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Le donne di Palermo – Daniela Domenici * segnalazione

Un nuovo saggio, dopo “Le donne di Zena” ad opera di Daniela Domenici, autrice (e non solo) molto attenta al mondo delle donne; questa volta sono le donne di Palermo ad aver calamitato il suo interesse.

Il libro è in versione cartacea ed è disponibile sui vari store, fra cui amazon.

cover donne Palermo

Sinossi

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, PIF, Falcone e Borsellino, il presidente Mattarella, molte sono le celebrità nate a Palermo, ma… solo uomini? Le grandi donne che hanno visto la luce in questa splendida città dove sono? Quante ce ne sono state? L’autrice è andata a cercarle e ha creato questa piccola antologia, che verrà ripetuta per altre due città italiane, perché finalmente escano dal silenzio a cui spesso la storia le ha condannate in quanto donne e vengano loro tributati i meritati riconoscimenti, seppur postumi. “Senza storia non c’è memoria”.

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2019 in libri: i miei personaggi preferiti

Nei libri che ho letto quest’anno ho incontrato, ovviamente, molti personaggi e alcuni mi hanno colpita e mi sono piaciuti più di altri. Nelle immagini alcune copertine dei libri che ho letto.libri letti 2019 ANT GR 13

Li elenco, in ordine casuale, senza riportare il romanzo da cui sono tratti. Come si può notare sono quasi tutte coppie.

Judith Taverner e Julian St John Audley conte di Worth.

Deborah Grantham e Max Ravenscar

Sophy Stanton-Lacy e Charles Rivenhall

Teresa Maritano e Marco Ardini

Giuseppe Mazzini

Dido Monica Monkford e Henry Havisham

Sylvia Dunmore e Nicholas Harper duca di Brokenwood,

Margaret Hale e John Thornton

Aurora Talbot e Alisdair Fitzstuart

Gabriel Oak

E voi? Chi avete incontrato di speciale?

libri letti 2019 ANT GR 3

libri letti 2019 ANT GR 19

 

 

Pubblicato in: Libri

Roberto Bonfanti, scrittore

In occasione dell’iniziativa “Libri sotto l’albero” (promozioni e interviste) ripropongo questo mio articolo

Antonella Sacco

Da tempo volevo scrivere qualcosa su questo scrittore, che pubblica come self ma non solo, dato che uno dei suoi romanzi è uscito da poche settimane per un editore americano.
Il primo libro di Bonfanti che ho letto è stato “La vita è dura nei dettagli”, un giallo molto originale, il cui essere giallo si svela quasi solo alla fine. Dato che mi è piaciuto, sia come storia che come stile, ho poi letto diverse altre cose di questo autore, apprezzandole tutte.
Roberto Bonfanti al momento ha all’attivo diversi ebook, tutti caratterizzati da una scrittura con cui ho molto feeling: essenziale ma non banale né sciatta, anzi precisa, spesso velata da una lieve ironia che talvolta, soprattutto in alcuni racconti, diviene la nota principale. È una scrittura che sotto l’apparente semplicità è invece profonda e dà origine a storie e personaggi di spessore e credibili.

Ecco una breve descrizione degli…

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Libri sotto l’albero

Un’occasione per conoscere qualche autore indie e le sue opere.

Dal 18 al 23 dicembre ogni giorno, su facebook, un incontro con un autore, con interviste, domande, discussioni sui suoi libri.

Calendario:
18 dicembre – Antonella Sacco
19 dicembre – Roberto Bonfanti
20 dicembre – Maria Concetta Di Stefano
21 dicembre – Bianca Deprado
22 dicembre – Sergio Bertoni
23 dicembre – Concetta D’Orazio
24 dicembre – Camillo Carrea.

Non mancate, vi aspettiamo qui.

