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Le parole la notte – Francesco Biamonti – citazioni

Ho iniziato a leggere questo libro perché incuriosita dalle parole di Larsson in Raccontare il mare.
Trascrivo intanto un paio di frasi che mi hanno colpita, nel primo caso sono due battute di un dialogo (il secondo che parla è Leonardo, il protagonista. Nel secondo caso si tratta di un pensiero, sempre di Leonardo.)

«… Ma come passi adesso le giornate?»
«Sono loro che passano. Quasi non me ne accorgo.»

Il tono è malinconico, non ironico anche se estrapolato dal contesto potrebbe sembrarlo.

Pensava che il male ognuno lo cercava dove gli piaceva trovarlo.

Questa frase mi sembra particolarmente attuale. Ovvero, è sempre attuale.

 

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Il diavolo e il buon dio, J. P. Sartre

Da giovane (intendendo con questo fra i sedici e i diciotto anni, una vita fa) ho letto quasi tutte le opere di narrativa e teatrali di Sartre. Di alcune ho visto anche le rappresentazioni teatrali.

Andando a memoria, in due parole la trama de Il diavolo e il buon dio è questa: un feroce condottiero decide di cambiare vita e fare solo del bene: però le azioni che compie per comportarsi con bontà e generosità mettono in pericolo le persone che dipendono da lui e allora si vede costretto a riprendere le armi.

La sintesi è sostanzialmente in questa frase, una battuta del condottiero (Goetz, mi pare questo il nome):

 

Il mondo è iniquità: se lo accetti ne sei complice, se lo cambi ne diventi il boia.

 

Questa frase mi ha colpita molto e ritengo che sia sostanzialmente vera, dev’essere per questo che la ricordo molto bene anche a distanza di anni. (L’ho citata anche in uno dei miei romanzi, Piangere non serve, in un momento della storia in cui la protagonista deve prendere una decisione)

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Stephen King, L’ombra dello scorpione

(titolo originale The stand, trad. Bruno Amato – Adriana Dell’Orto)

Più che un commento sul romanzo si tratta di riflessioni a ruota libera.

Di questo romanzo ho letto la versione integrale, di oltre 900 pagine; King la definisce un’espansione della versione pubblicata inizialmente (oltre dieci anni prima).

Molti dei temi trattati solitamente da King (almeno relativamente ai libri che ho letto di questo scrittore) si trovano in questo romanzo. L’evento drammatico che costringe un gruppo di persone a trovare un modo di sopravvivere dopo che la normalità è stata spazzata via mi ha fatto pensare a The dome e a Cell; la presenza di un personaggio-demone che rappresenta il Male richiama alla mente Shining, Doctor Sleep e soprattutto It e lo stesso per le persone con il dono della preveggenza.

A me la storia è sembrata a tratti un po’ noiosa e ripetitiva, sia nella parte iniziale in cui viene descritto come un’epidemia uccide la quasi totalità della popolazione umana della terra e di alcune razze di animali domestici, fra cui i cani, sia nel seguito, in cui King racconta in che modo i sopravvissuti si incontrano gli uni con gli altri e poi si organizzano. Inoltre in vari casi le azioni di alcuni personaggi mi sono sembrate inutili, non rilevanti per lo svolgersi della vicenda.

Adesso propongo una riflessione azzardata, o forse no. Mentre leggevo L’ombra dello scorpione mi sono venuti in mente alcuni romanzi di Saramago, in particolare Cecità e La zattera di pietra: in buona parte lo spunto iniziale è simile a quello di questo libro di King. Un evento catastrofico o comunque insolito isola un gruppo più o meno nutrito di persone che si trovano a doversi reinventare (per sempre o per un tempo limitato) il modo di sopravvivere e poi di vivere.

Credo che sia un tema molto letterario, nel senso che consente all’autore di studiare e sperimentare le dinamiche che possono instaurarsi fra le persone come sotto una lente di ingrandimento, data dalla situazione estrema in cui le ha collocate.

Nel mio piccolo, da ragazza, nel 1975, anch’io avevo scritto una storia in cui solo quattro persone erano sopravvissute a un conflitto nucleare. E non escludo di poter scrivere ancora qualcosa del genere, inventare una trama del genere è un’idea stimolante.

