Pubblicato in: Fantascienza, Libri

Il cavaliere nero – Riccardo Pietrani – Impressioni di lettura

(Romanzo di fantascienza)

Decisamente inquietante, questo romanzo dal ritmo incalzante. E il fatto che i protagonisti siano persone qualunque, che potrebbero essere i tuoi vicini, rende la vicenda ancora più inquietante. (Infatti l’ambientazione è quasi familiare: la provincia italiana, per la precisione quella brianzola). In pochissimi giorni, complici due tempeste solari, su tutta la Terra la realtà quotidiana diventa un incubo e la lotta per la sopravvivenza diventa l’unico obiettivo, per raggiungere il quale è necessario scoprire cosa ha causato quell’assurda situazione. Ed è questo il compito che si trovano costretti ad assumere i protagonisti…

I personaggi sono ben dipinti, sono molto realistici come pure le loro emozioni e le loro reazioni allo sconvolgimento delle loro vite.

Molto bella anche la copertina, no trovate? È a cura di Abel Montero.

Il romanzo è disponibile su amazon in formato ebook e cartaceo. A questo link potete leggere anche l’intervista che ho fatto a Riccardo Pietrani un po’ di tempo fa.

cover cavaliere nero Pietrani

Questa la sinossi

14 giugno 2021

Una tempesta solare di forte intensità mette fuori uso quasi tutti i satelliti in orbita. Subito dopo, si diffondono segnalazioni di oggetti non identificati in cielo da varie parti del mondo.

16 giugno 2021

Il 10% circa della popolazione del pianeta viene colpita da una febbre altissima. La febbre dura poche ore e non lascia strascichi. La sua origine è ignota.

18 giugno 2021

Un secondo e imprevisto flare solare colpisce la Terra con una violenza devastante, distruggendo tutte le apparecchiature elettroniche. E’ l’inizio della fine.

Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Il cavaliere nero – Riccardo Pietrani – Segnalazione

Segnalo la pubblicazione del nuovo romanzo di Riccardo Pietrani, genere fantascienza, disponibile su amazon in formato ebook. A questo link potete leggere anche l’intervista che gli ho fatto. E, se cercate nel blog il suo nome, potrete leggere le mie impressioni di lettura relativamente a diversi dei suoi romanzi.

Questa la sinossi

14 giugno 2021
Una tempesta solare di forte intensità mette fuori uso quasi tutti i satelliti in orbita. Subito dopo, si diffondono segnalazioni di oggetti non identificati in cielo da varie parti del mondo.

16 giugno 2021
Il 10% circa della popolazione del pianeta viene colpita da una febbre altissima. La febbre dura poche ore e non lascia strascichi. La sua origine è ignota.

18 giugno 2021
Un secondo e imprevisto flare solare colpisce la Terra con una violenza devastante, distruggendo tutte le apparecchiature elettroniche. E’ l’inizio della fine.

cover cavaliere nero Pietrani

ALTRE OPERE DELL’AUTORE:

-PROGETTO ABDUCTION: LA SERIE COMPLETA
—Missing Time (Progetto Abduction file 1)
—La Caccia (Progetto Abduction file 2)
—L’Artefatto di San Michele (Progetto Abduction file 3)
—Oltre il Varco (Progetto Abduction file 4)

-LA ZONA EXTRAMONDO

L’autore

Nato il 12 febbraio 1981 nella provincia milanese, all’età di 3 anni circa subisce un’abduction, durante la quale gli viene installato nel cervello un microimpianto. Il manufatto alieno si attiverà a 17 anni causando l’epilessia e un tumore al cervello, ma gli darà modo di comprendere appieno la delicatissima missione della quale è stato investito. Quando non è intento a ordire la macchinazione che devierà il corso della storia della razza umana, si diletta con la scrittura.

Pubblicato in: Fantascienza, Libri

Sogni di robot – Isaac Asimov * Impressioni di lettura

(edizione pubblicata dal Il Saggiatore nel 2014, traduzione Mauro Gaffo)

Che Asimov sia uno scrittore geniale me ne sono resa conto da tempo ma ogni volta che leggo qualcosa di suo questa convinzione prende nuovo vigore.
La raccolta di 21 racconti “Sogni di robot”, comprende storie di argomento vario, tutte a tema fantascientifico e, in molti casi, con approfondimenti psicologici notevoli, scritte nel corso di diverse decine di anni. I personaggi, siano essi umani, robot o computer sono caratterizzati e mostrati in modo da colpire profondamente il lettore per quanto risultano realistici sotto l’aspetto psicologico.
Del resto è superfluo, in fondo, sottolinearlo, dato che ho premesso quanto trovi geniale Asimov e dato che questa opinione non è certo solo mia.

