Pubblicato in: Libri, Racconti

Pecore con gli scarponi, #23

Il depliant

Alla fine, dopo vari ripensamenti, Laura decise che non ci sarebbe stato niente di strano se avesse portato il depliant al benzinaio. Così una mattina passò di nuovo davanti alla finestra dei gatti ed ebbe la fortuna di vederli entrambi, uno acciambellato e uno intento alla toilette. Un buon inizio di giornata.

Al distributore c’erano un’utilitaria e un motorino, ma lui, mentre serviva l’auto la vide e la salutò. Quando fu il suo turno gli porse il depliant:

Quando è venuto in biblioteca ho dimenticato di darle questo.”

Grazie. Sono molte le cose che devo sapere?”

Se ha buona memoria non importa che lo legga, praticamente le ho già spiegato tutto. Comunque qui c’è anche il numero di telefono della biblioteca e gli orari di apertura.”

Bene. È stato gentile da parte sua portarmelo.”

Dovevo fare il pieno, come ha visto.”

Si schermì Laura, poi accese il motore e si avviò, salutando con un cenno della mano. Vide nello specchietto che lui le sorrideva.

 

Pubblicato in: Libri, Racconti

Pecore con gli scarponi, #19

Il lungo addio

Quando accese il motore constatò che il serbatoio richiedeva di essere nutrito con una certa urgenza: era più di una settimana che non lo riempiva, l’idea di incontrarsi di nuovo con il benzinaio l’aveva indotta a rimandare. Valutò l’ipotesi di cambiare strada per fermarsi a un altro distributore, ma si sentì ancora più sciocca: alla sua età e dall’alto dei suoi chili avrebbe dovuto infischiarsene degli eventuali pensieri di chiunque. Perché non ci riusciva?

Venti euro, anche trenta, se c’entrano.”

Vediamo.”

Anche quella mattina c’era un libro a testa in giù sulla pompa, lo aveva posato per servire lei.

Trenta.”

Laura gli porse un biglietto da cinquanta e lui rendendole il resto e sorridendo aggiunse:

Oggi ho iniziato Il lungo addio, un altro romanzo di Chandler. Niente male. Lo ha letto?”

Laura si augurò che arrivasse subito un altro cliente, intanto stoicamente rispose:

Sì, parecchi anni fa.”

È adatto a un lettore principiante, che ne pensa?”

Uno che non è abituato a leggere, vuole dire? Sì, penso che vada bene.”

Aggiunse in fretta: “Arrivederci” e accese il motore.

Proseguendo verso la biblioteca si trovò a ripensare a Il lungo addio, il libro che preferiva di Chandler. Alcuni critici lo indicavano come il migliore, a lei piaceva perché parlava di amicizia, quella fra Marlowe e un altro personaggio, Terry Lennox. Un rapporto che per Marlowe si rivela una delusione, alla fine, l’altro non è sincero e leale come lui e come lui aveva creduto.

L’amicizia in un film o in un libro colpivano Laura più delle storie d’amore, da sempre. Anche in Casablanca, per esempio, più che l’amore fra Rick e Ilse, era interessata all’amicizia fra Rick e Louis: sarebbe stata curiosa di vederli insieme alla legione straniera o dovunque fossero andati, insieme, per sfuggire ai tedeschi.

Un momento, si disse parcheggiando, non è che dichiari di apprezzare di più l’amicizia perché sai che quella un poco ce l’hai mentre di amore non se ne parla? Non ti stai comportando come la volpe con l’uva?

Sospirò.

 

Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #13

Il grande sonno

Anche quella mattina, mentre aspettava che l’auto davanti alla sua avesse finito di fare il pieno, Laura cercò di sbirciare il titolo del libro che il benzinaio aveva appoggiato sul ripiano vicino alla pompa: era aperto, con la copertina in su, ma troppo lontano perché potesse vederlo.

A volte giocava con se stessa, tentando di indovinare il titolo o almeno l’autore o il genere dei libri che vedeva leggere dalle persone che non conosceva: in fondo era un po’ il suo mestiere individuare il corretto abbinamento e in effetti spesso, quando aveva la possibilità di verificarle, le sue ipotesi si rivelavano giuste.

Appena fu il suo turno porse la chiave del serbatoio al giovanotto:

Venti euro, per favore.”

Fu subito dopo, al momento di pagare, mentre gli porgeva con due biglietti da dieci, che udì, stupita, la sua voce chiedere:

Cosa sta leggendo? Anche a me piace molto leggere.”

Un giallo, o qualcosa del genere. Di un americano.”

Le mostrò la copertina.

Il grande sonno di Raymond Chandler. Lo conosco, mi piace.”

L’ho appena iniziato.”

Il sopraggiungere di una station wagon la costrinse ad andarsene senza darle il tempo di rispondere, ma non le spiacque, anzi, si sentì sollevata. Era pentita per quella domanda che le era sfuggita dalle labbra, inopportuna e imbarazzante: lui avrebbe potuto credere che lei tentasse di attaccare discorso. Le aveva risposo in modo educato ma laconico, era chiaro che non gli interessava fare conversazione con lei. In realtà nemmeno lei intendeva fermarsi a chiacchierare: voleva solo un titolo. Si sentì ridicola ed essere fuggita grazie all’arrivo dell’altra auto non era una consolazione sufficiente.

