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Leggendo romance #1

Negli ultimi tempi sto leggendo molti romance e romanzi rosa. Non ho ancora ben chiara la distinzione fra i due generi, se pure ve n’è una, e, comunque, non mi sembra poi così rilevante. Diciamo che si tratta di storie che parlano soprattutto d’amore e che sono a lieto fine. Poi si potrebbe osservare che ogncover estate da ricordarei autore/autrice ha un suo genere. Di certo ciascuno/a ha un suo modo di descrivere e mostrare personaggi e situazioni, un suo linguaggio.

Sempre ultimamente ho scoperto che due fra le più note e lette autrici di romance (sintetizzo con questo termine anche se potrebbe essere non corretto, vedi sopra) sono Georgette Heyer (1902 – 1974) e Mary Balogh (1944).

Basandomi sui romanzi che per ora ho letto di queste due autrici mi sembra che siano molte le differenze fra loro.

Nelle storie della Heyer predomina l’ironia, per le convenzioni, per i modi di fare; non vi sono scene di sesso fra i protagonisti, al massimo un bacio ma solo alla fine; la storia d’amore sembra sempre appena abbozzata, cover Pedina scambiata okcome se non fosse lo scopo principale del romanzo (e, probabilmente, è così) e, in certo senso, si svela quasi solo alla fine.

Le storie della Balogh, invece, sono più legate ai sentimenti, sono più romantiche. Il sesso compare sempre, la storia d’amore si sviluppa fino dall’inizio ed è il fulcro della narrazione; naturalmente è contrastata, quasi sempre dai protagonisti stessi.

In certo senso e con tutte le eccezioni del caso, mi viene spontaneo paragonare le differenze fra queste due autrici alle differenze che ho riscontrato fra Jane Austen e Charlotte Bronte e che mi è balzata agli occhi in modo particolare una volta in cui ho letto uno di seguito all’altro, un romanzo della Austen e subito dopo Jane Eyre.

I romanzi che ho letto di queste scrittrici e che sono tutti ambientati nel periodo Regency e dintorni (di alcuni ho annotato sul blog le mie impressioni di lettura)

di Georgette Heyer

Rosa d’aprile
Il gioco degli equivoci
Matrimonio alla moda
L’incantevole Amanda
La pedina scambiata
Belinda e il duca

di Mary Balogh

Signora del suo cuore
Il celebre libertino
L’ultimo valzer
Una promessa d’amore
Un’estate da ricordare
Incidente d’amore (serie Bedwin #2)
Una lady scandalosa (serie Bedwin #3)
La tentatrice (serie Bedwin #4)
Il duca di ghiaccio (serie Bedwin #6)
Sposa per contratto
Una dolce vendetta
La dama col mantello
Passione proibita
La melodia del cuore
Senza cuore

 

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In biblioteca #32

Altro giro altra corsa… avevo prenotato alcuni libri e, visto che erano disponibili, oggi sono andata a prenderli. Mutis l’ho scelto perché era citato da Larsson e perché un lettore del blog li ha espressamente consigliato questo romanzo.

L’ultimo scalo del Tramp Steamer – Alvaro Mutis

Il gioco degli equivoci – Georgette Heyer

Rosa d’aprile – Georgette Heyer

 

 

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Un’estate da ricordare – Mary Balogh * impressioni di lettura

(Titolo originale “A Summer to Remember”, Traduzione di Jordanit Ascoli e Roberto Marini; originale pubblicato nel 2002; edizione italiana da me letta del 2007)

cover estate da ricordare

Un romance ambientato in Inghilterra agli inizi dell’Ottocento, una storia non particolarmente originale ma resa interessante dal modo di raccontarla e dai personaggi, soprattutto i protagonisti, che sono ben disegnati e sufficientemente credibili, come credibile è lo sviluppo del sentimento che nasce fra loro.

Una piacevole lettura, insomma.

È il primo romanzo che leggo di questa autrice e mi è venuto spontaneo fare un confronto con altre mie recenti letture, ovvero alcuni romanzi di Georgette Heyer. Questa seconda autrice, a mio parere e limitatamente ai libri che ho letto, costruisce trame più intrecciate, spesso da commedia degli equivoci, da cui l’aspetto sentimentale e le emozioni sono tenuti al di fuori per lasciare maggiore spazio all’ironia e ai colpi di scena.

In questa storia di Mary Balogh è invece più facile e immediato immedesimarsi nei protagonisti o, per lo meno, sentirsi ad essi più vicini.

 

 

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Due romanzi di Georgette Heyer * impressioni di lettura

I romanzi in questione sono:

Matrimonio alla moda (Titolo originale “The Convenient Marriage”, Traduzione di Anna Luisa Zazo; originale pubblicato nel 1934; edizione italiana da me letta del 2005)

e

L’incantevole Amanda (Titolo originale “Sprig Muslin”, Traduzione di Gigliola Foglia; originale pubblicato nel 1956; edizione italiana da me letta del 2005).