A margine rilevo che in ciascuno dei due romanzi di Saramago che ho citato c’è un cane fra i personaggi principali e ce n’è uno anche ne L’ombra dello scorpione.


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Libri letti nel mese di Febbraio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in febbraio.

Doctor Sleep” di Stephen King

In questo romanzo King racconta la storia del bambino protagonista di “Shining”, Danny o Dan Torrance. Alcolista fino da adolescente, il giovane trova la forza di sfuggire a questa dipendenza anche grazie all’incontro con persone che lo aiutano, semplicemente offrendogli un lavoro nel parco della Microcittà di Frazier. Così Dan si stabilisce in quella cittadina del New Hampshire e, dopo qualche mese, lasciato il lavoro al parco, ne inizia uno come inserviente presso la casa di riposo Helen Rivington. Si tratta di un’attività che ha già svolto e inoltre, grazie alla luccicanza, Dan ha una dote particolarmente adatta per un luogo del genere, perché sa accompagnare nel momento del trapasso le persone e le aiuta a non avere paura, ma a lasciarsi andare al sonno, parlando loro anche solo con il pensiero.
Alla storia di Dan si intreccia quella di una bambina, poi ragazzina, di nome Abra, in cui la luccicanza è estremamente forte.
Non racconto altro per non rischiare spoiler, cerco solo di aggiungere la mia opinione, cosa non facile, perché non so dire se il romanzo mi è piaciuto o meno.
Indubbiamente la narrazione procede bene, “da King”. I protagonisti, Dan e Abra, sono ben costruiti e il lettore tiene da subito per loro, però, lo stesso, c’è qualcosa che non mi convince. Forse, semplicemente, non sono una fan di King punto e basta. O forse, in effetti, il romanzo è un po’ troppo “costruito”. Per esempio mi ha stupita il fatto che i cattivi, che fanno parte di una sorta di setta che si chiama Vero Nodo, non sembrano mai mettere davvero in difficoltà i protagonisti: un modo per non spaventare più di tanto i lettori? O solo una mia sensazione? Tanti anni fa ho letto “It” e, per come me lo ricordo, il male era molto più spaventoso e difficile da sconfiggere.
Dunque, un romanzo che si legge bene ma che non mi ha entusiasmata.
Qualche altra mia impressione annotata durante la lettura anche in questo post.

Il mondo perduto” di Arthur Conan Doyle

The lost world” (1912)
In questo romanzo l’autore immagina che in un altopiano situato nella foresta intorno al Rio delle Amazzoni si siano salvati dall’estinzione di massa molte specie di dinosauri. Il professor Challenger, lo scienziato che per primo porta a Londra la notizia, viene accusato di mentire ma riesce ad ottenere di organizzare una nuova spedizione per verificare o confutare le sue affermazioni.
La spedizione, formata in tutto da quattro uomini e da vari servitori indiani e di colore, riesce, con molte difficoltà nell’impresa. Sull’altopiano, oltre ai grossi rettili, si imbatte in una tribù di uomini-scimmia, definiti l’anello mancante (dell’evoluzione) fra la scimmia e l’uomo e in una tribù di indiani, antagonisti degli uomini scimmia. Complessivamente la storia, raccontata in prima persona sotto forma di lunghe lettere da parte di uno dei componenti la spedizione, procede in modo abbastanza lento e la parte che precede la vera avventura ha il classico sapore dei romanzi d’altri tempi. Insomma, a parte la componente fantastica, ho trovato il romanzo piuttosto datato, anche per il modo di esprimersi nei confronti delle persone non bianche e delle creature viventi in generale, modo che denota un senso di superiorità e talvolta anche di disprezzo. Qualche esempio: “il nostro fedele negro”; “Che quei mostri (cioè i dinosauri) si sbranassero l’un l’altro faceva parte della lotta per la sopravvivenza, ma che potessero mettersi in caccia di un uomo moderno a loro superiore, era un’idea sconvolgente e raccapricciante.”

