Glitch (Wired Vol. 1) – Mirya * Impressioni di lettura

Una bella storia d’amore, soprattutto.
I protagonisti, adolescenti, riescono a superare ciascuno le proprie paure e i propri pregiudizi e a capire che possono davvero fidarsi l’uno dell’altra, nonostante le differenze tra loro.
Sì, perché in certo modo sono come Giulietta e Romeo, le loro famiglie appartengono a classi diverse e loro stessi, pur essendo entrambi Wired, lo sono in modo diverso.
È molto bello e originale il cammino che percorrono insieme per crescere e far uscire alla luce i sentimento che c’è fra loro.

cover Glitch

L’ambientazione, fantascientifica, può sembrare già vista, e magari lo è: una scuola per ragazzi superdotati; c’è il Male che incombe su tutti loro a anche sul mondo. Ma del resto si è già scritto di tutto, la bravura di un autore – autrice in questo caso – sta nell’esprimere qualcosa di nuovo su un canovaccio già visto, nel raccontare in modo diverso una storia che sembrava di conoscere, ma la conoscevamo diversa, non era così, i personaggi non agivano e non pensavano come Leanne, Caleb e i loro amici.
Ho letto Harry Potter, la saga di Terramare e diversi romanzi young adult in cui ci sono storie simili a questa. Ma l’ho trovata comunque diversa dalle altre, originale e mi è piaciuta. E non ha niente da invidiare alle storie più famose.

Infine, da sottolineare, la bravura dell’autrice con le parole, le frasi. Una scrittura davvero di alto livello e, nello stesso tempo, molto fluida e chiara.

Sinossi

A partire dalla generazione 3.0, gli esseri umani si sono abituati a essere quasi sempre connessi al web, tramite il portale installato nella nuca. Ma alcuni di loro sono davvero sempre connessi, e possono accedere a un’altra realtà virtuale, in cui si trova la loro altra anima.
Considerati pericolosi dal resto dell’umanità, i Wired vivono nascosti e sono educati in scuole nascoste, dove imparano a gestire i loro poteri e i loro Alter.
Leanne non sapeva di essere una Wired impura, finché non ha percepito la sua Alter.
Caleb ha sempre saputo di essere un Wired puro, nato e cresciuto per onorare il DNA della sua famiglia.
Il loro odio dura da più di quattro anni.
Il loro amore è appena iniziato.
E tutto il Mondo Connesso scommette contro di loro.

L’autore

Mirya vive a Ferrara con il marito, il figlio e un gran numero di personaggi immaginari. Il suo desiderio di includere nel nucleo familiare il kindle si è scontrato con la definizione di essere umano, che pare non potersi estendere al reader, nonostante esso risulti più utile e affezionato di alcuni cosiddetti esseri umani. Sempre a Ferrara, per non ammorbare il resto del mondo, Mirya insegna le materie umanistiche e la sopportazione del dolore agli alunni liceali, celandosi dietro al suo reale nome anagrafico che, come tutte le cose reali, non dice nulla della realtà.

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William e Emily – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

(Edgar Lee Master (1868 – 1950) * Spoon River Anthology, ovvero l’Antologia di Spoon River è del 1915 – la traduzione riportata è di Fernanda Pivano (1917 -2009))

Di questa poesia mi hanno colpita, fino dalla prima volta in cui l’ho letta, i primi due versi. È malinconica, a mio parere. Sì, è decisamente malinconica.

C’è qualcosa nella Morte
che ricorda l’amore.
Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
e la vampa del giovane amore,
dopo anni di vita comune,
sentite spegnersi la fiamma;
e così insieme svanite,
a poco a poco, soavemente,
per così dire abbracciati,
nella stanza consueta –
c’è, fra gli spiriti, un unisono
che ricorda l’amore!

cover Spoon River

 

 

L’Intruso: E altri racconti, alcuni tratti da “Tra Realtà e Mistero” – Sergio Bertoni * Impressioni di lettura

Leggere per me significa anche aprire finestre e affacciarmi su mondi, periodi, luoghi situazioni. Questo interessante ebook di Sergio Bertoni mi ha offerto molte finestre: spaccati di storia, possibili scenari futuri, amara ironia sul presente.

Il romanzo “L’intruso” narra di una vicenda ambientata al tempo dell’ultima guerra, proponendo l’esperienza di un ragazzo e la sua solitudine (non per niente è “l’intruso”) anche nell’ambito della famiglia. La Storia e una storia, il dramma di una nazione e quello intimo di una persona, una testimonianza davvero preziosa. Il racconto di una vita che trova il suo punto di svolta nell’amore.cover Intruso SB

I racconti, ben quattordici, spaziano dall’ironia alla fantascienza, passando per la Storia talvolta con derive surreali. Ci parlano di alcuni personaggi storici, dei problemi della società attuale, ci fanno riflettere.

