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George R.R. Martin, Il grande inverno

In questo secondo episodio della saga le tensioni che serpeggiavano fra le varie Case nobili (più e meno vicine a re Robert) in tutto il primo volume esplodono in guerre, tradimenti, assassinii.

Il destino di alcuni protagonisti si compie: qualcuno muore, a qualcuno la vita impone una svolta fondamentale.

cover Grande Inverno

Naturalmente, sia per le vicende che per l’ambientazione, ho avvertito un senso di dejavù e in qualche caso, non mi è stato difficile immaginare gli avvenimenti di cui stavo per leggere.

Ho trovato comunque il romanzo una piacevole lettura, anche se la crudeltà e l’indifferenza per la vita altrui di alcuni personaggi mi disturba (non è proprio il verbo più adatto, ma al momento non so quale altro usare), per quanto sia realistica (forse mi disturba proprio per quello, perché cose analoghe avvengono anche adesso, nella vita reale).

Continuo a pensare con interesse agli altri episodi della saga. E non ho cambiato idea sui protagonisti che preferisco.
In questo volume ho trovato una descrizione del Trono di Spade, che in effetti è un trono costruito con le spade. Eccola, è a pagina 88 (dell’edizione che ho letto). Un trono il cui aspetto fisico simboleggia molto bene le difficoltà e la crudeltà del potere.

Nel rimanere proteso in avanti, Ned Stark poteva sentire il gelo dell’acciaio contro le dita divaricate delle mani. Tra un dito e l’altro c’era una lama, punte di antiche spade che si allargavano come artigli dai braccioli del trono. Perfino dopo tre secoli, alcune di quelle lame erano ancora affilate al punto da far sgorgare il sangue. Il Trono di Spade era pieno di trappole per gli incauti. Le ballate dicevano che c’erano volute mille spade per forgiarlo, arroventate al calor bianco del respiro di fiamma di Balerion, il Terrore nero, uno dei tre mostruosi draghi di Aegon. Il lavoro di martello era durato cinquantanove giorni. Il risultato era quello scuro orrore di bordi acuminati, spirali taglienti, rostri contorti. Una sedia che poteva uccidere, e che l’aveva fatto, a credere alle leggende.


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In biblioteca #3

Insomma, ho dovuto riportare in biblioteca tre libri di cui due non ancora letti (certo non erano quelli che mi interessavano di più), ovvero “L’accademia dei sogni” di William Gibson e “La strada per Itaca” di Ben Pastor.

Invece ho letto e apprezzato Il trono di spade di George R.R. Martin, su cui ho scritto un breve commento.

Ho preso il secondo episodio della saga di Martin e così al momento i libri della biblioteca che ho sono:

Il grande inverno – George R.R. Martin

Il giardino dei segreti – Kate Morton, che ho appena iniziato ma di cui ho sospeso la lettura per passare a un ebook (un lungo giallo), di cui scriverò qualcosa appena l’avrò finito.


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Libri letti nel mese di Luglio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Luglio.

Il trono di spade, George R.R. Martin

(titolo originale A game of Thrones – Book one of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri) Un romanzo che quasi tutti conoscono, come tale o in una sua forma derivata e di cui ho scritto qualcosa qui.

Omicidi all’ombra del Vaticano: i delitti delle catacombe, Flaminia Mancinelli

Un thriller che è molto di più di un’avvincente storia di delitti e indagini, è un racconto complesso e ben sviluppato, nonché ben scritto, che offre molteplici spunti di riflessione su argomenti importanti e talvolta difficili, trattati dall’autrice con chiarezza e con misura. A me è piaciuto molto, tanto che gli ho dedicato un intero articolo, questo.

