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Riforma costituzionale – le mie riflessioni

Ho cercato di capire in cosa consistono le modifiche che il governo vuole apportare alla Costituzione e, a mio parere, gli aspetti negativi superano quelli positivi.

Se anche viene proposta una razionalizzazione di certi aspetti, forse una semplificazione, c’è comunque una perdita di democrazia e di garanzie (quelle offerte dal bicameralismo perfetto).

C’è inoltre una parte che non è ancora definita, ad esempio la modalità di elezione dei senatori (art. 2 della legge di riforma, che modifica l’art. 57 della Costituzione).

La modifica all’articolo 70 della Costituzione (che riguarda la formazione delle leggi) lo trasforma in qualcosa di piuttosto complicato e, probabilmente, passibile di interpretazioni diverse, come tutto quello che non è scritto in modo conciso e lineare. Si passa da un articolo di un solo comma di una riga («La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.») a un articolo di sette lunghi commi.

Per quanto riguarda la partecipazione dei cittadini alla formazione delle leggi, poi, le cose si complicano rispetto al sistema attuale e non in modo chiaro (vedi art. 11 della legge che modifica l’art. 71 della Costituzione).

Insomma, ritengo che queste modifiche non migliorino la Costituzione e quindi preferirei che rimanesse com’è. Non credo che i problemi dell’Italia derivino dalla Costituzione, caso mai da una sua cattiva applicazione. Non è la Costituzione da cambiare, sono le persone.

Infine lascio di nuovo il link al sito istituzionale in cui si può leggere il testo attuale della Costituzione confrontato, articolo per articolo e comma per comma, con quello che si avrebbe se venisse approvata la legge di riforma.

http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/AC0500N.Pdf

 

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Riforma costituzionale – Articolo 38 – parte 3

L’Articolo 38 della legge per la riforma costituzionale riguarda più articoli della Costituzione e, precisamente: 48, 58, 61, 62, 73, 81, 87, 120, 121, 122, 132, 133; inoltre modifica parzialmente due leggi costituzionali.

In questa terza parte riporto i punti 8, 9, 10, 11, 12, 13 dell’articolo 38, che riguardano gli articoli 120, 121, 122, 132, 133 della Costituzione.

TITOLO V

LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI (1)

Art. 120. (2)

La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni [161 ], né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.
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(2) Articolo modificato con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 («Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione») (Gazz. Uff. n. 248 del 24 ottobre 2001).


Art. 121. (1)

Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione [1171, 3, 4] e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione [751 , 832, 1225, 1232 , 1262 , 132, 1382 ] e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere [711 ].
La Giunta regionale e` l’organo esecutivo delle Regioni.
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne e` responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione [1181 ], conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.
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1) Articolo modificato con la legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 («Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni») (Gazz. Uff. n. 299 del 22 dicembre 1999).

Art. 122. (1)

Il sistema d’elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità [842 , 1047 , 1356 ] del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo. Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza. I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, e` eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.
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(1) Articolo modificato con la legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 («Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni») (Gazz. Uff. n. 299 del 22 dicembre 1999).

Art. 132. (1)

Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse [XI].
Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.
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(1) Articolo modificato con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 («Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione») (Gazz. Uff. n. 248 del 24 ottobre 2001).

Art. 133.

Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.
La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.

Gli articoli vengono modificati per l’eliminazione delle Province e per il cambio di funzioni del Senato (altre modifiche sono state effettuate con articoli precedenti il 38).

Capo VI

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 38.

(Disposizioni consequenziali e di coordinamento).


8.
La rubrica del titolo V della parte II della Costituzione è sostituita dalla seguente: «Le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni».
9.
All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le parole: «, delle Province» sono inserite le seguenti: «autonome di Trento e di Bolzano».
10.
All’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».
11.
All’articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole: «ad una delle Camere del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei deputati».
12.
All’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole: «della Provincia o delle Province interessate e» sono soppresse e le parole: «Province e Comuni,» sono sostituite dalle seguenti: «i Comuni,».
13.
All’articolo 133 della Costituzione, il primo comma è abrogato.
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Riforma costituzionale – Articolo 38 – parte 1

L’Articolo 38 della legge per la riforma costituzionale riguarda più articoli della Costituzione e, precisamente: 48, 58, 61, 62, 73, 81, 87, 120, 121, 122, 132, 133; inoltre modifica parzialmente due leggi costituzionali.

Dedico più post a questo articolo per non scriverne di troppo lunghi. Nella prima parte riporto i punti da 1 a 5 dell’articolo 38, che riguardano gli articoli 48, 58, 61, 62 e 73 della Costituzione.

Terzo comma art. 48

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Art. 58.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

Art. 61.

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni [873 ]. Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

Terzo comma art. 62

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l’altra.

Art. 73.

