Pubblicato in: Scrittura

Scrittura creativa: il blocco dello scrittore

Scrivere è anche, spesso, un esercizio di volontà. Perché una bella idea per diventare una storia, sviluppata in tutte le sue parti, deve essere messa nero su bianco (penna o tastiera non fa differenza) e questo è fatica, applicazione, impegno. È anche soddisfazione, certo, quando riusciamo a mettere la parola fine perché davvero abbiamo detto tutto quello che volevamo e come volevamo.

Strasburgo libreria Gallimard

Ma che succede quando le belle idee scarseggiano? quando, dopo aver buttato giù decine di pagine l’ispirazione sembra scomparsa e ci blocchiamo?

Il blocco dello scrittore può capitare a chiunque, anche a chi non mette giù una parola fino a che non ha pianificato l’intera trama, perché può non riuscire la descrizione di una scena o di un personaggio anche se sappiamo esattamente cosa deve succedere.

Come risolvere il problema se si presenta? Immagino che ogni scrittore abbia dei suoi metodi, come ognuno ha il suo metodo per scrivere. Nel seguito proporrò alcuni dei miei, un breve elenco che può servire come spunto; forse li troverete banali, ma a me sono stati d’aiuto.

  • La scrittura automatica, o meglio, più precisamente, una scrittura libera: iniziamo a scrivere partendo da una parola o da una frase e proseguiamo cercando di non pensare ma lasciando che sia la mano a tracciare parole il più possibile a insaputa della nostra parte razionale (a breve pubblicherò un articolo meno sintetico per spiegare meglio cosa intendo). In questo modo si dovrebbero/potrebbero liberare dei pensieri che bloccano la vena creativa. (Secondo me funziona sostanzialmente con carta e penna, la tastiera è un mezzo un po’ meno adatto alla spontaneità.)

  • La lettura di testi del genere di quello che stiamo scrivendo, ovviamente di altri autori; forse meglio ancora la rilettura di testi che ci hanno colpiti particolarmente: ci mette la voglia di scrivere e con quella, spesso, si supera il blocco.

  • La rilettura di altri nostri testi già finiti e di cui siamo sufficientemente soddisfatti: è un incoraggiamento (ci siamo riusciti allora, ci riusciremo ancora) ed è anche un modo per rimettersi in contatto con la nostra vena creativa.

  • Fare qualcosa di completamente diverso, una fatica fisica impegnativa; può essere ridipingere le pareti di una stanza, una lunga passeggiata, un paio d’ore del nostro sport preferito. Qualcosa che liberi la mente dai pensieri e quindi anche dai pensieri negativi come quello “non so come andare avanti”.

Ci sono altri modi, oltre a questi. Voi che suggerimenti offrireste? (magari evitate il “Lascia perdere, meno male che ti si bloccato”… 😉 )

Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #13

Il grande sonno

Anche quella mattina, mentre aspettava che l’auto davanti alla sua avesse finito di fare il pieno, Laura cercò di sbirciare il titolo del libro che il benzinaio aveva appoggiato sul ripiano vicino alla pompa: era aperto, con la copertina in su, ma troppo lontano perché potesse vederlo.

A volte giocava con se stessa, tentando di indovinare il titolo o almeno l’autore o il genere dei libri che vedeva leggere dalle persone che non conosceva: in fondo era un po’ il suo mestiere individuare il corretto abbinamento e in effetti spesso, quando aveva la possibilità di verificarle, le sue ipotesi si rivelavano giuste.

Appena fu il suo turno porse la chiave del serbatoio al giovanotto:

Venti euro, per favore.”

Fu subito dopo, al momento di pagare, mentre gli porgeva con due biglietti da dieci, che udì, stupita, la sua voce chiedere:

Cosa sta leggendo? Anche a me piace molto leggere.”

Un giallo, o qualcosa del genere. Di un americano.”

Le mostrò la copertina.

Il grande sonno di Raymond Chandler. Lo conosco, mi piace.”

L’ho appena iniziato.”

Il sopraggiungere di una station wagon la costrinse ad andarsene senza darle il tempo di rispondere, ma non le spiacque, anzi, si sentì sollevata. Era pentita per quella domanda che le era sfuggita dalle labbra, inopportuna e imbarazzante: lui avrebbe potuto credere che lei tentasse di attaccare discorso. Le aveva risposo in modo educato ma laconico, era chiaro che non gli interessava fare conversazione con lei. In realtà nemmeno lei intendeva fermarsi a chiacchierare: voleva solo un titolo. Si sentì ridicola ed essere fuggita grazie all’arrivo dell’altra auto non era una consolazione sufficiente.

