L’Artefatto di San Michele: Progetto Abduction file 3 – Riccardo Pietrani * Impressioni di lettura

Questo ebook è il terzo episodio del “Progetto abduction”, un romanzo di fantascienza sul tema degli UFO e di possibili “visite” di alieni sul nostro pianeta. La storia risulta comunque molto realistica, sia come narrazione che come descrizione dei personaggi, che hanno comportamenti decisamente naturali e credibili, pur nelle insolite situazioni in cui vengono a trovarsi.

cover artefatto - Pietrani

In questa terza parte si ritrovano anche personaggi già incontrati, quindi è consigliabile leggere le parti precedenti.

La vicenda comincia ad avvicinarsi a una conclusione: si scoprono alcune carte, si chiariscono – forse – i ruoli dei Cacciatori, dei Traditori, si trovano nuovi personaggi, fra cui un impiegato di banca soggetto a missing time; si fa conoscenza con un misterioso oggetto, chiamato l’artefatto di San Michele…

La storia è intrigante e ci sono tutti gli ingredienti che preannunciano un finale interessante, nel quale vengano svelate le cause degli strani fatti successi.

La scrittura è, come negli altri due episodi, adeguata e il ritmo incalzante.

Qui la sinossi del romanzo

Qui le mie impressioni di lettura su “La caccia”, il secondo episodio di Progetto abduction

Qui la mia intervista a Riccardo Pietrani.

 

 

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L’Artefatto di San Michele: Progetto Abduction file 3 – Riccardo Pietrani * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo romanzo di fantascienza, il terzo di una quadrilogia, opera di Riccardo Pietrani, un bravo autore self.

Io lo leggerò a breve e vi saprò dire. Nel blog sono commentate altre storie di questo autore.

cover artefatto - Pietrani

Sinossi

Un impiegato di banca vittima di episodi di sonnambulismo inspiegabili. Un contractor convinto dal suo ex ufficiale in comando a diventare un Cacciatore. Una ragazza catapultata nel mezzo di una lotta per il futuro della più grande scoperta dell’umanità.
E il destino di tutti loro inconsapevolmente guidato da un oggetto misterioso: l’Artefatto di San Michele.


Trend di incremento nel numero degli ebook pubblicati (al 29 Dicembre 2016)

Ecco la rilevazione dei numeri al 29 Dicembre 2016. Il confronto è effettuato con la mia precedente rilevazione, del 30 Giugno 2016.

Dal confronto del numero degli ebook in vendita sullo store amazon.it fra queste due date si rileva che il numero degli ebook in lingua italiana è aumentato, complessivamente, di una percentuale del 9,25%, mentre l’incremento degli ebook in lingue straniere è cresciuto solo del 7,10%.

Fra le categorie (di narrativa) in cui l’aumento è più rilevante ci sono: Romanzi rosa, Fumetti e manga e Fantascienza-Fantasy-Horror.

Anche stavolta ho rilevato il numero degli ebook per le consuete “sotto categorie”: Letteratura e narrativa; Libri per bambini e ragazzi; Fantascienza, Horror e fantasy. Ricordo che, per effetto dell’inserimento di un ebook in più categorie, la somma degli ebook di una sotto categoria è maggiore del numero degli ebook della categoria.

Ho aggiunto alle consuete tabelle quella che riporta la suddivisione per lingua del numero degli ebook in lingua straniera.

ebook-29-12-16-tutti

ebook-29-12-16-fantasy

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Intervista a Riccardo Pietrani

Oggi pubblico l’intervista fatta a un altro bravo autore self, Riccardo Pietrani, autore di vari romanzi di Fantascienza, l’ultimo dei quali, La caccia, è appena uscito in versione ebook amazon.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo e da quanto tempo?

