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Una parola attuale: epidemia

 

Un’occhiata al vocabolario, per conoscere meglio l’origine della parola che in questo periodo “ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda” (citando Pavese “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”).

Vocabolario Zingarelli 1961

diffuso nel popolo – Malattia che colpisce nel medesimo tempo, di durata più o meno lunga, gli abitanti di una città o di una regione.

Prontuario etimologico Migliorini – Duro 1964

Dal latino medievale epidemia, greco έπιδεμίς derivato di δημος: popolo, regione.

Treccani online

Manifestazione collettiva d’una malattia (colera, influenza ecc.), che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto in dipendenza da vari fattori, si sviluppa con andamento variabile e si estingue dopo una durata anche variabile.

Dizionario di Italiano Sabatini Coletti (Corriere della sera) online

Presenza in una regione di molti casi di una malattia contagiosa: e. di tifo.

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Una parola simpatica: arzigogolare

Arzigogolare (e il suo participio passato arzigogolato) è un vocabolo abbastanza consueto, almeno nel parlare toscano. Gli dedico un breve post perché stamani mi è venuto in mente a proposito della trama di un romanzo che stavo leggendo.
Il termine arzigogolare richiama, con quel doppio go un avvolgersi su se stessi, un contorcersi e, naturalmente, non ha niente a che vedere con googolare, neologismo bruttino, a mio parere.

I vari dizionari riportano per questo verbo le seguenti definizioni:

Ingegnarsi, sforzarsi con la mente per trovare un espediente; sottilizzare e almanaccare (Zingarelli)
Fantasticare, perdersi in elucubrazioni inutili; congetturare in modo contorto, senza fondamento (Treccani)
Fantasticare, almanaccare; cavillare (Olivetti).

Per quanto mi riguarda l’ho sempre usato più che altro con il significato di “ricamare su” (in senso figurato, ovviamente), quindi almanaccare.

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Due vocaboli insoliti

Ancora in Due uomini buoni, di Arturo Perez Reverte ho notato altri due termini che non credo di avere mai trovato prima nelle mie letture: il verbo appozzare e il sostantivo cànteri . Ecco la frase in cui compaiono:

Piove a cànteri sulla piazzetta. I tendoni sulle bancarelle s’imbarcano con l’acqua che si appozza e poi scorre via lungo le cuciture e i rammendi, o attraverso i buchi.

 

Anche se i significati di queste parole sono intuibili, ecco cosa dice in proposito il mio dizionario:

càntero: Canthărus bicchiere. Vaso per lo più di terra, usato pei bisogni corporali. / Càntaro / coppa (arcaico)

appozzare: immergere in un pozzo o, genericamente, in un liquido / ridurre a pozze (agricoltura).


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Una parola difficile

Volevo scrivere un post un po’ diverso dal solito e, quando mi sono imbattuta in una parola che non avevo mai letto né sentito, ho pensato di aver trovato il soggetto giusto.

Sto leggendo Due uomini buoni, di Arturo Perez Reverte; si tratta di un romanzo in cui uno scrittore racconta di due accademici della Real Academia Española che, verso la fine del XVIII secolo, vengono incaricati di recarsi a Parigi per acquistare una copia dell’Encyclopédie di d’Alembert e Diderot (opera che, all’epoca, era proibita sia in Francia che in Spagna). Sul romanzo scriverò un post a lettura finita, adesso mi limito ad osservare che la scrittura di Reverte, in questo caso, in certo senso mi ricorda quella di Saramago, ha il tono di un narratore che racconta, sì, ma anche parla con il lettore, esprime le sue considerazioni e lascia intuire come la pensa, anche sui personaggi stessi. Lo dico in senso positivo, sia chiaro.
Torniamo alla parola: la introduco citando la frase in cui compare:

Sánchez Terrón sostiene il suo sguardo per qualche istante, poi si volta un po’ verso Higueruela, con displicenza.

La parola in questione è displicenza.
Forse per qualcuno di voi (o per tutti) dal contesto è facile capire cosa significa, per me non lo era molto; non essendo questo un punto fondamentale della storia avrei potuto ignorare la mia ignoranza e proseguire, ma siccome sono curiosa ho preso il vocabolario e sono andata a cercare diligentemente il termine. Ecco cosa ho trovato, una definizione po’ deludente, per la verità…

+displicenzia, -za, f. displicentĭa. Dispiacenza.

