(Alcuni) ebook self letti (nel 2017)

In questi ultimi mesi ho letto parecchi ebook self, alcuni scaricati gratis nei giorni di promozione altri tramite l’abbonamento Kindle Unlimited.
Non avendo tempo per commentare singolarmente tutti quelli che mi sono sembrati più interessanti ho pensato comunque di elencare, comunque, quelli a cui su Goodreads ho attribuito 4 stelle.

Il pozzo di AlesundMaria Luisa Moro
Un thriller nerissimo, in cui la vittima non è migliore dell’assassino… un classico in stile Marilausa Moro.

Di carne e di cartaMyria
Una storia d’amore originale, in cui la “carta”, ovvero la letteratura accomuna e divide nello stesso tempo i due protagonisti.

Non un romanzo eroticoSilvia Pillin
Una storia d’amore ironica, a tratti una garbata ma decisa satira di certi pseudo-romanzi. Divertente.

Solo un ragionevole dubbioNicole Lenneck
Un romance che è anche un thriller, con mafiosi, agenti infiltrati e avventure.

AnimalFleur Du Mar
L’incontro di due persone diverse e sole, le difficoltà di instaurare un rapporto, prima, e la forza di questo rapporto, dopo.

A second lifeAlice Elle
Una storia d’amore delicata, un romanzo che ha il merito di riportare l’attenzione sulla tragedia di Chernobyl e sottolineare che, per gli abitanti della regione, non appartiene affatto al passato.

Affinchè tutto abbia una fineAnna Maria Sdraffa
Un giallo classico, “alla Agatha Christie”, per intenderci, ambientato nel 1953.

 

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Autoeditoria: Intervista a Oscar J. Lufuluabo

Interessante intervista a Oscar J. Lufuluabo

Marco Freccero

home page libricity group

Da oggi, e spero per un po’, inizia un nuovo giro di interviste. Dopo quelle agli scrittori liguri ho deciso di ampliare i miei interessi e intervistare altri autori. Ma con uno scopo: quello di mostrare e dimostrare che un autore che si autopubblica (meglio: un autoeditore), non è affatto un dilettante, uno che si improvvisa. Si tratta, spesso, di persone che hanno ben chiaro quello che vogliono e che sanno come muoversi. Lo scopo di queste chiacchierate infatti, è indicare come l’autoeditoria, anche in Italia, sta crescendo e si sta lasciando alle spalle il dilettantismo, il pressapochismo, per diventare col tempo che passa, sempre più professionale.
A chi sono dedicate queste interviste? Al pubblico. Ai lettori, alle lettrici. Se è vero che tanta autopubblicazione è, ahimè, ancora di pessima qualità, ci sono sempre più autori e autrici che lavorano sui propri testi con passione e professionalità. E in futuro…

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L’Artefatto di San Michele: Progetto Abduction file 3 – Riccardo Pietrani * Segnalazione

Segnalo l’uscita di questo romanzo di fantascienza, il terzo di una quadrilogia, opera di Riccardo Pietrani, un bravo autore self.

Io lo leggerò a breve e vi saprò dire. Nel blog sono commentate altre storie di questo autore.

cover artefatto - Pietrani

Sinossi

Un impiegato di banca vittima di episodi di sonnambulismo inspiegabili. Un contractor convinto dal suo ex ufficiale in comando a diventare un Cacciatore. Una ragazza catapultata nel mezzo di una lotta per il futuro della più grande scoperta dell’umanità.
E il destino di tutti loro inconsapevolmente guidato da un oggetto misterioso: l’Artefatto di San Michele.


Blue Sugar – Cecilia Claudi * Impressioni di lettura

Ieri ho finito di leggere questo ebook self, che mi è piaciuto molto.
Mi rendo conto che il mio commento non è gran che esplicativo, ma dicendo di più rischierei di svelare troppo.

Una bella storia, thriller e d’amore nello stesso tempo. Bei protagonisti e dolce il rapporto che si instaura fra loro; anche gli altri personaggi risultano credibili. Trama avvincente e scrittura fluida. La narrazione è in prima persona, alternando il punto di vista dei due protagonisti. Molto coinvolgente.
Lettura davvero consigliata nonostante qualche refuso.

