Io, lui e il bebè -Tiziana Cazziero * Segnalazione

Segnalo l’uscita del racconto “Io, lui e il bebè” di Tiziana Cazziero, disponibile sia in ebook che in cartaceo, che narra in chiave ironica come cambia la vita di coppia dopo l’arrivo di un bebè.

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Sinossi
Sequel dell’opera “E tu quando lo fai un figlio?” pubblicato con Rizzoli collana Youfeel. Luisa e Leonardo sono diventati genitori. Questo sequel racconta la vita dei due protagonisti dopo l’arrivo della loro bambina. Cosa accade quando un neonato irrompe nelle vite di due aspiranti genitori? I protagonisti tra ansie, pannolini, poppate e giochi, decidono di organizzare un grande evento per presentare la loro figlia, tanto attesa, ad amici e parenti. Tra aneddoti, ricordi, incontri e scontri, si vivranno momenti esilaranti, divertenti ed emozionanti. Siete tutti invitati a partecipare. “E tu quando lo fai un figlio?” Pubblicato prima in self e poi con Rizzoli nel luglio 2016 è un romanzo tratto dalla storia vera dell’autrice, che ha raccontato in chiave ironica l’esperienza dell’infertilità. Questo sequel continua quel percorso dopo la nascita di sua figlia, racconta le vicende dei personaggi, inventati per rendere spassosa e frizzante il tema trattato.

L’autrice
Tiziana Cazziero è un’autrice presente nel web dal 2011, da quando ha aperto il suo blog sull’editoria. Collabora come articolista free lance con diverse redazioni online, scrive articoli di vario genere e vive a Siracusa, la città dove è nata e cresciuta. Convive con il suo compagno, è mamma di una bambina e ha due cani.

 

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Let it snow – quando nevica tutto può succedere… – Ella S. Bennet * Segnalazione

Segnalo la pubblicazione di questo racconto lungo in ebook, una sorta di fiaba moderna.

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Questa la sinossi
È dicembre e nevica. Clara, tornata single dopo una relazione durata sei anni, viene dimenticata nell’area di servizio dal gruppo con cui era partita per un giro dei mercatini di Natale dell’Alto Adige.
Anche un cane è stato dimenticato o, forse, abbandonato lì.
Clara ama gli animali e pensa che quell’incontro sia un segno del destino: decide quindi di prendere la bestiola con sé.
Ma il padrone del cane, che ha appena rotto con la fidanzata, torna a cercarlo e Clara non può fare altro che restituirglielo rimanendo di nuovo sola.
Ma, quando nevica, tutto può succedere…

L’autrice
Ella S. Bennet ama follemente i libri e le belle storie. Legge e scrive in ogni minuto del suo tempo libero. Questa è la sua pagina Facebook.

Il link: https://www.amazon.it/dp/B01NBMBW3F

 

Intervista a Noemi Gastaldi

Ecco un’altra intervista a una brava autrice self, Noemi Gastaldi, autrice di una trilogia fantasy, di alcuni spin-off della stessa e di un romanzo erotico. Ad eccezioni di quest’ultimo i suoi scritti sono tutti pubblicati come ebook self sullo store di amazon. Trovo la scrittura di Noemi originale e raffinata, come pure le sue storie.

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Qui accanto la cover e il link all’ebook contenente la Trilogia “Oltre i confini”, una saga fantasy davvero originale, ambientata in parte in Italia, soprattutto a Torino, e in parte nel mondo fantastico Oltre i confini.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo?

Bella domanda. Scrivere, per me, è sempre stato un modo per liberarmi dai troppi pensieri. Mettere su carta ciò che ho in testa serve a liberare la suddetta. Sì: sono una testa vuota per scelta.

  1. I tuoi romanzi e racconti sono tutti fantasy, ad eccezione di un erotico (l’unico tuo testo che non ho ancora letto). Perché hai scelto questo genere, cosa ha per te di diverso/di più degli altri?

Il fantasy è libertà… libertà di dire che esiste qualcosa che va oltre la materia e il quotidiano, e di parlarne senza perdersi in inutili dimostrazioni dell’indimostrabile

  1. Da cosa prendi spunto per le tue storie?

Da tutto. Dalle emozioni e dai sogni, da ciò che vedo e ho voglia di interiorizzare e ributtare fuori.

  1. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie?

Abbastanza, in effetti. Ma mai tutto… Ogni personaggio nasce da qualcosa che mi riguarda da vicino, ma poi prende vita e va avanti da sé. A volte parlo dei miei libri come se fossero figli ed è principalmente per questo, per come escono da me se vanno per conto proprio.

