Intervista a Sergio Bertoni

Dopo diversi mesi pubblico una nuova intervista a un bravo autore self, Sergio Bertoni. I suoi scritti sono pubblicati sia in formato ebook che cartaceo sullo store di amazon. Oltre a testi di narrativa, Sergio ha pubblicato anche un interessantissimo saggio su Candida: La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in: “CANDIDA” di George Bernard Shaw, che analizza in modo approfondito quest’opera di Shaw e che ho apprezzato molto.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo?

Sembra una domanda facile, ma non lo è. Quando ero ragazzo avevo molta fantasia, mi piaceva disegnare e creare delle storie a fumetti per divertire i miei fratelli più piccoli, e mi piaceva scrivere racconti fantastici, poesie, novelle, ed anche poemi eroi-comici. Tutte cose ormai perse, scomparse nei meandri del tempo. Ricordo che a scuola il mio giorno più sereno e tranquillo era quello del compito di italiano. Sviluppare un tema, creare una storia, non era per me alcun problema. La letteratura è sempre stata la mia passione, anche quando andavo a scuola divoravo, non appena comprate, quelle bellissime antologie che si pubblicavano allora. Ho adorato l’Iliade, nella traduzione di Monti, e ne ricordo ancora interi brani a memoria. Al liceo scrissi un poemetto in endecasillabi sulla caduta dell’Olimpo e la morte degli Dei e lo pubblicai sul giornalino scolastico.
Nel corso degli anni iniziai alcune sporadiche collaborazioni con giornali e riviste, inviando brevi racconti, spesso surreali e fantastici, frequentemente pubblicati da giornali come “La Domenica del Corriere” o “Il Travasetto” che era un giornale umoristico aperto alla collaborazione dei dilettanti. Qualche racconto di fantascienza mi fu anche pubblicato in un volume della serie “I Romanzi di Urania”. Che cosa mi spingesse a farlo e quale fosse la molla non saprei dirlo: forse la soddisfazione di vedere il mio nome stampato da qualche parte, o forse il desiderio di comunicare e di aprirmi al mondo, nonostante il mio carattere piuttosto chiuso e schivo.cover Paride Passacantando SB

  1. Perché la scelta di scrivere spesso storie ambientate nel passato (più o meno lontano)?

Perché, secondo me, la principale caratteristica del genere umano è la memoria. E della memoria fa parte, inscindibile e formativa, la conoscenza di ciò che siamo e di ciò che fummo, sia quando fa parte del proprio vissuto, sia quando si arricchisce degli infiniti eventi del nostro passato che hanno contribuito a formare il nostro presente.

  1. Da cosa prendi spunto per le tue storie?

Talvolta dalla vita vera, da episodi ed esperienze realmente vissute, cercando, ovviamente, di condire il tutto anche con elementi di cui sono venuto a conoscenza attraverso i racconti di altre persone. Lo scopo è quello di far conoscere, ai miei giovani lettori, come si viveva e quali problemi si era costretti ad affrontare quotidianamente nel corso di eventi che, ormai, fanno solo parte, e non sempre, di ciò che si legge nei libri di storia o in alcuni racconti autobiografici.

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…

Credo che la cosa più difficile sia l’inizio, dar vita ad una nuova vicenda, a qualcosa che possa interessare e incuriosire. Di solito inizio a scrivere di getto senza avere una scaletta e, talvolta, senza neppure sapere che cosa faranno i miei personaggi che, spesso, è come se prendessero vita e si muovessero ed agissero di loro volontà.
La seconda cosa più difficile è la revisione. Il testo, riletto a distanza di tempo, non mi soddisfa mai, e passo giornate intere a rivedere, correggere, modificare ed ampliare.

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Forse il momento iniziale, quello in cui ritengo che il mio lavoro sia finito e provvedo a pubblicarlo in e-book o in brossura. Entusiasmo che talvolta scende sotto terra quando mi capita di leggere recensioni molto negative. o quando mi rendo conto che il lavoro è tutt’altro che perfetto, e che necessita di essere completamente rivisto e rifatto.

  1. Cosa cerchi o pensi di comunicare o condividere con i tuoi lettori?

Bella domanda! Forse, in quest’epoca così problematica, un po’ di serenità o di fiducia? Purtroppo pochissimi traggono frutto dalle esperienze altrui; la storia insegnerebbe moltissimo se le persone fossero disponibili a imparare. Ai giovani raccomanderei di non scoraggiarsi, di non cedere mai, di essere creativi e di sforzarsi a diventare imprenditori di se stessi. Di cogliere al volo ogni opportunità che, anche se inferiore alle loro aspettative, non potrà che arricchire la loro esperienza e rafforzare il loro carattere. Credo che la mia maggiore soddisfazione sia quando riesco a regalare al lettore un sorriso, oppure qualche ora di svago. Cerco sempre di non avere intendimenti prevalentemente didascalici, sperando comunque di essere riuscito a trasmettere curiosità e interesse sugli argomenti trattati.

