Pubblicato in: Citazioni, Libri

L’albergo delle donne tristi – Marcela Serrano * citazione

In questo bel romanzo di Marcela Serrano si parla molto di donne e dei rapporti fra uomini e donne.

Durante la lettura, fatta un po’ di tempo fa, ho sottolineato alcuni passaggi, eccone uno.

(non è importante sapere chi è sono Elena ed Emilia, è il concetto – la metafora – che mi ha colpita e che condivido)

Si stenta a credere che Elena non sia vissuta sempre in questa casa, tanto è parte integrante dell’ambiente. Trasmette una forte consapevolezza della sua persona. Secondo me, non si è mai seduta sui sedili posteriori di una macchina. Hai mai fatto caso, Emilia, che le donne si dividono tra quelle che prendono posto istintivamente davanti – e tutti si adeguano -, e le altre, come te e me, che vanno direttamente a sedersi dietro?”

cover albergo donne tristi Serrano

 

 

Pubblicato in: Libri

Marcela Serrano, un cenno su questa grande scrittrice

Marcela Serrano è una scrittrice che mi piace molto. Consiglio i suoi libri a chi ama leggere.

Antonella Sacco

Marcela Serrano è nata a Santiago del Cile nel 1951 ed è una delle più importanti scrittrici sudamericane. Si è sempre impegnata per la realtà politica del suo paese e sostiene le rivendicazioni femministe, temi, entrambi, che si ritrovano costantemente nei suoi romanzi.

I suoi romanzi hanno per protagoniste belle figure di donne e, secondo me, colgono con una grande sensibilità i vari aspetti della psicologia e della condizione femminile.

Immagine

I libri di Marcela Serrano 

(la prima data è riferita alla pubblicazione originaria e l’altra alla prima in Italia)

Noi che ci vogliamo così bene (1991 – 1996)

Il tempo di Blanca (1993 – 1998)

Antigua, vita mia (1995 – 2000)

L’albergo delle donne tristi (1997 – 1999)

Nostra signora della solitudine (1999 – 2001)

Quel che c’è nel mio cuore (2001 – 2002)

Arrivederci piccole donne (2004 – 2004)

I quaderni del pianto (2007)

Dieci donne (2011)

Adorata nemica mia…

View original post 63 altre parole

Pubblicato in: Citazioni, Libri

Marcela Serrano, Adorata nemica mia

(traduzione di Michela Finassi Parolo e Tiziana Gibilisco)

Questo libro, pubblicato nel 2013, è una raccolta di 20 racconti, uno dei quali dà il titolo alla raccolta stessa.

cover Adorata nemica mia

Quasi tutti i racconti hanno per protagonista una donna, ad eccezione del primo il cui protagonista è un uomo e di altri due che narrano storie di donne in modo un po’ particolare: “Femmine (un divertissement)” parla di due gatte, Anabella e Marilyn, la prima bella e dolce l’altra scontrosa; “Il testimone” è raccontato dal punto di vista di un cane, testimone impotente dell’omicidio di una donna a lui molto cara. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta è Dulcinea de Toboso, la dama di Don Chisciotte, a parlare di sé e di lui.
Storie di donne, di incontri, di infanzie, di amori sbagliati; ambientate in America Latina ma anche nell’ex Iugoslavia. Scritte con un linguaggio molto poetico e nello stesso tempo preciso e talvolta anche duro, com’è nello stile di questa grande scrittrice.

Concludo con una brevissima citazione da “Sopra il gommista”:

Il futuro. Bel concetto. Ingannevole, vago, figlio di una gran puttana.”

Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri letti nel mese di Maggio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Maggio.

“Uno strano luogo per morire” di Derek B. Miller

Questo romanzo viene etichettato come crime nordico, così mi aspettavo di leggere un giallo. Invece non è un giallo e non racconta neppure di un mistero o di un segreto da scoprire. Sappiamo chi è l’assassino (uno c’è davvero) dall’inizio, e come noi lo sanno tutti i personaggi, inclusa la polizia che, ovviamente, fa il possibile per trovarlo.

La trama è semplice, un ebreo americano ottantaduenne, vedovo, lascia New York per trasferirsi a Oslo, in Norvegia, per vivere a casa della nipote Rhea e di suo marito Lars. Rhea è l’unica figlia di Saul, l’unico figlio di Sheldon ed è stata cresciuta da lui e dalla moglie, dopo che Saul era morto nella guerra del Vietnam e la madre l’aveva abbandonata. A Oslo, proprio in casa sua, Sheldon è testimone dell’omicidio di una donna serba: l’assassino è l’uomo che al suo paese l’aveva violentata mettendola incinta e che adesso vuole il figlio. Sheldon nasconde il bambino e poi fugge con lui per impedire al padre-assassino di portarlo via con sé. Il romanzo racconta così della fuga di questa coppia che non comunica per mezzo delle parole, perché Sheldon parla inglese e il bambino non lo capisce; Sheldon parla lo stesso al bambino ed ha anche e soprattutto lunghi dialoghi con il suo passato, sia sotto forma del suo amico Bill, vicino di negozio a New York, che sotto forma di ricordi. Il dolore e rimorso di Sheldon è quello di avere istigato il figlio Saul ad arruolarsi per il Vietnam (lui lo aveva fatto per la guerra di Corea), dove poi ha trovato la morte.