Class reunion: la reginetta del ballo” di Emily Susan Bell

Un ebook di un autrice self (firmato con uno pseudonimo). Genere commedia brillante. E brillante lo è davvero, ben scritto e fluido si legge tutto d’un fiato. Ironico e divertente racconta la lunga e difficile strada che deve percorrere Jennifer, la tremenda protagonista, per imparare ad accettarsi e ad accettare gli altri, senza nascondersi dietro una maschera di aggressività e di senso di superiorità.

La croce” di Vera Q.

Un altro ebook di un’autrice self, un racconto molto amaro e crudo, davvero ben scritto, con uno stile. Il lettore si trova a seguire due storie che si alternano: una, i cui protagonisti sono descritti in modo ambiguo e misterioso, è apparentemente surreale e pervasa di un’ironia cupa, l’altra, drammatica e cruda, bandisce ogni speranza fino dall’inizio. Nel capitolo finale le due storie convergono in una sorta di colpo di scena. Il procedere di queste due trame in parallelo è uno degli aspetti che rende molto originale il romanzo. L’altro elemento peculiare è la scrittura, l’uso del linguaggio, che è, nello stesso tempo, essenziale e ricercato, mai banale né ridondante. Le frasi e i periodi sono per lo più brevi, spesso brevissimi, ma ognuno è talmente denso e incisivo da costituire, da solo, quasi una narrazione.

Sta scherzando mr Feynman!” di Richard P. Feynman

traduzione di Sylvie Coyaud

Richard Feynman è stato un grande fisico, ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1965. Oltre che particolarmente intelligente era anche un uomo molto curioso e dotato di molta ironia: entrambe queste caratteristiche emergono dalla sua autobiografia. Penso che uno scienziato debba essere per forza curioso, perché se una persona non si pone domande non cerca nemmeno risposte e quindi non cerca nuove strade, nuove conoscenze. Feynman, comunque, spinge la sua curiosità e voglia di imparare ben oltre la scienza: diventa suonatore di frigideira, “una specie di padella di metallo larga una ventina di centimetri che si suona con un’assicella metallica” e suona in una banda in Brasile (dov’era andato a insegnare), frequenta case da gioco, impara a disegnare e fa anche una mostra con le sue opere (e ne vende); scassina casseforti quando lavora a Los Alamos al progetto Manhattan, ovvero quello per lo sviluppo della bomba atomica.
Il libro è piacevole da leggere e fa anche sorridere.
Alcune citazioni in questo articolo.

Requiem” di Lauren Oliver

traduzione di Francesca Flore

Romanzo young adult, ultimo episodio di una trilogia (gli altri due volumi sono “Delirium” e “Chaos”) di genere fantasy-distopico. In un mondo in cui l’amore e le emozioni sono considerati una malattia e perciò ogni adolescente è sottoposto a una “procedura” che lo renda immune dai sentimenti, alcune persone sfuggono a questa imposizione rifugiandosi a vivere fuori dalle città, in quelle che vengono chiamate Terre Selvagge; qui e anche nelle città si costituisce un movimento di Resistenza e di lotta. Protagonista di questa trilogia è una ragazza, Lena, che si innamorata, ricambiata, di Alex e che riesce a fuggire nelle Terre Selvagge, diventando poi membro della Resistenza; Lena viene amata anche da Julian; altri personaggi importanti sono Hana, amica di Lena, prima della sua fuga e alcuni membri della Resistenza.
Trovo che questa storia appartenga al filone di “Hunger games”; si legge bene ma non mi è sembrata particolarmente originale.

Oltre” di Keihra Palevi

Terzo ed ultimo episodio di una trilogia dal titolo “La rosa dei venti”, di genere romance, opera di un’autrice self, ambientato in parte a Venezia e in parte in Venezuela. La storia d’amore narrata si intreccia con vecchi segreti e non manca uno sguardo a diverse problematiche sociali e ambientali, connesse in un modo o nell’altro alle vicende dei protagonisti. Nel romanzo si avverte con chiarezza la passione e la sincerità con cui l’autrice lo ha scritto e con cui ha dipinto dei personaggi credibili e non scontati.

 

–> Post concluso: febbraio è finito <–