Ipazia, matematica

Ipazia fu una scienziata e filosofa alessandrina. Nel seguito un cenno alla sua storia come l’ho raccontata nel mio romanzo per ragazzi “Lidia, che detesta la Matematica”.

Il dialogo è fra Lidia, la protagonista, e Oscar, un calzolaio appassionato di Matematica.

«… visse ad Alessandria d’Egitto. Era figlia di un matematico, Teone. Si occupò di filosofia, astronomia, meccanica. Disegnò alcuni strumenti scientifici, fra cui l’astrolabio. Aveva una sua scuola, frequentata da uomini e donne di qualunque religione; insegnava camminando per la città e riteneva che la conoscenza non fosse qualcosa da custodire in segreto, al contrario dei pitagorici ai quali era proibito diffonderla.»

Questa matematica mi piaceva molto e mi pareva che il suo nome sarebbe stato perfetto per la micia. Oscar intanto continuava:

«I suoi concittadini l’ammiravano e la stimavano, molti dei suoi allievi diventarono personaggi importanti, alcuni perfino vescovi, e continuarono a scambiarsi lettere con lei e a considerarla una maestra. Quello che conosciamo di lei deriva proprio dalle testimonianze di questi allievi e dagli scritti degli storici del tempo. Purtroppo in quegli anni era in atto una persecuzione contro i pagani, cioè i non cristiani, da parte dei cristiani; la biblioteca di Alessandra, che conteneva migliaia di libri antichi e unici, raccolti nel corso dei secoli, fu incendiata e nel 415 la stessa Ipazia fu assassinata in modo barbaro, perché era colta, sapiente e soprattutto donna.»

«Chi la uccise?»

«Si ritiene che siano stati gli appartenenti a una setta di fanatici cristiani.»

Carezzavo la gatta e pensavo a quella donna a cui il sapere era costato la vita: al suo posto sarei stata capace di fare altrettanto?

«Che storia triste.»

«Si dice che fosse molto bella. Ha ispirato poeti e scrittori e in questi anni è stato creato un progetto internazionale per favorire la partecipazione delle donne di tutte le nazionalità alla ricerca scientifica che in suo onore è stato chiamato Ipazia.», ha concluso Oscar.

«Dev’essere stata una persona speciale…

Lidia Copertina

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Citazione matematica #2

(dalla commemorazione funebre che Paul Erdős scrisse per Stan Ulam, da “L’uomo che amava solo i numeri di Paul Hoffman, Oscar saggi Mondatori.)

Joseph-Louis Lagrange: “un matematico non ha interamente compresa la propria opera finché non l’abbia resa così chiara da poter essere spiegata al primo passante in cui s’imbatte per via.“

 

 

Citazione matematica #1

Dalla commemorazione funebre che Paul Erdős scrisse per Stan Ulam, da L’uomo che amava solo i numeri di Paul Hoffman, Oscar saggi Mondatori.

Nelle Mille e una notte il re viene salutato da un «O Re, possa tu vivere per sempre”». Un matematico e scienziato può essere salutato con un più realistico «O Matematico, possano i tuoi teoremi vivere per sempre.»

 

 

Ricordi di scuola – Giochino-test #1

Quando ero al liceo, ovvero un paio di vite fa ma anche tre, girava fra le altre cose una sorta di giochino-test che mi è tornato in mente ieri, non so perché.

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Lo riassumo prima di scrivere le riflessioni che mi ha ispirato.

Anna deve raggiungere (o salvare) il fidanzato, Enrico. Per farlo deve ottenere l’aiuto di tre persone. La prima è Dario, che in cambio dell’aiuto le chiede dei soldi; la seconda è Sergio che le chiede di fare sesso con lui e infine Renzo che l’aiuta senza volere niente. Quando Anna raggiunge il fidanzato e gli racconta cosa ha dovuto fare lui la lascia.

Ho realizzato che questa breve storia appena accennata rispecchia personaggi e intreccio di molti romanzi (soprattutto romance, magari, ma non solo, penso anche a gialli). I personaggi, cioè, rappresentano altrettanti prototipi (se non in qualche caso perfino archetipi) e l’intreccio può essere la base per innumerevoli trame in cui variano ambientazioni, dettagli, motivazioni (sottostanti a quelle espresse, intendo) e finali.

Un po’ il concetto, ridotto, delle carte di Propp, insomma. Un tema che mi ha sempre affascinata, forse per la mia mentalità (anche) matematica: poter ricondurre tutte le storie a un numero finito e anche piccolo di trame-guida. Pochi elementi, mescolati e aggregati in modo diverso, possono dare origine a infinite storie… davvero intrigante, no?

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Tornando al giochino-test: dopo il racconto delle vicende di Anna la domanda era: “Metti in ordine di tuo gradimento i personaggi, da quello che secondo te si è comportato meglio a quello che si è comportato peggio”. Ogni personaggio simboleggia infatti un valore. Quale lo svelo (per chi non lo avesse capito, cosa peraltro piuttosto facile) nel prossimo post.

Dubito che il test abbia qualche valore, ho riesumato il giochino solo per la sua relazione con la scrittura.