Per tutto il giorno il pensiero di quel breve dialogo continuò a disturbarla, tanto le era poco abituale rivolgere la parola a una persona che non conosceva, se non per un motivo più che giustificato. Si domandò più e più volte cosa aveva pensato il benzinaio di lei, di sicuro non aveva creduto che quella grassona fosse davvero curiosa di sapere quale libro stesse leggendo. Cercò di consolarsi al pensiero che, di solito, gli altri si interessano a noi molto meno di quanto si immagina o si teme: probabilmente lui aveva già dimenticato l’episodio, se pure gli aveva prestato attenzione.

Prima di tornare a casa Laura non riuscì a non prendere in prestito Il grande sonno, erano passati diversi anni da quando l’aveva letto e non lo ricordava abbastanza bene. Ma abbastanza bene per cosa? si domandò uscendo dalla biblioteca con il tascabile in mano. Preferì non azzardare una risposta.


Pubblicato in: Riflessioni, Uncategorized

Liebster Award 4.0

Liebster award

Ciao a tutti, ringrazio moltissimo https://thelarkandtheplunge.wordpress.com/, ovvero Francesca Raviola e Chiara Mitton per questa nomination, di cui riporto qui le regole:

  • Ringraziare il blog che ti ha nominato

  • Rispondere a 10 domande

  • Scegliere 10 blog da nominare

  • Porre 10 domande

  • Comunicare la nomina ai 10 blog scelti

Lo scopo è farsi conoscere e aiutare altri a fare lo stesso: trovo che sia un’idea carina.

Ecco le mie risposte alle domande di Francesca e Chiara:

1   Quanto metti di te stessa/o nel blog? Pensi mai a come ti immagina chi ti legge?

Quando scrivo sono sincera, però evito gli aspetti più personali, perché ritengo che siano troppo privati. Di solito non penso a come mi possa immaginare un lettore. Spero solo che non si annoi. Forse, però, forse mi piacerebbe che mi immaginasse diversa da come sono.

2   Non provi un po’ di nostalgia quando scrivi, pensando che una volta lo si faceva su diari e fogli sparsi, che poi vengono ritrovati secoli dopo e diventano così incredibilmente affascinanti?

Quello che scrivo sul blog o comunque in rete sui social lo considero “pubblicabile”. Il vero diario per me è un’altra cosa: per me, solo per me, scrivo ancora, a volte, su carta.

3   Pensi di essere in grado di lasciare un segno indelebile del tuo passaggio in questo mondo?

Spero di lasciare un ricordo abbastanza buono nelle persone che contano per me. Non certo di più.

4   Credi che le mie prime tre domande siano troppo serie? Ne vorresti una un po’ più light (la prossima ti lascerà senza parole)?

Mi piacciono le cose serie.

5   Appartieni a quale di queste categorie? Prima categoria, ho letto le 50 sfumature per poterlo criticare e ora lo critico a man bassa; seconda, ti pare che leggo quella roba? terza, di cosa stai parlando? (mi rifiuto di inserire una categoria per quelli a cui è piaciuto, non ce la posso fare, mi dispiace)

Appartengo senza dubbio alla seconda, e con cognizione di causa, dato che ho scorso 3-4 pagine del libro che aveva avuto, di nascosto, mia figlia in prestito da un’amica. Lasciamo perdere… se si pensa poi che è stato scritto da una donna…

6   Se potessi scegliere di cambiare il finale di un libro, quale cambieresti?

In questo momento non me ne viene in mente nessuno. Però nel corso degli anni nella mia immaginazione ne ho cambiati innumerevoli.

7   Greci o Troiani?

Troiani.

8   Immagina di avere la possibilità di essere per un giorno un’altra persona. Chi saresti?

Un grande matematico.

9   Chi sono i tuoi modelli di vita? Valgono anche i personaggi di finzione.

Ci sono persone e personaggi che ammiro, ma non ho veri e propri modelli. Credo di non averne mai avuti, anche se, probabilmente, a livello inconscio ne abbiamo tutti.

10  Qual è una categoria di persone che proprio non sopporti e con cui non riusciresti ad avere uno scambio di opinioni?

Le persone con cui non si può parlare perché non vogliono ascoltare.

Nomination:

http://blog-in-tour.blogspot.it/

http://chiacchieredistintivorb.blogspot.it/

http://paginesporche.blogspot.it/

http://questepagine.blogspot.it/

http://fiumegiallo.blogspot.it/

http://www.leggereonline.com/

https://wwayne.wordpress.com/

http://keihrapalevi.blogspot.it/

https://pensierifusi.wordpress.com/

https://scimmiealouatta.wordpress.com/

Ed ecco le mie domande, che temo non risulteranno troppo originali:

  1. Ti piace leggere? Perché?
  2. Qual è il tuo genere di musica preferito?
  3. Perché tieni un blog (o più di uno)?
  4. Una/uno dei personaggi di romanzi che preferisci e perché la/lo preferisci.
  5. Cosa cerchi in un libro? Ovvero: cosa significa per te leggere?
  6. Un luogo dove ti piacerebbe vivere.
  7. I valori che per te sono più importanti.
  8. A cosa pensi quando guardi il cielo, possibilmente stellato, di notte?
  9. Cosa cambieresti di te?
  10. I social network: pro o contro? O, meglio, quanto pro e quanto contro?

