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Il lungo addio – Raymond Chandler

Questo è il romanzo che mi è piaciuto di più di Chandler, penso perché racconta di un’amicizia. I romanzi con protagonista Marlowe sono scritti tutti in prima persona, il narratore è Marlowe stesso.

lungo addio cover ok

L’inizio

Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del “Dancers”. Il custode del parcheggio aveva portato fuori la macchina e continuava a tenere lo sportello aperto perché Terry Lennox lasciava penzolare il piede sinistro come se avesse dimenticato di possederlo. Aveva un volto giovanile, ma i capelli di un bianco calcinato. Bastava guardarlo negli occhi per capire ch’era saturo d’alcool fino alla radice dei capelli, ma per il resto aveva l’aria di un qualsiasi simpatico giovanotto in abito da sera che si fosse lasciato vuotare il portafogli in un locale esistente solo a tale scopo.

La fine

Si voltò, e attraversò la stanza e uscì. Guardai la porta che si chiudeva. Ascoltai i suoi passi che si allontanavano nel corridoio dal pavimento in finto marmo. Dopo qualche attimo divennero fiochi, poi non udii più nulla. Continuai ugualmente ad ascoltare. Per quale ragione? Desideravo forse che si fermasse, improvvisamente, e si voltasse e tornasse indietro a parlarmi, a scacciare da me l’amarezza che provavo? Bene, non lo fece. E non lo vidi mai più.
Non vidi mai più nessuno di loro… eccettuati i poliziotti. Il sistema per dire loro addio non è stato ancora inventato.

(Quello che se ne va è Terry Lennox.)

(la traduzione è di Bruno Oddera)


Pubblicato in: Libri, Racconti

Pecore con gli scarponi, #19

Il lungo addio

Quando accese il motore constatò che il serbatoio richiedeva di essere nutrito con una certa urgenza: era più di una settimana che non lo riempiva, l’idea di incontrarsi di nuovo con il benzinaio l’aveva indotta a rimandare. Valutò l’ipotesi di cambiare strada per fermarsi a un altro distributore, ma si sentì ancora più sciocca: alla sua età e dall’alto dei suoi chili avrebbe dovuto infischiarsene degli eventuali pensieri di chiunque. Perché non ci riusciva?

Venti euro, anche trenta, se c’entrano.”

Vediamo.”

Anche quella mattina c’era un libro a testa in giù sulla pompa, lo aveva posato per servire lei.

Trenta.”

Laura gli porse un biglietto da cinquanta e lui rendendole il resto e sorridendo aggiunse:

Oggi ho iniziato Il lungo addio, un altro romanzo di Chandler. Niente male. Lo ha letto?”

Laura si augurò che arrivasse subito un altro cliente, intanto stoicamente rispose:

Sì, parecchi anni fa.”

È adatto a un lettore principiante, che ne pensa?”

Uno che non è abituato a leggere, vuole dire? Sì, penso che vada bene.”

Aggiunse in fretta: “Arrivederci” e accese il motore.

Proseguendo verso la biblioteca si trovò a ripensare a Il lungo addio, il libro che preferiva di Chandler. Alcuni critici lo indicavano come il migliore, a lei piaceva perché parlava di amicizia, quella fra Marlowe e un altro personaggio, Terry Lennox. Un rapporto che per Marlowe si rivela una delusione, alla fine, l’altro non è sincero e leale come lui e come lui aveva creduto.

L’amicizia in un film o in un libro colpivano Laura più delle storie d’amore, da sempre. Anche in Casablanca, per esempio, più che l’amore fra Rick e Ilse, era interessata all’amicizia fra Rick e Louis: sarebbe stata curiosa di vederli insieme alla legione straniera o dovunque fossero andati, insieme, per sfuggire ai tedeschi.

Un momento, si disse parcheggiando, non è che dichiari di apprezzare di più l’amicizia perché sai che quella un poco ce l’hai mentre di amore non se ne parla? Non ti stai comportando come la volpe con l’uva?

