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Il mestiere di vivere – Cesare Pavese * citazione #2

Frase da “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese, che riguarda la scrittura.

1938

24 ottobre

Bisogna raccontare sapendo che i personaggi hanno un dato carattere, sapendo che le cose avvengono secondo determinate leggi; ma il point del nostro racconto non devono essere né quei caratteri né quelle leggi.

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Il mestiere di vivere – Cesare Pavese * citazione #1

Frasi da “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese, che trovo significative (relativamente alla storia dello scrittore o perché condivido il concetto espresso o che mi hanno colpita in qualche senso). Edizione del 1968. Questo scrittore è stato uno dei miei preferiti durante l’adolescenza e gli anni successivi. Uso il passato perché è trascorso molto tempo da quando ho letto i suoi libri.

1938

29 settembre

Soffrire è sempre colpa nostra.

5 ottobre

L’offesa più atroce che si può fare a un uomo è negargli che soffra.

Come non si pensa al dolore degli altri, si può non pensare al proprio.

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Il paradiso sui tetti – poesia di Cesare Pavese

Un’altra poesia di Pavese che mi piace molto. È tratta dalla raccolta Lavorare stanca.

In realtà mi piacciono molto tutte le sue poesie, lette e rilette quando ero adolescente, come tutti i suoi romanzi. Rileggerle adesso, dopo decine di anni, è come ritrovare un vecchio amico, un ritmo e una musicalità mai dimenticati.

Sarà un giorno tranquillo, di luce fredda
come il sole che nasce o che muore, e il vetro
chiuderà l’aria sudicia fuori del cielo.

Ci si sveglia un mattino, una volta per sempre,
nel tepore dell’ultimo sonno: l’ombra
sarà come il tepore. Empirà la stanza
per la grande finestra un cielo più grande.
Dalla scala salita un giorno per sempre
non verranno più voci, né visi morti.

Non sarà necessario lasciare il letto.
Solo l’alba entrerà nella stanza vuota.
Basterà la finestra a vestire ogni cosa
di un chiarore tranquillo, quasi una luce.
Poserò un’ombra scarna sul volto supino.
I ricordi saranno dei grumi d’ombra
appiattati così come vecchia brace
nel camino. Il ricordo sarà la vampa
che ancor ieri mordeva negli occhi spenti.

cover Poesie Pavese

 

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Last blues, to be read some day – poesia di Cesare Pavese

Questa è una delle poesie che preferisco fra quelle di Cesare Pavese, uno dei miei scrittori prediletti del tempo dell’adolescenza.

La poesia mi piace perché molto essenziale, quasi scarna, aiutata in questo dell’inglese, lingua spesso più essenziale e sintetica dell’italiano (a mio parere). Una poesia che è quasi una canzone, come del resto dice il titolo.

Da notare che è stata scritta pochi mesi prima del suicidio dello scrittore (27 agosto 1950).

‘T was only a flirt
you sure did know –
cover Poesie Pavesesome one was hurt
long time ago.

All is the same time has gone by –
some day you came
some day you’ll die.

Some one has died
long time ago –
some one who tried
but didn’t know.

11 aprile 1950

 

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Almanacco: scrittori nati il 9 settembre

Lev Nikolàevič Tolstòj

(1828 – 1910), scrittore russo.

Di lui ho letto una ventina di anni fa “Guerra e pace“; lo avevo iniziato e poi abbandonato dopo qualche decina di pagine, persa fra i mille nomi russi dei personaggi dei primi capitoli, per riprenderlo durante le ferie: superato con la volontà l’ostacolo iniziale e acquisita una certa confidenza con il linguaggio e i tanti e diversi nomi, l’ho letto in pochissimo tempo e l’ho trovato avvincente, non mi hanno annoiata nemmeno le descrizioni della guerra.

Un grande libro.
Ho letto qualche altro suo romanzo, credo minore, ma ho ancora da aprire “Anna Karenina” (di cui conosco ovviamente il famosissimo incipit: “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”), quello che non mi attira è la storia, il fatto che ci sia un personaggio femminile che rinuncia a tutto e perde tutto per l’amore di un uomo che non valeva la pena di tanto sacrificio. Questo genere di vicenda mi indigna, anche perché le convenzioni sociali sono sempre a favore degli uomini.

Cesare Pavese

(1908 – 1950), scrittore italiano.

Uno dei preferiti della mia adolescenza e gioventù, di lui ho letto tutto salvo una parte del “Diario“; ho letto più volte anche le Poesie, credo che sia l’unico o uno dei pochissimi poeti di cui ho letto tutte le composizioni. Di quando in quando ho riletto qualcosa, in particolare le poesie, ma adesso non saprei dire quale dei libri ho amato di più.

Certo è che “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” è una delle poesie che prediligo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

(22 marzo 1950)

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Almanacco: scrittori nati il 29 luglio

Davide Lajolo

(1912 – 1984), scrittore italiano.

Di lui ho letto tanti anni fa due saggi su Cesare Pavese: “Il vizio assurdo” (di cui ho visto anche una riduzione teatrale con protagonista Luigi Vannucchi (attore morto suicida come Pavese) e “Pavese e Fenoglio”. Ben scritti e interessanti.