Libri sotto l'albero img

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Chiedi scusa – il libro di carta

Di recente ho pubblicato anche la versione cartacea del mio romanzo per ragazzi “Chiedi scusa”, una storia che parla di amicizia, libri, bullismo.

cover CARTACEO chiedi scusa grigio 1

Qui una descrizione della Libroteca

La libreria di Olga non era molto grande, ma era in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Olga aveva acquistato la licenza dal precedente proprietario da una decina di anni e aveva trasformato completamente il locale. Per prima cosa aveva cambiato l’insegna in LIBROTECA; poi aveva acquistato da un rigattiere alcune vecchie librerie, le aveva restaurate e le aveva disposte nella stanza più interna (la Seconda Stanza), che aveva assunto così l’aspetto di un’antica biblioteca.

Olga aveva disposto in un angolo della stanza anche quattro poltroncine imbottite, recuperate da un robivecchi e rimesse a nuovo; su di esse i clienti potevano sedere e dare con calma e comodità un’occhiata ai libri. O perfino leggere.

Gli scaffali della Seconda Stanza ospitavano i classici e i libri da ragazzi; i ragazzi apprezzavano moltissimo l’arredamento suggestivo che li induceva ad abbandonarsi alla fantasia.

La Prima Stanza era dedicata solo ai libri da adulti: romanzi, saggi, guide, sistemati per genere e per autore; al piano inferiore c’era una specie di magazzino (la Stanza Di Sotto), dove trovavano posto gli scatoloni con i nuovi arrivi che aspettavano di essere messi in mostra.

Da qualche anno, inoltre, Olga aveva destinato un lungo ripiano a una mini biblioteca circolante e aveva aggiunto anche un servizio di scambio e compravendita di libri usati.

Insomma, nella Libroteca si poteva fare quasi qualunque cosa con i libri, purché non si mancasse loro di rispetto, e c’era un posto per tutto e per tutti. Le diverse “zone” erano indicate da appositi cartelli, in modo che chiunque potesse trovare facilmente quello di cui aveva bisogno: L’Angolo Della Lettura o Lo Scaffale Del Prestito, piuttosto che Lo Scaffale Dello Scambio o L’Angolo Dell’Usato.




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2018 in libri: i miei personaggi preferiti

Altro piccolo bilancio libroso. Nei libri che ho letto quest’anno ho incontrato, ovviamente, molti personaggi e alcuni mi hanno colpita e mi sono piaciuti più di altri.

Li elenco, in ordine casuale, senza riportare il romanzo da cui sono tratti.

Jacopo Barbieri e Lorenza

Leanne e Caleb

Niccolò, Angelica e il Fante

Bruno Arcieri

Amabel e Giovanni

E voi? Chi avete incontrato di speciale?

questo sotto è il mio “anno in libri” da Goodreads

challenge 2018 - solo riepilogo

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2018: i libri ed ebook che mi sono piaciuti di più

Piccolo bilancio libroso del 2018: la mia top list dei libri ed ebook che mi sono piaciuti di più fra quelli che ho letto nel 2018, in ordine alfabetico di autore.

Mi spiace non aver avuto il tempo, almeno finora, di scrivere le mie impressioni di lettura su alcuni di questi testi.

Sergio Bertoni – L’intruso e altri racconti

Adele Vieri Castellano – Il gioco dell’inganno

Andrea Engheben – Senza volto

Miriam Formenti – Amabile canaglia

Grazia Maria Francese – Arduhinus

Leonardo Gori – Nero di maggio

Leonardo Gori – Il passaggio

Lisa Kleypas – Infine, tu

Marco Lupis – Il male inutile

Marco Malvaldi – Negli occhi di chi guarda

Somerset Maugham – Lo scheletro nell’armadio

Mirya – Glitch

cover alcuni libri letti

Pubblicato in: Libri, Riflessioni, Romance & rosa

Leggendo romance #3

Esplorando fra gli ebook scaricabili con l’abbonamento kindle unlimited mi sono imbattuta in alcuni romanzi di Lisa Kleypas, anch’essi ambientati nell’Ottocento inglese, anche se oltre vent’anni dopo rispetto a quelli che ho letto di Mary Balogh.

Di entrambe le autrici ho letto una serie, e ho rilevato un’analogia fra le due serie.