Nel blog ho parlato anche di altri testi di questo autore, fra cui Paride Passacantando. Talvolta anche l’impossibile avviene ed è possibile leggere anche un’intervista a Sergio Bertoni.

Sinossi

Perché “l’intruso”? Perché ancora oggi vi sono alcuni padri che non provano alcun affetto, né alcuna responsabilità per le creature che mettono al mondo. Purtroppo la cronaca ci narra anche di madri snaturate che arrivano al punto di sopprimere, o di gettare in qualche cassonetto, il frutto del loro ventre. Oltre a questo filo narrante, questo romanzo vuole raccontare, ai più giovani, i disagi e la sofferenza in cui noi tutti siamo stati costretti a vivere, o a cercare di sopravvivere, durante gli orrori della seconda guerra mondiale. La narrazione si snoda su più livelli e affronta temi diversi, sia sociali sia sociologici. Comprende numerose persone realmente esistite e poche altre di fantasia. É sempre difficile, talvolta impossibile, tracciare una netta linea di demarcazione tra la storia e la fiction. Tutti, o quasi, gli episodi narrati sono realmente accaduti mentre sia la vita, sia la storia d’amore del personaggio principale (la voce narrante), sono un espediente letterario per consentire di descrivere, senza stancare il lettore e senza appesantire il testo, le traversie e le sofferenze di un periodo della nostra storia che si spera non debba mai più ripetersi.

 

Leggendo romance #1

Negli ultimi tempi sto leggendo molti romance e romanzi rosa. Non ho ancora ben chiara la distinzione fra i due generi, se pure ve n’è una, e, comunque, non mi sembra poi così rilevante. Diciamo che si tratta di storie che parlano soprattutto d’amore e che sono a lieto fine. Poi si potrebbe osservare che ogncover estate da ricordarei autore/autrice ha un suo genere. Di certo ciascuno/a ha un suo modo di descrivere e mostrare personaggi e situazioni, un suo linguaggio.

Sempre ultimamente ho scoperto che due fra le più note e lette autrici di romance (sintetizzo con questo termine anche se potrebbe essere non corretto, vedi sopra) sono Georgette Heyer (1902 – 1974) e Mary Balogh (1944).

Basandomi sui romanzi che per ora ho letto di queste due autrici mi sembra che siano molte le differenze fra loro.

Nelle storie della Heyer predomina l’ironia, per le convenzioni, per i modi di fare; non vi sono scene di sesso fra i protagonisti, al massimo un bacio ma solo alla fine; la storia d’amore sembra sempre appena abbozzata, cover Pedina scambiata okcome se non fosse lo scopo principale del romanzo (e, probabilmente, è così) e, in certo senso, si svela quasi solo alla fine.

Le storie della Balogh, invece, sono più legate ai sentimenti, sono più romantiche. Il sesso compare sempre, la storia d’amore si sviluppa fino dall’inizio ed è il fulcro della narrazione; naturalmente è contrastata, quasi sempre dai protagonisti stessi.

In certo senso e con tutte le eccezioni del caso, mi viene spontaneo paragonare le differenze fra queste due autrici alle differenze che ho riscontrato fra Jane Austen e Charlotte Bronte e che mi è balzata agli occhi in modo particolare una volta in cui ho letto uno di seguito all’altro, un romanzo della Austen e subito dopo Jane Eyre.

I romanzi che ho letto di queste scrittrici e che sono tutti ambientai nel periodo Regency e dintorni (di alcuni ho annotato sul blog le mie impressioni di lettura)

di Georgette Heyer

Rosa d’aprile
Il gioco degli equivoci
Matrimonio alla moda
L’incantevole Amanda
La pedina scambiata
Belinda e il duca

di Mary Balogh

Signora del suo cuore
Il celebre libertino
L’ultimo valzer
Una promessa d’amore
Un’estate da ricordare
Incidente d’amore (serie Bedwin #2)
Una lady scandalosa (serie Bedwin #3)
La tentatrice (serie Bedwin #4)
Il duca di ghiaccio (serie Bedwin #6)
Sposa per contratto
Una dolce vendetta
La dama col mantello
Passione proibita
La melodia del cuore
Senza cuore

 

La rondine – Puccini, Adami

Sono stata a vedere l’opera di Giacomo PucciniLa rondine”, su libretto di Giuseppe Adami all’Opera di Firenze.