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Sinossi

La ventunenne Claire Leyden ha visto fin troppe cose nella sua giovane vita e, nel tentativo di lasciarsi tutto alla spalle, decide di prendere una decisione drastica e trasferirsi dall’altra parte dell’America, o meglio, come dice sua sorella, nel bel mezzo del nulla. Non vuole avere una vita universitaria spensierata, né farsi degli amici, vuole semplicemente essere lasciata in pace a combattere con i suoi fantasmi a modo suo.
Le cose non vanno mai secondo i piani, però, e quando incontra l’affascinante Ashton, che sembra stranamente metterla a suo agio con i suoi modi diretti, i muri che aveva eretto intorno a sé stessa nel tentativo di nascondersi iniziano mano a mano a creparsi.
Cosa succede, però, quando il passato ritorna a bussare alla porta?
Riuscirà Ashton a convincere Claire a lasciar andare il suo passato e a concentrarsi sul presente?
O sarà un peso troppo grosso di cui liberarsi?

 

Intervista a Riccardo Pietrani

Oggi pubblico l’intervista fatta a un altro bravo autore self, Riccardo Pietrani, autore di vari romanzi di Fantascienza, l’ultimo dei quali, La caccia, è appena uscito in versione ebook amazon.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo e da quanto tempo?

In linea generale ho sempre avuto la necessità di esprimermi in qualche modo, di dare sfogo alla cosiddetta “vena artistica”, se vogliamo chiamarla tale. Il disegno prima e in particolare i graffiti poi hanno soddisfatto in pieno questo mio desiderio viscerale per tanti anni. Però la vita evolve, si cresce, l’età porta con sé responsabilità di vario tipo, e se la spinta in una determinata direzione va a cozzare contro di esse arriva un momento in cui bisogna porre la parola fine. Così è stato con il mio cammino nel writing. D’altra parte la succitata “vena” non poteva frenarsi, e da qualche parte doveva pur sfociare. Ho sempre letto moltissimo, a periodi alterni magari, ma con una media decisamente alta, e avevo anche provato ad abbozzare qualche pagina intorno ai 19-20 anni, ma è rimasta lì, su un quaderno a righe che conservo ancora come un cimelio. Verso i 25-26 anni, quando il mio percorso nei graffiti è giunto al termine, è riesplosa la voglia di narrare una storia, di mettere su carta la mia fantasia.

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  1. Perché la scelta di scrivere fantascienza? Cosa ti consente di esprimere/condividere con i lettori? Da cosa prendi spunto per le tue storie?

All’epoca, all’inizio della mia avventura di autore, oltre alla narrativa, leggevo moltissimi saggi di para-Archeologia, ufologia e misteri in genere, assieme ad articoli di fisica e astrofisica. Ancora non c’erano i social, quindi l’inquinamento di “bufalari” e “complottisti” era molto limitato. Ho sempre trovato la fantasia indissolubile dalla scienza, ho sempre cercato quel riferimento anche microscopico in ogni leggenda, credenza, mito. La fantascienza è la branca del fantastico che più mi permette di dare sfogo ai miei viaggi, a ipotesi e supposizioni basate su questi elementi, con un approccio per quanto possibile scientifico e verosimile. Quindi, per quanto voglia che le mie opere siano puro intrattenimento, non mi dispiacerebbe sapere che un lettore si sia andato a cercare l’avvenimento X o il dato Y riferito a storie di sua conoscenza, ma su cui magari non aveva mai indagato o prestato attenzione. Visto il lavoro di documentazione che faccio ad ogni mia opera, poi, sarebbe un bel riconoscimento 

  1. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie?

Metto quasi sempre qualche dettaglio, cose di poco conto per lo più. La stragrande maggioranza dei lettori non se ne accorgerà nemmeno, ma è divertente la reazione di alcuni amici che mi conoscono bene 

  1. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…)

Il mio più grande, sconfinato, e penso irrisolvibile problema penso sia l’incostanza. Posso scrivere 5000 parole in un giorno e scriverne 0 in un mese. Per quanto abbia le idee sempre chiare in testa sulla storia, sulle meccaniche, sui personaggi, semplicemente succede che molti giorni mi metta a fare altre cose e non riesca proprio ad aprire word. Una sorta di repulsione, un amore-odio alla poeta maledetto, solo che c’è ben poco di poetico in una produzione rarefatta: mentre è ovvio che la qualità sia il metro di giudizio primario, anche essere prolifici è molto importante, non fosse altro per una questione di branding sui social e altrove, di algoritmi dei vari store, e, non ultimo, di mero guadagno.

  1. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura?

Ciò che mi piace di più è senza dubbio imbastire l’intreccio, visto che spesso e volentieri le mie storie sono abbastanza complesse. Adoro creare una struttura ad apertura progressiva ed esponenziale, che partendo da vicende apparentemente minimali e scollegate si dipana in qualcosa di sempre più grande e omnicomprensivo.

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  1. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli?