Per tutto il giorno il pensiero di quel breve dialogo continuò a disturbarla, tanto le era poco abituale rivolgere la parola a una persona che non conosceva, se non per un motivo più che giustificato. Si domandò più e più volte cosa aveva pensato il benzinaio di lei, di sicuro non aveva creduto che quella grassona fosse davvero curiosa di sapere quale libro stesse leggendo. Cercò di consolarsi al pensiero che, di solito, gli altri si interessano a noi molto meno di quanto si immagina o si teme: probabilmente lui aveva già dimenticato l’episodio, se pure gli aveva prestato attenzione.

Prima di tornare a casa Laura non riuscì a non prendere in prestito Il grande sonno, erano passati diversi anni da quando l’aveva letto e non lo ricordava abbastanza bene. Ma abbastanza bene per cosa? si domandò uscendo dalla biblioteca con il tascabile in mano. Preferì non azzardare una risposta.


Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #12

Dalla parrucchiera

“Dovresti tingerti i capelli, almeno farti i colpi di sole.”

Le suggerì la parrucchiera, come faceva sempre, ogni volta che andava a tagliarli, o, meglio, a spuntarli. E, sempre, lei rispondeva di no:

Non voglio roba chimica in testa, e poi gli anni non diminuiscono solo per una mano di vernice.”

L’altra insistette, incoraggiare era parte del suo ruolo:

Sciocchezze, sei ancora giovane. Sono i capelli grigi qua e là che stonano, alla tua età.”

Perché, invece i miei chili? Pensò Laura, ma senza dirlo, avrebbe messo in imbarazzo la parrucchiera, una trentenne dalla linea perfetta, che non avrebbe saputo mentirle su quello, né trovare un rimedio semplice come qualche pennellata di tintura.

Ci penserò.” Disse Laura, invece. Anche questo lo diceva sempre, o quasi.

Aspettando il suo turno (“Solo dieci minuti di ritardo, abbi pazienza.”) rimpianse di non aver portato con sé il romanzo iniziato la sera prima: ogni minuto di ozio forzato era per lei prezioso per immergersi in un libro. Sospirò piano per le pagine che non avrebbe letto e si chiese, chissà perché, se in quel momento il benzinaio nuovo fosse alle prese con un libro. Anche se erano più di due mesi che aveva sostituito la coppia anziana, lei non era ancora riuscita a sbirciare un titolo ed era curioso di scoprire a cosa era interessato. Spionaggio, mistery, storia? Oppure fumetti, horror, fantasy? Magari era un lettore onnivoro come lei, che si avventurava ovunque, seguendo una sorta di istinto o forse il caso.

 

Pubblicato in: Libri, Racconti

Pecore con gli scarponi, #10

Il distributore di benzina

Per arrivare alla biblioteca in cui lavorava Laura doveva percorrere tre chilometri e mezzo di strada e, a metà circa del percorso, c’era un distributore di benzina a cui, di solito, si fermava quando aveva bisogno di fare rifornimento.

Fino a qualche settimana prima il distributore era stato gestito da una coppia di anziani, ma negli ultimi giorni al loro posto c’era un giovanotto sui trenta-trentacinque anni. Probabilmente i due avevano ceduto l’attività per un meritato riposo, era una supposizione logica di cui però Laura non aveva certezza, perché, nonostante fosse ormai una vecchia cliente, aveva scambiato con loro pochissime frasi: laconiche conversazioni sul tempo, sul traffico.

Di sicuro anche con il giovanotto sarebbe stato difficile spingersi oltre lo scambio di saluti e dell’indicazione di quanta benzina versare nel serbatoio: non era sua abitudine attaccare discorso con tutti, benché a volte le facesse piacere fare quattro chiacchiere anche con persone che conosceva appena o che incontrava per la prima volta.

Una cosa, però, aveva destato fino da subito la sua attenzione: il giovanotto aveva sempre con sé un libro, lo leggeva mentre aspettava i clienti e lo riapriva non appena aveva finito di servirli.

Anche quella mattina, quando era passata davanti al distributore, il benzinaio era immerso nella lettura. Non era ancora riuscita a leggere un titolo, le due volte che si era fermata per il pieno lui aveva posato il volume sopra la pompa e lei non aveva visto nulla. Forse, una volta o l’altra, gli avrebbe chiesto quali fossero le sue preferenze: quando si imbatteva in qualcuno che leggeva provava sempre la curiosità di sapere cosa. Comunque, aveva già riflettuto abbastanza sul giovanotto. Avrebbe fatto meglio a catalogare i volumi nuovi che erano stati consegnati dal corriere il giorno precedente. Si mise all’opera e per quasi un’ora la cura dei suoi amici di carta l’assorbì completamente. Quando ebbe finito un gruppo di studenti bisognosi di consulenza la impegnò ancora ma, più tardi, la domanda “Che libri legge il benzinaio?” tornò ad affacciarsi alla sua mente.