Quindi un romanzo sostanzialmente di ricordi, in cui la parte gialla è solo una scusa. Dopo le prime decine di pagine il libro mi aveva un po’ annoiata, anche perché non era quello che mi aveva promesso di essere. Comunque sono andata avanti, abbandonando l’idea di stare leggendo un giallo: complessivamente però non mi è piaciuto molto, vuoi per la scarsa credibilità della fuga, motivata solo dalla scarsa fiducia di Sheldon nella polizia, fuga che mette in pericolo diverse persone, vuoi per un’eccessiva enfasi nel descrivere gli Stati Uniti come il paese della libertà, soprattutto per gli ebrei come lui, che (anche) per questo si era sentito in dovere di andare in guerra e di instillare nel figlio la stessa convinzione.

Argento vivo” di Marco Malvaldi

Un giallo tranquillo e ironico. Una commedia degli equivoci in cui i fraintendimenti e gli errori si susseguono dall’inizio alla fine. C’è anche uno scrittore (e a me piacciono le storie di o con scrittori) che, coincidenza, sta ultimando un romanzo su un matematico. Un romanzo corale, in cui le vicende dei vari personaggi dapprima si incrociano ad opera del caso e poi si intrecciano in modo sempre più fitto, fino alle “soluzioni” (perché di soluzioni al plurale bisogna parlare) finali.

Morte a Pemberley” di P. D. James

Pemberley: sì proprio quel Pemberley, la dimora di Darcy, uno dei protagonisti di “Orgoglio e pregiudizio”. Ovvero uno dei miei romanzi preferiti, uno di quelli che di quando in quando rileggo, in parte o tutto, e che ho tenuto per anni sul comodino. L’idea di un giallo i cui personaggi principali sono quelli creati da Jane Austen mi è sembrata intrigante, anche se l’articolo che ha attirato la mia attenzione su questo libro, in The lark and the plunge, non lo descriveva in termini entusiastici.
Mi è sembrato che la possibilità di passare un altro po’ di tempo con Lizzie, Darcy e gli altri valesse il rischio, probabile, di una delusione. Così, quando la delusione c’è stata (e fino dalle prime pagine) l’avevo messa in conto e non è stata una sorpresa.
La storia narrata è molto semplice e la narrazione procede lentamente, con una densità di particolari e dettagli che contribuiscono, sì, a costruire l’atmosfera del periodo in cui la vicenda si svolge, ma che la rendono anche un po’ noiosa. I fatti sono in realtà pochissimi, l’omicidio avviene dopo oltre sessanta pagine e, in pratica, non vi sono indizi da seguire, né più indiziati fra cui identificare il vero colpevole. L’indagine stessa mi ha dato la sensazione di qualcosa di rigido, oltre che di poco approfondito.
Infine, e questo forse è il difetto maggiore, i personaggi della Austen sono dipinti con colori spenti: Elizabeth non ha niente della sua arguzia, Darcy ha perso tutta la sua sicurezza; l’unica a conservare la sfrontatezza e l’incoscienza che la caratterizzano è Lydia. Penso che con questo materiale si sarebbe potuto scrivere un romanzo più avvincente, con colpi di scena e ribaltamenti di prospettiva come un lettore si aspetta in un giallo.
Comunque sia, anche se non so bene perché, non mi sento proprio di sconsigliarlo.

La briscola in cinque” di Marco Malvaldi

Bar Lume

Il primo giallo con protagonista Massimo, il barista del BarLume e il poker di anziani suoi clienti e amici (nonno incluso). Divertente e leggero, con un linguaggio ironico che vira spesso sul toscano, originale l’idea del coro greco (citazione) costituito dai quattro pensionati.

Adorata nemica mia” di Marcela Serrano

(traduzione di Michela Finassi Parolo e Tiziana Gibilisco)
Questo libro, pubblicato nel 2013, è una raccolta di 20 racconti, uno dei quali dà il titolo alla raccolta stessa. Ho scritto qualcosa di più a questo link.

Il quaderno di Didine” di Dominique Valton

Un ebook di un’autrice self. Una storia definita fiaba che forse proprio fiaba non è anche se è qualcosa di simile. Raccontata, anzi scritta in prima persona dalla protagonista, una bambina di nove anni che vive in un orfanotrofio, ha il colore e l’ambientazione di romanzi di qualche decennio fa. Quello che caratterizza in positivo “Il quaderno di Didine” è proprio questa narrazione in prima persona: sembra davvero di leggere il diario di una bambina che affida alla carta i suoi timori e i suoi sogni, la tristezza e il senso delle ingiustizie subite, svelando tutta la sua ingenuità ma anche una sua saggezza e molto coraggio.

Post concluso, Maggio è finito.