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…)

Uh… non saprei. Tutto e niente. A volte per passare dalla scaletta alla stesura impiego dei mesi, poi quando la cosa prende il via sembra che la storia sia sempre stata lì, già scritta. Altre volte se devo chiudere ho l’impressione che lo spazio non basti, ma alla fine anche quello finisce per risolversi. Nel complesso mi ritengo una scrittrice insicura che se ne frega delle insicurezze. Anche nella revisione: butterei sempre via tutto, non è mai come lo avevo immaginato, ma per fortuna so decidermi a delegare tutto a lettori-beta e collaboratori… prima di impazzire!

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

A dire la verità, l’unica cosa che mi rende entusiasta è vedere i miei libri finiti, fruibili dai lettori, letti, chiacchierati e recensiti. Per il resto, come accennavo, la scrittura per me non è entusiasmo ma liberazione…

  1. Cosa cerchi o pensi di comunicare/condividere con i tuoi lettori?

Riconosco due frasi diverse. Quando ho pubblicato il mio primissimo libro (quello erotico che non hai letto 😛 ) mi ero proposta di essere quasi una reporter, di divulgare ciò che vedevo e trasmettere sostanzialmente una sospensione del giudizio di fronte a quelli che sono i fatti narrati.
Poi qualcosa è cambiato, e quando ho iniziato a scrivere fantasy ho invece iniziato a desiderare l’opposto, cioè di portare i lettori nel mio mondo, nei miei sogni e nelle mie emozioni. Tramite il fantasy si può dire davvero di tutto… si gioca, e si porta fuori il proprio interno.
Quello che è cambiato in me, è soprattutto l’aver intrapreso con serietà un percorso esoterico (chi è curioso e vuole approfondire può cercare “Peste di Granfie”). In pratica, al sempre presente desiderio di raccontare la realtà e svuotarmene quando essa mi riempie la testa di pensieri, si è aggiunta la volontà di dire quale è effettivamente il mio modo di vedere le cose, anche (e soprattutto) toccando argomenti come la spiritualità e l’esoterismo… che per me sono ormai non estrinsecabili dalla realtà suddetta, cosa che però non vale per tutti.

  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

Amo leggere di tutto. Mi attraggono quei libri da cui non so cosa aspettarmi, indipendentemente dal genere, per me la curiosità è la molla che fa scattare il desiderio di leggere.

  1. Da quanto tempo scrivi?

Da quando ho imparato a farlo

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?

Mi piace! In tutte le cose, come si migliora se non ci si confronta? E poi viviamo in uno strano mondo in cui tutti ci aspetteremmo di trovare molti lettori e pochi scrittori, ma poi scopriamo che la maggior parte dei lettori scrive anche. Evitare i colleghi vorrebbe dire evitare anche buona parte dei propri lettori xD

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Sto continuando con i miei viaggi oltre i confini e le relative cronache 😀
La prima novità (uscirà forse dopo Natale o in primavera) sarà una raccolta di racconti a incastro. Ogni racconto è uno spinoff della trilogia “Oltre i confini – saga dell’immateriale”, parliamo quindi di Casamatta, Male Dire, Il coltello, e un inedito… Insieme questi racconti dipingono un quadro più ampio, una solta di prequel della trilogia, e la protagonista assoluta sarà Lily la fantasmina … prima di diventare tale.

  1. Una domanda a cui ti piacerebbe rispondere che non ti ho fatto?

No, guarda, va bene così 😀 si è fatta una certa ora e l’unico mio desiderio è di non aver scritto scempiaggini

Grazie Noemi e buon proseguimento per la tua scrittura.

 

Piramide – Henning Mankell * Impressioni di lettura

(titolo originale Pyramiden, traduzione di Giorgio Puleo; originale pubblicato nel 1999, in Italia nel 2006)

Si tratta di una raccolta di cinque racconti (o, meglio, quattro racconti e un romanzo breve) che hanno come protagonista Kurt Wallander, il commissario protagonista di nove romanzi. In questi racconti incontriamo Wallander in periodi della sua vita antecedenti l’epoca in cui è ambientato il primo romanzo.

In Il primo caso di Wallander: siamo a Malmö nel 1969 e Wallander è un giovane poliziotto che fa servizio d’ordine alle manifestazioni e sulla strada; è fidanzato con Mona, quella che poi diverrà sua moglie. La morte del vicino di casa lo induce a indagare, un po’ da solo e un po’ come supporto al commissario della sezione investigativa, sotto il quale si troverà successivamente a lavorare.