In linea generale ho sempre avuto la necessità di esprimermi in qualche modo, di dare sfogo alla cosiddetta “vena artistica”, se vogliamo chiamarla tale. Il disegno prima e in particolare i graffiti poi hanno soddisfatto in pieno questo mio desiderio viscerale per tanti anni. Però la vita evolve, si cresce, l’età porta con sé responsabilità di vario tipo, e se la spinta in una determinata direzione va a cozzare contro di esse arriva un momento in cui bisogna porre la parola fine. Così è stato con il mio cammino nel writing. D’altra parte la succitata “vena” non poteva frenarsi, e da qualche parte doveva pur sfociare. Ho sempre letto moltissimo, a periodi alterni magari, ma con una media decisamente alta, e avevo anche provato ad abbozzare qualche pagina intorno ai 19-20 anni, ma è rimasta lì, su un quaderno a righe che conservo ancora come un cimelio. Verso i 25-26 anni, quando il mio percorso nei graffiti è giunto al termine, è riesplosa la voglia di narrare una storia, di mettere su carta la mia fantasia.

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  1. Perché la scelta di scrivere fantascienza? Cosa ti consente di esprimere/condividere con i lettori? Da cosa prendi spunto per le tue storie?

All’epoca, all’inizio della mia avventura di autore, oltre alla narrativa, leggevo moltissimi saggi di para-Archeologia, ufologia e misteri in genere, assieme ad articoli di fisica e astrofisica. Ancora non c’erano i social, quindi l’inquinamento di “bufalari” e “complottisti” era molto limitato. Ho sempre trovato la fantasia indissolubile dalla scienza, ho sempre cercato quel riferimento anche microscopico in ogni leggenda, credenza, mito. La fantascienza è la branca del fantastico che più mi permette di dare sfogo ai miei viaggi, a ipotesi e supposizioni basate su questi elementi, con un approccio per quanto possibile scientifico e verosimile. Quindi, per quanto voglia che le mie opere siano puro intrattenimento, non mi dispiacerebbe sapere che un lettore si sia andato a cercare l’avvenimento X o il dato Y riferito a storie di sua conoscenza, ma su cui magari non aveva mai indagato o prestato attenzione. Visto il lavoro di documentazione che faccio ad ogni mia opera, poi, sarebbe un bel riconoscimento 

  1. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie?

Metto quasi sempre qualche dettaglio, cose di poco conto per lo più. La stragrande maggioranza dei lettori non se ne accorgerà nemmeno, ma è divertente la reazione di alcuni amici che mi conoscono bene 

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…)

Il mio più grande, sconfinato, e penso irrisolvibile problema penso sia l’incostanza. Posso scrivere 5000 parole in un giorno e scriverne 0 in un mese. Per quanto abbia le idee sempre chiare in testa sulla storia, sulle meccaniche, sui personaggi, semplicemente succede che molti giorni mi metta a fare altre cose e non riesca proprio ad aprire word. Una sorta di repulsione, un amore-odio alla poeta maledetto, solo che c’è ben poco di poetico in una produzione rarefatta: mentre è ovvio che la qualità sia il metro di giudizio primario, anche essere prolifici è molto importante, non fosse altro per una questione di branding sui social e altrove, di algoritmi dei vari store, e, non ultimo, di mero guadagno.

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Ciò che mi piace di più è senza dubbio imbastire l’intreccio, visto che spesso e volentieri le mie storie sono abbastanza complesse. Adoro creare una struttura ad apertura progressiva ed esponenziale, che partendo da vicende apparentemente minimali e scollegate si dipana in qualcosa di sempre più grande e omnicomprensivo.

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  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

La classica risposta è “leggo di tutto”, ma la realtà è che leggevo di tutto prima di iniziare a scrivere. Dopo, salvo sporadiche eccezioni, ho iniziato a leggere solo ciò che ha contaminazioni fantascientifiche, anche in minima parte, per quanto riguarda la narrativa. Potrei quindi citarti Dick, Ballard, Matheson ma anche Cooper, Crichton, Rollins… indubbiamente la mia lettura preferita, finora, rimane “Incontro con Rama” di Clarke. Leggo poi, a fini di analisi e documentazione, molti scritti di diversi autori che propugnano teorie “alternative” su vari argomenti (mantenendo, com’è ovvio o come dovrebbe essere, un approccio molto scettico), come Graham Hancock, Rand Flem Ath, Mauro Biglino.

