Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Il cavaliere nero – Riccardo Pietrani – Segnalazione

Segnalo la pubblicazione del nuovo romanzo di Riccardo Pietrani, genere fantascienza, disponibile su amazon in formato ebook. A questo link potete leggere anche l’intervista che gli ho fatto. E, se cercate nel blog il suo nome, potrete leggere le mie impressioni di lettura relativamente a diversi dei suoi romanzi.

Questa la sinossi

14 giugno 2021
Una tempesta solare di forte intensità mette fuori uso quasi tutti i satelliti in orbita. Subito dopo, si diffondono segnalazioni di oggetti non identificati in cielo da varie parti del mondo.

16 giugno 2021
Il 10% circa della popolazione del pianeta viene colpita da una febbre altissima. La febbre dura poche ore e non lascia strascichi. La sua origine è ignota.

18 giugno 2021
Un secondo e imprevisto flare solare colpisce la Terra con una violenza devastante, distruggendo tutte le apparecchiature elettroniche. E’ l’inizio della fine.

cover cavaliere nero Pietrani

ALTRE OPERE DELL’AUTORE:

-PROGETTO ABDUCTION: LA SERIE COMPLETA
—Missing Time (Progetto Abduction file 1)
—La Caccia (Progetto Abduction file 2)
—L’Artefatto di San Michele (Progetto Abduction file 3)
—Oltre il Varco (Progetto Abduction file 4)

-LA ZONA EXTRAMONDO

L’autore

Nato il 12 febbraio 1981 nella provincia milanese, all’età di 3 anni circa subisce un’abduction, durante la quale gli viene installato nel cervello un microimpianto. Il manufatto alieno si attiverà a 17 anni causando l’epilessia e un tumore al cervello, ma gli darà modo di comprendere appieno la delicatissima missione della quale è stato investito. Quando non è intento a ordire la macchinazione che devierà il corso della storia della razza umana, si diletta con la scrittura.

Pubblicato in: Libri

I gatti di Ulthar – H. P. Lovecraft * impressioni di lettura

Pochi giorni fa ho scaricato gratuitamente dal sito di amazon un nuovo ebook pubblicato da Caravaggio editore nella collana Frammenti d’autore.

Si tratta di “I gatti di Ulthar” di H. P. Lovecraft, per me la prima cosa che leggo di questo autore.

È una breve storia in cui si racconta del motivo per cui nel paese (immaginario) di Ulthar non si possono uccidere gatti. È il racconto di una vendetta, dalla conclusione prevedibile, in cui si uniscono storia e magia.

cover Gatti Ulthar

Questi racconti pubblicati in ebook gratuiti da Caravaggio editore sono degli interessanti assaggi di autori molto famosi.

Ecco la descrizione fornita dall’editore stesso:

Frammenti d’autore è una collana che propone brevi racconti di scrittori classici noti e meno noti della letteratura universale, offerti gratuitamente a tutti i lettori appassionati di classici che hanno apprezzato i titoli delle altre due collane a marchio Caravaggio editore (I Classici Ritrovati e le Gemme).

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Lasciatemi volare – Sophia Margò * segnalazione

Segnalo l’uscita del nuovo romanzo di Sophia Margò, disponibile su amazon in formato ebook (anche kindle unlimited) e cartaceo, sul tema del bullismo. La cover è di Aurora Ballarin.

Quando il bullismo riesce a rovinarti la vita.
“Mentre tutti mi rifiutano, io chiedo solo di essere amata.”

copertina laciatemi volare

Sinossi
Mi chiamo Anna e frequento la terza media. Ho una famiglia che amo e tanti sogni nel cassetto, ma all’improvviso tutto cambia. La mia salute, le mie giornate e la mia voglia di vivere. Da un giorno all’altro mi sento diversa, sbagliata, senza più un’amica.
Presa di mira in ogni momento, precipito nel baratro che mi ingoia ogni giorno di più. Aspetto qualcuno che mi riporti verso la luce e non mi rendo conto che posso farlo solo io.