Per mia memoria e perché mi piace schematizzare riporto nel seguito di questo articolo un cenno a ciascuno dei racconti, che ho raggruppato per tema.

cover Sogni di robot

Robot

Il piccolo robot perduto (Little Lost Robot, 1947)

(Mi pare che questo racconto sia presente anche in “Io, robot”). La dottoressa Calvin, robopsicologa e protagonista di diversi racconti sui robot) ha il compito di individuare in un gruppo di robot apparentemente tutti uguali uno che è difettoso.

Sogni di robot (Robot Dreams, 1986)

Ancora la dottoressa Susan Calvin che analizza i sogni di un robot il cui cervello positronico è stato costruito da una giovane robopsicologa n modo innovativo, basandosi sulla geometria frattale.

Luciscultura (Light Verse, 1973)

La vedova di un astronauta-eroe è diventata una collezionista di oggetti d’arte e ha al suo servizio moltissimi robot domestici, fra cui uno difettoso che non vuole far riparare, per rispettare la sua natura. Spesso organizzava mostre di lucisculture, per cui era famosissima.

E poi, naturalmente, c’erano le lucisculture… una sinfonia di luci…

Sally (Sally, 1953)

Jake è un uomo che raccoglie e si prende cura di vecchi modelli di automatomobili, nell’ambito di un’organizzazione che si chiama Fattoria. Un giorno si presenta da lui un tipo che vuole acquistare alcune automatomobili per cambiare loro il motore, mettendone uno moderno, per poi rivenderle e fare grossi guadagni. Jake non è d’accordo ma sembra che l’altro possa costringerlo ad accettare la sua proposta…

Multivac/computer

Multivac è un grande e potente (quasi onnipotente verrebbe da dire…) calcolatore.

L’ultima domanda (The Last Question, 1956)

Sulla possibilità di ricreare l’energia una volta che tutta l’energia e la materia dell’universo saranno consumate.

Barzellettiere (Jokester, 1956)

Multivac e l’umorismo.

Diritto di voto (Franchise, 1955)

Ogni volta che ci sono le elezioni il grande computer sceglie la persona che gli servirà come campione per interpretare la volontà della popolazione americana; su questa base fornirà il risultato delle elezioni inclusa la nomina del presidente. Il ruolo che questa persona ricopre è considerato di responsabilità ed è un grande onore.

La macchina che vinse la guerra (The Machine that Won the War, 1961)

Dopo aver vinto la guerra contro i denebiani, davanti al Multivac finalmente spento, i tre uomini responsabili delle operazioni militari e di Multivac si scambiano confidenze, scoprendo che in fondo il merito della vittoria non è stato proprio tutto di Multivac…

Vero amore (True Love, 1977)

Un programmatore utilizza di nascosto l’elaboratore per suoi scopi personali fra i quali la ricerca della sua donna ideale. Dopo un primo tentativo destinato all’insuccesso la ricerca prosegue ma quando l’uomo sta finalmente per coronare il suo sogno…

9 volte 7 (The Feeling of Power, 1958)

In un mondo in cui tutti i calcoli vengono effettuati dai computer e gli uomini non sanno più farli, un uomo è riuscito a imparare di nuovo a fare le moltiplicazioni e le altre operazioni. Il mondo scientifico è dapprima sorpreso e incredulo poi decide di proseguire su quella strada, perché un uomo è più economico di un calcolatore.

Entità extracorporee/alieni

S come Zebatinsky (S as in Zebatinsky, 1957; poi Spell My Name with an «S»)

Cosa succede a cambiare l’iniziale del proprio cognome fidandosi di uno strano numerologo.

