Scrivere zen – Natalie Goldberg #1

(Titolo originale “Writing down the bones”, Traduzione di Bernardo Draghi; originale pubblicato nel 1986; edizione italiana da me letta del 1987)fiore di sanseviera x blog

 

Diversi anni fa qualcuno mi consigliò questo libro sulla scrittura creativa. L’ho letto e riletto più volte, trovando sempre qualche stimolo nuovo, qualche incoraggiamento.

Ho pensato di riportare alcune delle frasi che ho sottolineato durante queste mie letture. Oggi vi propongo la prima.

Il lavoro dello scrittore consiste nel dar vita al banale, nel ridestare il lettore all’eccezionalità dell’esistente.

Questa affermazione esprime, a mio parere, qualcosa di analogo al concetto secondo cui le storie sono tutte simili, sono il modo e lo stile di raccontarle a renderle diverse.

 

 

 

Un piccolo scambio – Marialuisa Moro – Impressioni di lettura

Un romanzo inquietante dalla prima all’ultima parola, un protagonista per il quale ho trovato impossibile parteggiare ma che contagia il lettore con la sua ansia: Marialuisa Moro ha mostrato ancora una volta la sua innegabile capacità di descrivere personaggi dalla psiche tormentata e incapaci di affrontare la propria realtà.
Ernst Bauer, scrittore fallito, approfitta dell’incontro con uno scrittore famoso per inseguire il suo sogno di successo ma, in questo tentativo, perde di vista completamente quale sia il confine fra il bene e il male e le azioni che compie sono dettate solo da quello che lui ritiene il suo interesse.
Tutti i personaggi che incontra sono interessanti e ben disegnati, in certo senso ciascuno di essi rappresenta una diversa categoria e, insieme, contribuiscono a comporre un quadro tutt’altro che edificante. cover-piccolo-scambio-mm
Il racconto procede con un ritmo sostenuto, è ben scritto e non manca il colpo di scena finale. Un noir in piena regola.

 

Questa la sinossi

Ernst Bauer è un aspirante scrittore fallito, esasperato dai ripetuti rifiuti da parte degli editori e angosciato dallo spirito onnipresente della madre, che acuisce le sue frustrazioni. In una desolata sera di pioggia, estrae dalle lamiere della sua auto un noto scrittore, reduce da un grave incidente. In un flash, nella sua mente si fa strada un’idea che, complice un imprevisto, prenderà una piega diabolica.

A questo link la mia precedente segnalazione.

 

Un piccolo scambio – Marialuisa Moro – Segnalazione

Segnalo il nuovo romanzo in ebook di Marialuisa Moro, un’autrice self davvero brava e molto amata dai lettori. “Un piccolo scambio” è un thriller, dai toni un po’ diversi dalla maggior parte degli altri testi di Marialuisa Moro.

Alla mia domanda: «che cosa ti ha ispirato questa nuova storia?» lei ha risposto: «L’idea mi è venuta dalla frustrazione che tante volte si prova nel non riuscire nei propri intenti e nel non veder riconosciuti i meriti che crediamo di avere, deludendo noi stessi e anche chi crede in noi. A quel punto si può arrivare a tutto.»

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E, all’inizio del romanzo, cita una frase di Gustave Flaubert che esprime questo concetto:

Non c’è nulla di così umiliante come vedere gli idioti riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti.

Questa la sinossi

Ernst Bauer è un aspirante scrittore fallito, esasperato dai ripetuti rifiuti da parte degli editori e angosciato dallo spirito onnipresente della madre, che acuisce le sue frustrazioni. In una desolata sera di pioggia, estrae dalle lamiere della sua auto un noto scrittore, reduce da un grave incidente. In un flash, nella sua mente si fa strada un’idea che, complice un imprevisto, prenderà una piega diabolica.

A questo link potete leggere anche la mia intervista a Marialuisa Moro.

 

Bisogno di libertà – Björn Larsson #2

(titolo originale Besoin de liberté, trad. Daniela Crocco)

Un libro sostanzialmente autobiografico, in parte nel vero senso della parola perché Larsson narra episodi della sua vita (legati al tema della libertà), in parte mi viene da definirla un’autobiografia del pensiero, dato che lo scrittore espone le sue convinzioni in merito alla libertà e, di conseguenza, ai rapporti fra gli esseri umani; parla anche della letteratura e della funzione che questa ha/dovrebbe avere secondo lui.