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Nei racconti La spaccatura (ambientato a Malmö nel 1975), L’uomo sulla spiaggia e Morte di un fotografo (ambientati a Ystad nel 1987 e nel 1988 rispettivamente) Wallander è già nella squadra investigativa, e mostra già tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono anche nei romanzi.

In Piramide, il racconto più lungo (ambientato a Ystad nel 1989), Wallander è già commissario e lavora insieme ai colleghi che si ritrovano nei romanzi, primo fra tutti Rydberg, il poliziotto anziano da cui apprende molto sull’arte delle indagini e di cui conserverà sempre un vivo ricordo.

In questo romanzo breve, in particolare, si assiste al rapporto conflittuale fra Wallander e il padre; quest’ultimo si trasferisce a vivere in campagna, solo; è già ottantenne e riesce a soddisfare uno dei suoi desideri: quello di visitare l’Egitto (l’altro è un viaggio in l’Italia). Quando è al Cairo, però, tenta di scalare la piramide di Cheope e viene arrestato. Wallander deve andare nella capitale egiziana per pagare la multa necessaria ad evitargli la prigione. Il padre, come motivazione della sua azione, dice: «Erano anni che sognavo di farlo. Nient’altro. Io trovo che bisogna essere leali verso i propri sogni.» Trovo che sia un’affermazione molto condivisibile. Wallander stesso, poi, si chiede quanto sia, lui, leale verso i propri, di sogni.

Il simbolo della piramide è presente in tutta la storia, anche nella parte che riguarda l’indagine seguita dal commissario, che immagina le persone coinvolte come vertici della piramide stessa.

Sia i racconti che il romanzo breve sono in perfetto stile Wallander, del resto sono stati pubblicati dopo l’ottavo romanzo (“Muro di fuoco”, casualmente si tratta del primo romanzo di Henning Mankell che ho letto); il commissario è il personaggio umano, a volte e per certi aspetti un po’ debole che appare in tutte le sue storie. A tratti ho trovato i racconti un po’ lenti, mentre il romanzo breve mi è sembrato più fluido, forse perché la vicenda è più complessa.

 

Il papa nuovo – in digitale gratuito

Questo bel racconto lungo di Mario Pacchiarotti si potrà scaricare sempre gratis. Io lo consiglio, è una bella storia, quasi una favola, ben scritto e originale.

Questo è il link al suo blog su cui sono riportati i link alle varie piattaforme diverse da amazon.

http://paginesporche.it/2016/09/30/il-papa-nuovo-in-digitale-diventa-gratuito/

 

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SENZA NESSUN FUTURO

Questo racconto si ispira a L’anno della morte di Ricardo Reis, romanzo di José Saramago il cui protagonista è uno degli eteronimi di Fernando Pessoa, il medico e poeta Ricardo Reis.
Narra la storia di Lidia, cameriera e amante di Ricardo Reis.
Lidia mi ha narrato qualcosa che succede dopo la fine del romanzo di Saramago: mentre raccoglie le cose appartenute a Ricardo Reis dopo la morte di lui e ricorda i momenti trascorsi insieme a lui, riflette su di sé e sui problemi che l’attendono; la sua vita si annuncia ancora più difficile che in passato, ma lei si ripromette con determinazione di non lasciarsi sconfiggere. Mi è sembrato che già nelle pagine di Saramago si potesse intuire in parte un possibile futuro di Lidia, una delle molte indimenticabili figure femminili di questo grande scrittore, e ho cercato di delinearlo. La poesia che ho riportato è di Pessoa, fa parte delle Odi di Ricardo Reis (traduzione di Antonio Tabucchi).
(Ho pubblicato il racconto, in due parti, anche su Wattpad)

 

E la gente non se lo sogna neppure che chi finisce una cosa non è mai quello che l’ha cominciata, anche se entrambi hanno un nome uguale, che è solo questo a mantenersi costante, nient’altro.

(J.Saramago, “L’anno della morte di Ricardo Reis”)

Lidia varca la soglia in punta di piedi, ma non c’è nessuno che i suoi passi possano svegliare. L’uomo che l’abitava, il dottor Ricardo Reis, è morto. È proprio per questo che lei adesso si trova lì: l’amministratore, complice una vicina, l’ha rintracciata per affidarle il compito di liberare l’appartamento. Le ha chiesto se sapesse di parenti o amici del defunto, lei ha fatto un cenno di diniego. La vicina ha confermato: l’unica persona che è stata vista varcare quella soglia con regolarità è la donna delle pulizie, cioè lei, Lidia. E così eccola, nel suo giorno libero, a togliere le tracce del passaggio di Ricardo Reis dalla casa.

