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Intervista a Elena Torre, autrice di “UN BAMBINO A BLOOMSBORY”

Ecco la seconda intervista a un’autrice che ha scritto un libro per la collana I Gufi de Il Villaggio Ribelle di David and Matthaus: Elena Torre, la cui storia parla della grande scrittrice e intellettuale Virginia Woolf. Si tratta di “Un bambino a Bloomsbory“.

Elana Torre foto uff

Ciao, Elena. Perché hai scelto Virginia Woolf?

Ho incontrato Virginia Woolf relativamente tardi non avendo studiato inglese a scuola, quindi quando sono ‘incappata’ in Momenti di Essere, una sua raccolta di racconti brevi, sono rimasta incantata e piacevolmente sorpresa. Lo stupore e la meraviglia che mi hanno procurato le sue storie hanno acceso un fuoco che ad oggi non si è ancora spento. Credo di aver recuperato il tempo perso leggendo la sua opera completa, ma il rammarico di non averla incontrata prima mi è rimasto. Così, quando Sara Cerri mi ha proposto di scrivere di un personaggio che mi sarebbe piaciuto far conoscere ai più piccoli non ho avuto dubbi…

Cosa pensi possa risultare più attraente/interessante per un bambino nel personaggio di Virginia?

Il coraggio che ha dimostrato, la sua voglia di emanciparsi, di prepararsi per raggiungere il sogno di diventare una scrittrice. Il fatto che fosse una donna in una società dominata dagli uomini e che, con coraggio, abbia trovato la propria voce ed abbia avuto la forza di abbattere molti tabù sociali e culturali che permeavano la sua epoca.

Cosa sarebbe bello che un bambino prendesse ad esempio?

La curiosità che Virginia aveva per il mondo, il suo sguardo analitico e disincantato, la capacità critica unita alla voglia di sognare e adoperarsi per costruire un futuro migliore. La bellissima abitudine che aveva di discutere con i suoi amici intellettuali sulla realtà che li circondava alla ricerca di soluzioni concrete, fondate sulla cultura e sulla conoscenza.

C’è qualche elemento che riguarda Virginia su cui hai posto l’accento nella tua storia?

Il circolo di Bloomsbory ha un ruolo centrale perché ritengo che solo dal confronto possano emergere soluzioni condivise, l’intellettuale dell’epoca aveva un ruolo e forniva una alternativa al potere, lo scambio di idee faceva nascere progetti, libri, correnti di pensiero di cui ancora oggi sentiamo l’influenza.

Cosa vorresti che suscitasse in un giovane lettore questo tuo libro?

Mi piacerebbe che i giovani lettori capissero l’importanza di credere in se stessi e non si lasciassero condizionare troppo dal giudizio altrui, che comprendessero il ruolo dello studio e della lettura come strumenti di crescita, mezzi capaci di aprire molte finestre su mondi diversi e lontani, che sempre donano o dovrebbero donare diversi punti di vista sulle cose.

 Perché scrivere una storia per bambini? È la prima volta?

Ho dedicato ai più piccoli anche il mio precedente libro, Storie dei Cinque Elementi, scritto a quattro mani con Anna Marani e pubblicato da Darwin Edizioni e Romano Editore, un libro di favole per grandi bambini e bambini grandi, un viaggio negli elementi per sensibilizzare le bambine, i bambini e non solo alla salvaguardia dell’ambiente, all’integrazione, al rispetto, alla pace e molti altri grandi temi. Un progetto importante illustrato da Iole Eulalia Rosa con il patrocinio del WWF e di Cuamm Medici con L’Africa, un libro con un doppio cd dove le storie sono state lette da personaggi del mondo della musica, della televisione, dello spettacolo: Fiorello, Giorgia, Elisa, Aldo, Giovanni e Giacomo, solo per dirne alcuni.

Hai altri progetti per bambini-ragazzi?

Non mettiamo limiti alla provvidenza, se mi verranno proposti progetti per ragazzi e bambini capaci di farmi innamorare sicuramente li accoglierò volentieri. In ogni nuovo viaggio letterario che intraprendo l’entusiasmo non deve mai mancare…

Ciao, Elena. Grazie e molti auguri per le tue storie.

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Carolina Lucrezia, William e le stelle

Perché Carolina Lucrezia Herschel

Quando la scrittrice Sara Cerri mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto scrivere la storia di un personaggio famoso per la nuova collana di libri per bambini e ragazzi I Gufi delle edizioni Il Villaggio Ribelle di cui lei è curatrice, ho risposto subito di sì.

Ci sono tanti personaggi, in particolare femminili, di cui mi piacerebbe raccontare a bambini e ragazzi e ho colto al volo l’occasione di dare voce a uno di questi.

La mia scelta è caduta su Carolina Lucrezia Herschel e, conseguentemente, su suo fratello William. Avevo letto qualcosa della biografia di questa astronoma perché sono molto interessata alla storia delle donne che si sono dedicate alla scienza, soprattutto nei tempi passati, quando queste discipline erano considerate inadatte alla mente femminile. Il fatto che non potessero studiare come i maschi, non potessero frequentare le università mi suscita sempre una grande rabbia. Forse adesso queste cose sembrano quasi inconcepibili (almeno nei paesi occidentali), però è bene ricordare che il diritto di voto alle donne è stato concesso, tranne pochissime eccezioni, solo nell’ultimo secolo e in Italia solo nel 1945.

Ma sto divagando…

Carolina Lucrezia cope

 

Torniamo alla storia dei fratelli astronomi

Volevo trovare un tono e un tipo di narrazione che fosse adatto a lettori molto giovani, che certo non poteva esaurirsi in un’esposizione di fatti e scoperte: pensando a un approccio adatto nella mia fantasia si è presentata Lucrezia, una bambina di quinta elementare che deve svolgere una ricerca su un personaggio storico che abbia il suo stesso nome e vorrebbe farla su una scienziata, ma non ne conosce alcuna. Una laureanda sua amica le suggerisce Carolina Lucrezia Herschel e inizia a parlarle di lei. Lucrezia si addormenta al suono della voce della studentessa e sogna proprio Carolina Lucrezia Herschel: la storia dei due fratelli astronomi e delle loro scoperte si snoda così attraverso un dialogo fra le due, la bambina pone domande alla scienziata che risponde, racconta e le mostra come osservare il cielo e le stelle con il telescopio.

 Carolina Lucrezia cope quarta

Suscitare curiosità

Il mio intento è stato molteplice: divertire e interessare i lettori e, possibilmente, destare curiosità, perché secondo me è questa la missione principale dei libri; devono narrare, fornire qualche risposta ma soprattutto suscitare curiosità e dare l’avvio a nuove ricerche e nuove letture. Leggere è un viaggio nella conoscenza e nella vita e ogni libro, anche piccolo, dovrebbe essere un passo di questo cammino.

Non esistono, per fortuna, libri che danno solo risposte o, peggio, tutte le risposte: se così fosse, una volta letto quel libro, non avremmo più niente da cercare! I libri migliori, secondo me, sono quelli che accendono nella mente domande su domande.

Lo so, non ho svelato molto sul mio racconto… spero comunque di aver suscitato un po’ di curiosità.