La rondine” è stata rappresentata per la prima volta nel marzo 1917 a Montecarlo.

Si sviluppa in tre atti. È ambientata nel periodo del Secondo Impero napoleonico, dal 1852 al 1870.

Il primo atto si svolge a Parigi, nella casa di Magda, una cortigiana, amante del ricco Rambaldo. È in corso una cena a cui partecipano Rambaldo, amici e amiche di lui e di Magda e il poeta Prunier. La conversazione, tenuta soprattutto da quest’ultimo e da Magda, si incentra soprattutto sull’amore sentimentale che, a detta del poeta va di moda. Il dialogo ricorda a Magda di un amore giovanile, più sognato che vissuto: l’incontro con un giovane in un locale, da Bullier. I due avevano trascorso insieme qualche ora, ballando e bevendo birra, poi niente più. E Magda prova malinconia per quell’amore, anche in seguito a una sorta di profezia che le fa il poeta leggendole la mano:

Forse, come la rondine,
migrerete oltre il mare,
verso un chiaro paese
di sogno… Verso il sole,
verso l’Amore…

Il giovane Ruggero, figlio di un amico di Rambaldo, viene a trovarlo: è la sua prima sera a Parigi e il gruppo degli amici di Magda gli consiglia vari ritrovi in cui recarsi fra cui Bullier, dicono, è il migliore.

Quando gli ospiti se ne vanno Magda, trovando il foglio su cui Ruggero aveva segnato i nomi dei locali e leggendovi quello di Bullier, decide di vestirsi come quando era giovane, per non farsi riconoscere, e si reca nel locale.

Il poeta e Lisette, la cameriera di Magda, che sono una coppia, escono insieme.

Il secondo atto si svolge da Bullier. È un atto quasi completamente corale: persone che ballano e si divertono. Quando arriva Magda Ruggero è già lì e lei si siede con lui per sfuggire alla corte di un gruppo di giovanotti. Così parlano e si innamorano. Anche loro bevono e ballano. Al locale arrivano anche Lisette e il poeta e infine anche Rambaldo a cui Magda dice che la loro relazione è finita perché lei ama Ruggero.

Il terzo atto si svolge a Nizza, dove sono andati a vivere Magda e Ruggero. I due sono innamorati, ma hanno problemi di denaro e Ruggero ha infatti scritto al padre per avere da lui un aiuto. Ha anche chiesto il consenso per sposare Magda ma lei, quando lo sa, non è contenta. Ruggero infatti non conosce il suo passato, la crede una ragazza semplice. Così, quando arriva la risposta della madre di Ruggero con il consenso al matrimonio, Magda gli spiega che non può sposarlo perché era una cortigiana. Lui l’implora di non lasciarlo ma lei resta irremovibile e si suppone che torni da Rambaldo che, tramite il poeta, le ha fatto sapere che l’aspetta. Una delle ultime cose che Magda dice a Ruggero è questa:

Quando sarai guarito, te ne ricorderai…
Tu ritorni alla casa tua serena…
Io riprendo il mio volo e la mia pena…

Adesso qualche considerazione personale, premettendo che le opere e la musica classica mi piacciono, ma non sono un’intenditrice.

La Rondine viene paragonata a Traviata, per la trama che, in effetti, la riecheggia abbastanza. A me ha fatto venire in mente anche Carmen, in parte, ma magari questa è una mia interpretazione un po’ troppo libera. Secondo me, forse, Magda si sente intrappolata nell’amore di Ruggero, che progetta anche di avere dei bambini e che ha questa sua famiglia a cui, evidentemente, è molto legato: in questo mi ha ricordato Carmen, che dopo aver sedotto e amato Don Josè si è stancata di lui e dell’amore esclusivo che pretende da lei. Mi sembra che Magda sia quasi più innamorata dell’amore, dell’idea di amore che le ha suscitato quel ricordo di quando era giovane, che non davvero di Ruggero, anche se quando lo lascia è disperata. Come se Ruggero e il suo amore fossero il modo per vivere la storia d’amore che aveva sognato tanto tempo prima.

Nel riassunto della vicenda, per brevità, non ho parlato dei dialoghi fra il poeta Prunier e la cameriera Lisette, la maggior parte dei quali hanno un tono ironico e divertente, e stemperano così quelli più drammatici di Magda e Ruggero.

Non ci sono romanze, sostanzialmente si tratta di dialoghi cantati. La musica mi ha ricordato soprattutto Boheme e Madama Butterfly. D’accordo che sapevo che era di Puccini, ma mi è parsa un’opera decisamente pucciniana.