Individuare analogie è per me qualcosa di automatico, forse legato alla mia mentalità matematica? In Matematica (e forse più ancora in Fisica) trovare analogie spesso significa trovare una legge, cioè una regola che predice un certo risultato o comportamento ogni volta che “succede una certa cosa in un certo modo”.

Divagazioni a parte, inizio con l’elencare i romanzi che compongono le due serie:

di Mary Balogh

serie Bedwin
Un’estate da ricordare (prequel)
Sposa a metà (#1)
Incidente d’amore (#2)
Una lady scandalosa (#3)
La tentatrice (#4)
Innamorarsi di un lord (#5)
Il duca di ghiaccio (#6)
Semplicemente amore (sequel)

di Lisa Kleypas

serie le zitelle, meglio in inglese The wallflower
Magia di un amore (prequel, 1832 e 12 anni dopo)
Segreti di una notte d’estate (#1 – 1841)
Accadde d’autunno (#2 – 1843)
Peccati d’inverno (#3 – 1843)
Scandalo in primavera (#4)

The wallflower sono le ragazze che fanno da tappezzeria nelle feste da ballo; non essendoci in italiano una parola per indicarle, è stato usato il termine zitelle, che ha un’accezione abbastanza diversa, a mio parere.

cover duca ghiaccio

I Bedwin sono sei fratelli, due donne e quattro uomini, il maggiore dei quali ha il titolo di duca di Bewcastle ed è uno degli uomini più ricchi e potenti d’Inghilterra. Ognuno dei sei romanzi della serie (escludendo cioè prequel e sequel) narra la storia d’amore di uno dei Bedwin, nell’ordine: Aidan, Rannulf, Freya, Morgan, Alleyne e Wulfric. Naturalmente sono sempre presenti, più o meno, anche gli i fratelli e altri personaggi che vengono introdotti nei vari episodi.

Le wallflower (preferisco chiamarle così) sono quattro ragazze che, accomunate da uno scarso successo con i gentiluomini, stringono amicizia; sono Annabelle, Evangeline detta Evie e le sorelle americane Daisy e Lillian. Anche in questo caso ciascuna di loro è protagonista di un romanzo, che ha nel titolo una delle quattro stagioni. L’estate per Annabelle, l’autunno per Lillian, l’inverno per Evie e la primavera per Daisy.

E dunque l’analogia?

In ciascun romanzo della serie dei Bedwin il duca di Bewcastle, pur non essendo il protagonista se non nel sesto libro, ha un ruolo di rilievo, spesso quasi da deus ex machina, in quanto risolve problemi di vario genere che affliggono i protagonisti, grazie alla sua acuta intelligenza e alla sua influenza.

cove accadde autunno

Nei romanzi dedicati alle wallflower abbiamo un personaggio maschile piuttosto simile al duca: si tratta del conte Marcus Westcliff. Il suo titolo è fra i più antichi d’Inghilterra e lui è ricco e potente. Ha due sorelle, le cui storie sono narrate nel prequel. Sia in questo romanzo che negli altri quattro assolve lo stesso compito di Bewcastle, contribuendo a risolvere i problemi in cui si trovano i vari protagonisti. L’episodio a lui dedicato è il secondo.

Questo porta a qualche conclusione? Direi di no. A meno di non voler scrivere alcuni romanzi che abbiano come protagonisti dai quattro ai sei amici e/o parenti: in tal caso un modo per tenerli collegati e dare, magari, più rilievo a un personaggio che a un altro (e quindi dotarlo di maggior fascino e di capacità di destare più interesse) è quello di scegliere fra i vari protagonisti una figura carismatica, capace, potente o magari disposta a tutto, che possa cavare d’impiccio gli altri e tirare le fila della famiglia o del gruppo, ma senza prevaricare troppo.