Il giardino dei segreti, Kate Morton

(titolo originale The forgotten garden, trad. di Alessandra Emma Giagheddu) La storia di tre donne, legate da vincoli di parentela e appartenenti a tre diverse generazioni, un mistero legato alle origini di una di loro: un romanzo intrigante, in cui una delle protagoniste scrive fiabe che, per mezzo di simboli, raccontano molto delle sue vicende. Dall’Australia alla Cornovaglia, alla ricerca della verità, nascosta, forse, in un cottage ricevuto in eredità dalla nonna e nel suo giardino. Ho letto questo libro incuriosita dalla recensione pubblicata sul blog thelarkandtheplunge e il romanzo non mi ha delusa.

Trascrivo un breve passaggio, sulla scrittura, perché lo condivido. (da pag.349)

Anzi, più scriveva e più le idee le si affollavano in testa premendo per uscire. Non sapeva se i suoi racconti fossero belli ma in realtà non le importava molto. Erano suoi, e il fatto di metterli per iscritto in un certo senso li rendeva veri. I personaggi che nascevano nella sua mente, una volta trasferiti sulla pagina, diventavano audaci e assumevano vezzi che lei non sospettava, dicevano cose di cui lei non era al corrente, adottavano comportamenti imprevedibili.

Il grande inverno, George R.R. Martin

(titolo originale A game of Thrones – Book one of a Song of Ice and Fire, trad. Sergio Altieri) Il secondo episodio della famosa saga. Bevuto in due-tre giorni. Ne ho scritto qualcosa qui.

Il canto della balena, Corrado Sobrero

Un romanzo che sembra una favola, una leggenda ma che ha più livelli di lettura. Una scrittura dal ritmo musicale, originale e molto poetica ma al tempo stesso immediata. Un testo che si legge tutto d’un fiato e a cui ho dedicato questo articolo.

Wandering among the stars – Vagabondando fra le stelle, Wirton Arvel

Una raccolta di poesie sui temi universali, come la Poesia stessa, l’Amore, la Morte, proposte al lettore insieme a brevi brani in prosa che talvolta spiegano le motivazioni dell’autore e talvolta approfondiscono gli argomenti trattati. Il risultato è una sorta di racconto e al tempo stesso un insieme di riflessioni sul significato della vita che personalmente ho trovato in buona parte condivisibili. Un testo piacevole e anche profondo, ma mai pedante né noioso; un testo dalla forma originale per un’esperienza di lettura interessante, che vale la pena fare.
L’edizione bilingue, fornendo la possibilità di leggere il testo anche in inglese, si rivela utile per il lettore italiano che vuole esercitarsi in questa lingua (e viceversa per quello di lingua inglese).

Kafra il magnifico: caccia al mago, Mala Spina

Raccontato in terza persona ma dal punto di visto di Jelicho, un simpatico furfante di mezza età, cacciatore di taglie e mercenario, che associazioni di suoi simili e guardie vorrebbero morto. Come altri (troppi) anche Jelicho si mette sulle tracce di Kafra, una sorta di mago seduttore e, ovviamente, imbroglione, con una strana facoltà: sembra non morire mai. Il racconto è ben scritto, l’ambientazione ben disegnata; la storia avvincente e tratteggiata con ironia.

In prima persona singolare, Cristiana Pivari

Buoni racconti, una panoramica di personaggi alla ricerca di se stessi, una ricerca che ciascuno fa a suo modo e con mezzi diversi. La scrittura è fluida, il linguaggio si adatta ai vari personaggi, che sono tutti ben descritti e ben caratterizzati psicologicamente.

Amanda, Giovanni Rispo

Una seduta spiritica libera Madame Belard, uno spirito malvagio in grado di possedere il corpo e comandare la volontà di una ragazza, costringendola a uccidere. Sulle tracce della ragazza la polizia e una medium che vorrebbe aiutarla e che ha già incontrato Madame Belard. Si tratta del primo episodio di una saga e i punti che alla fine del romanzo restano in sospeso sono, ovviamente, molti. La scrittura è un po’ acerba, alcune parti andrebbero a mio parere maggiormente approfondite.

Post concluso, Luglio è finito.