Mi è piaciuta molto sia come opera in sé (musica e libretto) che come messa in scena e interpreti.

Rondine ok

Nella rappresentazione a cui ho assistito hanno cantato e suonato

Direttore – Valerio Galli
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Magda – Ekaterina Bakanova
Ruggero – Matteo Desole
Lisette – Hasmik Torosyan
Rambaldo – Stefano Antonucci
Prunier – Matteo Mezzaro

Regia, luci, scene e costumi -Denis Krief

Link al sito dell’Opera di Firenze per altre informazioni sulla rappresentazione.

(la foto è orribile, lo so, ma ho scattato solo questa, per non disturbare)

 

 

L’ultimo scalo del tramp steamer – Álvaro Mutis – Impressioni di lettura

(titolo originale La última escala del tramp steamer, 1988; letto nell’edizione 1999, trad. Gabriella Bonetti)

Un romanzo breve, una storia d’amore delicata e di cui si sa, fino dall’inizio, che non sarà “per sempre”. La trama è cadenzata sugli spostamenti di un vecchio tramp steamer, un’imbarcazione così descritta:

Con questa espressione (tramp steamer), come è noto, si definiscono i mercantili di piccolo tonnellaggio, che non appartengono a nessuna grande compagnia di navigazione e che viaggiano di porto in porto cercando carichi occasionali da trasportare.

La narrazione è in prima persona, ma il personaggio che racconta non è il protagonista della storia, o, almeno, dichiara fino dall’inizio di di non esserlo e di accingersi a narrare la vicenda amorosa di un altro che l’ha confidata a lui.

cover Mutis Tramp steamer

In qualche modo questo romanzo breve mi ha ricordato i testi di Conrad. Ma forse è solo perché parla un poco di mare e imbarcazioni e perché utilizza l’espediente letterario di un personaggio che racconta la storia di un altro personaggio.

Devo dire però che il romanzo non mi ha appassionata.

Riporto qui sotto due citazioni, una che afferma qualcosa che non condivido e l’altra perché la trovo bella. Entrambe sono riferite dal narratore all’occasionale compagno di viaggio che gli racconta la sua storia d’amore.

Lo disse senza tristezza, senza nemmeno la rassegnazione dei vinti: aveva il tono impersonale di chi spiega da una cattedra un processo chimico.

Ecco, sono sicura che un processo chimico venga spiegato con passione da chiunque trovi la chimica affascinante: forse non da tutti gli insegnanti ma da molti. Questa frase mi pare che esprima il solito cliché secondo cui le materie scientifiche non sono in grado di suscitare emozioni, per me niente di più falso.

L’altra citazione si commenta da sé, a mio parere e non aggiungo altro.

Definire «amore» un fenomeno così totale avrebbe significato cadere in una semplificazione di inaudita superficialità. Quando si pronuncia la parola «amore», le carte sono quasi sempre truccate. In lui si era risvegliato qualcosa che andava oltre le parole.

 

 

Un giorno qualunque – Alessandro Dainotti * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo romanzo di Alessandro Dainotti, pubblicato, in formato cartaceo, da Astro Edizioni.

Sinossicover Giorno qualunque

Adriano è uno dei tanti italiani emigrati a Londra. È un giorno qualunque della sua vita eppure, quando vede un bambino e una donna seduti in un bar, riaffiorano potenti i ricordi. L’infanzia dentro la libreria Pizzuto, le discriminazioni a scuola, l’insoddisfazione del lavoro, l’addio alla Sicilia per trasferirsi a Roma, l’amore per Tiziano. La vita attuale e le vite del passato si alternano tra riflessioni e ricordi felici, fino a quando Adriano incontra Giacomo, che gli offre il suo aiuto. Per il ragazzo comincia una vita fatta di menzogne, poi Tiziano scopre il tradimento e decide di lasciarlo. È allora che Adriano parte per il Regno Unito. Passato e presente collimano, a fine giornata, in un ultimo e fatale incontro. Solo in quel momento Adriano sarà costretto a fare i conti con il passato e accettare la realtà.

L’autore

Alessandro Dainotti  è nato a Siracusa nel 1983. Dopo il diploma di geometra, ha intrapreso gli studi in Lingue straniere e si è laureato in Editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma.

Una volta conseguita la laurea si è trasferito a Londra, dove attualmente vive e lavora. Un giorno qualunque è il suo romanzo d’esordio.

Informazioni

Data di uscita: 7 febbraio 2017  *  Pagine: 174; prezzo: 2,99 (ebook); 13,90 (cartaceo) * ISBN-10: 8899768447; ISBN-13:  978-8899768447