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Concetta D’Orazio, scrittrice

Concetta D’Orazio, che al suo attivo diversi ebook autopubblicati, è un’autrice dalla scrittura elegante e raffinata, capace di usare in modo sapiente le tante possibilità della lingua italiana offrendo nello stesso tempo frasi e periodi molto fluidi, dall’apparente leggerezza, per una lettura davvero gradevole.
Questa scrittrice propone contenuti altrettanto interessanti, personaggi vivi e dalla psicologia complessa, come lo sono nella realtà le persone. Molte, le belle figure di donne, protagoniste di romanzi e racconti.
Oltre a opere in prosa questa autrice ha pubblicato anche una raccolta di poesie, dal titolo Florilegio. La mente cammina dove la penna si trascina“.

Nel seguito qualche mio commento sugli ebook che ho letto.

Nero di memoria – romanzo

Nella seconda guerra mondiale uno dei momenti più drammatici per gli italiani è iniziato, paradossalmente, dopo la fine della guerra stessa, o meglio dopo la firma dell’armistizio: i tedeschi da alleati sono diventatati occupanti e si sono imposti con la forza e la violenza sulla popolazione e non solo su quella.
Il romanzo di Concetta D’Orazio mostra le difficoltà che le persone si sono trovate ad affrontare in una nazione già provata dalla guerra: le donne in paese con i figli, gli uomini non più soldati ma internati in campi di prigionia. E sia le une che gli altri hanno combattuto quotidianamente la loro battaglia contro la fame e la miseria, per una sopravvivenza che non fosse comunque a costo della perdita della dignità umana. Persone rassegnate a subire le conseguenze di eventi che non capivano fino in fondo ma nello stesso tempo non disposte a rinunciare proprio a tutto.
L’atmosfera e i sentimenti sono resi molto bene dal linguaggio adottato, le ripetizioni di frasi fanno condividere al lettore il disorientamento dei personaggi e danno un ritmo originale alla narrazione.

Sette giri di donna – romanzo

Echi degli studi e, forse, di persone incontrate davvero si intrecciano in questo romanzo e si esprimono sotto forma di voci di donne, giovani donne la cui vita avrebbe potuto, chissà, essere quella di Ines, la protagonista narratrice.
Sei donne raccontano la loro storia a Ines; sono donne di epoche diverse che le parlano nella sua fantasia, e hanno tutte con vite difficili, perché sono difficili le vite delle donne; e poi a volte non basta nemmeno essere forti: bisogna essere unite, donne con donne, donne per donne.
Un libro ben scritto e interessante, ed è piacevole e ben dosato l’alternarsi fra il racconto delle giornate della protagonista con le storie che lei scrive, o, per meglio dire, scopre scrivendo. Unico neo, forse, la brevità. Ma ho scritto forse.

Inganni di coscienza – racconto

Si potrebbe quasi immaginare che la protagonista di questo racconto faccia parte dell’insieme di figure femminili che hanno dato vita a “Sette giri di donna”. Un racconto sulla solitudine, voluta e non voluta, e sulla paura di stare con gli altri. Un dialogo interiore, scritto in modo elegante e intenso; una protagonista di cui mi sarebbe piaciuto seguire più a lungo le riflessioni e le vicende, narrate con la consueta raffinatezza di Concetta D’Orazio.

La fragranza dell’assenza – romanzo

COVERfragranza

Un racconto in prima persona per una lettura che scivola via leggera. Ma è una leggerezza apparente, dovuta alla cura con cui l’autrice scrive e fa parlare la protagonista di sé e delle sue incertezze e paure.
Seguiamo con interesse e partecipazione Maria Celeste – il nome richiama la leggerezza a cui la donna aspira – nel suo vivere quotidiano in cui la solitudine la fa da padrona e la induce a sacrificare il suo corpo. Poi, dal momento in cui inattesi messaggi, che le propongono strani appuntamenti in luoghi sempre diversi, irrompono nel suo tran-tran, diventiamo anche curiosi, come lei, di sapere chi e perché li sta inviando, e, anche se forse potremmo sospettarlo, non ne abbiamo certezza fino alle ultime pagine.
Un romanzo davvero ben scritto, con uno stile personale e grande proprietà di linguaggio.

Concetta D’Orazio tiene anche un blog, QuestePagine, in cui pubblica articoli interessanti e arguti.

 

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Almanacco: scrittori nati il giorno 8 febbraio

Jules Verne

(1828 – 1905), scrittore francese.
Uno dei padri della Fantascienza, indubbiamente. Di lui ho letto da ragazzina l’edizione ridotta di diversi romanzi e di recente la versione integrale (spero) de “Il giro del mondo in ottanta giorni”, “Viaggio al centro della terra” e “Il dottor Oss”.

Giuseppe Ungaretti

(1888- 1970), poeta e scrittore italiano.
Ho letto molte delle sue poesie. Trovo meravigliose quelle brevissime, fra tutte “Soldati” e “Fratelli”.

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.

Fratelli

   Di che reggimento siete,
fratelli?
    Parola tramante
nella notte
    Foglia appena nata
    Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
    Fratelli

John Grisham

(1955) scrittore statunitense.
Di grande successo. Di lui ho letto alcuni romanzi, fra cui “L’avvocato di strada” e “Il socio”.

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Almanacco: scrittori nati il 26 ottobre

Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri (1871 – 1950), scrittore e poeta italiano e romanesco.
Ho letto più e più volte le sue raccolte di poesie in romanesco, così graffianti e ancora molto attuali.
Eccone ad esempio una:

L’OMO E LA SCIMMIA
L’ Omo disse a la Scimmia:
-Sei brutta , dispettosa:
ma come sei ridicola!
ma quanto sei curiosa!
Quann’ io te vedo, rido:
rido nun se sa quanto!…

La Scimmia disse : – Sfido!
T’ arissomijo tanto!

 

Carlo Lucarelli (1960), scrittore italiano.
Ho letto diversi dei suoi romanzi gialli., forse il mio preferito fra questi è “Almost blue”. Si leggono bene, ma non tutti mi sono piaciuti.

 

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Almanacco: poeti e scrittori nati il 12 luglio

Pablo Neruda (1904 – 1973). poeta cileno

Premio Nobel per la letteratura nel 1971.

Di lui ho letto qualche poesia e, pochi anni fa, l’autobiografia “Confesso che ho vissuto”.

 

Donald E. Westlake (1933 – 2008), scrittore statunitense.

Scrittore di gialli che ha usato molti pseudonimi. Ho letto di lui vari libri, firmati in vario modo (ero una lettrice dei gialli Mondadori, proprio come mia madre), ma non ricordo nessun titolo.

 

Aldo Nove (1967), scrittore italiano

Ho letto di lui “Woobinda”, racconti di cui però non ricordo nulla. Probabilmente non mi avevano colpita molto.