Assassinio sull’orient Express, il film

 Sono andata a vedere questo film non per la storia, che conosco a memoria, quanto per il regista e interprete, Kenneth Branagh. Ero curiosa di vedere il suo Poirot e devo dire che non sono rimasta delusa.

Branagh ha dipinto un Poirot più umano, a mio parere, di quello che siamo soliti vedere, anche un poco meno mentale e più fisico (insegue uno dei sospetti). Mi verrebbe da definirlo un Poirot shakespeariano, ma forse sono condizionata dai ruoli interpretati da Branagh (l’ho scoperto come Benedetto, uno splendido Benedetto, in “Molto rumore per nulla”).

Il belga è sicuro di sé, maniaco della precisione e non solo, ma in qualche momento la sua sicurezza vacilla e ci mostra un lato perfino un po’ tormentato, quando si chiede cosa sia veramente giusto.

Il film mi è piaciuto nel suo complesso, comunque, anche se la prima parte mi è sembrata un po’ lenta.
Il ruolo a cui è dato maggior rilievo, oltre a quello del protagonista, è quello interpretato da Michelle Pfeiffer.

Dati del film
regista: Kenneth Branagh
interpreti: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Leslie Odom Jr., Michelle Pfeiffer, Daisy Ridley, Michael Peña, Lucy Boynton, Derek Jacobi, Tom Bateman, Marwan Kenzari
Produzione USA, 2017.
Durata 114 minuti circa.
Tratto dal libro di Agatha Christie “Assassinio sull’orient Express”



Annunci

Il marchio di Sekhmet (File JE60754 spin off) – Isabel Giustiniani * Impressioni di lettura

(ebook self, formato Kindle)
Leggendo questo romanzo ci immergiamo in un mondo lontano nel tempo, affascinante e crudele. Seguendo le vicende di Khemfre, narrate da lui stesso, assistiamo all’ascesa al trono di Tutankhamon, alla fine del culto del di Aton con la restaurazione della religione dei tanti dei, fra cui Sekhmet, la dea dalla testa di leonessa, divinità delle guerre, delle epidemie e delle guarigioni. Isabel Giustiniani ci offre, con la sua cura dei dettagli, uno spaccato molto vivo della vita degli egiziani in quel periodo.

cove r marchio Sekmet

Ma ci offre anche la storia di un ragazzo che, nonostante la morte del padre e una grave ferita riportata in battaglia, riesce a diventare quello che aveva sempre desiderato, un medico. Ma altre difficoltà ostacolano il suo cammino e fra queste anche la passione per la donna sbagliata per eccellenza, la moglie del faraone. L’autrice è riuscita a fondere la precisione dei dettagli storici con una trama avvincente e coinvolgente.

Una scrittura corretta, come negli altri romanzi di Isabel Giustiniani, uno stile pulito.

Sinossi

Una dea senza pietà.
Una passione proibita.
Un destino più forte
del potere del faraone.

Khemfre è solo un bambino quando lui e il fratello Neferu sono costretti a fuggire dalla capitale del Paese delle Due Terre, la città fondata da Akhenaton. L’assassinio del faraone, infatti, ha gettato pesanti ombre sul padre dei due ragazzi, capitano delle guardie reali.
La caduta del culto monoteistico di Aton, e il conseguente ritorno degli antichi dei, trova Khemfre e Neferu arruolati nelle file dell’esercito del potente generale Horemheb.
Mentre l’ambizioso Neferu prosegue la carriera militare tra i seguaci di Sekhmet – dea della guerra e Signora del terrore e della strage – fino a occupare a palazzo la posizione che era stata del padre, Khemfre abbraccia l’altra anima della temibile dea leonessa: quella di Signora della vita e protettrice dei medici, scelta che lo porterà infine a diventare sunu personale del giovane faraone Tutankhamon.
Ma il destino non concede riscatti e Khemfre lo scoprirà non appena incrociato lo sguardo di Ankhesenamon, la Grande Sposa Reale, venendo trascinato in un turbine di passione e intrighi di corte che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.

Il marchio di Sekhmet” è uno spin-off della serie File JE60754 ma è anche un romanzo autoconclusivo a sé stante che può essere letto senza conoscere gli altri libri.

 

C’era una volta… La Biblioteca dei miei ragazzi

La Biblioteca dei miei ragazzi era una collana di romanzi per ragazzi, pubblicati durante il ventennio fascista dalla casa editrice Adriano Salani di Firenze.

Io ho una decina di questi liCover Saettino - bibl ragazzzi okbri, erano di mia madre, e li ho letti e riletti quando ero bambina.

Magari un giorno ne rileggerò alcuni e scriverò le mie impressioni del momento. Per quello che ricordo in alcuni casi si trattava di storie anche avventurose: in una c’era un tesoro da trovare in un altro una bambina da salvare…

Adesso ho sottomano due soli volumi che, fra l’altro, sono decisamente emblematici, in quanto uno ha per protagonista un piccolo Balilla e l’altro una famiglia numerosa, di ben dodici figli.

Le copertine sono un po’ rovinate, come si può notare, ma penso che riescano comunque a dare un’idea. I due volumi sono stati stampati nel 1937 (“Saettino, puro sangue meneghino”) e nel 1939 (“Una dozzina più uno”).Cover una dozzina - bibl ragazzi ok

 

Nonostante gli anni trascorsi ho dei ricordi abbastanza vivi di queste letture, almeno di certe scene. Ad esempio, dell’inizio di “Una dozzina più uno”, in cui vengono elencati i nomi dei dodici figli che sono piuttosto normali per i primi, mentre originali, se non strampalati, per gli altri. A coloro che si lamentano per la stranezza del nome la madre risponde che un grande scrittore dice: «Quando un nome è ridicolo si ha il dovere di renderlo celebre». Ecco, questa frase non l’ho mai dimenticata.






Domani, un racconto

Rebloggo questo racconto…

Antonella Sacco

Il fumo esce sottile dalla sigaretta, dapprima sale diritto, poi si scompone e si arrampica verso l’alto in volute sempre più larghe, sempre più incerte. Lo guardo con amore e rimorso.

“Devo smettere di fumare” mi dico.

Me lo ripeto di continuo, settimana dopo settimana, da quasi quattro anni.

“La prossima non l’accenderò fino a stasera” proclamo a me stesso, riponendo il pacchetto in tasca. Ma dopo neanche mezz’ora mi accorgo che ne sto spegnendo una da qualche parte. Un’altra. E così, continuando a promettere e a non mantenere, al calar della sera ho lasciato molte cicche dietro di me, come i sassi di Pollicino. Allora, anche per oggi, non posso che arrendermi: domani, ecco, domani, o al più tardi dopo domani ridurrò molto il numero di sigarette, addirittura andrò al lavoro con un pacchetto mezzo vuoto, così ne fumerò pochissime.

Ma quando esco non dimentico di intascare una provvista…

View original post 213 altre parole