Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri, biblioteca ed ebook

Leggere leggere leggere.

È una delle mie passioni. L’altra è scrivere. Di sicuro la seconda è derivata dalla prima e adesso, per me, si tratta in realtà di due aspetti della stessa passione.

Ad ogni modo in queste righe volevo parlare solo della prima, la lettura.

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Dopo aver riempito di libri una libreria grande quanto una parete e altri due mobili ho iniziato a frequentare la biblioteca comunale, in cui posso prendere fino a dieci volumi in prestito per un mese (posso poi chiedere, eventualmente, la proroga del prestito fino ad altri due mesi per i volumi non prenotati da altri utenti): così il numero di nuovi libri accumulati in casa è diminuito in modo consistente, mentre non lo è quello di ciò che leggo. Anzi, il fatto di non comprare mi ha indotta a provare anche testi che non mi convincevano del tutto e, in alcuni casi, ho fatto delle scoperte che forse non avrei fatto altrimenti. Naturalmente, se mi imbatto in un libro che mi piace particolarmente magari poi lo compro, per averne una copia mia.

Però devo dire che da quando ho contratto (come se fosse una sorta di malattia, sia pure benigna…) l’abitudine di servirmi in biblioteca, la necessità di possedere un libro è divenuta meno intensa. Certo, l’idea di separarmi dai libri che ho è però impensabile… Lo so che è una contraddizione, ma è così.

Da un paio d’anni, poi, mi sono dotata di un ebook-reader e sfrutto anche la comodità di questo nuovo strumento. Pur preferendo un volume cartaceo trovo che il lettore di libri in formato digitale sia molto versatile (alcune caratteristiche le ho descritte in questo post ).

Inizialmente ho scaricato da Internet testi classici, o comunque abbastanza vecchi da essere distribuiti gratuitamente (su alcuni ho scritto degli articoli, ad esempio su Salgari e Capuana); poi, dato che ho iniziato a pubblicare i miei racconti e i miei romanzi come autrice self, ho letto molti ebook di colleghi self, scaricati gratuitamente o a pagamento (di solito sono molto economici). Fra questi ebook ho trovato sia storie avvincenti e ben scritte (di alcuni ho scritto qui, qui e quiche testi trascurati, con molti refusi, errori, ripetizioni, incoerenze nella trama (in dosi diverse, ovviamente), ma, in tutti i casi, ho scoperto un universo interessante.

Complessivamente ritengo le mie esperienze di utente della biblioteca e di lettrice di ebook molto positive.

E voi? Frequentate biblioteche? Leggete ebook?

 

Pubblicato in: Libri, Scrittura

Autori a confronto: L’ebook non esiste

Immaginate di aver sognato tutto: l’ebook non esiste.

Avete avuto un incubo. Al risveglio non troverete più nessuna libreria virtuale e nessun libro digitale da caricare sul vostro tablet.

Come vi sentireste?

Qualcuno non avvertirà il benché minimo affanno. Correrà nella sua biblioteca fatta di libri veri, ne sceglierà uno con tutte le pagine di carta al loro posto. 

Per qualcun altro, però, destarsi dal sonno involutivo sarà un dramma.

 

Ecco come Antonella Sacco, Roberto Bonfanti e Concetta D’Orazio ci espongono i pro e i contro dell’ebook, continuando la serie di articoli “Autori a confronto”.

 

 

Roberto Bonfanti

blog Roberto

 

Concetta D’Orazio

Blog Concetta

 

Ant Sacco

blog ANT

Parlare di ebook implica inevitabilmente un confronto con il libro tradizionale, ma in questa sede vorrei evitarlo e non vorrei nemmeno descrivere le caratteristiche dei due formati che, ormai, sono evidenti o intuibili e che ritengo già parte dell’immaginario collettivo.

Premetto anche che le considerazioni che sto per scrivere sono significative sostanzialmente per quanto riguarda l’Italia e forse parte dell’Europa e il momento attuale. Non ho infatti sufficienti informazioni su come stiano le cose in altri luoghi, anche se ne immagino alcuni (come gli USA) in cui l’ebook ha raggiunto una larga diffusione e altri in cui l’informatica è quasi di là da venire (come i villaggi più poveri del Terzo Mondo).

 

Penso che non sia un’eresia dire che l’ebook (inteso sia come file di testo che come supporto per leggerlo ovvero come ebook reader) rappresenta l’evoluzione del libro cartaceo o, per lo meno, la sua versione moderna. Perciò, come per tutti gli strumenti tecnologici che hanno sostituito i loro corrispondenti manuali, il passaggio dal vecchio tipo di libro al nuovo, per quanto questo sia semplice, necessita di un cambiamento di mentalità che in certi casi può costituire un ostacolo.

libri ed ebook

Nonostante la facilità con cui si può aprire un ebook, ci sono categorie di persone che difficilmente possono o potranno adattarsi al suo uso, come per esempio gli anziani, alcuni dei quali riescono a malapena a telefonare con un cellulare.

Pensare in termini di cartelle, scaricare, formato, collegare è difficile, se non impossibile per chi ha sempre visto il libro come un insieme di fogli di carta stampati, un oggetto reale, non virtuale.

 

Chi ha dimestichezza con i computer, naturalmente, può apprezzare invece tutti i pregi di ebook e di ebook reader: in questo caso il passaggio dal formato cartaceo a quello digitale dipende sostanzialmente dal gusto.

Per le giovani generazioni l’ebook è e, soprattutto, sarà, in un futuro molto prossimo, secondo me, il formato-libro per eccellenza, per le sue caratteristiche e potenzialità: un testo che si è evoluto in ipertesto rappresenta inevitabilmente il libro su cui studiare. È importante però fare in modo che costituisca un arricchimento piuttosto che il contrario, ad esempio non induca a ritenere inutile il memorizzare mentalmente informazioni e collegamenti per il fatto di averle a disposizione in modo facile e comodo (come già purtroppo accade con l’uso di Internet).

 

Infine, tornando al confronto fra libro di carta ed ebook mi pare importante sottolineare che il passaggio, in realtà, non è necessario: i due formati, possono, anzi devono secondo me, convivere, e l’uso dell’uno o dell’altro essere dettato delle esigenze del momento.

E voi cosa pensate dell’ebook e delle sue potenzialità?