Sulle categorie

Una parola a proposito delle categorie che ho definito. Il mio primo intento è quello di non inserirne troppe, né troppo ramificate (cioè una categoria madre con tante categorie figlie che a loro volta hanno altre figlie…) per rendere semplice la ricerca e l’inquadramento degli articoli ai possibili lettori, anche se, probabilmente, saranno comunque meno dei famosi 25 lettori manzoniani…

ZERO è la categoria in cui raccoglierò tutti gli articoli non inquadrabili in una delle altre. Perché ho scelto questo nome? Di sicuro come omaggio alla Matematica, per la quale lo zero è un elemento (chiamarlo solo numero mi pare poco) essenziale (è stata dura la vita fino a che non è stato scoperto) e poi anche perché con questa parola si può identificare l’inizio e quindi, per esempio, un alloggio temporaneo in attesa magari di trovarne uno più adatto, ovvero una nuova categoria dedicata a quell’argomento.

Magari non è così che si fa. Nel senso che non è così che farebbe un esperto blogger. Ma io ho appena cominciato… e durante il noviziato si commettono errori. Anche dopo, in realtà.

Si potrebbe parafrasare il titolo di una commedia di Eduardo De Filippo: Gli errori non finiscono mai

Ho parlato di categorie madri anche se nelle strutture ad albero di solito di parla di padri: questo perché sono ispirata da una certa inclinazione femminista.

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Il primo articolo

Scrivo solo due parole per iniziare, meno di una presentazione o di una dichiarazione di intenti.

Immagino questo blog come un’avventura, l’esplorazione di un luogo virtuale dalle molte possibilità.

Immagino questo blog come un contenitore in cui riporre cose che mi interessano e che sono legate alla scrittura, ai libri, alla matematica, ad alcuni altri temi scientifici.