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?

Sì, in tutto e per tutto. Il problema per un autore indie, dal mio punto di vista, non è tanto essere snobbati da un presunto “circuito ufficiale” fatto di blogger, giornalisti e agenti letterari con la puzza sotto al naso, ma da una serie di lettori che bolla un autopubblicato come un “rifiuto” dell’editoria, e non come una libera scelta. Costantemente, incessantemente, poi, i succitati blogger e giornalisti pubblicano articoli a rinforzo di questa tesi: d’altronde basta tenere sempre presente che la loro è un’analisi di parte, interessata, poiché tutti quelli che vanno per la loro strada non passano attraverso loro e i loro portafogli/diritti/royalties ecc. In quest’ottica “l’unione fa la forza” è quanto mai azzeccato, anche se spesso molti self publisher preferiscono scannarsi l’un l’altro mossi dall’invidia, dal sospetto, dai fraintendimenti.

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Senza dubbio ho intenzione di darmi una mossa e recuperare un po’ di tempo perduto, visto che La Caccia è uscito il 22 settembre 2016 e l’ultima pubblicazione precedente era del 5 dicembre 2014. Terminerò quindi la saga del Progetto Abduction con altri due capitoli, che conto di far uscire a cadenza di tre-quattro mesi al massimo, e ho già pronto al 50% un romanzo autoconclusivo che si basa sulla leggenda urbana del Satellite Black Knight.

Grazie Riccardo per averci raccontato di te e del tuo rapporto con la lettura e la scrittura. Concordo con te (pur essendo una lettrice praticamente onnivora) sul fatto che la fantascienza offra grandi spazi per la curiosità e la fantasia e consenta (ancora) di indagare in modo avvincente sul mondo in cui viviamo, sulle sue contraddizioni e sui suoi misteri.

Auguri per i tuoi romanzi.

 

 

La caccia, Riccardo Pietrani * Impressioni di lettura

Questo romanzo breve di fantascienza, pur essendo il secondo episodio della saga Progetto Abduction, a mio parere è sufficientemente indipendente e può essere letto anche senza (o prima di) aver letto Missing Time. Infatti, pur trattando lo stesso argomento, narra la vicenda di personaggi diversi, Enrico e la sua fidanzata, Marzia, che, come i protagonisti di Missing Time, si trovano ad avere a che fare con il fenomeno dell’abduction (il rapimento da parte di alieni).
La storia è originale e ben condotta; i protagonisti ben disegnati e realistici, tanto che potrebbero essere i colleghi di lavoro o i vicini di casa.
La lettura è intrigante e tiene accesa la curiosità, che però non viene completamente soddisfatta perché il mistero sulle abduction non viene ancora svelato. I fili di questo interessante romanzo verranno quindi tirati in un prossimo sequel.

Il formato è ebook kindle e si può acquistare sullo store Amazon.

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Questa la sinossi
Enrico è al settimo cielo. Il tumore al cervello che gli era stato diagnosticato e per il quale avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico sembra inspiegabilmente scomparso.
Tornato a casa, viene contattato da un suo vecchio compagno delle scuole medie, Antonio Mandara, che stranamente è al corrente del suo stato di salute. Enrico scoprirà che un intero gruppo di persone è venuto a sapere delle sue condizioni… e che la risposta al mistero potrebbe risiedere in ciò che è accaduto due settimane prima, quando nel suo quartiere è stato avvistato qualcosa di indecifrabile.

La cover è opera di Mala Spina.

La caccia, Riccardo Pietrani * Presentazione

È uscito oggi, 22 settembre 2016, il romanzo di fantascienza La caccia, secondo episodio della saga Progetto Abduction, un romanzo di fantascienza scritto da Riccardo Pietrani, un autore di cui ho apprezzato le precedenti pubblicazioni.

