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Bilancio di un anno di Almanacco

Un anno fa, il 26 maggio, ho pubblicato il primo post della serie almanacco delle scrittrici e degli scrittori.

Juke-box

Alla fine di questo anno i post risultano essere un po’ meno di 365, perché non per tutti i giorni ho trovato compleanni di autrici o autori da me letti, mentre il numero di autrici e autori citati è senz’altro maggiore, perché in parecchi giorni si festeggiano più compleanni. Ho notato che alcune giornate sono particolarmente dense di compleanni di grandi scrittori, tanto che mi sono chiesta se si tratti solo di coincidenze… Scherzo, ovviamente.

Che senso ha avuto tenere questa rubrica? Prevalentemente quello di ricordare, a me per prima, tante scrittrici e scrittori. Di certo non è un elenco completo degli autori di cui ho letto qualcosa, è quello che ho potuto ricostruire. Trattandosi di post giornalieri per lo più mi sono dovuta limitare a nominare autori e qualche titolo, mancandomi il tempo per scrivere qualcosa di più organico. Però sono riuscita a mantenere l’impegno preso e questo è qualcosa. Almeno per me.

Non credo che ripeterò l’esperienza di rubriche del genere, mi sembra preferibile scrivere pezzi più articolati, ma non mi dispiace di averla portata a termine.

 

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Libri letti nel mese di Maggio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Maggio.

“Uno strano luogo per morire” di Derek B. Miller

Questo romanzo viene etichettato come crime nordico, così mi aspettavo di leggere un giallo. Invece non è un giallo e non racconta neppure di un mistero o di un segreto da scoprire. Sappiamo chi è l’assassino (uno c’è davvero) dall’inizio, e come noi lo sanno tutti i personaggi, inclusa la polizia che, ovviamente, fa il possibile per trovarlo.

La trama è semplice, un ebreo americano ottantaduenne, vedovo, lascia New York per trasferirsi a Oslo, in Norvegia, per vivere a casa della nipote Rhea e di suo marito Lars. Rhea è l’unica figlia di Saul, l’unico figlio di Sheldon ed è stata cresciuta da lui e dalla moglie, dopo che Saul era morto nella guerra del Vietnam e la madre l’aveva abbandonata. A Oslo, proprio in casa sua, Sheldon è testimone dell’omicidio di una donna serba: l’assassino è l’uomo che al suo paese l’aveva violentata mettendola incinta e che adesso vuole il figlio. Sheldon nasconde il bambino e poi fugge con lui per impedire al padre-assassino di portarlo via con sé. Il romanzo racconta così della fuga di questa coppia che non comunica per mezzo delle parole, perché Sheldon parla inglese e il bambino non lo capisce; Sheldon parla lo stesso al bambino ed ha anche e soprattutto lunghi dialoghi con il suo passato, sia sotto forma del suo amico Bill, vicino di negozio a New York, che sotto forma di ricordi. Il dolore e rimorso di Sheldon è quello di avere istigato il figlio Saul ad arruolarsi per il Vietnam (lui lo aveva fatto per la guerra di Corea), dove poi ha trovato la morte.

Quindi un romanzo sostanzialmente di ricordi, in cui la parte gialla è solo una scusa. Dopo le prime decine di pagine il libro mi aveva un po’ annoiata, anche perché non era quello che mi aveva promesso di essere. Comunque sono andata avanti, abbandonando l’idea di stare leggendo un giallo: complessivamente però non mi è piaciuto molto, vuoi per la scarsa credibilità della fuga, motivata solo dalla scarsa fiducia di Sheldon nella polizia, fuga che mette in pericolo diverse persone, vuoi per un’eccessiva enfasi nel descrivere gli Stati Uniti come il paese della libertà, soprattutto per gli ebrei come lui, che (anche) per questo si era sentito in dovere di andare in guerra e di instillare nel figlio la stessa convinzione.

Argento vivo” di Marco Malvaldi

Un giallo tranquillo e ironico. Una commedia degli equivoci in cui i fraintendimenti e gli errori si susseguono dall’inizio alla fine. C’è anche uno scrittore (e a me piacciono le storie di o con scrittori) che, coincidenza, sta ultimando un romanzo su un matematico. Un romanzo corale, in cui le vicende dei vari personaggi dapprima si incrociano ad opera del caso e poi si intrecciano in modo sempre più fitto, fino alle “soluzioni” (perché di soluzioni al plurale bisogna parlare) finali.