Ecco, una sola parola come significato o sinonimo, piuttosto datata (magari anche perché il mio dizionario è uno Zingarelli edito nel 1961), per svelare il mistero. Ci sono rimasta un po’ male, mi aspettavo almeno una frase. Pazienza, ho comunque imparato una nuova parola, anche se dubito che la userò. Ah, il + davanti al vocabolo indica che è arcaico…

E voi, conoscevate questo vocabolo? Il vostro dizionario né da altri significati?

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Almanacco: scrittori nati il 9 ottobre

Niccolò Tommaseo (1802 – 1874), scrittore e linguista italiano.
Dai ricordi di scuola, soprattutto per il Dizionario della Lingua Italiana.

John Winston Ono Lennon (1940 – 1980), poeta e musicista britannico.
Ogni commento è superfluo. Se c’è qualcuno che non conosce almeno alcune delle sue stupende canzoni, stupende sia come musica che come testi, peggio per lui.

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E-BOOK – 1 – una breve riflessione

A me, che amo il frusciare della carta e il profumo dell’inchiostro, fino a poco tempo fa l’e-book sembrava un superfluo prodotto della civiltà dei consumi.

Però sono curiosa e quindi sperimento. Così mi sono munita di e-book reader (il marchingegno per leggere gli e-book, appunto) e ho scoperto che, pur mancando del fascino del buon vecchio libro di carta, l’e-book ha alcune proprietà non disprezzabili.

3 proprietà dell’e-book

La prima: in un oggetto piccolo come un tascabile si possono memorizzare centinaia di testi e disporre così di una biblioteca ben fornita che pesa poco e occupa scarso volume, comoda da portarsi dietro in ogni occasione.

La seconda: molti e-book reader dispongono di dizionari che è possibile consultare come un vocabolario tradizionale, con un indubbio risparmio di peso e volume ma anche durante la lettura di un testo. Per accedere al il significato della parola che si sta leggendo basta un semplice tocco (touch) e trovo che questo sia particolarmente comodo soprattutto per testi scritti in lingue diverse dall’italiano.

La terza: nell’e-book si può impostare la dimensione dei caratteri con cui è scritto il testo; la variazione si ottiene molto semplicemente e si può ripetere quante volte si vuole. Basta con i libri scritti in caratteri minutissimi…

Qualche altra informazione sugli e-book reader

In un e-book reader sono previste altre funzioni fra cui l’inserimento di segnalibri e di note; la possibilità di posizionarsi a una certa pagina; la possibilità di collegarsi a internet.

Le caratteristiche variano da un e-book reader a un altro ma quelle che ho elencato dovrebbero essere presenti più o meno su tutti. Per informazioni dettagliate occorre leggere articoli sui dati tecnici degli e-book reader, anche degli stessi produttori.

Infine qualche parola sul video: può essere o meno retroilluminato (retroilluminato vuol dire che è come quello del computer, con la luce dietro, appunto). Il video non retroilluminato ha un effetto pagina di carta, la lettura stanca gli occhi quanto quella di un libro di carta ma, ovviamente, non si vede al buio. Il video retroilluminato non ha bisogno di luce per farsi leggere ma stanca la vista un po’ di più (come quello del computer).

Formati diversi

Prima di concludere ricordo che gli e-book sono scritti in vari formati e
ogni e-book reader può leggerne solo alcuni. Quindi quando si acquista o scarica da internet un e-book occorre accertarsi che sia compatibile con il nostro e-book reader.

Esistono comunque dei programmi (alcuni scaricabili gratuitamente da internet) che “traducono” un e-book da un formato a un altro.

Con formato si intende la modalità di codificare i dati (ovvero il modo in cui i caratteri che conosciamo vengono trasformati in sequenze di zero e uno nelle memorie dei computer e di tutti i supporti digitali – digitale deriva da digit, cifra in inglese).

Non solo e-book reader

Un e-book reader non è comunque indispensabile per leggere un e-book, perché basta un computer, un tablet o uno smartphone (in tutti e tre i casi con il relativo software, spesso reperibile in rete).

Avete osservazioni?