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla approvazione [74, 875 , 1382 ].
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza [722 ], la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

Le modifiche riguardano l’allineamento degli articoli al fatto che il Senato cambia costituzione e quindi non è più chiamato a certe funzioni. Nei testi degli articoli di cui sopra abbiamo: la sostituzione del termine “la Camere” con “la Camera dei Deputati” in due casi; l’abrogazione di un articolo e del comma di un altro e con la sostituzione di un altro.

Capo VI

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 38.

(Disposizioni consequenziali e di coordinamento).


1.
All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
2. L’articolo 58 della Costituzione è abrogato.
3. L’articolo 61 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 61. – L’elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall’elezione.
Finché non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i poteri della precedente».

4. All’articolo 62 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.
5. All’articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano» sono sostituite dalle seguenti: «Se la Camera dei deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara».

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Riforma costituzionale – Articolo 35

L’Articolo 35 della legge per la riforma costituzionale riguarda l’articolo 122 della Costituzione:

Art. 122. (1)

Il sistema d’elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità [842, 1047, 1356] del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza.

I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.

————————

(1) Articolo modificato con la legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 («Disposizioni concernenti l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l’autonomia statutaria delle Regioni») (Gazz. Uff. n. 299 del 22 dicembre 1999).

 

Viene aggiunto un periodo riguardante il fatto che la legge della repubblica stabilisca anche i limiti per gli emolumenti e i principi per promuovere l’equilibrio fra i sessi nella rappresentanza.

Art. 35.

(Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza).


1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza».

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Riforma costituzionale – Articolo 18

L’Articolo 18 della legge per la riforma costituzionale riguarda l’articolo 79 della Costituzione:

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La maggioranza necessaria non deve più essere quella delle due camere ma solo di quella dei deputatati.

Art. 18.

(Leggi di amnistia e indulto)

1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: « di ciascuna Camera, » sono sostituite dalle seguenti: « della Camera dei deputati, ».

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Riforma costituzionale – Articolo 12

L’Articolo 12 della legge per la riforma costituzionale riguarda l’articolo 72 della Costituzione:

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Questo articolo viene sostituito completamente; in parte perché deve recepire le modifiche apportate all’articolo 70 (che limita la funzione legislativa del Senato) e in parte perché aggiunge la possibilità che il Governo possa chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione.”

Art. 12.

(Modifica dell’articolo 72 della Costituzione)

1. L’articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:

« Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo comma, presentato ad una Camera, è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

Ogni altro disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati e, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

Possono altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. I regolamenti determinano le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, per quelli di delegazione legislativa, per quelli di conversione in legge di decreti, per quelli di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e per quelli di approvazione di bilanci e consuntivi.

Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalità di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai sensi dell’articolo 70.

Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto comma, il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneità del disegno di legge ».

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Riforma costituzionale – Articolo 4

L’Articolo 4 della legge per la riforma costituzionale riguarda l’articolo 60 della Costituzione:

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Questo articolo verrebbe modificato eliminando i riferimenti al Senato della Repubblica, le cui caratteristiche e funzioni sarebbero diverse da quelle attuali.

Art. 4.

(Durata della Camera dei deputati)

1. L’articolo 60 della Costituzione e’ sostituito dal seguente:

« Art. 60. – La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.
La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra ».

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Riforma costituzionale – Articolo 3

L’Articolo 3 della legge per la riforma costituzionale riguarda l’articolo 59 della Costituzione:

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Questo articolo verrebbe modificato introducendo una scadenza alla carica di senatore per i senatori nominati dal Presidente della Repubblica. In corsivo le parti aggiunte (ovviamente è cancellato “a vita”).

Art. 3.

(Modifica all’articolo 59 della Costituzione)

1. All’articolo 59 della Costituzione, il secondo comma è sostituito dal seguente:

« Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati ».

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Riforma costituzionale – introduzione

Anche se non ho le conoscenze per capire l’effettiva portata delle modifiche che si voglio apportare alla Costituzione Italiana, ho pensato di leggere i vari articoli della Legge costituzionale che sarà oggetto del referendum del 4 Dicembre 2016 e confrontarli con gli articoli della Costituzione a cui si riferiscono.

Posterò un articolo al giorno (sono 41); come ho detto non sono in grado di fare commenti “esperti”, ma mi pare comunque interessante porre a confronto i vari articoli attualmente in vigore e i loro possibili futuri corrispondenti.

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Piccolo record per il blog

Il mese di gennaio 2016 ha regalato a me e al mio blog un record, di sicuro piccolo per molti altri, ma di tutto rispetto per me: oltre 1000 visite nel mese. Mai successo finora, in oltre due anni, mai superate le circa 500.

blog 1000 visite genn 2016

Quindi grazie a tutti coloro che passano di qui e danno un’occhiata.

Colgo l’occasione per dire che prima di mettere “mi piace” a un post su un blog leggo l’articolo. Magari per questo non riesco a “piacciarne” (che termine orribile, ma per scherzo questa volta lo uso) molti.