Morte a Pemberley” di P. D. James

Pemberley: sì proprio quel Pemberley, la dimora di Darcy, uno dei protagonisti di “Orgoglio e pregiudizio”. Ovvero uno dei miei romanzi preferiti, uno di quelli che di quando in quando rileggo, in parte o tutto, e che ho tenuto per anni sul comodino. L’idea di un giallo i cui personaggi principali sono quelli creati da Jane Austen mi è sembrata intrigante, anche se l’articolo che ha attirato la mia attenzione su questo libro, in The lark and the plunge, non lo descriveva in termini entusiastici.
Mi è sembrato che la possibilità di passare un altro po’ di tempo con Lizzie, Darcy e gli altri valesse il rischio, probabile, di una delusione. Così, quando la delusione c’è stata (e fino dalle prime pagine) l’avevo messa in conto e non è stata una sorpresa.
La storia narrata è molto semplice e la narrazione procede lentamente, con una densità di particolari e dettagli che contribuiscono, sì, a costruire l’atmosfera del periodo in cui la vicenda si svolge, ma che la rendono anche un po’ noiosa. I fatti sono in realtà pochissimi, l’omicidio avviene dopo oltre sessanta pagine e, in pratica, non vi sono indizi da seguire, né più indiziati fra cui identificare il vero colpevole. L’indagine stessa mi ha dato la sensazione di qualcosa di rigido, oltre che di poco approfondito.
Infine, e questo forse è il difetto maggiore, i personaggi della Austen sono dipinti con colori spenti: Elizabeth non ha niente della sua arguzia, Darcy ha perso tutta la sua sicurezza; l’unica a conservare la sfrontatezza e l’incoscienza che la caratterizzano è Lydia. Penso che con questo materiale si sarebbe potuto scrivere un romanzo più avvincente, con colpi di scena e ribaltamenti di prospettiva come un lettore si aspetta in un giallo.
Comunque sia, anche se non so bene perché, non mi sento proprio di sconsigliarlo.

La briscola in cinque” di Marco Malvaldi

Bar Lume

Il primo giallo con protagonista Massimo, il barista del BarLume e il poker di anziani suoi clienti e amici (nonno incluso). Divertente e leggero, con un linguaggio ironico che vira spesso sul toscano, originale l’idea del coro greco (citazione) costituito dai quattro pensionati.

Adorata nemica mia” di Marcela Serrano

(traduzione di Michela Finassi Parolo e Tiziana Gibilisco)
Questo libro, pubblicato nel 2013, è una raccolta di 20 racconti, uno dei quali dà il titolo alla raccolta stessa. Ho scritto qualcosa di più a questo link.

Il quaderno di Didine” di Dominique Valton

Un ebook di un’autrice self. Una storia definita fiaba che forse proprio fiaba non è anche se è qualcosa di simile. Raccontata, anzi scritta in prima persona dalla protagonista, una bambina di nove anni che vive in un orfanotrofio, ha il colore e l’ambientazione di romanzi di qualche decennio fa. Quello che caratterizza in positivo “Il quaderno di Didine” è proprio questa narrazione in prima persona: sembra davvero di leggere il diario di una bambina che affida alla carta i suoi timori e i suoi sogni, la tristezza e il senso delle ingiustizie subite, svelando tutta la sua ingenuità ma anche una sua saggezza e molto coraggio.

Post concluso, Maggio è finito.


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Libri letti nel mese di Aprile 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Aprile.

cielo e nuvole rosse

Il cardellino” di Donna Tartt

Un romanzo su cui mi è difficile esprimere un’opinione. Da un lato mi viene da dire che è una sorta di collage di cliché, sia pure ben composto, da un altro non posso negare che vi siano spunti decisamente originali. La sola cosa di cui sono certa è che, secondo me, alcune parti (quasi tutte, per la verità) avrebbero dovuto essere un poco più snelle; questo non perché mi disturbi in generale la lunghezza di un romanzo, quanto perché in questo preciso romanzo spesso i dettagli sono davvero troppi, talvolta ripetitivi. Magari, però, è proprio l’impressione che l’autrice voleva destare.
È innegabile che l’idea alla base della storia sia particolare. Theo, un ragazzino di tredici anni, rimane orfano della madre a causa di un esplosione in un museo e questo fatto condiziona tutta la sua vita; che un evento tanto drammatico abbia conseguenze su una persona è ovvio, ma averle intrecciate a un piccolo quadro raffigurante un cardellino, rende tutto più interessante e non banale. Il modo in cui Theo trascorre gli anni successivi alla morte della madre è, tutto sommato, abbastanza scontato (forse non avrebbe potuto essere altrimenti) e anche gli avvenimenti più importanti, quelli che imprimono nuove svolte alla vita del ragazzo mi sono sembrati come sfocati, tanto che, su quasi 900 pagine, per me il primo vero colpo di scena è stato poco prima di pagina 650, anche se la narrazione procede piuttosto lenta sia prima che dopo. 
Le sensazioni e i sentimenti del protagonista (il racconto è in prima persona) sono descritte in maniera precisa e quasi ossessiva, perfino troppo, anche queste. Le ultime pagine, poi, sono dedicate solo alle riflessioni di Theo: sul senso (o meglio non senso) della vita e sul significato che ha avuto per lui il piccolo quadro raffigurante il cardellino.
In conclusione per me la parola che caratterizza il romanzo è proprio questa: troppo. Troppo lungo, troppi dettagli, troppo di altre cose che non dico per non svelare la trama.

