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Il settimo regalo – Dominique Valton * Impressioni di lettura

Un piccolo libro, questo di Dominique Valton, ma piccolo solo nelle dimensioni fisiche, perché dentro vi troviamo raccontato o meglio celebrato o meglio condiviso ciò che conta davvero: la vita e la morte, l’amore, la maternità e la paternità (che altro non sono se non una forma di amore). E anche l’amore per la scrittura, perché no, perché chi scrive ama farlo, ne prova il desiderio e la necessità.

Sette racconti, dunque, sette modi di fare un regalo alla persona (o alle persone) amata (amate). Racconti che colpiscono dentro perché parlano di sentimenti che tutti, in un modo o nell’altro, per un lungo tempo o per brevi istanti abbiamo provato. I protagonisti potremmo essere noi o persone che conosciamo, che ci sono vicine: nelle loro vicende c’è qualcosa che abbiamo vissuto anche noi. Sette regali per il lettore.

Un piccolo grande libro, insomma, che parla al cuore in modo diretto, senza retorica.

I titoli dei racconti

Il regalo
Arthur
La Crociera
Il Compleanno
Lettera a mio figlio
È un regalo per te
Il Settimo Regalo

cover settimo regalo

Sinossi

Cos’è un regalo?
Il riciclo di un oggetto inutile?
Un investimento per il futuro?
Il ricordo di un istante particolare?
Una richiesta di attenzione?
Oppure è un dono prezioso che nasce dal cuore?

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Il settimo regalo – Dominique Valton * segnalazione

Segnalo l’uscita di questa raccolta di racconti di Dominique Valton. Il libro si può trovare sia in formato ebook che cartaceo. L’autrice ha pubblicato anche due romanzi di genere thriller: “Le apparenze manipolate” e “Venerdì 17”.

Sinossi

Cos’è un regalo?
Il riciclo di un oggetto inutile?
Un investimento per il futuro?
Il ricordo di un istante particolare?
Una richiesta di attenzione?
Oppure è un dono prezioso che nasce dal cuore?

cover settimo regalo

 

 

Pubblicato in: Libri, Riflessioni

2015: i libri ed ebook che mi sono piaciuti di più

x post top list 2015 con testo

La mia top list dei libri che mi sono piaciuti di più fra quelli che ho letto nel 2015, in ordine alfabetico di autore.

Ray Bradbury * L’estate incantata

Beppe Fenoglio * Una questione privata

Andrè Gide * I falsari (vedi anche I falsari, citazioni)

Corrado Sobrero * Il canto della balena

Anche quest’anno ho letto molti ebook, la maggior parte dei quali di autori self; quasi tutti erano di buona qualità, qui sotto elenco, in ordine sparso, quelli che mi sono sembrati migliori o più interessanti.

Noemi Gastaldi * Il canto delle forze ancestrali (Oltre i confini vol. 3)

Flaminia Mancinelli * Omicidi all’ombra del Vaticano

Wirton Arvel * Vagabondando fra le stelle

Wally G. Fin * Cinque anni in Australia

Mario Pacchiarotti * Teutovirus

Dominique Valton * Il quaderno di Didine

Sergio Bertoni * La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in: “CANDIDA” di George Bernard Shaw

L’autrice self di cui ho letto più romanzi è Marialuisa Moro, che ha al suo attivo diversi thriller e noir di ottima qualità.


Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri letti nel mese di Maggio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Maggio.

“Uno strano luogo per morire” di Derek B. Miller

Questo romanzo viene etichettato come crime nordico, così mi aspettavo di leggere un giallo. Invece non è un giallo e non racconta neppure di un mistero o di un segreto da scoprire. Sappiamo chi è l’assassino (uno c’è davvero) dall’inizio, e come noi lo sanno tutti i personaggi, inclusa la polizia che, ovviamente, fa il possibile per trovarlo.

La trama è semplice, un ebreo americano ottantaduenne, vedovo, lascia New York per trasferirsi a Oslo, in Norvegia, per vivere a casa della nipote Rhea e di suo marito Lars. Rhea è l’unica figlia di Saul, l’unico figlio di Sheldon ed è stata cresciuta da lui e dalla moglie, dopo che Saul era morto nella guerra del Vietnam e la madre l’aveva abbandonata. A Oslo, proprio in casa sua, Sheldon è testimone dell’omicidio di una donna serba: l’assassino è l’uomo che al suo paese l’aveva violentata mettendola incinta e che adesso vuole il figlio. Sheldon nasconde il bambino e poi fugge con lui per impedire al padre-assassino di portarlo via con sé. Il romanzo racconta così della fuga di questa coppia che non comunica per mezzo delle parole, perché Sheldon parla inglese e il bambino non lo capisce; Sheldon parla lo stesso al bambino ed ha anche e soprattutto lunghi dialoghi con il suo passato, sia sotto forma del suo amico Bill, vicino di negozio a New York, che sotto forma di ricordi. Il dolore e rimorso di Sheldon è quello di avere istigato il figlio Saul ad arruolarsi per il Vietnam (lui lo aveva fatto per la guerra di Corea), dove poi ha trovato la morte.