 

 

 

Pubblicato in: Interviste self, Libri

Intervista a Sergio Bertoni

Dopo diversi mesi pubblico una nuova intervista a un bravo autore self, Sergio Bertoni. I suoi scritti sono pubblicati sia in formato ebook che cartaceo sullo store di amazon. Oltre a testi di narrativa, Sergio ha pubblicato anche un interessantissimo saggio su Candida: La crisi delle certezze e dei canoni comportamentali in: “CANDIDA” di George Bernard Shaw, che analizza in modo approfondito quest’opera di Shaw e che ho apprezzato molto.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo?

Sembra una domanda facile, ma non lo è. Quando ero ragazzo avevo molta fantasia, mi piaceva disegnare e creare delle storie a fumetti per divertire i miei fratelli più piccoli, e mi piaceva scrivere racconti fantastici, poesie, novelle, ed anche poemi eroi-comici. Tutte cose ormai perse, scomparse nei meandri del tempo. Ricordo che a scuola il mio giorno più sereno e tranquillo era quello del compito di italiano. Sviluppare un tema, creare una storia, non era per me alcun problema. La letteratura è sempre stata la mia passione, anche quando andavo a scuola divoravo, non appena comprate, quelle bellissime antologie che si pubblicavano allora. Ho adorato l’Iliade, nella traduzione di Monti, e ne ricordo ancora interi brani a memoria. Al liceo scrissi un poemetto in endecasillabi sulla caduta dell’Olimpo e la morte degli Dei e lo pubblicai sul giornalino scolastico.
Nel corso degli anni iniziai alcune sporadiche collaborazioni con giornali e riviste, inviando brevi racconti, spesso surreali e fantastici, frequentemente pubblicati da giornali come “La Domenica del Corriere” o “Il Travasetto” che era un giornale umoristico aperto alla collaborazione dei dilettanti. Qualche racconto di fantascienza mi fu anche pubblicato in un volume della serie “I Romanzi di Urania”. Che cosa mi spingesse a farlo e quale fosse la molla non saprei dirlo: forse la soddisfazione di vedere il mio nome stampato da qualche parte, o forse il desiderio di comunicare e di aprirmi al mondo, nonostante il mio carattere piuttosto chiuso e schivo.cover Paride Passacantando SB

  1. Perché la scelta di scrivere spesso storie ambientate nel passato (più o meno lontano)?

Perché, secondo me, la principale caratteristica del genere umano è la memoria. E della memoria fa parte, inscindibile e formativa, la conoscenza di ciò che siamo e di ciò che fummo, sia quando fa parte del proprio vissuto, sia quando si arricchisce degli infiniti eventi del nostro passato che hanno contribuito a formare il nostro presente.

  1. Da cosa prendi spunto per le tue storie?

Talvolta dalla vita vera, da episodi ed esperienze realmente vissute, cercando, ovviamente, di condire il tutto anche con elementi di cui sono venuto a conoscenza attraverso i racconti di altre persone. Lo scopo è quello di far conoscere, ai miei giovani lettori, come si viveva e quali problemi si era costretti ad affrontare quotidianamente nel corso di eventi che, ormai, fanno solo parte, e non sempre, di ciò che si legge nei libri di storia o in alcuni racconti autobiografici.

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…

Credo che la cosa più difficile sia l’inizio, dar vita ad una nuova vicenda, a qualcosa che possa interessare e incuriosire. Di solito inizio a scrivere di getto senza avere una scaletta e, talvolta, senza neppure sapere che cosa faranno i miei personaggi che, spesso, è come se prendessero vita e si muovessero ed agissero di loro volontà.
La seconda cosa più difficile è la revisione. Il testo, riletto a distanza di tempo, non mi soddisfa mai, e passo giornate intere a rivedere, correggere, modificare ed ampliare.

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Forse il momento iniziale, quello in cui ritengo che il mio lavoro sia finito e provvedo a pubblicarlo in e-book o in brossura. Entusiasmo che talvolta scende sotto terra quando mi capita di leggere recensioni molto negative. o quando mi rendo conto che il lavoro è tutt’altro che perfetto, e che necessita di essere completamente rivisto e rifatto.