 

Pubblicato in: I miei libri, Racconti

Confessione * un racconto

“Voi pensate che io sia pazzo.” Disse. “Ma non è così. E non è stata colpa mia. Tutta quella gente rideva di me, e io non riuscivo a farla smettere. Non resistevo più. Le loro voci e le loro burle mi soffocavano. Ho cercato di fuggire, ma nessuna delle porte che aprivo era quella che mi avrebbe condotto fuori di lì. Avevo bisogno di qualcosa per rompere un vetro e scappare via: nella vetrina c’erano dei fucili e ne ho preso uno. Quando quei due si sono avvicinati con le braccia protese verso di me, ho avuto paura e, d’istinto, ho premuto il grilletto, non pensavo che il mitra fosse carico. Nel vederli cadere a terra mi sono sorpreso, e non mi sono reso conto che ero stato io, a colpirli. Per un istante nel locale si è fatto silenzio, un silenzio che si poteva toccare, un meraviglioso silenzio che carezzava le mie orecchie. È durato pochissimo, però, solo qualche secondo: poi ancora grida e urla, anche se non erano più beffarde ma spaventate, e di nuovo mi sentivo soffocare. Allora ho capito che c’era un solo modo per farli tacere tutti: così ho sparato e sparato nonostante che il rumore del mitra mi ferisse i timpani e mi assordasse. Uccidere quella gente era come calpestare formiche: un gesto e divenivano corpi disordinatamente sparsi sul terreno, non erano più niente. E, soprattutto, non gridavano più.”

 

Questo mio racconto è pubblicato nell’ebook amazon kindle “Tre brevi storie con delitto e altri nove racconti“.

copertina-tre-ridim-ott-2014

 

 

Pubblicato in: Libri

5 racconti (gratuiti) * impressioni di lettura

Negli ultimi giorni ho scaricato gratuitamente dal sito di amazon 5 ebook, contenenti ciascuno un racconto pubblicati da Caravaggio editore. Si tratta in tutti e quattro i casi di racconti che vale la pena di leggere, a mio parere, anche se nella maggior pare dei casi si può indovinare quale sia il finale. Tra l’altro sono piuttosto brevi e quindi si leggono in poco tempo.

Forse quello che ho trovato più graffiante è “La finestra aperta”.

Un sacrificio redentore” è un racconto d’amore; “Il sogno di un’ora” e “La rosa di una donna” li definirei psicologici-femminile; “Come avvenne” è sul paranormale.

Se vi ho incuriositi almeno un poco mi fa piacere.

 

cover finestra aperta                       cover sogno un ora

cover rosa di donna

cover Sacrificio redentore                       cover come avvenne

 

Pubblicato in: Recensioni ai miei ebook

Recensione di Daniela Domenici a “Tre donne”

Ringrazio molto Daniela, che ha recensito il mio ebook “Tre donne“, che raccoglie tre romanzi (già pubblicati separatamente) che hanno per protagoniste tre donne.

La sua recensione a questo link:

https://danielaedintorni.com/2020/03/02/tre-donne-di-antonella-sacco-recensione-di-daniela-domenici/

Cover Tre Donne by RB

 

 

 

Pubblicato in: Interviste self

Libri sotto l’albero, colloqui con l’autore * Concetta D’Orazio

Nell’ambito dell’iniziativa “Libri sotto l’albero” abbiamo incontrato alcuni autori indipendenti e posto loro alcune domande.

L’intervista che segue è a Concetta D’Orazio, autrice fra l’altro di “La fragranza dell’assenza”, di cui potete leggere per prima cosa la sinossi. Il romanzo è disponibile sia in formato ebook che cartaceo sullo store di amazon.

Cosa contengono quei biglietti che Maria Celeste riceve da insoliti personaggi? Sono lettere, come quelle di una volta, all’interno di buste color panna.
Perché la giovane farmacista ubbidisce in maniera incondizionata a misteriosi comandi, recandosi di volta in volta in posti diversi, facendo incontri così singolari?
Vissuto e presente, in una giostra di attese e di rievocazioni, lungo un sentiero che è di tenerezza ma pure di sofferenza. Su tutto, l’ombra di un amore, di una felicità che ha lasciato il posto all’angoscia dell’abbandono.
Un ricordo che si fa affanno e che sfoga il suo dolore sul fisico della protagonista, impegnata a mantenere un’eccessiva linea esile.
Maria Celeste si aggira intorno alla sua solitudine, con l’unica compagnia di una fragranza: un’emozione che non coinvolge il solo senso olfattivo ma si espande a toccare quelli più nascosti nel suo essere.

cover FragranzaRoberto Bonfanti Ciao Concetta, questo romanzo mi è piaciuto molto, poi posterò la recensione fatta al momento della lettura. In questo estratto introduci uno dei (tanti) temi del libro: il disturbo alimentare della protagonista, legato al suo particolare stato d’animo. È un argomento che ti coinvolge in qualche modo?