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A tratti la lettura di questo libro ha suscitato in me una sorta di invidia per la libertà in cui ha saputo/potuto vivere Larsson, a tratti certe sue affermazioni mi hanno quasi irritata, anche se, forse, sostanzialmente le condivido (forse proprio per quello?).

È comunque un testo interessante da leggere (non amo le autobiografie, ma questa è molto particolare, “poco autobiografica” per quanto riguarda le vicende mentre lo è molto per quanto attiene al pensiero e alla filosofia di vita dello scrittore) perché ricco di spunti di riflessione), perché offre un modo per vedere il mondo con occhi diversi, meno stanziali (almeno per me).

I capitoli che ho trovato più interessanti (e che sono sostanzialmente filosofici) sono La libertà e il problema dell’umano e Libertà e letteratura; nell’ultimo, Libertà: istruzioni per l’uso in dieci lezioni, Larsson riassume in poche pagine il suo concetto di libertà.

Lascio adesso la parola a Larsson stesso, condividendo alcuni brevi brani dal libro, brani che forse desteranno anche il vostro interesse oltre che il mio.

 Mi è impossibile capire la gioia che prova certa gente a «confondersi con la massa». Ecco perché mi riconosco in pieno nella descrizione di Maupassant, nel romanzo Sull’acqua, del suo orrore per le folle: “… Quante volte ho constatato che l’intelligenza si accresce e si eleva non appena si vive soli, si riduce e si immiserisce quando si torna a mescolarsi con gli altri. … Le qualità di iniziativa intellettuale, di libero arbitrio, di riflessione ponderata e perfino di comprensione di qualsiasi individuo isolato, in genere spariscono non appena si sia mescolato a un gran numero di altri uomini.”
La mia avversione per la folla mi ha fatto spesso considerare un asociale e, in un caso preciso, mi è valsa addirittura l’epiteto di «eremita misantropo». Ma mi ha anche vaccinato contro tutte quelle ideologie, tra cui il marxismo, che nascondono il loro disprezzo per gli uomini sotto la vernice seducente di un umanesimo egualitario.

 

E senza sogni, la libertà è solo un miraggio, un’illusione, un castello in aria che crolla al primo soffio.
So che queste parole sembrano uno slogan pubblicitario. Ma non per questo sono false. Bisogna tutt’al più apportare qualche precisazione, come cercherò di fare più avanti. Per ora diciamo semplicemente che per essere liberi bisogna avere fantasia, ma una fantasia radicata nella realtà. Bisogna sapersi immaginare altri modi di vivere, di pensare, di sentire. Non basta sperare. La speranza po’ dare coraggio, il che non è poco, ma non è perché lo si spera, che si sarà liberi.

 

Da dove mi veniva questo desiderio di scrivere e di essere scrittore…? Ovviamente da una miriade di ragioni e motivazioni diverse. E quelle che spiegano perché continuo a scrivere non sono probabilmente le stesse che mi hanno spinto a cominciare…
scrivere è un lavoro duro, di lungo respiro, che richiede disciplina e implica non pochi sacrifici. …
Ma è innegabile che quando si è immersi in un romanzo, vivere risulta difficile. Prima e dopo si vice, durante, mica tanto.

 

Niente come l’abitudine ti addormenta, manda in fumo i tuoi sogni di un tempo e ti fa credere di esserti già giocato tutto, quando invece la vita è piena di novità e di sorprese. A saper guardare.

 

qualsiasi materia, studiata a fondo, diventa interessante sia da un punto di vista intellettuale che esistenziale.

 

Per poter essere liberi, infatti, è meglio inseguire più di un sogno e investire su più fronti. Si chiama suddividere i rischi.

 

Io no!”
È di quella voce che abbiamo bisogno. Tanto più di questi tempi, in cui l’individualismo conformista è diventato un movimento di massa. Quando ognuno pretende di essere diverso dagli altri e unico al mondo, abbiamo bisogno del coraggio di qualcuno che dica il contrario. Quando tutti, o quasi, reclamano il diritto alla libertà personale, senza alcun riguardo per quella degli altri, abbiamo bisogno di quelli che insistono sul bisogno di amicizia, di solidarietà, di uguaglianza, di fraternità, di tolleranza e e di amore.


Scrittura responsabile?

In questo giorni in uno dei gruppi Facebook di cui faccio parte da un paio di mesi, è stato affrontato il tema della responsabilità dello scrittore (e anche del lettore). Questo argomento è stato trattato anche in uno dei blog che seguo, Circolo16 (non ho letto tutti gli interventi).