Occhi non soltanto per vedere (Eyes Do More Than See, 1965)

Ricordi di un passato lontano eoni…

Cosa importa a un’ape (Does a Bee Care?, 1957)

Un uomo a cui piace guardare le stelle, o meglio un punto preciso del cielo da ottomila anni…

L’ultima risposta (The Last Answer, 1979)

Un uomo muore; la sua anima o comunque una parte del suo sé incontra una voce che gli dice che continuerà ad esistere per l’eternità e discutono su questo

Coltura microbica (Breed There a Man?)

Il dottor Ralston, grande scienziato, ritiene di che l’umanità sia una sorta di coltura microbica di esseri alieni ed è pertanto tenuto in cura da uno psichiatra.

L’ospite (Hostess, 1951)

Una coppia non troppo ben assortita ospita un alieno, un medico del pianeta di Hawkins (un hawkinsita), un essere che respira cianuro. Fra le altre cose Asimov immagina, a proposito degli alieni:

Quando erano state trovate forme di vita sui pianeti di stelle lontane, una delle più interessanti scoperte di valore universale era stato il fatto che, per quanto la vita potesse basarsi su sostanze diverse dalle proteine e persino su elementi diversi dal carbonio, la vita intelligente era sempre di natura proteica. E questo significava che ciascuna delle cinque forme di vita intelligenti poteva sostentarsi per periodi prolungati nutrendosi del cibo di una qualunque delle altre quattro.

Vari temi

L’ultimo nato (The Ugly Little boy, 1958)

Esperimenti di teletrasporto di esseri viventi dal passato, anche molto remoto, fra cui un bambino di Neanderthal a cui viene dato il nome di Timmy. Il rapporto che si crea fra lui e miss Fellowes. l’infermiera che lo accudisce, diventa sempre più simile a quello madre-figlio; a questa relazione partecipa anche Hoskins, lo scienziato che dirige le ricerche, ma non con lo stesso coinvolgimento. Le ricerche seguite con molta attenzione dal mondo scientifico e dai giornalisti…

Tutti i giornalisti si affannavano a scrivere ogni parola di Hoskins, non ci capivano niente, ed erano sicuri che non avrebbero capito nemmeno i loro lettori, ma suonava tutto molto scientifico e l’importante era quello.

Crumiro (Strikebreaker, 1956)

Un terrestre è in visita sul pianetino Elsevere; qui è in sciopero la famiglia che si occupa di riconvertire i rifiuti organici perché viene discriminata dal resto della popolazione, anche se abita in una casa dotata di tutti i comfort. Viene infatti considerata intoccabile a causa dell’attività che svolge, che pure è fondamentale per la sopravvivenza di tutti gli abitanti del pianetino.

Le acque di Saturno (The Martian Way, 1952)

La Terra non vuole più fornire acqua agli uomini che abitano su Marte. Un gruppo di questi marziani ha un’idea per procurarsi una grande riserva di acqua.

La palla da biliardo (The Billiard Ball, 1967)

Rivalità fra un professore che ha vinto due premi Nobel per la fisica e l’uomo che ha applicato le sue scoperte teoriche accumulando così un ingente patrimonio.

Una questione di memoria (Lest We remeber, 1982)

Un uomo mediocre, John Heath, accetta di sottoporsi a un esperimento che gli espanderà la memoria in modo tale che potrà ricordare qualunque cosa abbia fatto/letto/visto (anche prima dell’esperimento). Questo gli dà un grande potere e cambia le dinamiche dei suoi rapporti interpersonali e di lavoro.

Il racconto mi ha ricordato molto “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes (del 1959, seguito poi dal romanzo omonimo e da cui è stato tratto anche un film), anche se il protagonista, Charlie Gordon, ha un carattere e un comportamento completamente diverso da quelli di John Heath. E diverse sono le sensazioni che si provano leggendo le due storie: Charlie lo si ama, John molto meno.

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La zona extramondo – Riccardo Pietrani – Impressioni di lettura

Poco più di un mese fa ho segnalato l’uscita di questo romanzo di Riccardo Pietrani, disponibile sia in versione digitale che cartacea. Adesso, dopo averlo letto, annoto brevemente la mia impressione, decisamente positiva.

La zona extramondo” è una storia complessa in cui si intrecciano le vicende di diversi personaggi che sono destinati a incontrarsi. Tecnologia, scienza e mito sono gli ingredienti di questo intrigante e avvincente romanzo, che è di fantascienza ma è anche un thriller ma anche in parte uno storico… insomma è un bel romanzo d’azione.