Incubo” di Marialuisa Moro

Un ebook di un’autrice self contenente due romanzi brevi, entrambi appartenenti di buon diritto alla famiglia delle storie di fantasmi, anche se in modo diverso fra loro e pur essendo ambientate ai giorni nostri. I protagonisti, una donna nel primo e un giovane nel secondo, non riescono a sfuggire al proprio destino, una sorta di maledizione-punizione per entrambi, una presenza che li perseguita per tutta la vita. Le due storie sono ben condotte e sono avvincenti, si leggono tutte d’un fiato.

The black rose saga – conflicts” di Susan Mikhaiel

Ancora un ebook di un’autrice self, in questo caso un manga in forma di romanzo: per me che non conosco il mondo dei manga si è rivelato una nuova esperienza. Molti sono i personaggi e molti i simboli. La ricerca del Graal da parte delle “Rose”, le protagoniste, è un’avventura complessa e densa di ostacoli, in cui la magia si manifesta in molti modi. Una storia in cui si intrecciano molti elementi, insomma, e che, anche per questo, incuriosisce.

Cosa rimane di noi” di M. S. (Manuel Sgarella)

Un romanzo, di un autore self, che trova la sua collocazione naturale fra i noir italiani. Ambientato prevalentemente a Milano tratta del delitto più ignobile e imperdonabile: la pedofilia. Il protagonista è un ex poliziotto, vittima di un dramma familiare, che accetta l’incarico di ritrovare un bambino scomparso. Il merito maggiore dell’autore è, secondo me, quello di descrivere l’orrore senza mostrarlo, ovvero facendolo vivere al lettore attraverso i sentimenti, le reazioni e le azioni del protagonista.
Una storia che non può che essere amara, ben condotta, il cui finale dà spazio a qualche speranza.

I falsari” di Andrè Gide

(nella traduzione di Oreste Del Buono)
Su questo grande romanzo, che mi è piaciuto molto, ho pubblicato questo e questo post.

Post concluso, il mese di Aprile è finito

 

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Libri letti nel mese di Marzo 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in Marzo.

fiori gialli

La sirena” di Camilla Läckberg

Un giallo ambientato a Fiällbacka, Svezia. Ben scritto e ben costruito, indubbiamente. Devo però dire che, per l’ambientazione, trovo inevitabile fare un confronto con i romanzi di Henning Mankell e questi risultano, secondo me, di gran lunga più complessi e profondi.

La storia narrata dalla Läckberg ha le sue radici nel passato, in un dramma quasi dimenticato che la pubblicazione del romanzo “La sirena”, scritto da un giovane e promettente autore, porta nuovamente alla luce e che coinvolge un gruppo di quattro amici, uno dei quali è lo scrittore stesso, ai quali vengono recapitate minacciose lettere anonime.

La narrazione delle vicende procede alternando brevi episodi del passato e gli avvenimenti delittuosi del presente, per svelare alla fine la soluzione del mistero.

Una questione privata” di Beppe Fenoglio

Una storia d’amore, o meglio l’amore di un partigiano, Milton, rivissuto e sofferto nel dubbio che l’amata invece amasse un amico. Un’odissea di quattro giorni alla ricerca dell’amico che, rispondendo a una domanda, potrebbe confermare o dissipare il dubbio. Una riflessione più approfondita sul romanzo, bello, a questo link.

Deathdoc” di Eugenia Guerrieri

Il romanzo è originale nell’argomento e nell’ambientazione, si svolge infatti per lo più in un cimitero, pur non avendo niente a che fare con il genere horror, e il protagonista è proprio il custode del cimitero.