Quindi un romanzo sostanzialmente di ricordi, in cui la parte gialla è solo una scusa. Dopo le prime decine di pagine il libro mi aveva un po’ annoiata, anche perché non era quello che mi aveva promesso di essere. Comunque sono andata avanti, abbandonando l’idea di stare leggendo un giallo: complessivamente però non mi è piaciuto molto, vuoi per la scarsa credibilità della fuga, motivata solo dalla scarsa fiducia di Sheldon nella polizia, fuga che mette in pericolo diverse persone, vuoi per un’eccessiva enfasi nel descrivere gli Stati Uniti come il paese della libertà, soprattutto per gli ebrei come lui, che (anche) per questo si era sentito in dovere di andare in guerra e di instillare nel figlio la stessa convinzione.

Argento vivo” di Marco Malvaldi

Un giallo tranquillo e ironico. Una commedia degli equivoci in cui i fraintendimenti e gli errori si susseguono dall’inizio alla fine. C’è anche uno scrittore (e a me piacciono le storie di o con scrittori) che, coincidenza, sta ultimando un romanzo su un matematico. Un romanzo corale, in cui le vicende dei vari personaggi dapprima si incrociano ad opera del caso e poi si intrecciano in modo sempre più fitto, fino alle “soluzioni” (perché di soluzioni al plurale bisogna parlare) finali.

Morte a Pemberley” di P. D. James

Pemberley: sì proprio quel Pemberley, la dimora di Darcy, uno dei protagonisti di “Orgoglio e pregiudizio”. Ovvero uno dei miei romanzi preferiti, uno di quelli che di quando in quando rileggo, in parte o tutto, e che ho tenuto per anni sul comodino. L’idea di un giallo i cui personaggi principali sono quelli creati da Jane Austen mi è sembrata intrigante, anche se l’articolo che ha attirato la mia attenzione su questo libro, in The lark and the plunge, non lo descriveva in termini entusiastici.
Mi è sembrato che la possibilità di passare un altro po’ di tempo con Lizzie, Darcy e gli altri valesse il rischio, probabile, di una delusione. Così, quando la delusione c’è stata (e fino dalle prime pagine) l’avevo messa in conto e non è stata una sorpresa.
La storia narrata è molto semplice e la narrazione procede lentamente, con una densità di particolari e dettagli che contribuiscono, sì, a costruire l’atmosfera del periodo in cui la vicenda si svolge, ma che la rendono anche un po’ noiosa. I fatti sono in realtà pochissimi, l’omicidio avviene dopo oltre sessanta pagine e, in pratica, non vi sono indizi da seguire, né più indiziati fra cui identificare il vero colpevole. L’indagine stessa mi ha dato la sensazione di qualcosa di rigido, oltre che di poco approfondito.
Infine, e questo forse è il difetto maggiore, i personaggi della Austen sono dipinti con colori spenti: Elizabeth non ha niente della sua arguzia, Darcy ha perso tutta la sua sicurezza; l’unica a conservare la sfrontatezza e l’incoscienza che la caratterizzano è Lydia. Penso che con questo materiale si sarebbe potuto scrivere un romanzo più avvincente, con colpi di scena e ribaltamenti di prospettiva come un lettore si aspetta in un giallo.
Comunque sia, anche se non so bene perché, non mi sento proprio di sconsigliarlo.

La briscola in cinque” di Marco Malvaldi

Bar Lume

Il primo giallo con protagonista Massimo, il barista del BarLume e il poker di anziani suoi clienti e amici (nonno incluso). Divertente e leggero, con un linguaggio ironico che vira spesso sul toscano, originale l’idea del coro greco (citazione) costituito dai quattro pensionati.

Adorata nemica mia” di Marcela Serrano

(traduzione di Michela Finassi Parolo e Tiziana Gibilisco)
Questo libro, pubblicato nel 2013, è una raccolta di 20 racconti, uno dei quali dà il titolo alla raccolta stessa. Ho scritto qualcosa di più a questo link.

Il quaderno di Didine” di Dominique Valton

Un ebook di un’autrice self. Una storia definita fiaba che forse proprio fiaba non è anche se è qualcosa di simile. Raccontata, anzi scritta in prima persona dalla protagonista, una bambina di nove anni che vive in un orfanotrofio, ha il colore e l’ambientazione di romanzi di qualche decennio fa. Quello che caratterizza in positivo “Il quaderno di Didine” è proprio questa narrazione in prima persona: sembra davvero di leggere il diario di una bambina che affida alla carta i suoi timori e i suoi sogni, la tristezza e il senso delle ingiustizie subite, svelando tutta la sua ingenuità ma anche una sua saggezza e molto coraggio.

Post concluso, Maggio è finito.


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Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 4 febbraio

Jacques Prévert

(1900 – 1977), poeta francese.
Di lui ho letto da adolescente molte poesie. Tutte molto belle e forti. Ne ho citata una anche nel mio romanzo per ragazzi “Un evento memorabile”, questa:

Niente da fare
Se dobbiamo sparare sui fratelli
Noi ci si rifiuta di sparare
Non possiamo prendere la mira
Il fucile è otturato
Il grilletto arrugginito
Le cartucce bagnate.
Niente da fare… Niente da fare…
Niente
 

Dominique Valton

scrittrice francese che abita in Italia.
Autrice self. Di lei ho letto un intrigante romanzo giallo, “Le apparenze manipolate“, “Il quaderno di Didine” e una bella raccolta di racconti, “Il settimo regalo“.

Siobhan Dowd

(1960 – 2007), scrittrice inglese.
Di lei ho letto recentemente “Sette minuti dopo la mezzanotte“, un bellissimo libro (da ragazzi) che parla di un ragazzino che deve affrontare la paure per la prossima morte della madre, malata di cancro.