Pubblicato in: Segnalazione nuove uscite

Delitti artici – Marialuisa Moro – Segnalazione

Segnalo  l’uscita del nuovo ebook di Marialuisa Moro; l’autrice propone ai suoi lettori un altro thriller, stavolta con un protagonista che di cui hanno seguito le vicende in “Puzzle”. A questo link potete leggere anche l’intervista che le ho fatto. E, se cercate nel blog il suo nome, potrete leggere le mie impressioni di lettura a diversi dei suoi romanzi.

Questa è la citazione che precede il romanzo, direi che è molto rivelatrice:

Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini.” (Karl Kraus)cover Delitti artici

Questa la sinossi

Chi ha letto PUZZLE, ambientato a pochi chilometri da Capo Nord, sa di chi parlo. Per chi non lo conoscesse già, entra in scena il commissario Stig Olsen. Dopo la soluzione del caso più sanguinario e orripilante della sua carriera, “il caso del macellaio di Gjesvᴂr”, così definito perché l’assassino tagliava a pezzi le sue vittime per ricomporle in un orrido puzzle, il commissario Stig Olsen, emotivamente devastato e ferito in ciò che aveva di più caro, si trasferisce a Tromso per cambiare aria. In quella città, che da principio gli pare priva degli stimoli di cui ha bisogno per distrarsi e lo fa pentire della sua scelta, si troverà ben presto ingaggiato in una lotta corpo a corpo con gli spettri del passato, travolto da una spirale di odio e di satanica follia, in un ruolo nuovo per lui: quello di vittima designata.

 

Pubblicato in: Interviste self, Libri

Intervista a Marialuisa Moro

Eccoci al primo appuntamento con le interviste agli autori self. Oggi vi presento un’autrice di cui ho letto e commentato vari ebook: Marialuisa Moro. Da pochi giorni è uscito il suo ultimo ebook, dal titolo Orrore a Helsinki: thriller finlandese.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo? Per me scrivere è un’esigenza insopprimibile, un modo di comunicare con gli altri.
  2. Perché hai scelto di scrivere thriller, noir, horror? Cosa ti consentono di esprimere? Mi piace sondare i misteri dell’animo umano e dipingere la gente nella sua realtà quotidiana: i generi sopra citati sono quelli che per me più si adattano a questo scopo.
  3. Da cosa prendi spunto per le tue storie? Dalla vita reale che mi circonda, dalle mie esperienze, da persone che conosco, da fatti di cui sento parlare e dalle letture che faccio.
  4. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie? Molto, se intendiamo eventi e persone che hanno fatto parte della mia vita. Direttamente, di autobiografico c’è poco o niente. Non c’è nessun personaggio in realtà che rifletta me stessa, perché ognuno di essi è una mistura di tanti elementi diversi che fanno parte del mio vissuto.
  5. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…) La revisione. La detesto, è la parte veramente ingrata di tutto il processo. Ed estremamente noiosa. Oltre tutto, per quanto riveda, trovo all’infinito qualcosa che sta meglio o una parola più adatta… E’ snervante! Devo costringermi a dire BASTA!
  6. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura? L’idea primaria e il processo di elaborazione della trama. Si accende la scintilla, ma poi bisogna creare i dettagli e fare in modo, se si tratta di un thriller, che tutti gli elementi coincidano secondo un nesso logico, fare attenzione a disseminare indizi e sospetti al momento giusto. Richiede elaborazione, ma è divertente. Di solito organizzo questi elementi durante lunghe passeggiate solitarie.
  7. Cosa cerchi o pensi di comunicare/condividere con i tuoi lettori? Le mie idee sulla vita e sull’animo umano. Cerco inoltre di offrire ai lettori qualche ora di piacevole lettura che li astragga dalla vita quotidiana.
  8. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli? Naturalmente, i thriller. Anni fa ho fatto una scorpacciata di thriller scandinavi, che senza dubbio mi hanno influenzata, ma non disdegno neanche gli altri generi, purché siano ben scritti e la trama sia interessante. Come autore, adoro Ken Follett, che leggo in lingua originale.
  9. Da quanto tempo scrivi? In maniera costante a partire dal duemila. Prima si trattava di opere abbozzate e non finite. Non tengo conto del mi primo romanzo, scritto a dodici anni.
  10. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla? La trovo molto utile. Il confronto aiuta a crescere e a migliorare. Leggo sempre molti libri dei colleghi di FB e faccio tesoro dei loro appunti.
  11. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni? Progetti? Se una casa editrice di un certo spessore mi notasse, facendomi una buona offerta, sarebbe certo gratificante per me, ma, anche se non accadrà, mi va bene anche così. Ho il mio pubblico di lettori e mi basta. Ognuno di noi scrive per essere letto e questa per me è la soddisfazione principale.