Il canto delle forze ancestrali, Oltre i confini volume 3” di Noemi Gastaldi

Se i primi due episodi della saga fantasy erano intriganti questo conclusivo lo è ancora di più: la consapevolezza di essere all’atto finale e decisivo che pervade tutti i personaggi coinvolge fino da subito anche il lettore, inducendolo a procedere nella lettura per sapere cosa succederà pagina dopo pagina.

Il mondo oltre creato dall’autrice e le sue interazioni con il mondo quotidiano risultano credibili e coerenti, i personaggi, sia quelli già conosciuti che quelli nuovi, sono ben disegnati ed evolvono con il trascorrere del tempo e le vicende che vivono. In particolare la protagonista, Lucilla, di volume in volume, assume sempre più consapevolezza di sé e dei suoi poteri di Viator e di ciò che questo comporta.

Le illustrazioni raffinate di Nicolò Mulè, sulle copertine e anche all’interno dei romanzi, danno un’ulteriore nota di originalità.

Post concluso: Marzo è finito <–

 

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Libri letti nel mese di Febbraio 2015

Ecco l’elenco dei libri letti in febbraio.

Doctor Sleep” di Stephen King

In questo romanzo King racconta la storia del bambino protagonista di “Shining”, Danny o Dan Torrance. Alcolista fino da adolescente, il giovane trova la forza di sfuggire a questa dipendenza anche grazie all’incontro con persone che lo aiutano, semplicemente offrendogli un lavoro nel parco della Microcittà di Frazier. Così Dan si stabilisce in quella cittadina del New Hampshire e, dopo qualche mese, lasciato il lavoro al parco, ne inizia uno come inserviente presso la casa di riposo Helen Rivington. Si tratta di un’attività che ha già svolto e inoltre, grazie alla luccicanza, Dan ha una dote particolarmente adatta per un luogo del genere, perché sa accompagnare nel momento del trapasso le persone e le aiuta a non avere paura, ma a lasciarsi andare al sonno, parlando loro anche solo con il pensiero.
Alla storia di Dan si intreccia quella di una bambina, poi ragazzina, di nome Abra, in cui la luccicanza è estremamente forte.
Non racconto altro per non rischiare spoiler, cerco solo di aggiungere la mia opinione, cosa non facile, perché non so dire se il romanzo mi è piaciuto o meno.
Indubbiamente la narrazione procede bene, “da King”. I protagonisti, Dan e Abra, sono ben costruiti e il lettore tiene da subito per loro, però, lo stesso, c’è qualcosa che non mi convince. Forse, semplicemente, non sono una fan di King punto e basta. O forse, in effetti, il romanzo è un po’ troppo “costruito”. Per esempio mi ha stupita il fatto che i cattivi, che fanno parte di una sorta di setta che si chiama Vero Nodo, non sembrano mai mettere davvero in difficoltà i protagonisti: un modo per non spaventare più di tanto i lettori? O solo una mia sensazione? Tanti anni fa ho letto “It” e, per come me lo ricordo, il male era molto più spaventoso e difficile da sconfiggere.
Dunque, un romanzo che si legge bene ma che non mi ha entusiasmata.
Qualche altra mia impressione annotata durante la lettura anche in questo post.

Il mondo perduto” di Arthur Conan Doyle

The lost world” (1912)
In questo romanzo l’autore immagina che in un altopiano situato nella foresta intorno al Rio delle Amazzoni si siano salvati dall’estinzione di massa molte specie di dinosauri. Il professor Challenger, lo scienziato che per primo porta a Londra la notizia, viene accusato di mentire ma riesce ad ottenere di organizzare una nuova spedizione per verificare o confutare le sue affermazioni.
La spedizione, formata in tutto da quattro uomini e da vari servitori indiani e di colore, riesce, con molte difficoltà nell’impresa. Sull’altopiano, oltre ai grossi rettili, si imbatte in una tribù di uomini-scimmia, definiti l’anello mancante (dell’evoluzione) fra la scimmia e l’uomo e in una tribù di indiani, antagonisti degli uomini scimmia. Complessivamente la storia, raccontata in prima persona sotto forma di lunghe lettere da parte di uno dei componenti la spedizione, procede in modo abbastanza lento e la parte che precede la vera avventura ha il classico sapore dei romanzi d’altri tempi. Insomma, a parte la componente fantastica, ho trovato il romanzo piuttosto datato, anche per il modo di esprimersi nei confronti delle persone non bianche e delle creature viventi in generale, modo che denota un senso di superiorità e talvolta anche di disprezzo. Qualche esempio: “il nostro fedele negro”; “Che quei mostri (cioè i dinosauri) si sbranassero l’un l’altro faceva parte della lotta per la sopravvivenza, ma che potessero mettersi in caccia di un uomo moderno a loro superiore, era un’idea sconvolgente e raccapricciante.”

