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Libri letti nel mese di Novembre 2015, #2

Ecco altri libri letti in questo mese; non manca nemmeno stavolta un romanzo della saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ma si tratta dell’ultimo, dato che il tredicesimo volume non è ancora stato pubblicato, se non sbaglio..

L’ultima fuggitiva, Tracy Chevalier

(titolo originale The Last Runaway, trad. Massimo Ortelio)
1850: Honor, una giovane quacchera inglese, parte con la sorella Grace per l’America, dove, in un villaggio dell’Ohio, le attende il fidanzato di Grace, compaesano emigrato da alcuni anni nel Nuovo Mondo. Durante il viaggio via terra per l’Ohio, però, Grace muore. A Honor non resta che raggiungere comunque il fidanzato della sorella e rimanere a vivere nella casa che lui divide con la vedova del proprio fratello. L’accoglienza ricevuta da Honor non è molto cordiale e poi il modo di vivere americano è diverso da quello inglese, nel mangiare come nel modo di comportarsi. A queste difficoltà si aggiunge il fatto che negli stati del Sud è ancora ammessa la schiavitù degli uomini di colore e quanti di loro fuggono e, attraversando gli stati del Nord, cercano di raggiungere il Canada per vivere liberi, vengono inseguiti da cacciatori di schiavi, che, se li catturano, li riportano ai padroni. Honor si inserisce nella rete di persone che cercano di aiutare i neri nelle loro fughe e questo le crea vari problemi, anche con la famiglia dell’uomo che frattanto ha sposato. La vicenda è ulteriormente complicata dall’attrazione che Honor prova per un cacciatore di schiavi, attrazione ricambiata ma che non può portare a niente di buono.
Ho letto tutti i precedenti romanzi di Tracy Chevalier, ma da questo mi aspettavo (forse a torto) qualcosa di più. Nonostante la consueta precisione nella descrizione del contesto storico-geografico, la storia mi è sembrata un po’ troppo lineare. Honor e altre delle donne che lei incontra sono comunque dei bei personaggi, molto credibili. Del resto lo stesso si può dire di tutti gli altri. Probabilmente sono io ad essere troppo esigente…

La danza dei draghi, George R.R. Martin

(titolo originale A Dance with Dragons – Book Five of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri e G. L. Staffilano)
Dodicesimo episodio della saga, nel quale muoiono ancora altri protagonisti, mentre di vari altri personaggi e protagonisti non si sa nulla. Forse si può intravedere una vaga idea del finale, ma i nodi da sciogliere sono ancora molti.


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Libri letti nel mese di Novembre 2015, #1

Ecco i primi libri che ho letto in questo mese; non manca nemmeno stavolta un romanzo della saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

I fuochi di Valyria, George R.R. Martin

(titolo originale A Dance with Dragons – Book Five of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri e G. L. Staffilano)

Undicesimo episodio della saga, le varie situazioni dei tanti personaggi sono in continuo cambiamento. Anche in questo romanzo la narrazione si occupa solo di una parte dei personaggi, sostanzialmente non di quelli che ruotano intorno ad Approdo del Re. Come negli altri episodi non si intuisce (almeno, io non intuisco) come potrebbe essere l’epilogo.

L’automobile, la nostalgia e l’infinito, Antonio Tabucchi

Si tratta delle lezioni tenute a Parigi all’Ècole des Hautes Ètudes en Sciences Sociales su Fernando Pessoa e i suoi eteronimi. Tabucchi è un grande esperto e appassionato di Pessoa e leggere quello che scrive su di lui è sempre molto interessante. I titoli dei capitoli illustrano bene i temi trattati:

La nostalgia del possibile e la finzione della verità su Pessoa

Gli oggetti di Álvaro de Campos

L’Infinito disforico di Bernardo Soares

Pessoa, i simbolisti e Leopardi

Gli altri eteronimi principali di Pessoa (oltre a quelli citati) sono Alberto Caeiro, Antonio Mora e Ricardo Reis. La figura di quest’ultimo ha ispirato a José Saramago il romanzo (che mi intriga molto per questo riprendere un personaggio-creatura di un altro poeta e farne il proprio protagonista) L’anno della morte di Ricardo Reis, che a sua volta mi ha dato l’idea per un racconto, che è una sorta di proseguimento e che ha come protagonista Lidia, la cameriera-amante del Ricardo Reis di Saramago. Il racconto si può leggere su Wattpad a questo link: Senza nessun futuro.

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Libri letti nel mese di Ottobre 2015, #4

Ecco l’ultimo gruppo dei libri che ho letto in questo mese; non manca nemmeno stavolta un romanzo della saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

Le notti di Reykjavik, Arnaldur Indridason

(titolo originale Reykjavikurnætur, trad. Alessandro Storti)
In questo romanzo l’autore racconta una delle prime indagini di Erlendur, il poliziotto che è protagonista di alcuni altri suoi gialli. Erlendur opera con altri due colleghi nel turno di notte della stradale e con oro risolve casi solitamente non troppo rilevanti. Si imbatte però nella morte di un senzatetto che aveva conosciuto per strada e non si contenta della spiegazione che vuole l’uomo affogato perché ubriaco. Così procede con un’indagine personale per scoprire alla fine la verità. Il personaggio di Erlendur è interessante, molto umano, come negli altri romanzi in cui compare, ma la storia è a io avviso troppo lenta e troppo densa di piccoli casi che non riguardano la trama principale; certo, hanno un senso per rendere l’ambientazione e il modo di trascorrere le giornate e le notti de protagonista, ma complessivamente appesantiscono un po’.