Ringrazio Marialuisa Moro per le sue risposte e per le sue storie che vi invito a scoprire, se già non l’avete fatto.

Ecco due dei suoi thriller:

cover Tarocchi                                        cover puzzle da MM

 

 

Pubblicato in: Libri, Riflessioni

Libri letti nel mese di Dicembre 2015, #3

Ecco altri libri che ho letto in questo mese. Si tratta di due ebook di autori self e di un romanzo storico.

Tre di spade, Andrea Marinucci Foa, Manuela Leoni

Tre racconti che hanno per protagonisti una ex piratessa e due giovani avventurieri, le cui vicende avventurose sono tratteggiate con una buona scrittura e un filo di ironia. I protagonisti si muovono con abilità e intelligenza in un mondo in cui occorre guardarsi sia dalle spade che dagli incantesimi; sulla loro strada incontrano pericoli, inganni e misteri, ma li superano grazie alle loro capacità e all’amicizia che li lega. Una lettura decisamente piacevole.

La sarta di Mary Lincoln, Jennifer Chiaverini

(titolo originale Mrs. Lincoln’s Dressmaker, trad. Maddalena Togliani)
Un romanzo ambientato per lo più negli anni della guerra di Secessione americana e nel primo periodo successivo alla morte del presidente Lincoln. Elizabeth (Lizzie) Keckely è una schiava che riesce a comprare la libertà per sé e per il figlio George e da Saint Louis si trasferisce a vivere a Washington dove si guadagna da vivere come sarta, diventando presto la più richiesta dalle dame della buona società (bianca, ovviamente).<align=”JUSTIFY”>Dall’elezione di Lincoln come presidente dell’Unione nel 1860 alla sua morte la narrazione, sostanzialmente dal punto di vista di Lizzie, racconta delle vicende politiche e private della famiglia Lincoln; Lizzie diviene non solo la sarta di Mrs Lincoln ma anche sua amica e confidente e le è vicina nei momenti più tragici, momenti che culminano con l’assassinio del presidente. Le due donne restano molto legate anche dopo che la vedova lascia Washington e si trasferisce a Chicago; Lizzie l’accompagna per alcuni mesi poi torna a Washington, dove è molto impegnata con il suo laboratorio di sartoria e con l’associazione, che lei stessa ha fondato, per l’aiuto ai neri che, liberati dalla schiavitù, devono trovare un loro posto per vivere e lavorare. Quando però Lizzie si lascia convincere da un editore a scrivere l’autobiografia (1868), Mary Lincoln interrompe per sempre il rapporto con lei. La sarta continua a seguire le vicende dell’amica per quanto le è possibile, ma non la rivedrà più. 
La narrazione in qualche punto mi è sembrata appena noiosa, mentre in altri è perfino emozionante, per esempio quando si leggono i pensieri di Lizzie su quanto ha fatto il presidente per i neri e contro la schiavitù (anche se nello stesso tempo non si può evitare di indignarsi per il fatto che la schiavitù esistesse e che la sua abolizione sia stata in realtà parziale e lenta e la discriminazione non sia ancora bandita del tutto).
Complessivamente un buon romanzo storico (è basato proprio sull’autobiografia di Elizabeth Keckley) che consente di rileggere dal punto di vista di una protagonista piuttosto speciale un brano di storia degli Stati Uniti: Lizzie è infatti nello stesso tempo amica della first lady e donna nera ex schiava e non dimentica mai di essere entrambe le due cose.

Puzzle, Marialuisa Moro

Un romanzo breve, densamente thriller. Una storia ben condotta e inquietante, dal ritmo che si fa via via più incalzante. L’ambientazione, un paesino della Norvegia settentrionale nella stagione invernale e quindi buia, risulta perfetta per dipingere di toni cupi e opprimenti l’atmosfera in cui si svolge la drammatica vicenda. Personaggi credibili e interessanti. Cover intrigante. Lettura consigliata.