Non tutto si può cancellare, però. Non il figlio che le sta crescendo dentro, suo e del dottore, ma in realtà soltanto suo. Lidia esita guardandosi intorno, rivede l’uomo seduto al tavolo, in piedi accanto alla finestra: i ricordi, anche se pochi e non tutti felici, le si affollano intorno. Alza una mano per disperderli e apre il primo cassetto del mobile dello studio.

C’è una cartella di cartone consumato e ingiallito, legata con nastri e, al suo interno, fogli coperti di righe spezzate. Una parola al centro del primo foglio: Odi; sotto, in caratteri più piccoli, un nome: Ricardo Reis.

Lidia volta le pagine e le carezza. Forse Ricardo Reis ha scritto quanto non sapeva dire con la voce, né a lei né ad altri. La calligrafia è difficile da decifrare, alcune frasi sono cancellate con un tratto di penna, alcune parole corrette. Gli a capo irregolari le rivelano che si tratta di poesie. Si sorprende nel leggere qua e là il suo nome, ma le date segnate in calce indicano che le Odi sono state composte tutte in anni precedenti il suo incontro con il dottore, perciò non possono essere dedicate a lei come, per un attimo, si è sorpresa a sperare.

Non è lei, no, quella Lidia. Pure, avverte che non è solo un caso che lei e l’altra portino lo stesso nome. Con fatica, ostinata, legge e rilegge otto versi composti intorno al suo nome.

Non volere, Lidia, costruire nello spazio
che immagini futuro, o prometterti
un domani. Si compie oggi, senza aspettare.
             Tu stessa sei la vita tua.
Non ti destinare: non sei futura.
Chi sa se, fra la coppa che vuoti
e la stessa di nuovo colma, a te la sorte
            non interpone l’abisso?

Li impara quasi a memoria: non è sicura di averli compresi, ma, se sì, esprimono quanto lei stessa sente anche se non sa comunicarlo con le parole. Senza conoscerla, prima di conoscerla, Ricardo Reis l’aveva dunque immaginata? Oppure no, le si era avvicinato proprio per il suo nome… Ma ti chiami Lidia e dici le cose in un modo… La frase le torna in mente all’improvviso, frammento di un dialogo avuto pochi giorni prima che lui lasciasse l’albergo per trasferirsi in quella casa, quando le aveva augurato anche di trovare un buon marito, mentre a lei del marito non importava, stava bene distesa accanto a lui, stava bene così e basta, senza nessun futuro.

Lidia scuote il capo e chiude la cartella. Non è mai stata niente per Ricardo Reis. La cameriera con cui fare l’amore, tutto qui. Sospira ripensando ai momenti passati insieme, alle carezze e ai distacchi che, lo sa bene, dispiacevano solo a lei. Pochi giorni dopo che si erano conosciuti, quando ancora Ricardo Reis abitava all’hotel Bragança e le dava del lei, le aveva detto: Lei è molto bella. E un’altra volta Sarò sempre tuo amico. Frasi che le avevano scaldato il cuore, per un poco. Il suo ruolo era presto cambiato da cameriera che porta la colazione e rifà il letto a cameriera-amante, ma amante lo era solo nel chiuso della camera, dove nessuno poteva vederli. Anche lì, in quella casa, i loro incontri erano clandestini, mostrarsi insieme non sarebbe stato concepibile. Dottore e cameriera, sempre, mai un rapporto da pari a pari. Forse, però, le voleva bene. Non nel modo che può riempirti la vita, piuttosto in un suo modo schivo e incapace di superare le convenzioni.

Di sicuro aveva sbagliato lei, quando quella notte d’inverno aveva varcato la porta della camera, che Ricardo Reis aveva lasciato socchiusa, e si era infilata nel suo letto infreddolita; ma la sua vita era così triste: Lidia sa che, se tornasse indietro, farebbe ancora una volta quello che ha fatto.

Comunque ormai non importa più, tutto appartiene a un passato che, per quanto sia vicino, è lontanissimo. Ricardo Reis è morto e lei aspetta un bambino. È al domani che si annuncia incerto e difficile che deve e vuole pensare.

 

Un mio racconto dal blog Babette Brown legge per voi

Nell’ambito dell’iniziativa del blog Babette Brown legge per voi Racconti per sognare Cuori per donare è possibile leggere anche un mio racconto, dal titolo San Valentino,

Sul blog di Babette Brown potete leggere molti altri bei racconti e recensioni e presentazioni di libri, vi suggerisco di dare una sbirciatina nelle sue pagine virtuali.