  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

Non credo di avere un libro preferito, sono onnivoro, leggo di tutto, purché si tratti di narrativa o storia. Mi attira anche la fantascienza, la fantasy e il paranormale, ho adorato il ciclo di libri di Asimov, ma fin da bambino sono passato dai libri del dimenticato Luciano Zuccoli, al “Decamerone”, alle “Mille e una notte”, ai libri di Merežkovskij: “La morte degli dei”, e “La resurrezione degli dei”, senza dimenticare Tolstòj, Márquez, Poe, King e centinaia di altri autori. Ovviamente non trascuro il genere poliziesco, i cosiddetti “gialli”, e ho trovato molto interessante l’ultimo che ho letto: “La condanna del sangue”, dell’ormai non più esordiente autore napoletano Maurizio De Giovanni. Purtroppo, per mia vergogna, il libro che non sono mai riuscito a terminare è considerato il più importante della letteratura del 20° secolo: “l’Ulisse” di J. Joyce. Ecco, questo non è il mio genere, l’ho trovato molto difficile, e forse non finirò di leggerlo mai.

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Non saprei, probabilmente comincio a sentirmi troppo vecchio e stanco. Ho da poco pubblicato il mio ultimo lavoro: “L’intruso” che, fortunatamente, ha ricevuto delle ottime recensioni e che spero possa, in futuro, conseguire una maggiore diffusione. Le problematiche trattate che vanno dai difficili rapporti, che talvolta si instaurano tra genitori e figli, alle poco conosciute vicende e problematiche di vita vissuta, durante l’ultima guerra mondiale, credo possano indurre parecchie persone ad avere qualche serio motivo di riflessione.

  1. Da quanto tempo scrivi?

Trascurando le fasi sperimentali di cui ho parlato prima, credo che i miei primi romanzi e racconti risalgano ad una quindicina di anni fa.

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?
    La ritengo assolutamente indispensabile. Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con persone appassionate alla scrittura, dotate di grandissima cultura ed esperienza. La collaborazione e lo scambio di consigli, suggerimenti, risoluzione di problemi di carattere specifico, o generale, sono stati elementi fondamentali, graditissimi e picover Intruso SBacevoli.

  2. Leggere e scrivere: trovi che siano attività o, meglio, passioni connesse oppure per te sono interessi nettamente separati?

Si può leggere senza aver scritto nulla, ma non si può scrivere senza aver avuto la passione della lettura, e senza aver avuto il piacere di nutrire le proprie capacità con la lettura di almeno qualche centinaio di libri.

  1. Una domanda a cui ti piacerebbe rispondere che non ti ho fatto?

Meno male che mi si chiede la domanda ma non necessariamente la risposta. A costo di essere macabro, ma sincero, dirò che alla mia età ci si chiede quando e come avverrà il fatidico momento finale, e che cosa potrebbe esserci dopo (ammesso che ci sia). Ovviamente nessuno lo può dire, anche se forse può essere di qualche conforto la legge scientifica di Lavoisier che nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma. Si, ma in che cosa? Resta il più grande mistero, o la più grande speranza, che affligge, o che si sforza di confortare l’umanità.

 

 

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2017: i libri ed ebook che mi sono piaciuti di più

La mia top list dei libri ed ebook che mi sono piaciuti di più fra quelli che ho letto nel 2017, in ordine alfabetico di autore.

Mary Balogh * Il duca di ghiaccio

Mary Balogh * Un’estate da ricordare

Stefania Bernardo * La stella di giada

Roberto Bonfanti * Il primo a tornare fu il cane

Mariangela Camocardi * La bottega dei sogni

Cecilia Claudi * Blue sugar

Miriam Formenti * Capelli di luna

Miriam Formenti * Un uomo da odiare

Simona Friio * Il re degli inganni

Isabel Giustiniani * La tomba del canarino

Harper Lee * Il buio oltre la siepe

Harper Lee * Va’, metti una sentinella

Silvia Pillin * Ti voglio bene lo stesso

Adele Vieri Castellano * Il leone di Roma

Angela White * Di ghiaccio e d’oro

Anche quest’anno molti degli ebook che ho letto sono opera di autori self; diversi erano di buona qualità, sopra ho indicato quelli che mi sono piaciuti di più o che mi sono sembrati più interessanti.