La classica risposta è “leggo di tutto”, ma la realtà è che leggevo di tutto prima di iniziare a scrivere. Dopo, salvo sporadiche eccezioni, ho iniziato a leggere solo ciò che ha contaminazioni fantascientifiche, anche in minima parte, per quanto riguarda la narrativa. Potrei quindi citarti Dick, Ballard, Matheson ma anche Cooper, Crichton, Rollins… indubbiamente la mia lettura preferita, finora, rimane “Incontro con Rama” di Clarke. Leggo poi, a fini di analisi e documentazione, molti scritti di diversi autori che propugnano teorie “alternative” su vari argomenti (mantenendo, com’è ovvio o come dovrebbe essere, un approccio molto scettico), come Graham Hancock, Rand Flem Ath, Mauro Biglino.

  1. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla?

Sì, in tutto e per tutto. Il problema per un autore indie, dal mio punto di vista, non è tanto essere snobbati da un presunto “circuito ufficiale” fatto di blogger, giornalisti e agenti letterari con la puzza sotto al naso, ma da una serie di lettori che bolla un autopubblicato come un “rifiuto” dell’editoria, e non come una libera scelta. Costantemente, incessantemente, poi, i succitati blogger e giornalisti pubblicano articoli a rinforzo di questa tesi: d’altronde basta tenere sempre presente che la loro è un’analisi di parte, interessata, poiché tutti quelli che vanno per la loro strada non passano attraverso loro e i loro portafogli/diritti/royalties ecc. In quest’ottica “l’unione fa la forza” è quanto mai azzeccato, anche se spesso molti self publisher preferiscono scannarsi l’un l’altro mossi dall’invidia, dal sospetto, dai fraintendimenti.

  1. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni?

Senza dubbio ho intenzione di darmi una mossa e recuperare un po’ di tempo perduto, visto che La Caccia è uscito il 22 settembre 2016 e l’ultima pubblicazione precedente era del 5 dicembre 2014. Terminerò quindi la saga del Progetto Abduction con altri due capitoli, che conto di far uscire a cadenza di tre-quattro mesi al massimo, e ho già pronto al 50% un romanzo autoconclusivo che si basa sulla leggenda urbana del Satellite Black Knight.

Grazie Riccardo per averci raccontato di te e del tuo rapporto con la lettura e la scrittura. Concordo con te (pur essendo una lettrice praticamente onnivora) sul fatto che la fantascienza offra grandi spazi per la curiosità e la fantasia e consenta (ancora) di indagare in modo avvincente sul mondo in cui viviamo, sulle sue contraddizioni e sui suoi misteri.

Auguri per i tuoi romanzi.

 

 

Come (non) promuovere un ebook self #4

Ecco un’altra riflessione su alcune delle strategie promozionali di cui si legge in giro per la rete.

Consiglio numero 6 – Blog tour e simili

Non ho mai partecipato con uno dei miei ebook a un blog tour, ma dalle esperienze di alcuni colleghi mi sembra che spesso non sia un meccanismo molto utile. Anche in questo caso penso che dipenda molto dal genere cui appartiene la storia, nonché dalla popolarità dei blog in cui il tour fa “tappa”.

Consiglio numero 7 – promozioni e sconti

Un paio di volte ho partecipato a iniziative tipo “La notte bianca degli ebook” in cui tutti gli ebook partecipanti venivano venduti scontati, ovvero a 0,99 €. Pur essendo coinvolti molti blog nella pubblicità dell’evento i miei ebook non sono stati scaricati. Analogamente, quando ho tenuto il prezzo a 0,99 per qualche settimana (per gli ebook che non sono sempre a 0,99), non c’è stato alcun incremento nelle vendite.

Consiglio numero 8 – ebook gratis

Questa strategia è, per me, quella che, sia pure per per tempi limitati e non sempre, ha funzionato di più. Mi riferisco alla possibilità offerta da Amazon di mettere a costo zero per un numero limitato di giorni il proprio ebook.
Anche in questo caso il numero degli scarichi (gratis) dipende molto dal genere; ad esempio le storie per bambini interessano pochissimo; le raccolte di racconti, se non di genere gallo, poco.
Un’altra delle componenti che determinano più o meno interesse sta nel numero di volte che l’ebook è stato offerto in promozione gratuita. La prima volta che questo accade, di solito, l’ebook sale parecchio nella classifica dei testi gratuiti cioè viene scaricato da parecchie persone.

Ma a cosa serve rendere gratuito l’ebook per qualche giorno?