Pubblico anche qui il mio piccolo contributo, ovvero alcune mie riflessioni sull’argomento, che è davvero complesso.

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Da un punto di vista del lettore/lettrice credo che la parola chiave sia consapevolezza. Consapevolezza di quello che si sceglie di leggere: sapere, per esempio, che non si tratta di “letteratura” o di “modelli” ma di “evasione” mi sembra un distinguo fondamentale. Quindi il problema/la domanda è: come rendere i lettori consapevoli o come salvaguardare quelli che ancora non lo sono (per età o educazione/cultura)?

Da un punto di vista dell’autore/autrice la parola chiave non può essere che libertà di espressione. Non sono però sicura che scrivere di qualunque cosa perché va di moda o perché si vende abbia a che fare con l’espressione; è certo legato alla libertà di fare quello che si vuole, però secondo me la libertà di ciascuno non può ledere quella di nessun altro e non sono sicura che certi testi non possano risultare “nocivi”, almeno per certi tipi di lettori/lettrici (penso ovviamente a quelli più influenzabili come giovani e giovanissimi, ma non solo). In tutti i casi sono dell’opinione che ognuno debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni e quindi anche di quello che scrive.

Qualcuno ha giustamente sottolineato che non è importante tanto l’argomento di cui si scrive quanto il modo in cui lo si presenta: mi sembra un aspetto sostanziale. Presentare certi fatti o rapporti come auspicabili è ben diverso che mostrarli (anche senza giudicarli negativamente) nella loro crudezza/realtà.

Personalmente non leggo storie appartenenti ai generi che non mi piacciono, ovviamente neppure ne scrivo. Anche se ognuno, come dicevo sopra, è comunque libero di scrivere le storie che vuole, non posso fare a meno di confrontare – per esempio – certe trame con le vite delle innumerevoli donne e ragazze che nel mondo subiscono realmente sulla loro pelle soprusi di ogni genere quotidianamente e per le quali non c’è alcun lieto fine. Quindi, al di là dei gusti o delle preferenze, trovo che le storie di determinati “generi” siano alquanto inopportune.

 

 

La saggezza del mare – Björn Larsson

Ho iniziato a leggere questo libro di Björn Larsson, una raccolta di impressioni, incontri, riflessioni sui suoi viaggi in barca a vela che lo scrittore marinaio ha pubblicato nel 2000; ho già trovato un paio di pensieri che mi va di annotare.

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Se è vero che viaggiare consiste nel fare esperienze, e non nel lasciarsi trasportare, il valore del viaggio è inversamente proporzionale alla sua velocità.

La seconda citazione è a sua volta una citazione che Larsson riporta, da Kap Farväl! di Harry Martinson, scrittore-marinaio, premio Nobel per la letteratura.

Le nostre navi a vapore fanno il giro del mondo sei volte più in fretta dei bastimenti dell’epoca della navigazione a vela. La nostra avventura è fatta di continuo cambiamento, di velocità e di distanze. Se si è svegli e affamati, si vede una tormentosa quantità di cose. Se si è apatici e indifferenti, poco importa quali orizzonti scivolino nei nostri giorni.

Già da queste frasi si intuisce, a mio parere, il tono e il senso del libro, non vi pare?

 

Mario Pacchiarotti – Fughe

Avevo già letto alcuni dei racconti contenuti in questa raccolta e li ho riletti insieme agli altri che non conoscevo: mi hanno emozionata di nuovo. L’emozione è, soprattutto, speranza. Molte delle storie di Mario, infatti, offrono una speranza, una possibile soluzione, sia pure fantastica, a questo o quello dei mali che affliggono il nostro mondo e, perciò, fanno bene al cuore. Non intendo però dire che sono melense, tutt’altro. L’ironia, anzi, è uno degli ingredienti della maggior parte di questi racconti, talvolta è più evidente, talvolta più lieve e bonaria.

cover Fughe

Come ho detto, le storie, tutte avvincenti, trattano temi di attualità, con particolare riferimento alla guerra e all’intolleranza e offrono diversi spunti di riflessione e angolature non sempre scontate da cui osservare gli altri e noi stessi, le nostre reazioni.
Anche se l’autore ha definito questi racconti di fantascienza, ritengo che possano essere apprezzati da qualunque lettore gradisca le buone letture, al di là delle classificazioni e dei generi.
Infine un cenno alla scrittura: è piacevole e corretta, assenti i refusi; aspetti da sottolineare trattandosi di un ebook self-published.