I protagonisti sono ben disegnati e il ritmo della narrazione è incalzante.

LA ZONA EXTRAMONDO cover ebook R Pietrani

Sinossi

Stato della Chiesa, 1561
Un capitano di vascello e la sua ciurma, di ritorno da un viaggio nelle Americhe, si sacrificano alle torture dell’Inquisizione pur di tenere nascosto il diario di bordo della spedizione e i suoi sconvolgenti segreti.

USA, dicembre 2012
Kayn Grimm, ex professore di genetica, riceve una telefonata da una misteriosa donna che sostiene di avere informazioni sulla morte del padre, avvenuta molti anni prima in circostanze anomale.

Germania, dicembre 2012
Le vicende di un killer russo, Viktor Zagaev, e del detective sulle sue tracce, Matthias Wichmann, si intrecciano con quelle di una oscura organizzazione alla ricerca di un luogo leggendario che svelerebbe il potenziale nascosto nel DNA umano e il destino dell’intero universo.

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Il grande contagio – Charles Eric Maine * impressioni di lettura

(Titolo originale “The Darkest of Nights”, Traduzione di Andreina Negretti; originale pubblicato nel 1962; edizione italiana del 2009)

La dottoressa Pauline Brant lavora a Tokyo, nella sede dell’Organizzazione Internazionale Ricerche Virus. Il virus Hueste, letale e potente, si sta diffondendo da pochi mesi fra le popolazioni del pianeta, con una rapidità drammatica. Gli scienziati di tutto il mondo sono alla ricerca di un vaccino ma se anche questo verrà trovato, di certo non sarà abbastanza presto per evitare la morte di milioni di persone.
Pauline rientra a Londra, dove vive Clive, il marito, giornalista ed ex inviato. Quando i due si rivedono lui le chiede il divorzio, perché intende sposare la figlia di un magnate della TV americana. In realtà il matrimonio fra i due è finito, ma Pauline esita prima di acconsentire al divorziare. Va ad abitare in albergo invece che in casa con Clive e nei giorni successivi offre la sua attività di medico alla sede londinese dell’O.I.R.V., trovandosi così nuovamente impegnata a operare contro il virus Hueste.
Clive, dopo un breve giro in oriente per capire la portata dell’epidemia, cosa impossibile a causa della censura in vigore nei vari paesi, raggiunge la fidanzata a New York e prende accordi con lei e il padre per il lavoro che svolgeranno insieme, una sorta di documentario per la TV. Infine torna a Londra.

Il diffondersi dell’epidemia fa sì che nei vari stati si costruiscano rifugi in cui far vivere in isolamento e quindi protette le persone più importanti, ovvero i vertici politici e finanziari nonché i medici e gli scienziati. Pauline, nonostante un’incertezza iniziale, accetta di scendere in uno di tali rifugi per proseguire il suo lavoro di medico, mentre Clive, raggiunto dalla fidanzata, inizia con lei a raccogliere filmati e testimonianze di quanto avviene.
Ben presto gruppi di persone escluse dai rifugi salvavita si ribellano alle autorità e si scatena, com’era prevedibile, una guerra civile.
Il romanzo segue prevalentemente le vicende di Clive, uomo ambizioso e opportunista, anche cinico, ma non privo di un proprio sistema di valori; un personaggio umano e complesso, a mio parere. Verso la fine del libro, prima di operare una scelta molto rischiosa, così Maine ci descrive il suo pensiero:

Era uno di quei punti di svolta della vita in cui era necessario prendere decisioni rapide, fulminee, per il meglio o per il peggio, quai che fossero le conseguenze. Rifletté profondamente per cinque secondi e poi prese la sua.

Maine mostra quello che potrebbe avvenire delle nostre società in una situazione estrema come quella causata dal virus Huesta, in cui le autorità si arrogano il diritto di scegliere chi può sopravvivere e la popolazione ovviamente non intende accettare passivamente il proprio destino; l’autore descrive in modo realistico il comportamento di alcune persone: Clive, Pauline, altri dottori dell’O.I.R.V., alcuni ribelli.
E realistica è, secondo me, la raffigurazione dei cambiamenti, per lo più violenti, causati dall’epidemia nelle varie nazioni: nonostante l’incombere della minaccia mortale rappresentata dal virus, l’uomo non riesce a instaurare con i suoi simili una collaborazione per lottare contro il pericolo comune, ma si affida ad atti di forza per sopravvivere e/o per approfittare dell’occasione per rovesciare lo status quo. Sono abbastanza sicura che, in circostanze analoghe, le cose si svolgerebbero più o meno nel modo immaginato da Maine.