Il formato è ebook kindle e si può acquistare sullo store Amazon.

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Questa la sinossi

Enrico è al settimo cielo. Il tumore al cervello che gli era stato diagnosticato e per il quale avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico sembra inspiegabilmente scomparso.
Tornato a casa, viene contattato da un suo vecchio compagno delle scuole medie, Antonio Mandara, che stranamente è al corrente del suo stato di salute. Enrico scoprirà che un intero gruppo di persone è venuto a sapere delle sue condizioni… e che la risposta al mistero potrebbe risiedere in ciò che è accaduto due settimane prima, quando nel suo quartiere è stato avvistato qualcosa di indecifrabile.

La cover è opera di Mala Spina.

 

Riporto anche la sinossi del primo episodio, dal titolo Missing time.

La nostra mente non è in grado di concepire la quarta dimensione, il tempo: ci limitiamo a suddividerlo tramite un’unità di misura convenzionale. Senza questo parametro per noi il tempo non esiste, e i giorni si susseguono scanditi solamente dall’alternanza fra la luce e le tenebre.
Per questo motivo molta gente non si accorge della sparizione di intere porzioni di tempo dalle proprie vite. Possono essere pochi minuti, o addirittura pochi secondi, per i nostri orologi. Può accadere a chiunque, in ogni momento.
Anche mentre stai leggendo queste righe.
E non è un fenomeno naturale.

A questo link si possono leggere le mie impressioni di lettura su Missing time.

 

Destinazione stelle – Alfred Bester * Impressioni di lettura

(titolo originale Tiger! Tiger! E anche The Stars My Destinazion, traduzione di Vittorio Curtoni; originale pubblicato nel 1951)

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L’umanità del futuro ha scoperto un modo per teletrasportarsi, il jaunto. Alcuni riescono a jauntare per centinaia di chilometri, alcuni solo per alcune decine, alcuni non sono in grado di farlo. Il Sistema Solare è diviso in due coalizioni, i Pianeti Interni e i Satelliti Esterni, in lotta fra loro.

Un’astronave, la Nomade, viene quasi completamente distrutta e nella minima parte che ne rimane c’è un sopravvissuto, Gulliver Foyle. L’uomo riesce a resistere per diversi mesi, fino a che un’altra astronave, la Vorga, passa vicino al relitto in cui vive. Foyle invia segnali per essere recuperato ma, dopo quello che sembra un avvicinamento, la Vorga riprende il suo viaggio lasciandolo ancora da solo. Foyle da allora vive per vendicarsi dell’equipaggio e del capitano della Vorga. In qualche modo riesce a sfuggire dal relitto e a tornare sulla Terra dove inizia il suo cammino di vendetta, che lo porta fra l’altro in una prigione sotterranea (da cui è impossibile jauntare fuori), poi di nuovo nello spazio per recuperare del materiale dalla Nomade (platino e un potente esplosivo). Con la ricchezza si crea una nuova identità e continua la sua ricerca delle persone che non lo avevano salvato, rincorrendo la sua vendetta.
Infine scopre chi aveva dato l’ordine di abbandonarlo nella Nomade e anche altre cose su di sé… Qui mi fermo causa spoiler.

Questo romanzo non mi ha entusiasmata, non so bene perché, forse nel suo insieme. Forse per il protagonista, che vive solo per la sua vendetta, calpestando tutto e tutti per riuscire a ottenerla. Non è certo il solo personaggio che si nutre di desiderio di vendetta, ma Foyle non mi ha, forse, convinta.

Come spesso accade nei romanzi di fantascienza la società del futuro non è affatto migliore di quella attuale, anche se è in grado di viaggiare per il Sistema Solare e di abitare i vari pianeti e satelliti. Questo è un aspetto che, purtroppo, trovo molto realistico.

Ho trovato interessante e originale (per un testo di fantascienza) il concetto del jauntare, così definito nel romanzo:

Jauntare: ovvero trasportare se stessi da un luogo all’altro col solo sforzo della mente.

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