Motivo 1: alcune delle persone che hanno approfittato della promozione potrebbe leggere l’ebook e pubblicare un commento sullo store di Amazon (o altrove). A volte succede e a volte no.

Motivo 2: la diffusione. Ogni volta che un ebook viene scaricato (gratis o a pagamento è lo stesso) viene aggiornata una sorta di “lista incrociata” con altri ebook; questa lista si trova sotto la cover e la sinossi di ogni ebook e ha per titolo “Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche” (vedi foto). Più sono gli ebook la cui lista contiene il nostro ebook più è alta la possibilità che il nostro ebook venga notato.

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Esperienza personale: nel corso degli anni ho proposto varie volte i miei ebook gratis e in alcuni casi c’è stato un effetto di vendite e/o scarichi in abbonamento kindle Unlimited, ma non sempre e, comunque, solo per una o due settimane dopo che l’ebook era tornato al prezzo consueto.

Alcuni colleghi hanno pubblicato racconti permafree, ovvero sempre gratuiti, ma non so quanto questo abbia portato frutti tangibili. Non credo molti.

E voi, cosa pensate / che esperienze avete delle promozioni?

 

Come (non) promuovere un ebook self #3

Ecco qualche altra annotazione riguardo alla promozione degli ebook mediante i social network.

Consiglio numero 3 – eventi su FB

Creare un evento e invitare amici che magari invitano alcuni loro amici può essere un modo per annunciare la pubblicazione di un nuovo ebook oppure una promozione (ebook scontato o addirittura gratis per qualche giorno). Può dare qualche risultato, secondo me, vista la natura temporale della cosaebook-testo-grande. Naturalmente anche in questo caso il rumore che l’evento può suscitare è legato al genere della storia, al numeri di contatti che si riesce a rendere “partecipanti” e al materiale che si pubblica “sull’evento” per destare interesse (quindi più si è bravi in questo meglio è – voi siete bravi? io no).

Esperienza personale: se non sbaglio ho creato un evento solo in occasione della pubblicazione de La grande menzogna;forse ha funzionato un poco, ma non posso esserne certa; ad ogni modo nei primi mesi qualche copia dell’ebook è stata scaricata.

Dopo questo non ho creato altri eventi perché mi pareva di essere invadente a inviare inviti… ma forse lo farò di nuovo, prima o poi.

Consiglio numero 4 – spam

Okay, questo è un vocabolo terribile, che evoca pubblicità odiose e invadenti. (Qualcuno ne fa molto, a raffica, vedo, ma non so che ritorno abbia in termini di vendite.)

Quello che intendo è però uno “spam oculato”, ovvero qualcosa di garbato, non ripetitivo, non quotidiano eccetera. Una citazione o una descrizione o una recensione, insomma qualcosa che parla del libro e che accompagna il link all’acquisto. Del resto ogni tanto ricordare qua e là che si è pubblicato qualcosa si può, no? Se non si dice in giro, come fanno gli altri a saperlo? Basta non essere soffocanti e importuni.ebook x post su promo

Esperienza personale: mi sembra che serva a poco, sia per quanto riguarda Facebook che Twitter. Per quello che ho visto non trovo alcuna relazione tra le poche vendite e i post e/o i tweet pubblicitari che pubblico.

La sola eccezione è relativa ai giorni in cui rendo disponibile uno dei miei ebook gratis: in questi casi lo spam fa sì che vengano scaricate abbastanza copie (non sempre, comunque, dipende anche dall’ebook).

Consiglio numero 5 – post interessanti o polemici sui social, non relativi agli ebook; foto e/o link interessanti

Questo suggerimento mi sembra analogo a quello di tenere un blog per costruirsi un brand. Immagino che possa avere un senso per chi ha migliaia di follower e/o amici virtuali. Ci si può chiedere come fare per conquistarne tanti, ma, come si dice, questo è un altro film. In alcuni post particolarmente critici o polemici nei confronti di libri o autori o altro riscuotono una discreta attenzione, sia da parte di chi è d’accordo che da parte di chi è contrario: può darsi che le discussioni così innescate portino qualche ritorno all’autore (del post e di ebook), ma non ho modo di saperlo.

Esperienza personale: pubblico poche cose che non siano inerenti gli ebook (in questo caso sostanzialmente citazioni sulla pagina relativa) o il blog (idem); e comunque solo link o foto che mi interessano o divertono sul momento, senza alcun secondo fine (mi sembra già abbastanza l’atto narcisistico di “postare”). Ovviamente non credo proprio che dal punto di vista del brand mi serva a qualcosa.

Vi sembra che ci siano altri modi di promuovere gli ebook mediante i social?