I guerrieri del ghiaccio, George R.R. Martin

(titolo originale A Dance with Dragons – Book Fifth of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri e G. L. Staffilano)
Decimo episodio della saga, che segue le vicende di alcuni dei personaggi di cui nel nono romanzo non si era letto più niente; alcune vicende, come avverte Martin stesso all’inizio del romanzo, sono contemporanee a quelle avvenuta ad Approdo del Re e dintorni nel precedente volume. Mi pare che la narrazione sia più lenta, nel senso che si svolgono meno avvenimenti rispetto ai primi romanzi, o forse è solo il fatto che, nonostante tutto, alla fine la storia diventa un poco ripetitiva. Il fatto poi di seguire tanti personaggi fa sì che le vicende di ciascuno vengano raccontate in modo molto frammentato: in parte è il bello di questa lunga saga, in parte ne è anche il limite, dato che nessuno dei romanzi è in realtà autoconclusivo.


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In biblioteca #8

(Credo di aver tralasciato qualche prestito, comunque non è importante e poi i libri sono annotati fra quelli letti.)

Ieri ho ritirato in biblioteca altri due romanzi della saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin:

I guerrieri del ghiaccio – George R.R. Martin

I fuochi di Valyria – George R.R. Martin.


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Libri letti nel mese di Ottobre 2015, #2

Ecco un altro tris di libri che ho letto: come si può notare Le cronache del ghiaccio e del fuoco mi hanno conquistata…

I fiumi della guerra, George R.R. Martin

(titolo originale A Storm of Words – Book Three of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
Sesto romanzo della saga. Le vicende sono sempre più drammatiche e complesse; nessuno è disposto a cedere e la lealtà e l’onore non vengono premiati. Alla fine del volume trovano infatti la morte alcuni fra i personaggi principali e devo dire che in parte questo mi ha colta un po’ di sorpresa.

Il portale delle tenebre, George R.R. Martin

(titolo originale A Storm of Swords – Book Three of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
Settimo romanzo della saga. Comincio dicendo che i miei personaggi preferiti restano Arya e Jon e continuo rilevando che anche in questo episodio molti personaggi muoiono. I tradimenti si sprecano ma qualcuno si dimostra migliore di quanto sembrava all’inizio. È difficile parlare di questi romanzi senza fare spoiler, quindi non posso scrivere molto di più. Trovo ammirevole la capacità di Martin di creare un mondo così complesso con un così grande numero di personaggi e di eventi. Mi sto bevendo questi libri, ciascuno di oltre 400 pagine… una lettura che è quasi una droga…

Il dominio della regina, George R.R. Martin

(titolo originale A Feast for Crows – Book Fourth of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri e Michela Benuzzi)
In questo episodio (l’ottavo della saga) entrano in scena o assumono un ruolo di maggior rilievo alcuni personaggi che nei precedenti romanzi erano marginali, meno citati. Per il momento i nuovi non mi piacciono molto. Le vicende dei personaggi principali (quelli rimasti…) si complicano sempre di più. L’ambizione e la brama di potere e di vendetta sono sempre più diffusi.

Infine una breve citazione da un capitolo con Samwell come personaggio focale (trovo questo brano particolarmente in tema con quanto ho affermato all’inizio di questo post).

Prima di perdere la vista, l’anziano saggio del Castello Nero amava i libri quanto Samwell Tarly. E capiva in che modo a volte si potesse venir risucchiati da loro, come se ogni pagina fosse un vortice che trasporta in un altro mondo.

 

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Libri letti nel mese di Ottobre 2015, #1

Ecco i primi libri letti in Ottobre.

La regina dei draghi, George R.R. Martin

(titolo originale A Clash of Kings – Book Two of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
È il quarto episodio della saga, le guerre infuriano sempre più e altri personaggi muoiono, alleanze si rompono e si costituiscono, tutti (o quasi) bramano il potere, bramano essere l’unico re. Non mancano i tradimenti.
I miei personaggi preferiti restano Arya e Jon. Trovo particolarmente interessanti anche Tyrion e Sandor Clegane, oltre a Bran.

Tempesta di spade, George R.R. Martin

 (titolo originale A Storm of Swords – Book Three of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)
È il quinto episodio della saga, tutto procede ancora di battaglia in battaglia, di tradimento in tradimento, di fuga in fuga. Anche se questa mia frase può sembrare una critica negativa devo dire che non ho ancora trovato il romanzo ripetitivo, forse perché i personaggi sono tantissimi e anche se gli eventi che possono accadere a ciascuno sono un numero limitato (e quindi sempre quelli) le storie sono comunque diverse e avvincenti.