Piccola sincronicità a margine: il libro che ho letto prima di questo era di Stephen King, nato nel Maine: l’autore de “Il grande contagio” ha per cognome, sia pure dello pseudonimo, Maine…

cover il grande contagio Maine

L’autore

Charles Eric Maine è lo pseudonimo dello scrittore David McIlwain, nato a Liverpool il 21 gennaio 1921 e scomparso a Londra il 30 novembre 1981. Ha lavorato per radio e TV inglesi sia come tecnico che come autore e ha pubblicato numerosi romanzi, firmando alcuni polizieschi con il nome di Richard Rayner e di Robert Wade.

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L’Artefatto di San Michele: Progetto Abduction file 3 – Riccardo Pietrani * Impressioni di lettura

Questo ebook è il terzo episodio del “Progetto abduction”, un romanzo di fantascienza sul tema degli UFO e di possibili “visite” di alieni sul nostro pianeta. La storia risulta comunque molto realistica, sia come narrazione che come descrizione dei personaggi, che hanno comportamenti decisamente naturali e credibili, pur nelle insolite situazioni in cui vengono a trovarsi.

cover artefatto - Pietrani

In questa terza parte si ritrovano anche personaggi già incontrati, quindi è consigliabile leggere le parti precedenti.

La vicenda comincia ad avvicinarsi a una conclusione: si scoprono alcune carte, si chiariscono – forse – i ruoli dei Cacciatori, dei Traditori, si trovano nuovi personaggi, fra cui un impiegato di banca soggetto a missing time; si fa conoscenza con un misterioso oggetto, chiamato l’artefatto di San Michele…

La storia è intrigante e ci sono tutti gli ingredienti che preannunciano un finale interessante, nel quale vengano svelate le cause degli strani fatti successi.

La scrittura è, come negli altri due episodi, adeguata e il ritmo incalzante.

Qui la sinossi del romanzo

Qui le mie impressioni di lettura su “La caccia”, il secondo episodio di Progetto abduction

Qui la mia intervista a Riccardo Pietrani.

 

 

Pubblicato in: Libri

L’Artefatto di San Michele: Progetto Abduction file 3 – Riccardo Pietrani * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo romanzo di fantascienza, il terzo di una quadrilogia, opera di Riccardo Pietrani, un bravo autore self.

Io lo leggerò a breve e vi saprò dire. Nel blog sono commentate altre storie di questo autore.

cover artefatto - Pietrani

Sinossi

Un impiegato di banca vittima di episodi di sonnambulismo inspiegabili. Un contractor convinto dal suo ex ufficiale in comando a diventare un Cacciatore. Una ragazza catapultata nel mezzo di una lotta per il futuro della più grande scoperta dell’umanità.
E il destino di tutti loro inconsapevolmente guidato da un oggetto misterioso: l’Artefatto di San Michele.


Pubblicato in: Riflessioni, Scrittura

Trend di incremento nel numero degli ebook pubblicati (al 29 Dicembre 2016)

Ecco la rilevazione dei numeri al 29 Dicembre 2016. Il confronto è effettuato con la mia precedente rilevazione, del 30 Giugno 2016.

Dal confronto del numero degli ebook in vendita sullo store amazon.it fra queste due date si rileva che il numero degli ebook in lingua italiana è aumentato, complessivamente, di una percentuale del 9,25%, mentre l’incremento degli ebook in lingue straniere è cresciuto solo del 7,10%.

Fra le categorie (di narrativa) in cui l’aumento è più rilevante ci sono: Romanzi rosa, Fumetti e manga e Fantascienza-Fantasy-Horror.

Anche stavolta ho rilevato il numero degli ebook per le consuete “sotto categorie”: Letteratura e narrativa; Libri per bambini e ragazzi; Fantascienza, Horror e fantasy. Ricordo che, per effetto dell’inserimento di un ebook in più categorie, la somma degli ebook di una sotto categoria è maggiore del numero degli ebook della categoria.