 

 

2017 in libri: i miei personaggi preferiti

Nei libri che ho letto quest’anno ho incontrato, ovviamente, molti personaggi e alcuni mi hanno colpita e mi sono piaciuti più di altri.

Li elenco, in ordine casuale, senza riportare il romanzo da cui sono tratti.

Scarlett e Chris

Claire e Ashton

Lauren e Kit

Atticus e Scout

Arabelle e Bryan

Alma

Ottavia Lenate, Massimo Valerio Messalla e Antares

Wulfric Bedwyn duca di Bewcastle

E voi? Chi avete incontrato di speciale?

libri letti 2017 x pst personaggilibri letti 2017 1     libri letti 2017 3    libri letti 2017 7

 

 

La Bottega dei sogni (Dreams) – Mariangela Camocardi * impressioni di lettura

L’amicizia è un tema che mi attira sempre molto, sia come lettrice che come autrice, e questo romanzo è in buona misura la storia di un’amicizia fra donne, anche se ad essa si intrecciano altre vicende: amori vecchi e nuovi, delusioni subite, ricordi dell’adolescenza.

cover bottega sogni

Ho trovato personaggi e situazioni normali, nel senso positivo del termine, ovvero credibili e possibili: persone che si potrebbero incontrare ogni giorno entrando in un negozio, magari in una libreria.

Perché, certo, uno dei personaggi principali è la libreria (la Bottega dei sogni, appunto) in cui le protagoniste trascorrevano molto tempo quando erano ragazzine insieme alla proprietaria, che l’ha lasciata loro in eredità. E questa eredità, che giunge quando le tre amiche attraversano un periodo non molto felice della vita, opera su di loro una sorta di magia, facendo ritrovare loro l’amicizia di tanti anni prima e trasformandole, rendendole disponibili a nuovi rapporti.

L’amore per i libri e la lettura, che traspaiono quasi da ogni pagina, aggiungono a questo romanzo un fascino non da poco, per una che, come me, ama leggere.

Sinossi

Uno chef sciupafemmine e i suoi piatti afrodisiaci. Un poliziotto che ama il tango e che scatena desideri proibiti in ogni donna che lo vede ballare. Uno stalker che vuole vendicarsi della ex che gli ha detto addio. E Ross, Nora e Penny, amiche che si ritrovano dopo anni davanti alla polverosa vetrina di una bottega di libri appena ereditata. La vita si diverte a intrecciarne i destini, mischiando amore, rivalità, vecchi risentimenti, odio e passione; Passione che travolge i sensi, oltre a quella per i libri…

 

 

Libricity Group e la sua community

Nel blog Libricity Group, al quale collaboro anch’io insieme ad altri autori che stimo, c’è adesso la possibilità di entrare a far parte della community: un luogo virtuale in cui lettori e autori possono incontrarsi, scambiarsi opinioni e consigli.

Questo è l’inizio dell’articolo:

Stiamo creando una nuova community per gli amanti della lettura.
Il nostro obiettivo? Creare un ponte tra autori, lettori, editori e tutte le figure che costellano il mondo del libro.

e questo è il link all’intero articolo e al blog. Da questo link è anche possibile, volendo, iscriversi al blog e alla community:

https://libricitygroup.com/2017/10/07/libricity-group-si-rinnova/

 

 

Marcela Serrano

Un nuovo interessante blog che parla di libri e letture, Libricitygroup, a cui anch’io collaboro con qualche articolo.
Questo è il mio primo articolo.

Libricity Group

Marcela Serrano è nata a Santiago del Cile nel 1951 ed è una delle più importanti scrittrici sudamericane. Si è sempre impegnata per la realtà politica del suo paese e sostiene le rivendicazioni femministe, temi, entrambi, che si ritrovano costantemente nei suoi romanzi.

I suoi libri (la prima data è riferita alla pubblicazione originaria e l’altra alla prima in Italia):

Noi che ci vogliamo così bene (1991 – 1996)
Il tempo di Blanca (1993 – 1998)
Antigua, vita mia (1995 – 2000)
L’albergo delle donne tristi (1997 – 1999)
Nostra signora della solitudine (1999 – 2001)
Quel che c’è nel mio cuore (2001 – 2002)
Arrivederci piccole donne (2004 – 2004)
I quaderni del pianto (2007)
Dieci donne (2011)
Adorata nemica mia (2013)
Il giardino di Amelia (2016)

Ho scoperto Marcela Serrano grazie al consiglio di una collega, diversi anni fa. Il romanzo che mi era stato suggerito era “Il…

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