Sospirò.

 

Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #13

Il grande sonno

Anche quella mattina, mentre aspettava che l’auto davanti alla sua avesse finito di fare il pieno, Laura cercò di sbirciare il titolo del libro che il benzinaio aveva appoggiato sul ripiano vicino alla pompa: era aperto, con la copertina in su, ma troppo lontano perché potesse vederlo.

A volte giocava con se stessa, tentando di indovinare il titolo o almeno l’autore o il genere dei libri che vedeva leggere dalle persone che non conosceva: in fondo era un po’ il suo mestiere individuare il corretto abbinamento e in effetti spesso, quando aveva la possibilità di verificarle, le sue ipotesi si rivelavano giuste.

Appena fu il suo turno porse la chiave del serbatoio al giovanotto:

Venti euro, per favore.”

Fu subito dopo, al momento di pagare, mentre gli porgeva con due biglietti da dieci, che udì, stupita, la sua voce chiedere:

Cosa sta leggendo? Anche a me piace molto leggere.”

Un giallo, o qualcosa del genere. Di un americano.”

Le mostrò la copertina.

Il grande sonno di Raymond Chandler. Lo conosco, mi piace.”

L’ho appena iniziato.”

Il sopraggiungere di una station wagon la costrinse ad andarsene senza darle il tempo di rispondere, ma non le spiacque, anzi, si sentì sollevata. Era pentita per quella domanda che le era sfuggita dalle labbra, inopportuna e imbarazzante: lui avrebbe potuto credere che lei tentasse di attaccare discorso. Le aveva risposo in modo educato ma laconico, era chiaro che non gli interessava fare conversazione con lei. In realtà nemmeno lei intendeva fermarsi a chiacchierare: voleva solo un titolo. Si sentì ridicola ed essere fuggita grazie all’arrivo dell’altra auto non era una consolazione sufficiente.

Per tutto il giorno il pensiero di quel breve dialogo continuò a disturbarla, tanto le era poco abituale rivolgere la parola a una persona che non conosceva, se non per un motivo più che giustificato. Si domandò più e più volte cosa aveva pensato il benzinaio di lei, di sicuro non aveva creduto che quella grassona fosse davvero curiosa di sapere quale libro stesse leggendo. Cercò di consolarsi al pensiero che, di solito, gli altri si interessano a noi molto meno di quanto si immagina o si teme: probabilmente lui aveva già dimenticato l’episodio, se pure gli aveva prestato attenzione.

Prima di tornare a casa Laura non riuscì a non prendere in prestito Il grande sonno, erano passati diversi anni da quando l’aveva letto e non lo ricordava abbastanza bene. Ma abbastanza bene per cosa? si domandò uscendo dalla biblioteca con il tascabile in mano. Preferì non azzardare una risposta.


Pubblicato in: Almanacco, Libri

Almanacco: scrittori nati il 23 luglio

Raymond Chandler (1888 – 1959), scrittore statunitense.

Altro autore che mi piace molto e di cui ho quasi letto tutte le opere (8 romanzi e una raccolta di racconti) una ventina di anni fa.

Il mio libro preferito è “Il lungo addio”, romanzo in cui si parla di un’amicizia fra Marlowe e uno dei personaggi coinvolti nel mistero che l’investigatore deve sbrogliare.

Trovo che gli scritti di Chandler siano piuttosto amari, in fondo Marlowe anche se risolve sempre i casi esce sconfitto. Sconfitto dalla vita, più che dai cattivi di turno.

 

Elio Vittorini (1908 – 1966), scrittore italiano.

Ho tre libri in casa, ma ho letto solo “Uomini e no”. Bello, ben scritto. Brani da questo romanzo erano, a ragione, riportati nelle antologie scolastiche che ho avuto tra i libri di testo.

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