Class reunion: la reginetta del ballo” di Emily Susan Bell

Un ebook di un autrice self (firmato con uno pseudonimo). Genere commedia brillante. E brillante lo è davvero, ben scritto e fluido si legge tutto d’un fiato. Ironico e divertente racconta la lunga e difficile strada che deve percorrere Jennifer, la tremenda protagonista, per imparare ad accettarsi e ad accettare gli altri, senza nascondersi dietro una maschera di aggressività e di senso di superiorità.

La croce” di Vera Q.

Un altro ebook di un’autrice self, un racconto molto amaro e crudo, davvero ben scritto, con uno stile. Il lettore si trova a seguire due storie che si alternano: una, i cui protagonisti sono descritti in modo ambiguo e misterioso, è apparentemente surreale e pervasa di un’ironia cupa, l’altra, drammatica e cruda, bandisce ogni speranza fino dall’inizio. Nel capitolo finale le due storie convergono in una sorta di colpo di scena. Il procedere di queste due trame in parallelo è uno degli aspetti che rende molto originale il romanzo. L’altro elemento peculiare è la scrittura, l’uso del linguaggio, che è, nello stesso tempo, essenziale e ricercato, mai banale né ridondante. Le frasi e i periodi sono per lo più brevi, spesso brevissimi, ma ognuno è talmente denso e incisivo da costituire, da solo, quasi una narrazione.

Sta scherzando mr Feynman!” di Richard P. Feynman

traduzione di Sylvie Coyaud

Richard Feynman è stato un grande fisico, ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1965. Oltre che particolarmente intelligente era anche un uomo molto curioso e dotato di molta ironia: entrambe queste caratteristiche emergono dalla sua autobiografia. Penso che uno scienziato debba essere per forza curioso, perché se una persona non si pone domande non cerca nemmeno risposte e quindi non cerca nuove strade, nuove conoscenze. Feynman, comunque, spinge la sua curiosità e voglia di imparare ben oltre la scienza: diventa suonatore di frigideira, “una specie di padella di metallo larga una ventina di centimetri che si suona con un’assicella metallica” e suona in una banda in Brasile (dov’era andato a insegnare), frequenta case da gioco, impara a disegnare e fa anche una mostra con le sue opere (e ne vende); scassina casseforti quando lavora a Los Alamos al progetto Manhattan, ovvero quello per lo sviluppo della bomba atomica.
Il libro è piacevole da leggere e fa anche sorridere.
Alcune citazioni in questo articolo.

Requiem” di Lauren Oliver

traduzione di Francesca Flore

Romanzo young adult, ultimo episodio di una trilogia (gli altri due volumi sono “Delirium” e “Chaos”) di genere fantasy-distopico. In un mondo in cui l’amore e le emozioni sono considerati una malattia e perciò ogni adolescente è sottoposto a una “procedura” che lo renda immune dai sentimenti, alcune persone sfuggono a questa imposizione rifugiandosi a vivere fuori dalle città, in quelle che vengono chiamate Terre Selvagge; qui e anche nelle città si costituisce un movimento di Resistenza e di lotta. Protagonista di questa trilogia è una ragazza, Lena, che si innamorata, ricambiata, di Alex e che riesce a fuggire nelle Terre Selvagge, diventando poi membro della Resistenza; Lena viene amata anche da Julian; altri personaggi importanti sono Hana, amica di Lena, prima della sua fuga e alcuni membri della Resistenza.
Trovo che questa storia appartenga al filone di “Hunger games”; si legge bene ma non mi è sembrata particolarmente originale.

Oltre” di Keihra Palevi

Terzo ed ultimo episodio di una trilogia dal titolo “La rosa dei venti”, di genere romance, opera di un’autrice self, ambientato in parte a Venezia e in parte in Venezuela. La storia d’amore narrata si intreccia con vecchi segreti e non manca uno sguardo a diverse problematiche sociali e ambientali, connesse in un modo o nell’altro alle vicende dei protagonisti. Nel romanzo si avverte con chiarezza la passione e la sincerità con cui l’autrice lo ha scritto e con cui ha dipinto dei personaggi credibili e non scontati.

