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Scrivere zen – Natalie Goldberg #4

(Titolo originale “Writing down the bones”, Traduzione di Bernardo Draghi; originale pubblicato nel 1986; edizione italiana da me letta del 1987)

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Un altro concetto interessante e condivisibile, almeno per me, è quello descritto nel capitolo “Problemi con il revisore”. La Goldberg considera lo scrittore come diviso in due figure: il creatore e il revisore. E afferma che i due ruoli devono essere distinti e lavorare separatamente, altrimenti il revisore potrebbe bloccare la creatività.

Ecco le sue parole:

Quando ci si dedica allo scrivere, è importante tenere il creatore separato dal revisore, cioè dal censore interno, così che il creatore goda di ampio spazio per respirare, esplorare ed esprimersi. Se il revisore comincia a scocciare sul serio, e ci si trova in difficoltà a distinguerlo dalla propria voce creativa, ogni volta che è necessario sedetevi e scrivete quello che vi sta dicendo; concedetegli di esprimersi pienamente. “Sei una stupida, chi ti ha detto che sai scrivere, che cosa sono queste schifezze…”

Meglio lo si impara a conoscere, questo revisore, e più facile diventa ignorarlo. … Non rafforziamone il potere ascoltando le sue parole vuote.

In effetti, se stiamo scrivendo la prima stesura di una storia e quindi siamo nella fase più creativa, giudicare quello che si scrive mentre lo si scrive può essere bloccante. E fermarsi per criticare ciò che si scrive prima di averlo finito può anche impedirci di finirlo. Invece, una volta arrivati in fondo alla storia, avremo modo di apprezzare e utilizzare il nostro senso critico: anzi, sarà necessario affidarsi a lui per correggere e modificare tutto quello che non funziona.

 

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Scrivere zen – Natalie Goldberg #3

(Titolo originale “Writing down the bones”, Traduzione di Bernardo Draghi; originale pubblicato nel 1986; edizione italiana da me letta del 1987)

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Un capitolo del libro si intitola “Scrivere ovunque”: come si intuisce facilmente suggerisce che è possibile scrivere ovunque e in qualunque situazione, per difficile che possa sembrare.

Trovo che sia vero, almeno in parte, per me. Ho imparato a scrivere in molte situazioni “di attesa” e nonostante la confusione. Certo non potrei revisionare un testo, in quella fase ho bisogno di calma e di un minimo di comodità, ma riesco a buttare giù parole e pagine, anche se poi, le correggerò, magari pesantemente. È comunque bello poterlo fare, è un modo per restare in contatto con l’idea e la storia a cui sto lavorando. O, a volte, per iniziare qualcosa di nuovo.

Ecco quella che, a mio parere, è la parte centrale del capitolo:

Tira fuori un altro taccuino, prendi un’altra penna, e scrivi, scrivi, scrivi. Al centro del mondo, basta fare un solo passo positivo. Al centro del caos, basta fare un solo atto definitivo. Scrivi e basta. Si’ di sì, resta viva, sii desta. Scrivi e basta. Scrivi. Scrivi.

In fin dei conti la perfezione non esiste. Se si vuol scrivere, bisogna tagliar corto e scrivere. Non esistono atmosfere perfette, quaderni perfetti, penne o scrivanie perfette. Perciò bisogna addestrarsi a essere flessibili.

Aggiungo anche che, per quanto mi riguarda, cerco di scrivere anche quando sento che quello che metto nero su bianco non mi piace. Lo butterò, lo cambierò. Ma intanto resto ancorata alla storia e alla scrittura.

 

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Scrivere zen – Natalie Goldberg #2

(Titolo originale “Writing down the bones”, Traduzione di Bernardo Draghi; originale pubblicato nel 1986; edizione italiana da me letta del 1987)

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Fra gli altri suggerimenti Natalie Goldberg consiglia di non arrendersi, di non lasciarsi scoraggiare dagli insuccessi. Questo è vero per la scrittura, ma ovviamente lo è per ogni cosa a cui si tiene veramente.

Ma non dobbiamo ascoltare i nostri dubbi. Non ci portano che sofferenza e depressione.

A volte, aggiungo, i dubbi sono la voce, o, almeno, i sostenitori della pigrizia. Perché perseguire uno scopo, assecondare una passione è anche molto faticoso e richiede molta volontà. È più facile rinunciare, se le cose non vanno subito come si vorrebbe. Ma rinunciare non vale…

 

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Libri sulla scrittura – 1

Una prima bibliografia di libri che trattano, più o meno direttamente, di scrittura:

Natalie Goldberg – Scrivere zen

Natalie Goldberg – Wild mind (in inglese)

Gianni Rodari  – Grammatica della fantasia

Italo Calvino – Lezioni americane

Rayond Queneau – Esercizi di stile

Francis Scott Fitzgerald – Le belle storie si raccontano da sole

Mario Vargas Llosa – Lettere a un aspirante romanziere