Scrivo un unico breve articolo in quanto le impressioni riportate nella lettura di entrambi questi romanzi, e degli altri due su cui ho già pubblicato i miei commenti (qui e qui), sono pressoché le stesse.Cover Heyer - matrimonio alla moda

Direi che la nota dominante è l’ironia: raccontando le vicende, spesso un po’ al limite dell’impossibile, dei suoi personaggi prende garbatamente in giro convenzioni e abitudini del periodo storico in cui sono ambientati i suoi romanzi.

Una volta la scusa è l’adolescente fuggita di casa perché il nonno, suo tutore, non vuole che sposi il maggiore di brigata di cui è innamorata: le bugie raccontate dalla giovane generano una serie di incontri e avvenimenti anche avventurosi.

Un’altra volta è una giovane sposa con il vizio del gioco a infilarsi in una serie di guai e a temere di perdere la benevolenza del marito.

Al di là delle trame, come dicevo, è il modo di descrivere i personaggi e di disegnare le scene a sortire l’effetto di divertenti e argute commedie.

Credevo che i romanzi regency della Heyer fossero dei rosa, ma lo sono, appunto, intendendoli come “commedie rosa”, come lo sono certi film americani degli anni Cinquanta e Sessanta: le storie d’amore sono appena accennate e restano sullo sfondo delle altre vicende.

Leggerò altri romanzi di questa autrice, che ha scritto anche diversi gialli.

 

 

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In biblioteca #29

Come ho scritto i romanzi della Heyer mi sono piaciuti e così ne ho presi altri; ad essi si sono aggiunti tre “gialli”.

La lettrice scomparsa – Fabio Stassi

I delitti di via Medina-Sindonia – Santo Piazzese

Un segreto non è per sempre – Alessia Gazzola

Matrimonio alla moda – Georgette Heyer

L’incantevole Amanda – Georgette Heyer.

 

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La pedina scambiata – Georgette Heyer * impressioni di lettura

(Titolo originale “These Old Shades” (traduzione letterale del titolo: Queste vecchie ombre), Traduzione di Anna Luisa Zazo; originale pubblicato nel 1926; l’edizione italiana da me letta è del 1972).

cover Pedina scambiata ok

Anche in questo romanzo il protagonista è un duca, ma ben diverso dal personaggio di “Belinda e il duca”: oltre ad essere più maturo (vicino ai quaranta) ha una reputazione davvero terribile, tanto che viene chiamato Satana. Justin, duca di Avon – questo il suo nome – una notte si imbatte in un ragazzo maltrattato dal fratello e lo compra. Ne fa il suo paggio, poi, dato che il bruco in realtà è una farfalla, si assume l’onere della sua educazione. Il motivo iniziale del suo interesse per il ragazzo è la possibilità di potersi, per mezzo suo, vendicare di una vecchia offesa. Questa, in estrema sintesi, la trama.

Ho scritto che il protagonista è il duca, ma questo è vero solo per metà: infatti il ragazzo divide con lui la scena. Vi sono poi diversi altri personaggi, tutti ben disegnati e non scontati.

La storia è un gradevole cocktail: avventure, un piccolo mistero sulla nascita del ragazzo, del rosa diffuso. Anche qui ho ritrovato delle note ironiche che, immagino, siano un po’ un tratto distintivo di questa scrittrice.

Le descrizioni di ambienti e costumi sono ricche di particolari ma mai noiose. Insomma, leggerò altri romanzi di Georgette Heyer.

 

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Belinda e il duca – Georgette Heyer * impressioni di lettura

(Titolo originale “The Foundling” (traduzione letterale del titolo: La trovatella), Traduzione di Anna Luisa e Lidia Zazo; originale pubblicato nel 1948; edizione italiana da me lettacover Belinda e il duca ok del 1982)

È il primo libro di Georgette Heyer che ho letto. Mi aspettavo un rosa e invece è una storia di formazione, garbatamente ironica e divertente.

 

Un giovane duca, apparentemente troppo timido e incapace di badare a se stesso senza uno stuolo di servitori nonché di prendere decisioni senza il consiglio (ovvero la volontà) dello zio che ne è il tutore, trova il modo per vivere qualche giorno in incognito e da solo. In questo breve tempo incontra vari personaggi, uno dei quali è appunto Belinda, la trovatella del titolo, e vive diverse avventure, dando prova di sapersela cavare egregiamente in tutte le situazioni e a suo modo.

Una lettura davvero piacevole.

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In biblioteca #28

Nuovo giro in biblioteca (ne faccio meno perché sto leggendo molti ebook e pochi cartacei, dato che da un paio di mesi ho sottoscritto l’abbonamento Kindle Unlimited).

Ho preso questi libri:

Va’, metti una sentinella – Harper Lee
La pedina scambiata – Georgette Heyer
Belinda e il duca – Georgette Heyer.

Ho già letto le prima pagine del romanzo di Harper Lee e mi ha subito attratta. Vi saprò dire.