Ho aggiunto alle consuete tabelle quella che riporta la suddivisione per lingua del numero degli ebook in lingua straniera.

ebook-29-12-16-tutti

ebook-29-12-16-fantasy

ebook-29-12-16-narrativa

ebook-29-12-16-ragazzi

ebook-29-12-16-lingue


Pubblicato in: Fantascienza, Interviste self

Intervista a Riccardo Pietrani

Oggi pubblico l’intervista fatta a un altro bravo autore self, Riccardo Pietrani, autore di vari romanzi di Fantascienza, l’ultimo dei quali, La caccia, è appena uscito in versione ebook amazon.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo e da quanto tempo?

In linea generale ho sempre avuto la necessità di esprimermi in qualche modo, di dare sfogo alla cosiddetta “vena artistica”, se vogliamo chiamarla tale. Il disegno prima e in particolare i graffiti poi hanno soddisfatto in pieno questo mio desiderio viscerale per tanti anni. Però la vita evolve, si cresce, l’età porta con sé responsabilità di vario tipo, e se la spinta in una determinata direzione va a cozzare contro di esse arriva un momento in cui bisogna porre la parola fine. Così è stato con il mio cammino nel writing. D’altra parte la succitata “vena” non poteva frenarsi, e da qualche parte doveva pur sfociare. Ho sempre letto moltissimo, a periodi alterni magari, ma con una media decisamente alta, e avevo anche provato ad abbozzare qualche pagina intorno ai 19-20 anni, ma è rimasta lì, su un quaderno a righe che conservo ancora come un cimelio. Verso i 25-26 anni, quando il mio percorso nei graffiti è giunto al termine, è riesplosa la voglia di narrare una storia, di mettere su carta la mia fantasia.

cover-segreto

  1. Perché la scelta di scrivere fantascienza? Cosa ti consente di esprimere/condividere con i lettori? Da cosa prendi spunto per le tue storie?

All’epoca, all’inizio della mia avventura di autore, oltre alla narrativa, leggevo moltissimi saggi di para-Archeologia, ufologia e misteri in genere, assieme ad articoli di fisica e astrofisica. Ancora non c’erano i social, quindi l’inquinamento di “bufalari” e “complottisti” era molto limitato. Ho sempre trovato la fantasia indissolubile dalla scienza, ho sempre cercato quel riferimento anche microscopico in ogni leggenda, credenza, mito. La fantascienza è la branca del fantastico che più mi permette di dare sfogo ai miei viaggi, a ipotesi e supposizioni basate su questi elementi, con un approccio per quanto possibile scientifico e verosimile. Quindi, per quanto voglia che le mie opere siano puro intrattenimento, non mi dispiacerebbe sapere che un lettore si sia andato a cercare l’avvenimento X o il dato Y riferito a storie di sua conoscenza, ma su cui magari non aveva mai indagato o prestato attenzione. Visto il lavoro di documentazione che faccio ad ogni mia opera, poi, sarebbe un bel riconoscimento 

  1. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie?

Metto quasi sempre qualche dettaglio, cose di poco conto per lo più. La stragrande maggioranza dei lettori non se ne accorgerà nemmeno, ma è divertente la reazione di alcuni amici che mi conoscono bene 

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…)

Il mio più grande, sconfinato, e penso irrisolvibile problema penso sia l’incostanza. Posso scrivere 5000 parole in un giorno e scriverne 0 in un mese. Per quanto abbia le idee sempre chiare in testa sulla storia, sulle meccaniche, sui personaggi, semplicemente succede che molti giorni mi metta a fare altre cose e non riesca proprio ad aprire word. Una sorta di repulsione, un amore-odio alla poeta maledetto, solo che c’è ben poco di poetico in una produzione rarefatta: mentre è ovvio che la qualità sia il metro di giudizio primario, anche essere prolifici è molto importante, non fosse altro per una questione di branding sui social e altrove, di algoritmi dei vari store, e, non ultimo, di mero guadagno.

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Ciò che mi piace di più è senza dubbio imbastire l’intreccio, visto che spesso e volentieri le mie storie sono abbastanza complesse. Adoro creare una struttura ad apertura progressiva ed esponenziale, che partendo da vicende apparentemente minimali e scollegate si dipana in qualcosa di sempre più grande e omnicomprensivo.

