia non è completamente mia, né sarò solo io a narrarla. In realtà, neppure sono sicuro di chi sia questa storia; voi potrete essere giudici migliori. Ma è tutt’una, e se in certi momenti i fatti parranno cambiare, con una voce cambiata, ebbene, allora voi potrete scegliere il fatto che più vi piace; eppure…

View original post 19 altre parole

Il primo utilizzo del numero “0” scoperto sul manoscritto di Bakhshali

Sullo Zero e la sua origine.

Il Fatto Storico

Il manoscritto di Bakhshali: nell’ultima riga di questa pagina si vede chiaramente il numero zero, indicato ancora come un punto (Bodleian Libraries, University of Oxford)

Un nuovo studio dell’Università di Oxford ha scoperto il più antico utilizzo del numero “0” al mondo. Il numero appare centinaia di volte in un antico testo indiano noto come il manoscritto di Bakhshali.

Il manoscritto consiste di 70 fogli di corteccia di betulla, pieni di testi in sanscrito e di matematica. In precedenza era stato datato intorno al IX secolo, ma la nuova datazione al radiocarbonio ha scoperto che è molto più antico: una sua parte risale tra il 224 e il 383 d.C.

Il testo sembra essere stato un manuale per i mercanti della Via della Seta. Include esercizi di aritmetica e di qualcosa che si avvicina all’algebra.

View original post 437 altre parole

Almanacco: scrittori nati il 9 settembre

due compleanni importanti

Antonella Sacco

Lev Nikolàevič Tolstòj (1828 – 1910), scrittore russo.

Di lui ho letto una ventina di anni fa “Guerra e pace“; lo avevo iniziato e poi abbandonato dopo qualche decina di pagine, persa fra i mille nomi russi dei personaggi dei primi capitoli, per riprenderlo durante le ferie: superato con la volontà l’ostacolo iniziale e acquisita una certa confidenza con il linguaggio e i tanti e diversi nomi, l’ho letto in pochissimo tempo e l’ho trovato avvincente, non mi hanno annoiata nemmeno le descrizioni della guerra.

Un grande libro.
Ho letto qualche altro suo romanzo, credo minore, ma ho ancora da aprire “Anna Karenina” (di cui conosco ovviamente il famosissimo incipit: “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”), quello che non mi attira è la storia, il fatto che ci sia un personaggio femminile che rinuncia a tutto e…

View original post 234 altre parole

Una poesia di Fernando Pessoa

Una poesia che amo molto

Antonella Sacco

Questa poesia di Fernando Pessoa è raccolta in Una sola moltitudine, volume I e citata in L’automobile, la nostalgia e l’infinito di Antonio Tabucchi.

Si potrebbe dedurre che secondo Pessoa l’umanità non sia l’unica intelligenza nell’Universo, ma anche che l’Universo stesso non abbia poi molto significato.

In tutti i casi la trovo molto bella.

Madrid insegne

Tabacaria

Ma il padrone della Tabaccheria si è fatto sulla porta e vi è rimasto.
Lo guardo col disagio che dà la testa girata a metà
e col disagio che dà l’animo quando ha per metà intuito.
Lui morirà e io morirò.
Lui lascerà l’insegna, io lascerò dei versi.
A un certo momento morirà anche l’insegna, e anche i versi.
Poi morirà la strada dove fu l’insegna
e la lingua in cui furono scritti i versi.
Infine morirà il pianeta ruotante in cui tutto ciò avvenne.
In altri satelliti di altri sistemi, qualcosa simile a gente

View original post 56 altre parole