 

–> Post concluso: febbraio è finito <–

Pubblicato in: Fantascienza, Libri

Libri letti nel mese di Gennaio 2015

Inauguro una nuova rubrica in cui parlerò più o meno diffusamente dei libri ed ebook che leggo.
Scriverò di più dei libri che apprezzo e meno degli altri, un po’ perché non mi piace fare critiche negative, un po’ perché se un testo non mi è piaciuto non voglio dedicargli altro tempo sia pure per stroncarlo.

Missing time” di Riccardo Pietrani

Per il momento sono riuscita a portare a termine solo un breve romanzo in ebook di un bravo autore self, Riccardo Pietrani. È un racconto sull’abduction, ovvero il presunto fenomeno secondo cui una persona viene rapita dagli alieni per un periodo limitato di tempo di cui però dopo non ricorda assolutamente niente.

La mia recensione su Amazon.it:

L’argomento dei rapimenti alieni, che sarebbero la causa dei vuoti di memoria che alcune persone talvolta lamentano, non è certo facile da trattare senza cadere nel banale e nel già letto o visto. In questo romanzo breve invece il tema è il motore di una vicenda che risulta intrigante e avvincente, in cui personaggi e ambientazione sono realistici, tanto che il protagonista potrebbe essere un nostro vicino qualunque. Una trama che funziona, insomma. Il linguaggio è adeguato e corretto e la scrittura priva di refusi. Unico neo il finale, che, pur essendo a sorpresa, è secondo me la parte meno originale del racconto.
Una lettura molto piacevole.

5 anni in Australia” di Wally Gualtiero Fin

Il secondo libro che ho letto è un altro ebook di un autore self. Si tratta di una sorta di reportage, è il racconto autobiografico dei diversi anni trascorsi in Australia da Wally G. Fin a lavorare per la costruzione di un impianto di “liquefazione del gas naturale estratto offshore nell’Oceano Indiano” (citazione dal libro).

La mia recensione su Amazon.it:

Un resoconto interessante e divertente, per conoscere “dall’interno” un luogo tanto lontano, scoprendone sia gli aspetti piacevoli e affascinanti sia quelli meno gradevoli.
La parte che mi è piaciuta di più è quella tecnica (non spaventatevi, non è poi tanto tecnica), perché, come penso molti, non avevo mai soffermato la mia attenzione su certi tipi di impianti né sulle loro dimensioni, funzioni e conseguente complessità di realizzazione.
Quindi il libro di Wally, grazie anche alle molte fotografie, mi ha consentito di affacciarmi su un mondo che non conoscevo e di condividere in certo modo la sua esperienza, ed è un’esperienza di lettura che consiglio.

“Il battito della bestia (Oltre i confini volume 2)” di Noemi Gastaldi

Ho inserito questo romanzo anche nella mia personale top list del 2014, ma dato che l’ho riletto in questi giorni lo aggiungo anche in questo post, con una breve descrizione e impressione.

Si tratta del secondo volume di una trilogia fantasy in cui l’autrice immagina l’esistenza di un mondo oltre i confini di quello reale e quotidiano, un mondo a cui solo persone dotate di un determinato dono possono accedere. Mentre nel primo volume la vicenda si svolge in parte nel mondo reale (Torino e la regione intorno) e in parte in quello oltre, il secondo è ambientato completamente nel mondo reale.

Le protagoniste, Lucilla e Francesca, si trovano a dover fronteggiare i pericoli rappresentati da entità provenienti dal mondo oltre, per difendere non solo se stesse e i loro cari ma anche tutte le persone.

Il battito del titolo si riferisce alla capacità che le protagoniste hanno, in virtù del dono che posseggono, di operare una sorta di immedesimazione con alcuni animali, acquistando così le loro capacità peculiari.

I due romanzi mi sono piaciuti molto: sono fantasy molto originali e ben narrati. Il terzo volume sarà pubblicato entro poche settimane.

“L’estate incantata” di Ray Bradbury

Un racconto molto poetico, che descrivendo il trascorrere di un’estate (quella del 1928) vista con gli occhi di Douglas (12 anni) e Tom (10 anni) Spaulding, propone le storie di vari personaggi; dopo le prime decine di pagine in cui mi sembrava che la narrazione avesse un ritmo un po’ lento (ma forse ero io a non trovarmi nella disposizione adatta) ho letto il romanzo con molto piacere, tanto che gli ho dedicato un intero post.

–> Post concluso, perché il mese di Gennaio è finito. <–