E, dunque, buone risposte a tutti.

 

 

Pubblicato in: Citazioni, Libri

Curarsi con i libri, Ella Berthoud e Susan Elderkin

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno

«Qualunque sia il vostro disturbo, la nostra ricetta è semplice: un romanzo (o due), da prendere a intervalli regolari».

A cura di Fabio Stassi

Traduzione dall’inglese di Roberto Serrai

Titolo originale: “The novel cure”

Editore: Sellerio.

 

Un piacevole e interessante elenco ragionato di suggerimenti su romanzi da leggere, raccolti secondo una logica originale: quella dei disturbi, sia fisici che psicologici, che potrebbero essere guariti dalle letture adatte.

Forse leggendo non si guarisce da tutti i malanni ma di sicuro ci si immerge almeno per un po’ in un altro mondo.

In questo volume ho incontrato vecchi amici (libri che ho letto e amato, cioè) e poi mi sono annotata un bel numero di spunti per future letture, sperando di trovare il tempo per potermici dedicare.

Concludo con una citazione dall’introduzione delle due autrici:

«Vivere senza letteratura significa perdere l’occasione di vivere arricchendosi delle lezioni di coloro che hanno percorso questa via prima di noi».

Pubblicato in: I miei libri, Libri

Carolina Lucrezia, William e le stelle

Perché Carolina Lucrezia Herschel

Quando la scrittrice Sara Cerri mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto scrivere la storia di un personaggio famoso per la nuova collana di libri per bambini e ragazzi I Gufi delle edizioni Il Villaggio Ribelle di cui lei è curatrice, ho risposto subito di sì.

Ci sono tanti personaggi, in particolare femminili, di cui mi piacerebbe raccontare a bambini e ragazzi e ho colto al volo l’occasione di dare voce a uno di questi.

La mia scelta è caduta su Carolina Lucrezia Herschel e, conseguentemente, su suo fratello William. Avevo letto qualcosa della biografia di questa astronoma perché sono molto interessata alla storia delle donne che si sono dedicate alla scienza, soprattutto nei tempi passati, quando queste discipline erano considerate inadatte alla mente femminile. Il fatto che non potessero studiare come i maschi, non potessero frequentare le università mi suscita sempre una grande rabbia. Forse adesso queste cose sembrano quasi inconcepibili (almeno nei paesi occidentali), però è bene ricordare che il diritto di voto alle donne è stato concesso, tranne pochissime eccezioni, solo nell’ultimo secolo e in Italia solo nel 1945.

Ma sto divagando…

Carolina Lucrezia cope

 

Torniamo alla storia dei fratelli astronomi

Volevo trovare un tono e un tipo di narrazione che fosse adatto a lettori molto giovani, che certo non poteva esaurirsi in un’esposizione di fatti e scoperte: pensando a un approccio adatto nella mia fantasia si è presentata Lucrezia, una bambina di quinta elementare che deve svolgere una ricerca su un personaggio storico che abbia il suo stesso nome e vorrebbe farla su una scienziata, ma non ne conosce alcuna. Una laureanda sua amica le suggerisce Carolina Lucrezia Herschel e inizia a parlarle di lei. Lucrezia si addormenta al suono della voce della studentessa e sogna proprio Carolina Lucrezia Herschel: la storia dei due fratelli astronomi e delle loro scoperte si snoda così attraverso un dialogo fra le due, la bambina pone domande alla scienziata che risponde, racconta e le mostra come osservare il cielo e le stelle con il telescopio.

 Carolina Lucrezia cope quarta

Suscitare curiosità

Il mio intento è stato molteplice: divertire e interessare i lettori e, possibilmente, destare curiosità, perché secondo me è questa la missione principale dei libri; devono narrare, fornire qualche risposta ma soprattutto suscitare curiosità e dare l’avvio a nuove ricerche e nuove letture. Leggere è un viaggio nella conoscenza e nella vita e ogni libro, anche piccolo, dovrebbe essere un passo di questo cammino.

Non esistono, per fortuna, libri che danno solo risposte o, peggio, tutte le risposte: se così fosse, una volta letto quel libro, non avremmo più niente da cercare! I libri migliori, secondo me, sono quelli che accendono nella mente domande su domande.

Lo so, non ho svelato molto sul mio racconto… spero comunque di aver suscitato un po’ di curiosità.