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  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

La classica risposta è “leggo di tutto”, ma la realtà è che leggevo di tutto prima di iniziare a scrivere. Dopo, salvo sporadiche eccezioni, ho iniziato a leggere solo ciò che ha contaminazioni fantascientifiche, anche in minima parte, per quanto riguarda la narrativa. Potrei quindi citarti Dick, Ballard, Matheson ma anche Cooper, Crichton, Rollins… indubbiamente la mia lettura preferita, finora, rimane “Incontro con Rama” di Clarke. Leggo poi, a fini di analisi e documentazione, molti scritti di diversi autori che propugnano teorie “alternative” su vari argomenti (mantenendo, com’è ovvio o come dovrebbe essere, un approccio molto scettico), come Graham Hancock, Rand Flem Ath, Mauro Biglino.

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?

Sì, in tutto e per tutto. Il problema per un autore indie, dal mio punto di vista, non è tanto essere snobbati da un presunto “circuito ufficiale” fatto di blogger, giornalisti e agenti letterari con la puzza sotto al naso, ma da una serie di lettori che bolla un autopubblicato come un “rifiuto” dell’editoria, e non come una libera scelta. Costantemente, incessantemente, poi, i succitati blogger e giornalisti pubblicano articoli a rinforzo di questa tesi: d’altronde basta tenere sempre presente che la loro è un’analisi di parte, interessata, poiché tutti quelli che vanno per la loro strada non passano attraverso loro e i loro portafogli/diritti/royalties ecc. In quest’ottica “l’unione fa la forza” è quanto mai azzeccato, anche se spesso molti self publisher preferiscono scannarsi l’un l’altro mossi dall’invidia, dal sospetto, dai fraintendimenti.

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Senza dubbio ho intenzione di darmi una mossa e recuperare un po’ di tempo perduto, visto che La Caccia è uscito il 22 settembre 2016 e l’ultima pubblicazione precedente era del 5 dicembre 2014. Terminerò quindi la saga del Progetto Abduction con altri due capitoli, che conto di far uscire a cadenza di tre-quattro mesi al massimo, e ho già pronto al 50% un romanzo autoconclusivo che si basa sulla leggenda urbana del Satellite Black Knight.

Grazie Riccardo per averci raccontato di te e del tuo rapporto con la lettura e la scrittura. Concordo con te (pur essendo una lettrice praticamente onnivora) sul fatto che la fantascienza offra grandi spazi per la curiosità e la fantasia e consenta (ancora) di indagare in modo avvincente sul mondo in cui viviamo, sulle sue contraddizioni e sui suoi misteri.

Auguri per i tuoi romanzi.

 

 

Pubblicato in: Fantascienza, Libri

La caccia, Riccardo Pietrani * Impressioni di lettura

Questo romanzo breve di fantascienza, pur essendo il secondo episodio della saga Progetto Abduction, a mio parere è sufficientemente indipendente e può essere letto anche senza (o prima di) aver letto Missing Time. Infatti, pur trattando lo stesso argomento, narra la vicenda di personaggi diversi, Enrico e la sua fidanzata, Marzia, che, come i protagonisti di Missing Time, si trovano ad avere a che fare con il fenomeno dell’abduction (il rapimento da parte di alieni).
La storia è originale e ben condotta; i protagonisti ben disegnati e realistici, tanto che potrebbero essere i colleghi di lavoro o i vicini di casa.
La lettura è intrigante e tiene accesa la curiosità, che però non viene completamente soddisfatta perché il mistero sulle abduction non viene ancora svelato. I fili di questo interessante romanzo verranno quindi tirati in un prossimo sequel.

Il formato è ebook kindle e si può acquistare sullo store Amazon.

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Questa la sinossi
Enrico è al settimo cielo. Il tumore al cervello che gli era stato diagnosticato e per il quale avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico sembra inspiegabilmente scomparso.
Tornato a casa, viene contattato da un suo vecchio compagno delle scuole medie, Antonio Mandara, che stranamente è al corrente del suo stato di salute. Enrico scoprirà che un intero gruppo di persone è venuto a sapere delle sue condizioni… e che la risposta al mistero potrebbe risiedere in ciò che è accaduto due settimane prima, quando nel suo quartiere è stato avvistato qualcosa di indecifrabile.

La cover è opera di Mala Spina.