Concetta D’Orazio Ciao, Roberto, i disturbi alimentari appartengono soprattutto ai nostri tempi. Personalmente non ho mai avuto coinvolgimenti, in questo senso. Spesso, però, ci troviamo ad ascoltare storie di persone che ne soffrono.

Antonella Sacco Ciao, Concetta. Nel romanzo usi spesso frasi brevi, anche molto brevi: è una scelta stilistica per questa storia, per rappresentare meglio la psicologia della protagonista, che è anche la narratrice?

Concetta D’Orazio Sì, è proprio così. Attraverso questa scelta stilistica mi sembra di trasmettere l’animo inquieto della protagonista.

Antonella Sacco In effetti è vero. E anche le sue incertezze. C’è qualcosa di autobiografico nel personaggio di Maria Celeste? Intendo qualche dettaglio.

Concetta D’Orazio Maria Celeste è una donna che spende molto del suo tempo a riflettere, a pensare: in questo siamo molto simili. Posso dire che ho passato a Maria Celeste questo mio vizio. E mi dispiace per lei, perché la vita sarebbe senza dubbio più piacevole senza perdersi in un continuo rimuginare, spesso fine a se stesso.

Roberto Bonfanti Concetta, come organizzi la stesura dei tuoi libri? Fai scalette, schemi a cui ti attieni in maniera rigorosa o precedi in base alle sensazioni del momento, ti fai guidare dalle tue storie e dai tuoi personaggi senza prevedere dove ti porterà la narrazione? Lo so che è una domanda “difficile” ��, ma è sempre interessante capire la genesi dei romanzi e dei racconti.

Concetta D’Orazio Roberto, non ho un metodo valido per tutto. Per storie come quella di “Nero di memoria” preferisco avere davanti agli occhi la cosiddetta scaletta, accuratamente preparata prima di iniziare a scrivere. “Nero di memoria“, però, parte da una rivisitazione di un momento storico: in questo caso, i dati devono essere precisi. Il racconto inventato per “La fragranza dell’assenza” aveva bisogno di svilupparsi a suo piacimento, verso l’evoluzione e la conclusione della narrazione. Ho lasciato che fosse la storia a trascinarmi e non viceversa.

Antonella Sacco Più in generale, quanto le tue esperienze personali, anche di piccole cose quotidiane, influenzano e ispirano le cose che scrivi?

Concetta D’Orazio Credo che il mio vissuto, in un modo o nell’altro, si proietti inevitabilmente dentro le mie storie. Il più delle volte si tratta di rapidi e fugaci accenni a qualche convinzione, a qualche preferenza, a qualche paura, a qualche passione. Queste “intromissioni” di me stessa nel racconto spesso sono minime, talmente impercettibili che nemmeno me ne accorgo. Solo dopo attenta rilettura riuscirei forse ad individuarle, ma non ho mai avuto tempo ed interesse a cercarle.

Sergio Bertoni Concetta, come avviene alla maggior parte di noi, prima di dedicarci alla scrittura ci piace leggere e anche molto: qual è il tuo libro preferito o i tuoi preferiti? e qual è il tuo genere preferito?
C’è un romanzo che hai trovato talmente noioso o disgustoso da non riuscire neanche a terminarlo?
C’è un libro che non leggeresti assolutamente mai, neanche se ti pagassero?