Questi romanzi mi intrigano a tal punto che, nonostante abbia un sacco di libri della biblioteca da leggere, sono andata a riportarli subito per prendere in prestito gli episodi sei e sette: I fiumi della guerra e Il dominio della regina.

 

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In biblioteca #6

Oggi voluminosa raccolta, in biblioteca. Ecco i titoli:

L’ombra dello scorpione – Stephen King

L’automobile, la nostalgia e l’infinito – Antonio Tabucchi

Le notti di Reykjavik – Arnaldur Indridason

Il progetto Trinity – Greg Iles

L’ultima fuggitiva – Tracy Chevalier

La regina dei draghi – George R.R. Martin

Tempesta di spade – George R.R. Martin.

Come li ho scelti? Martin perché ho iniziato a leggere tutta la saga; Chevalier perché ho letto gli altri romanzi ed è molto brava; gli altri perché mi sono capitati sotto gli occhi e, comunque, a parte Iles, conosco gli autori e solitamente mi piace quello che scrivono.


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Libri letti nel mese di Settembre 2015, #2

La seconda puntata sulle mie letture settembrine riguarda un solo romanzo.

Il regno dei lupi, George R.R. Martin

(titolo originale A Clash of Kings – Book Two of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri)

È il terzo episodio della saga e non mi sembra che ci siano molti commenti da aggiungere a quanto scritto relativamente agli altri due volumi: ai consueti protagonisti se ne sono aggiunti altri, che prima avevano ruoli minori, le battaglie infuriano e in troppi vogliono essere re, anzi il re. I miei personaggi preferiti restano Arya e Jon.

Leggendo questo terzo romanzo ho riflettuto che le vicende che si svolgono nel mondo immaginario creato da Martin e i rapporti fra i vari personaggi (alleanze leali ma molto più spesso dettate solo dalla convenienza, tradimenti, lotte) hanno dei riscontri nella realtà, basta sostituire, per esempio, a principi, lord e regine le persone che detengono il potere, politico ma soprattutto economico; ma la somiglianza si può trovare anche in piccole comunità di persone, nelle quali, in modo più e meno profondo, scorrono rivalità, predilezioni, antipatie.

Così la saga avventurosa in fondo può essere letta come una sorta di parabola su quella che è la natura umana. Cosa che, del resto, accade spesso con i romanzi.


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In biblioteca #5

Dopo aver riportato in biblioteca Spider, Follia e Il re dei giochi, qualche giorno fa ho preso in prestito:

Il regno dei lupi – George R.R. Martin

Codice beta – Michael Crichton

Ho appena finito di leggere Una lontana follia di Kate Morton (che mi è piaciuto meno de Il giardino dei segreti) e mi resta ancora L’uomo che sorrideva di Henning Mankell.

 

 

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George R.R. Martin, Il grande inverno

In questo secondo episodio della saga le tensioni che serpeggiavano fra le varie Case nobili (più e meno vicine a re Robert) in tutto il primo volume esplodono in guerre, tradimenti, assassinii.

Il destino di alcuni protagonisti si compie: qualcuno muore, a qualcuno la vita impone una svolta fondamentale.

cover Grande Inverno

Naturalmente, sia per le vicende che per l’ambientazione, ho avvertito un senso di dejavù e in qualche caso, non mi è stato difficile immaginare gli avvenimenti di cui stavo per leggere.

Ho trovato comunque il romanzo una piacevole lettura, anche se la crudeltà e l’indifferenza per la vita altrui di alcuni personaggi mi disturba (non è proprio il verbo più adatto, ma al momento non so quale altro usare), per quanto sia realistica (forse mi disturba proprio per quello, perché cose analoghe avvengono anche adesso, nella vita reale).

Continuo a pensare con interesse agli altri episodi della saga. E non ho cambiato idea sui protagonisti che preferisco.
In questo volume ho trovato una descrizione del Trono di Spade, che in effetti è un trono costruito con le spade. Eccola, è a pagina 88 (dell’edizione che ho letto). Un trono il cui aspetto fisico simboleggia molto bene le difficoltà e la crudeltà del potere.

Nel rimanere proteso in avanti, Ned Stark poteva sentire il gelo dell’acciaio contro le dita divaricate delle mani. Tra un dito e l’altro c’era una lama, punte di antiche spade che si allargavano come artigli dai braccioli del trono. Perfino dopo tre secoli, alcune di quelle lame erano ancora affilate al punto da far sgorgare il sangue. Il Trono di Spade era pieno di trappole per gli incauti. Le ballate dicevano che c’erano volute mille spade per forgiarlo, arroventate al calor bianco del respiro di fiamma di Balerion, il Terrore nero, uno dei tre mostruosi draghi di Aegon. Il lavoro di martello era durato cinquantanove giorni. Il risultato era quello scuro orrore di bordi acuminati, spirali taglienti, rostri contorti. Una sedia che poteva uccidere, e che l’aveva fatto, a credere alle leggende.