Pubblicato in: Libri

Scrittrici, due parole sulle mie preferite

In occasione dell’otto marzo vorrei dire due parole sulle scrittrici che preferisco, tra quelle che ho letto, ovviamente. Ad alcune di esse ho dedicato anche un articolo (vedi i vari link).

Una delle autrici che amo di più è Jane Austen; credo di aver riletto “Orgoglio e pregiudizio” decine di volte. Ho letto anche gli altri suoi romanzi, la maggior parte almeno due volte: sono tutti intrisi della stessa ironia sottile e spirito di osservazione, e so che molti considerano “Emma” il suo capolavoro, ma secondo me né quello né gli altri raggiungono le vette di “Orgoglio e pregiudizio”.

Altra grande scrittrice è per me Ursula K. Le Guin, che ho scoperto in tempi relativamente recenti; i suoi romanzi che amo di più sono “La mano sinistra delle tenebre” e la saga di Earthsea.

Ho amato molto anche la prima Isabelle Allende, fino a “Paula”: ho trovato splendidi sia i romanzi (“La casa degli spiriti”, “D’amore e d’ombra” e “Il piano infinito”) che i racconti di Eva Luna.

Altra autrice sudamericana davvero brava è per me Marcela Serrano, romanzo preferito (ma sono tutti molto belli): “Antigua vita mia”. A questo link citazioni da “Nostra signora della solitudine”.

Tracy Chevalier scrive romanzi storici che hanno per protagoniste delle belle figure di donne, quello che ho apprezzato di più è “Strane creature”.

Di Virginia Woolf amo soprattutto “Una stanza tutta per sè”.

Anche come rappresentante di tutte le autrici di gialli, un genere che, soprattutto da giovane ho frequentato molto, aggiungo a questo gruppo Agatha Christie.

 

Pubblicato in: Libri, Riflessioni

2014: i libri ed ebook che mi sono piaciuti di più

gazza a Madrid

La mia top list dei libri che mi sono piaciuti di più fra quelli che ho letto, in ordine alfabetico di autore

Asimov Isaac * Io, robot

Ella Berthoud, Susan Elderkin, Fabio Stassi (editor) * Curarsi con i libri: rimedi letterari per ogni malanno

Marcelo Figueras * Kamchatka

Marcela Serrano *Dieci donne

Clifford D. Simak * City

Clifford D. Simak * L’anello intorno al sole

Quest’anno ho scoperto il mondo del self-publishing e ne faccio parte sia come autrice che come lettrice e ho trovato alcune opere di autori autopubblicati davvero valide. Aggiungo pertanto alla mia lista anche gli ebook che ho apprezzato maggiormente.

Roberto Bonfanti * La vita è dura nei dettagli

Roberto Bonfanti * Cose che si rompono

Concetta D’Orazio * La fragranza dell’assenza

Noemi Gastaldi * Il battito della bestia (Oltre i confini vol. 2)

Manuela Paric * L’enigma delle anime perdute

Walt Popester * Dagger – La luce alla fine del mondo

 

Pubblicato in: Citazioni, Libri

Marcela Serrano, un cenno su questa grande scrittrice

Marcela Serrano è nata a Santiago del Cile nel 1951 ed è una delle più importanti scrittrici sudamericane. Si è sempre impegnata per la realtà politica del suo paese e sostiene le rivendicazioni femministe, temi, entrambi, che si ritrovano costantemente nei suoi romanzi.

I suoi romanzi hanno per protagoniste belle figure di donne e, secondo me, colgono con una grande sensibilità i vari aspetti della psicologia e della condizione femminile.

Immagine

I libri di Marcela Serrano 

(la prima data è riferita alla pubblicazione originaria e l’altra alla prima in Italia)

Noi che ci vogliamo così bene (1991 – 1996)

Il tempo di Blanca (1993 – 1998)

Antigua, vita mia (1995 – 2000)

L’albergo delle donne tristi (1997 – 1999)

Nostra signora della solitudine (1999 – 2001)

Quel che c’è nel mio cuore (2001 – 2002)

Arrivederci piccole donne (2004 – 2004)

I quaderni del pianto (2007)

Dieci donne (2011)

Adorata nemica mia (2013)

Una citazione tratta delle prime pagine di “Dieci donne”

Quanto mi commuovono le donne. E che pena mi fanno. Perché una metà del genere umano si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l’altra metà non fa nulla? Non temo di sembrare sciocca, dice fra sé Natasha, so quello che dico. So quello che dico.”

(Natasha è una psicoterapeuta)

 

 

Pubblicato in: Citazioni, Libri

MARCELA SERRANO, NOSTRA SIGNORA DELLA SOLITUDINE

Poi ci penso su: non vale la pena conservare le cose. Il passato è soltanto quello che oggi ci resta – per quanto soggettivo e menzognero possa essere -, non i fatti reali, ma ciò che il cuore considera vero dopo che il lavorio del tempo li ha fatti decantare. La verità nel senso letterale del termine non serve a niente

(pagina 157).