Concetta D’Orazio Sergio, come si potrebbe scrivere senza leggere? Sebbene per ogni lettura si attivi un indice di gradimento, tuttavia non ho IL libro preferito: tutti i libri, anche quelli brutti, lasciano dentro di noi la scia del loro passaggio. Ti dico che la mia casa è piena di libri e non riuscirei a lasciarne andare nemmeno mezzo, compresi quelli che non mi hanno trasmesso niente. Per quanto riguarda il genere, preferisco la letteratura introspettiva, quella di riflessione ma, a prescindere da ciò, mi piace tutto quello che è scritto bene. Ho trovato sì libri che non sopportavo: mi è accaduto spesso negli ultimi anni e mi sono anche concessa il diritto di chiuderli senza terminarli. Ovviamente non ti dico il titolo, anche perché non lo ricordo: si vede che ho rimosso dalla memoria. Non leggerei saggi di tipo tecnico e matematico, per una mia personale difficoltà a rimanere concentrata su questi argomenti.

Antonella Sacco Concetta, qualche autore prediletto lo avrai… o no?

Concetta D’Orazio Antonella, no, nel senso che, nel corso della vita ho amato leggere questo o quello ma non uno in maniera strettamente preferenziale.

Antonella Sacco Quanto conta e quanto influenza la tua scrittura l’avere una cultura classica? Se ha un’influenza, naturalmente, oltre a quella di averti provvista di una scrittura ineccepibile e non banale.

Concetta D’Orazio Che domanda. Se ti dicessi che non conta, mentirei. Premetto che ti parlo solo ed esclusivamente della mia esperienza personale. Il fatto di avere una cultura classica, in primo luogo, mi rende più sicura nell’utilizzo della lingua italiana, mi proietta inoltre verso una scrittura orientata verso l’introspezione e la riflessione. Le influenze che provengono dagli studi classici sono inevitabili, soprattutto in merito alla scelta degli argomenti, credo. Come potrei non risentire di tutto ciò che fa parte della mia vita?

Antonella Sacco Che cosa fa scoccare la scintilla per una nuova storia? O che cosa lo ha fatto per i libri che hai scritto finora.

Concetta D’Orazio Una storia arriva quando riesci ad ascoltarla. E allora la devi mettere giù. È accaduto così per “La fragranza dell’assenza” e per “Setti giri di donna”. Solo “Nero di memoria” è un libro che è nato da un ragionamento: avevo finalmente preso la decisione di “romanzare” una storia d’amore nata ai tempi della seconda guerra mondiale. Il ragionamento ha segnato solo l’inizio del lavoro, che comunque è stato poi alimentato dall’ispirazione.

Antonella Sacco Stai lavorando a qualcosa di nuovo? E, se sì, a cosa?

Concetta D’Orazio Sì e no. Sì perché ho scritto una buona parte di un racconto nuovo, no perché non riesco ad andare avanti. Sto cercando in tutti modi di sbloccarmi, ho persino stampato su carta quanto ho già messo giù, ma non ho ottenuto alcun risultato. Forse la storia non è ancora pronta.

Antonella Sacco Speriamo che queste chiacchierate ti aiutino a ripartire, allora. A volte succede che parlando di scrittura ci vengano in mente nuove possibilità. In mente in senso lato, penso che sia soprattutto il nostro subconscio a fornirci gli spunti per scrivere.

Concetta D’Orazio Lo credo anch’io, d’altronde “l’appetito vien mangiando”!

Camillo Carrea Preferisci curare la trama dei tuoi racconti, oppure preferisci approfondire l’aspetto psicologico dei tuoi personaggi?

Concetta D’Orazio Di solito seguo i personaggi ed essi si avventurano per strani sentieri, fanno di testa loro. E così mi ritrovo che, a furia di osservarli, ho già pronta la trama o buona parte di essa. Il guaio è che a volte i personaggi si fermano e non vogliono proprio ripartire. Così si blocca tutto. E mi blocco anch’io.

Nel seguito potete leggere le recensioni fatte al romanzoLa fragranza dell’assenza

Antonella Sacco * Un racconto in prima persona per una lettura che scivola via leggera. Ma è una leggerezza apparente, dovuta alla cura con cui l’autrice scrive e fa parlare la protagonista di sé e delle sue incertezze e paure.
Seguiamo con interesse e partecipazione Maria Celeste – il nome richiama la leggerezza a cui la donna aspira – nel suo vivere quotidiano in cui la solitudine la fa da padrona e la induce a sacrificare il suo corpo. Poi, dal momento in cui inattesi messaggi, che le propongono strani appuntamenti in luoghi sempre diversi, irrompono nel suo tran-tran, diventiamo anche curiosi, come lei, di sapere chi e perché li sta inviando, e, anche se forse potremmo sospettarlo, non ne abbiamo certezza fino alle ultime pagine.
Un romanzo davvero ben scritto, con uno stile personale e grande proprietà di linguaggio.

