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Storie di bimbe, di donne, di streghe – Elizabeth Gaskell * impressioni di lettura

(Traduzione di Marisa Sestito; edizione italiana da me letta del 2008)

Si tratta di una raccolta di quattro racconti, più precisamente:
La strega Lois” (“Lois the Witch”, 1861)
Il racconto della vecchia balia” (“The Old Nurse’s Story”, 1852)
La clarissa” (“The Poor Clare Half a Life”, 1856)
Susan Dixon” (“Half a Life-Time Ago”, 1855)

cover Gaskell 4 storie

I quattro racconti sono tutti piuttosto tristi o, meglio, a me hanno lasciato l’impressione di tristezza, come la lettura di “Ruth”.

Ne “La strega Lois”, ambientato verso il 1690 troviamo una giovane donna che si trova costretta dalla morte della madre a emigrare in America, a Salem; la sua presenza, per quanto tranquilla, porta dei cambiamenti nelle dinamiche della famiglia di parenti che la ospita e che è esageratamente religiosa come del resto tutto il paese. (Salem come paese delle streghe, Stephen King…) Le tensioni all’interno della famiglia crescono, il cugino vuole sposarla ed è ossessionato da lei, una cugina è gelosa a causa del giovane di cui è innamorata; ogni comportamento negativo (o considerato tale) o problema di un membro della famiglia viene attribuito a poteri magici diabolici posseduti da Lois, e questa convinzione cresce sempre più fino a che la ragazza non viene condannata come strega. Fino dall’inizio si percepisce che la storia finirà in tragedia, una tragedia come probabilmente ce ne sono state, purtroppo, molte, nei lunghi secoli in cui un dettaglio da niente bastava a marchiare una persona (soprattutto una donna) come complice del diavolo, strega o stregone.

Il racconto della vecchia balia” è una storia di fantasmi, eventi vissuti appunto da una vecchia balia.

Ne “La clarissa” un personaggio ormai vecchio (nel 1747) che, pur non avendo vissuto la maggior parte degli eventi narrati è comunque molto coinvolto dagli esiti di questi, racconta di una odiosa maledizione.

Susan Dixon” narra di una donna che sacrifica le sue prospettive matrimoniali e quindi l’amore per un uomo a causa dell’amore verso il fratello debole di mente, di cui è la sola che può prendersi cura. È un bel personaggio di donna forte, dal destino triste. Anche in questo caso si comprende fino dall’inizio che la sua storia non ha un lieto fine, perché il racconto inizia mostrandocela già di età matura e sola.

Come nei due romanzi, ovvero “Nord e Sud” (1855) e “Ruth” (1853), che ho letto di questa scrittrice, il cui nome completo è Elizabeth Cleghorn Gaskell (Londra, 29 settembre 1810 – Alton, 12 novembre 1865), la psicologia dei protagonisti è sempre molto approfondita, i personaggi sono tutti molto vivi.

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Nord e Sud – Elizabeth Gaskell * impressioni di lettura

(titolo originale North and South, 1855; letto nell’edizione 2014, trad. Laura Pecoraro)

Il primo aggettivo che mi viene in mente come commento a questo romanzo è interessante. Ammetto che non significa molto, ma cercherò di spiegare cosa intendo. Che desta interesse, davvero. Almeno ha destato il mio.

cover Nord e Sud

La storia, che si svolge all’epoca in cui visse l’autrice, ha come protagonista una ragazza, Margaret Hale, che dopo aver vissuto in relativa agiatezza in un paese del sud dell’Inghilterra, luogo ancora legato ai valori tradizionali e immerso in una piacevole natura, si trasferisce con la famiglia in una città del nord, un centro industriale in pieno sviluppo, dall’aria fumosa e inquinata.

Il cambiamento è molto profondo e Margaret si trova a incontrare persone e situazioni molto diverse da quanto aveva fino a quel momento sperimentato. Conosce gli industriali, in particolare uno, e stringe amicizia con la figlia malata di un operaio e con l’operaio stesso. Assiste a uno sciopero che rischia di sfociare nella violenza, anzi è proprio il suo intervento che evita spargimenti di sangue.

Attraverso le vicende e la maturazione di Margaret, la Gaskell ci mostra il cambiamento della società inglese e del rapporto fra le classi sociali. Ed è questo, soprattutto, che intendevo con interessante, questo aspetto che, per me che leggo dopo oltre centosessanta anni è Storia, ma Storia vista da una persona, anzi più persone che ci vivono in mezzo. Grazie alla storia di Margaret diventa una Storia viva, insomma.

Non è, comunque, solo Margaret a crescere, anche altri personaggi, in seguito alle varie vicende e, in parte, per l’influenza diretta o indiretta della protagonista, cambiano i propri comportamenti, si aprono a nuove idee. I personaggi sono tutti molto approfonditi e realistici, ben caratterizzati e molto umani, con difetti e pregi; commettono errori e sono capaci di grandi generosità. Ci si affeziona con facilità a molti di essi.

Si sente che è una scrittura di oltre un secolo fa, ma la lettura procede lo stesso in modo fluido.

Non avevo letto niente di questa scrittrice, benché fosse famosa, è stata una bella scoperta.

Elizabeth Gaskell nacque a Londra il 29 settembre 1810 e morì ad Alton il 12 novembre del 1865.


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Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 29 settembre

Miguel de Cervantes Saavedra (1547 – 1616), scrittore spagnolo.
Grande, grandissimo il suo “Don Chisciotte“. L’ho letto oltre venti anni fa ma lo ricordo come una grande lettura, piacevole e profonda a un tempo. Un grande protagonista che, nonostante le continue sconfitte, risulta un eroe.

Elizabeth Gaskell (1810 – 1865), scrittrice inglese.
Di lei ho letto di recenteNord e Sud” e “Ruth”, romanzi che ho apprezzato molto.

cover Nord e Sud

Elizabeth Peters (Barbara Louise Gross Mertz) (1927 – 2013), scrittrice statunitense.
Di lei ho letto qualche anno fa un poliziesco, ambientato nell’Ottocento, che però non mi ha entusiasmata: “Indagine nel museo egizio“.