  1. Cosa cerchi o pensi di comunicare o condividere con i tuoi lettori?

Bella domanda! Forse, in quest’epoca così problematica, un po’ di serenità o di fiducia? Purtroppo pochissimi traggono frutto dalle esperienze altrui; la storia insegnerebbe moltissimo se le persone fossero disponibili a imparare. Ai giovani raccomanderei di non scoraggiarsi, di non cedere mai, di essere creativi e di sforzarsi a diventare imprenditori di se stessi. Di cogliere al volo ogni opportunità che, anche se inferiore alle loro aspettative, non potrà che arricchire la loro esperienza e rafforzare il loro carattere. Credo che la mia maggiore soddisfazione sia quando riesco a regalare al lettore un sorriso, oppure qualche ora di svago. Cerco sempre di non avere intendimenti prevalentemente didascalici, sperando comunque di essere riuscito a trasmettere curiosità e interesse sugli argomenti trattati.

  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

Non credo di avere un libro preferito, sono onnivoro, leggo di tutto, purché si tratti di narrativa o storia. Mi attira anche la fantascienza, la fantasy e il paranormale, ho adorato il ciclo di libri di Asimov, ma fin da bambino sono passato dai libri del dimenticato Luciano Zuccoli, al “Decamerone”, alle “Mille e una notte”, ai libri di Merežkovskij: “La morte degli dei”, e “La resurrezione degli dei”, senza dimenticare Tolstòj, Márquez, Poe, King e centinaia di altri autori. Ovviamente non trascuro il genere poliziesco, i cosiddetti “gialli”, e ho trovato molto interessante l’ultimo che ho letto: “La condanna del sangue”, dell’ormai non più esordiente autore napoletano Maurizio De Giovanni. Purtroppo, per mia vergogna, il libro che non sono mai riuscito a terminare è considerato il più importante della letteratura del 20° secolo: “l’Ulisse” di J. Joyce. Ecco, questo non è il mio genere, l’ho trovato molto difficile, e forse non finirò di leggerlo mai.

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Non saprei, probabilmente comincio a sentirmi troppo vecchio e stanco. Ho da poco pubblicato il mio ultimo lavoro: “L’intruso” che, fortunatamente, ha ricevuto delle ottime recensioni e che spero possa, in futuro, conseguire una maggiore diffusione. Le problematiche trattate che vanno dai difficili rapporti, che talvolta si instaurano tra genitori e figli, alle poco conosciute vicende e problematiche di vita vissuta, durante l’ultima guerra mondiale, credo possano indurre parecchie persone ad avere qualche serio motivo di riflessione.

  1. Da quanto tempo scrivi?

Trascurando le fasi sperimentali di cui ho parlato prima, credo che i miei primi romanzi e racconti risalgano ad una quindicina di anni fa.

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?
    La ritengo assolutamente indispensabile. Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con persone appassionate alla scrittura, dotate di grandissima cultura ed esperienza. La collaborazione e lo scambio di consigli, suggerimenti, risoluzione di problemi di carattere specifico, o generale, sono stati elementi fondamentali, graditissimi e picover Intruso SBacevoli.

  2. Leggere e scrivere: trovi che siano attività o, meglio, passioni connesse oppure per te sono interessi nettamente separati?

Si può leggere senza aver scritto nulla, ma non si può scrivere senza aver avuto la passione della lettura, e senza aver avuto il piacere di nutrire le proprie capacità con la lettura di almeno qualche centinaio di libri.

  1. Una domanda a cui ti piacerebbe rispondere che non ti ho fatto?

Meno male che mi si chiede la domanda ma non necessariamente la risposta. A costo di essere macabro, ma sincero, dirò che alla mia età ci si chiede quando e come avverrà il fatidico momento finale, e che cosa potrebbe esserci dopo (ammesso che ci sia). Ovviamente nessuno lo può dire, anche se forse può essere di qualche conforto la legge scientifica di Lavoisier che nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma. Si, ma in che cosa? Resta il più grande mistero, o la più grande speranza, che affligge, o che si sforza di confortare l’umanità.