Roberto Bonfanti * Maria Celeste lavora in una farmacia ed ha un rapporto conflittuale con colleghi e titolare, vive con una coinquilina pasticciona e si trova impelagata in una relazione in cui non crede molto, con un uomo che le dà poco ma che vorrebbe troppo. Una donna come tante, tormentata dalla sgradita immagine mentale che ha di se stessa e consumata dal ricordo e dall’assenza di qualcuno che, solo lui, la rendeva completa. Un’assenza talmente forte da assumere anche un odore, una fragranza, appunto.
La sua singolare ancora di salvezza, mentre il suo mondo cambia e si disgrega a poco a poco, è una specie di “caccia al tesoro” che le fornisce indizi, sotto forma di lettere consegnate a mano da sconosciuti, alla quale si aggrappa per ritrovare se stessa e la felicità di un tempo.
Un romanzo ben lontano dagli stereotipi e dai cliché del romance contemporaneo, fatto di riflessioni profonde sulla solitudine, sulla vita e sull’amore, di gustosi siparietti di quotidianità e di relazioni con gli altri. La scrittura leggera e intensa allo stesso tempo di un’autrice che non vi deluderà.

Sergio Bertoni * Un romanzo molto complesso. Protagonista è Maria Celeste che dietro l’apparenza semplice di una giovane donna scontenta della propria vita, perennemente in contrasto con se stessa, e afflitta da una sindrome anoressica della quale non si rende conto, nasconde il mistero della causa primaria del suo conflitto interiore.
Insoddisfacente e solo epidermico è il suo rapporto con un uomo superficiale ed egocentrico, verso il quale tra l’altro non riesce a nutrire alcun sentimento particolarmente intenso.
Problematico anche il suo rapporto sia con la farmacista presso cui lavora sia con i colleghi e i parenti. Un’esistenza sospesa in un limbo che il lettore non riesce a penetrare. Un limbo dominato dalla misteriosa sparizione di un qualcuno del quale è rimasto solo un vago ricordo quasi solo olfattivo e che, tuttavia, sembra essere la reale causa di tutto. Il senso di straniamento, che pervade il lettore, si accresce con la comparsa di misteriosi messaggi consegnati da enigmatici personaggi. Da qui ha origine una specie di “caccia al tesoro” della quale non si comprende il significato e che incuriosisce e avvince chi legge.
In definitiva, un eccellente romanzo dallo stile personalissimo, molto articolato e affascinante, assai diverso nella trama e nel tessuto semantico dalla gran parte delle letture cui siamo abituati. Un’aura di mistero sovrasta l’intera vicenda che assume quasi le caratteristiche di un “giallo” e che infatti solo alla fine rivela il suo segreto.

Consideriamo queste chiacchierate non concluse, chiunque voglia commentare, fare una domanda, intervenire in qualche modo, è benvenuto.

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Il professore – Marialuisa Moro – Segnalazione

Segnalo l’uscita, avvenuta in questi giorni, di un nuovo thriller di Marialuisa Moro, che potete trovare in formato ebook su amazon, disponibile anche con l’abbonamento kindle unlimited.

A questo link potete leggere anche l’intervista che le ho fatto. E, se cercate nel blog il suo nome, potrete leggere le mie impressioni di lettura a diversi dei suoi romanzi.

cover Professore Mluisa Moro

Sinossi

La brillante studentessa Irene Mayer e l’affascinante docente Egon Von Droste sono uniti da una magnetica attrazione fisica nonché da affinità culturali. La relazione funziona a meraviglia a dispetto della forte differenza di età, finché Irene non prende una sbandata per uno studente fuori corso dell’ateneo. A questo punto accade qualcosa di irreparabile che farà crollare la sua intera esistenza. La sua vita si trasformerà in un incubo senza risveglio per lei e per chi sceglierà di viverle accanto. Incalzante, drammatico. La vita e la morte. A volte è più difficile vivere che morire.