 

 

 

Spin-off di La grande menzogna – Sara #1

SARA – La nonna

Grande menzogna SPIN OFF SARA 2 azzurro«Sei bravissima» dice la nonna controllando le operazioni che ho risolto. «Non ne hai sbagliata una!» aggiunge sorridendo.

«Sono facili» commento.

Lei si fa improvvisamente seria e la sua espressione quasi mi spaventa: ho detto qualcosa che non va? Le parole che pronuncia sono solenni e non sono sicura di capirle bene, però sento che sono importanti e le imprimo nella memoria.

«Sara, tu hai solo cinque anni… operazioni come queste le insegnano ai bambini di dieci anni. Tu sei molto intelligente, molto più della maggior parte dei bambini della tua età.»

Poi sospira.

«È una cosa brutta?» chiedo un po’ preoccupata.

«No, non lo è. Però potrebbe diventarlo, è un dono che non devi sprecare. Non dovrai permettere a niente e a nessuno di impedirti di seguire la tua strada. Ricordalo sempre.»

«E qual è la mia strada?»

«Lo scoprirai al momento giusto, vedrai.»

Poi cambia tono e mi propone un gelato: l’idea mi attira e lascio che i suoi consigli rimangano in un cantuccio della mia mente mentre penso a quali gusti vorrei assaggiare.

Qualche giorno dopo sento la nonna che parla con la mamma, anche stavolta le sue parole suonano un po’ strane.

«Tua figlia è un piccolo genio. Devi starle vicina, spesso i bambini come lei sono più fragili degli altri.»

La mamma sbuffa infastidita, non va d’accordo con la nonna, che è la mamma di mio padre. «Sara non è fragile di sicuro. È così testarda» dice.


Libri letti nel mese di Gennaio 2016, #2

Ecco altre letture di questo mese: quattro ebook, quattro testi molto diversi fra loro.

Fantamatematica, Maurizio Codogno

In poche righe temi classici della fantascienza e della narrativa distopica, come viaggi nel tempo, universi paralleli, entità superiori che dispongono il destino degli umani, si intrecciano con concetti matematico-logici o con episodi della vita di grandi matematici e danno origine a racconti brevi e brevissimi, talora fulminanti, scritti con tono ironico e linguaggio fluido.
Alcune storie mi sono sembrate quasi un’”applicazione letteraria” dell’affermazione di Galileo per cui l’universo è scritto in “lingua matematica”: piccoli e piccolissimi cambiamenti di “qualcosa” modificano completamente la realtà quando non distruggono addirittura universi… 
Questi testi si “bevono”, sono davvero piacevoli. Leggere per credere (non sono necessarie conoscenze specifiche).

La terra di nessuno (Jolly Roger vol. 1), Gabriele Dolzadelli

Una storia di avventure, ambientata dal 1658 al 1670 circa, che inizia in Irlanda e prosegue nell’isola caraibica di Puerto Dorado, luogo occupato prima dagli spagnoli e poi conquistato da un’alleanza di inglesi, francesi e olandesi. A Puerto Dorado si intrecciano le vicende di vari personaggi, alcuni mossi dall’ambizione e dalla sete di potere, altri dall’amore o dall’affetto. Il romanzo è la prima parte di una serie e non è autoconclusivo. Mi è sembrato abbastanza interessante, i personaggi sono vari e caratterizzati; la scrittura però non è sempre corretta e vi sono diversi refusi.

Donne e autrici: la missione possibile del sesso memore, Sara Zelda Mazzini

Si tratta di una raccolta di 14 interviste ad autrici self e non solo, che vale la pena di leggere anche solo per l’introduzione (scritta da Sara Zelda Mazzini), in cui sono ben evidenziate le problematiche che una donna che vuole/ama scrivere si trova ad affrontare, almeno nella maggior parte dei casi (e che a me sono molto familiari). Alcune delle autrici sono anche blogger e/o giornaliste, molte hanno un lavoro (diverso dallo scrivere), sono madri di famiglia: conciliare tutti gli impegni con la scrittura non è facile. Come ho detto mi sono riconosciuta in diverse delle affermazioni riportate nelle interviste e credo che lo stesso possa accadere a qualunque donna (in particolare se scrive, ma anche se ha una qualunque altra passione) legga questo ebook. 
Penso e spero che puntualizzare una volta di più come ancora oggi (in Occidente) per le donne sia sempre una conquista dedicarsi a qualcosa che non sia la famiglia o il lavoro “tradizionale” possa aiutare le donne stesse a sentirsi più libere di seguire i loro interessi.

Invarianze di scala, Rabolas

Si tratta di una raccolta di poesie, un ebook dalla cover davvero stupenda, con tre gufi nel cavo di un tronco. (Preciso che, di solito, non sono una lettrice di poesie.) In questo ebook ho trovato belle immagini e alcune sensazioni simili quelle che ho provato anch’io. Le poesie che mi sono piaciute di più: Senza titolo, L’asino volante.


Galileo Galilei, citazione

Una delle citazioni più famose di quello che è considerato il primo scienziato moderno.

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.

(da Il Saggiatore)