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RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA di Paco Ignatio Taibo II

Un libro che mi ha riportata indietro negli anni….
Scritto da qualcuno che, come me, ha amato i romanzi di Salgari e i suoi Pirati della Malesia

Antonella Sacco

Paco Ignacio Taibo II RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA (più antimperialiste che mai)

Tropea, 2011

Questa storia mi ha riportato indietro nel tempo, a quando ero bambina e leggevo – anzi divoravo – i romanzi di Salgari ma, nello stesso tempo, dato che i protagonisti e i loro compagni sono invecchiati come me, l’ho vissuta come qualcosa di molto vicino.

Ho sempre considerato che i film e telefilm tratti dalle opere salgariane contaminassero e quindi rovinassero quello che leggendo mi ero costruita con la fantasia, mentre in questo libro ho davvero ritrovato le Tigri e le loro imprese. Non si tratta solo di una storia d’avventura, ma anche di una sorta di omaggio, e leggendola si percepisce quello che, in un’operazione del genere, ritengo fondamentale: il rispetto e l’amore per i personaggi, la passione di immergersi in quelle ambientazioni e vicende, il piacere di ritrovarsi con dei vecchi amici: i…

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Almanacco: scrittori nati il giorno 11 gennaio

Daniele Del Giudice

(1949), scrittore italiano.
Di lui ho letto anni fa “Atlante occidentale”.

Paco Ignacio Taibo II

(1949), scrittore spagnolo.
Di lui ho letto due polizieschi che hanno come protagonista Hector Belascoaran Shayne, e poi “Ritornano le Tigri della Malesia”, un romanzo in cui i protagonisti sono gli eroi salgariani Sandokan, Yanez e i loro compagni. Mi piace molto come scrive questo autore. Sul romanzo-omaggio a Salgari ho scritto anche questo post.

Jasper Fforde

(1961), scrittore britannico.
Di lui ho letto “Il caso Jane Eyre” e “Persi in un buon libro”, romanzi molto originali in cui si narrano le avventure di agenti molto speciali che entrano nei romanzi per impedire a malfattori altrettanto speciali di cambiarli. Oltre a viaggiare nei romanzi questi personaggi sono in grado di viaggiare anche nel tempo.

Alberto Camerra

Scrittore italiano.
Autore self di cui ho letto un romanzo dall’ambientazione insolita che ho apprezzato molto dal titolo “Fiori nella neve”.

 

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Almanacco: scrittori nati il 21 agosto

Emilio Salgari (1862 – 1911), scrittore italiano.

Ho letto moltissimi dei suoi libri: più o meno tutti quelli del ciclo dei pirati della Malesia e di quello dei corsari delle Antille e poi diversi degli altri, ambientati in vari paesi del mondo.

Fra i miei personaggi preferiti c’è Yanez, il portoghese fratellino di Sandokan; ho sempre avuto una predilezione per i compagni dei protagonisti più che per i protagonisti, chissà perché. Di Yanez apprezzavo molto l’ironia, oltre agli altri suoi pregi.

Mi piacevano poi le figure di donne guerriere o, per lo meno, avventurose, che non avevano bisogno di un cavaliere che le salvasse ma che erano in grado di salvarsi da sole, prima fra tutte Iolanda, la figlia del Corsaro Nero.

In questo mese di agosto ho finito di leggere un romanzo che non avevo letto da bambina: “Le meraviglie del duemila”, una storia di fantascienza a cui dedicherò prossimamente un articolo.

 

Gianluca Ranieri Bandini (1985), scrittore italiano.

Giovane autore self ha al suo attivo diversi romanzi che spaziano in più generi narrativi.

Io ho letto, per ora, solo il primo episodio della trilogia “Vivere o morire”, una storia di fantascienza. Il romanzo mi è piaciuto, è ben scritto ed è coinvolgente: infatti ho scaricato anche gli altri due episodi e presto scoprirò come va a finire.

 

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RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA di Paco Ignatio Taibo II

Paco Ignacio Taibo II RITORNANO LE TIGRI DELLA MALESIA (più antimperialiste che mai)

(ed. Tropea, 2011)

Questa storia mi ha riportato indietro nel tempo, a quando ero bambina e leggevo – anzi divoravo – i romanzi di Salgari ma, nello stesso tempo, dato che i protagonisti e i loro compagni sono invecchiati come me, l’ho vissuta come qualcosa di molto vicino.

Ho sempre considerato che i film e telefilm tratti dalle opere salgariane contaminassero e quindi rovinassero quello che leggendo mi ero costruita con la fantasia, mentre in questo libro ho davvero ritrovato le Tigri e le loro imprese. Non si tratta solo di una storia d’avventura, ma anche di una sorta di omaggio, e leggendola si percepisce quello che, in un’operazione del genere, ritengo fondamentale: il rispetto e l’amore per i personaggi, la passione di immergersi in quelle ambientazioni e vicende, il piacere di ritrovarsi con dei vecchi amici: i mitici Sandokan e Yanez sono infatti accompagnati da Kammamuri, Giro-Batol, Sambigliong, Tremal-Naik.

Le Tigri combattevano, e ancora di più combattono nel romanzo di Paco Ignatio Taibo II, contro l’imperialismo, i soprusi, lo schiavismo, lo sfruttamento estremo di popoli e risorse naturali su cui la cosiddetta civiltà (soprattutto occidentale) si è sempre basata.

Questo è uno dei motivi del fascino che emanano personaggi come Sandokan e Yanez (l’europeo che ci riscatta, essendosi schierato dalla parte degli oppressi), oltre, ovviamente, all’indiscutibile carisma che entrambi hanno e alla loro quasi totale invincibilità. Ed è proprio a questa invincibilità che inneggia Yanez nel finale del romanzo: “Il fatto è che questi poveri imperi governati da imbecilli, non possono uccidere un mito.”