Pubblicato in: Interviste self, Libri

Libri sotto l’albero, Colloqui con l’autore * Roberto Bonfanti

Nell’ambito dell’iniziativa “Libri sotto l’albero” abbiamo incontrato alcuni autori indipendenti e posto loro alcune domande.

L’intervista che segue è a Roberto Bonfanti, autore fra l’altro di “Il primo a tornare fu il cane”, di cui potete leggere per prima cosa la

sinossi

“Roberto Bonfanti sa scrivere in modo da tenere desta l’attenzione pagina dopo pagina. In questi racconti trasporta il lettore su una linea di confine incerta: tra vita e morte nella storia intitolata come la raccolta, tra antiche superstizioni e moderni populismi in “La strega”, tra sobrietà e cupidigia ne “L’uomo del banco dei pegni”. I brevissimi “2037” e “Le nostre passeggiate notturne” sono più dei divertissment che però hanno ugualmente lo scopo di spiazzare il lettore.
Una narrativa di intrattenimento che non intende proporre dialoghi sui massimi sistemi, ma solo farsi onestamente leggere e, tra le righe, fornire anche qualche spunto di riflessione sulla vita quotidiana e sulla società contemporanea.”
(sdvp – Acquisto certificato)

Racconti ben scritti, assolutamente intriganti e avvincenti; con un mix di ironia, occhio critico sul mondo che ci circonda, e, alcuni, una deriva surreale.
Hanno un finale “che spiazza” in più di un caso, come è nei migliori racconti. Quindi che altro dire? È una lettura che consiglio.
(Ant – ebook letto con abbonamento kindle unlimited)

Era in quei momenti solitari, nei quali tentavo disperatamente di aggrapparmi alle certezze, ai dati di fatto, che la mia razionalità era messa a dura prova.”
Cinque racconti, non sto neanche a dire di cosa parlano, si fa prima a leggerli.

cover primo a tornare il cane

Intervista

Concetta D’Orazio: Roberto, ho letto e recensito la tua raccolta che, come sai, mi intrigò molto. Non riuscii a staccarmi dal libro prima di aver terminato. Ti rinnovo i complimenti. Voglio iniziare l’intervista con il chiederti: quando scrivi, hai già l’abbozzo della storia pressoché completo nella testa? Oppure il racconto ti si delinea davanti agli occhi a poco a poco, sotto la spinta della penna?

Roberto Bonfanti: Ciao Concetta, di solito parto da un’idea, un abbozzo, una semplice immagine, poi la storia si delinea e si integra a mano a mano che scrivo, spesso portandomi da un’altra parte rispetto all’intenzione iniziale. Altre volte cerco di seguire uno schema più rigido, cercando di rimanere fedele a uno schema predefinito, ma è molto più raro.

Concetta D’Orazio: Dunque non hai un metodo preciso: è la storia stessa che ti dice se devi “seguirla” oppure se devi “programmarla a priori”. 😉

Roberto Bonfanti: Esatto, non so se è un metodo ortodosso, ma non saprei fare altrimenti.

Antonella Sacco: Ciao, Roberto. Anch’io ho letto e apprezzato i tuoi racconti quando è uscito l’ebook. La mia prima domanda, anche se banale: preferisci scrivere racconti o romanzi? Oppure ti trovi bene in entrambi i casi? E perché?

Roberto Bonfanti: Sono uno scribacchino “pigro”, quindi mi trovo meglio con i racconti che con i romanzi, e questione di lunghezza del testo ��. In realtà penso che il racconto sia quasi più difficile di una narrazione lunga, bisogna avere il dono della sintesi, rimanere concentrati su un particolare, una scheggia narrativa, senza divagare troppo dal cuore del racconto, cosa che, invece, è quasi fisiologica in un romanzo.

Antonella Sacco: Vero, dicono tutti che il racconto sia più difficile. Io però penso che la scelta dipenda soprattutto da cosa si vuole comunicare. Tu sei d’accordo?

Roberto Bonfanti: Sì, certo. Come dicevo, il racconto isola un frammento, quindi è adatto per una storia ben delimitata come tempi e spazi, o comunque che appartiene a un’unità narrativa circoscritta. Il respiro ampio del romanzo si presta a una narrazione ben più articolata. A questo proposito, in Italia adesso il racconto è un po’ snobbato, o perlomeno sottovalutato rispetto al romanzo, eppure abbiamo una lunga tradizione di autori che ne hanno scritti di altissimo livello, pensiamo a Buzzati, Calvino, Pirandello, Gadda ecc. Io personalmente amo molto le antologie, sono una parte rilevante delle mie letture.

Antonella Sacco: Sì, abbiamo dei narratori di racconti fantastici. A parte Gadda gli altri tre che hai nominato sono anche nel mio Pantheon…

Antonella Sacco: Quanto “conta” l’ironia nelle tue storie? In diversi racconti di questa raccolta e in quelli di altre è presente una vena ironica (cosa che peraltro apprezzo molto).

Concetta D’Orazio: Anch’io apprezzo molto questa caratteristica propria della scrittura di Roberto.

Roberto Bonfanti: Molto, mi piace l’ironia, il sarcasmo, il surreale, tutto ciò che scardina la “seriosità” (non la serietà), delle vicende umane e del loro racconto.

Concetta D’Orazio: Roberto, quanto tempo dedichi alla revisione dei testi e come la organizzi?

Roberto Bonfanti: Ecco, anche qui sono poco organizzato. Quel che è certo che ho imparato a mie spese quanto conti una rigorosa revisione, oggi potrei non smettere mai, a ogni rilettura vorrei cambiare qualcosa. Di solito faccio passare un po’ di tempo dalla prima stesura e poi procedo a rivederla, rivederla, rivederla… A un certo punto mi impongo uno stop e considero definitivo il testo. E qualche refuso e imprecisione rimane comunque, cose che modifico in un’ulteriore revisione e così via.

Concetta D’Orazio: In questo momento in cosa sei impegnato? Scrivi?

Roberto Bonfanti: Qualche racconto, ma vado a rilento. Come dicevo, sono uno scribacchino pigro. Ho un romanzo in stand-by da non so più quanto tempo.

Antonella Sacco: Un romanzo che sto aspettando da un SACCO di tempo…

Concetta D’Orazio: Come ti capisco.

Antonella Sacco: Parlando di cover: quella di questa raccolta è molto intrigante a parer mio. Di solito come ti regoli, hai un’idea in mente e cerchi un’immagine adatta a realizzarla o viceversa cerchi delle immagini e poi le “intoni” al libro?

Roberto Bonfanti: Sì, di solito cerco un’immagine ad hoc, poi la modifico sempre con un programma di grafica. Sono un autodidatta e ho trovato interessanti alcuni articoli sulla composizione delle cover, sui font da utilizzare, le proporzioni fra titolo e nome autore ecc. Naturalmente scelgo un’immagine right free, ci sono molti siti che ne forniscono.

Antonella Sacco: Roberto, altra domanda. Fra i tuoi racconti ve ne sono anche di surreali, genere che trovo intrigante. Tu preferisci scriverne di realistici o di surreali/fantastici? E riguardo alle tue letture in proposito?

Roberto Bonfanti: Dipende, a seconda dell’ispirazione. Come dicevo in una risposta precedente mi succede che mentre vado avanti nello scrivere la storia viri in quella direzione. Di sicuro è un’influenza delle mie letture, uno degli autori che mi piacciono molto è Bulgakov, vero maestro della letteratura surreale, come pure molti scrittori sudamericani, che spesso inseriscono elementi di realismo magico nella loro scrittura. Senza dimenticare Kafka, la Kristóf e i già citati Calvino e Buzzati. E tanti altri, naturalmente.

Concetta D’Orazio: Roberto, c’è un personaggio dei tuoi racconti a cui ti senti più legato?

Roberto Bonfanti: In questa raccolta forse al personaggio del racconto “La strega”, di recente ho scritto una storia che è una specie di prequel, dove immagino un po’ la sua vita precedente, di quando era giovane. In generale, nella mia produzione, a Claudio, il protagonista dei miei due romanzi “La vita è dura nei dettagli” e “Cose che si rompono”.

Concetta D’Orazio: E, al contrario, esiste un tuo personaggio che non sopporti?

Roberto Bonfanti: Bella domanda, Concetta. No, devo dire che anche per i personaggi per i quali ho disegnato un ruolo negativo provo una certa comprensione e, in qualche modo, affetto. Di solito, anche nelle mie letture, apprezzo le caratterizzazioni di figure che non siano solo bianche o nere, positive o negative, ma che presentino molte sfaccettature.

Concetta D’Orazio: Bella risposta.

Antonella Sacco: In questa raccolta di racconti c’è anche qualcosa di autobiografico, anche se “mascherato”?

Roberto Bonfanti: In questi racconti non molto, ho cercato di sfruttare la possibilità che dà la scrittura, quello di immaginare situazioni ed esistenze anche lontane dalla mia esperienza di vita.

Antonella Sacco: Mi sembra giusto 🙂 Immaginare è un modo “diverso” per fare esperienze.

Concetta D’Orazio: Roberto, quanto ritieni che sia utile, ai fini della promozione di un autore, partecipare attivamente alle varie attività o alle diverse discussioni all’interno dei gruppi dedicati alla lettura e alla scrittura?

Roberto Bonfanti: Secondo me è utile, almeno come scambio d’idee, opinioni sui meccanismi della scrittura, consigli sui metodi di promozione ecc. Una specie di “corso d’aggiornamento” per scrittori indipendenti. Ai fini della promozione vera e propria non molto, penso. I gruppi di facebook che si occupano di letteratura sono fondamentalmente di due tipi: quelli composti prevalentemente da scrittori e quelli formati da lettori. Nei primi ci rivolgiamo a “colleghi”, alcuni collaborativi, altri meno, ma tutti interessati più a fare promozione che a subirla. Nei secondi proporre, o anche solo parlare del proprio libro è considerato alla stregua di un sacrilegio.

Recensioni

Nel seguito potete leggere le recensioni dagli aderenti all’iniziativa Libri sotto l’albero fatte alla raccoltaIl primo a tornare fu il cane

Sergio Bertoni: Quando, il 4 ottobre 2017, ho acquistato questa pregevole raccolta di racconti di Roberto Bonfanti sapevo già che non sarei rimasto deluso: è un autore del quale credo di aver letto ogni libro e che mi è sempre piaciuto. Una scrittura nitida e scorrevole che coinvolge e, quasi senza rendersene conto, si è portati a continuare a leggere, con l’ansia di scoprire il finale che, quasi sempre, conserva una inattesa sorpresa. Spesso ho avuto modo di recensire con piacere diversi autori indipendenti le cui opere non hanno nulla da invidiare a quelle dei ben più noti e pubblicizzati scrittori pubblicati dalle blasonate case editrici, lo avrei fatto anche con questa deliziosa raccolta se non ne fossi stato impedito dagli stupidi e spesso incomprensibili algoritmi di Amazon, che mi segnalano: “Siamo spiacenti, non sei idoneo a recensire questo prodotto. Per ulteriori informazioni, si prega di fare riferimento al nostro Guida comunitaria.”

Concetta D’Orazio: “Il primo a tornare fu il cane” è una raccolta di racconti che conferma l’abilità dell’autore a mantenere costante l’attenzione del lettore e ad alimentare la sua curiosità. Il finale è sempre una gran sorpresa, utilizzato anche per stimolare la riflessione su particolari credenze o convinzioni popolari, già anticipate nel corso della narrazione.
Ho letto senza interruzione le storie contenute in questo e-Book, non sapendomene distaccare prima di aver finito.
Roberto Bonfanti sa bene come utilizzare un linguaggio piano e lineare ma che sappia ben comunicare l’intensità delle vicende vissute dai vari personaggi.
Lettura consigliata.

Antonella Sacco: Si tratta di una raccolta di cinque racconti, tutti ben scritti, assolutamente intriganti e avvincenti; con un mix di ironia e di occhio critico sul mondo che ci circonda.
Il primo, che dà il titolo alla raccolta ed è il più lungo ha una deriva surreale, come, in parte, anche il secondo; “La strega” e “2037” ironizzano, con più amarezza il primo, con un certo divertimento il secondo, sulla società odierna. Infine, l’ultimo racconto è un po’ come un dessert alla fine del pasto, perché lascia il lettore con un’immagine di tenerezza negli occhi.
Tutte le storie, comunque, hanno un finale “che spiazza”, come è nei migliori racconti.

Consideriamo queste chiacchierate non concluse, chiunque voglia commentare, fare una domanda, intervenire in qualche modo, è benvenuto.