Pubblicato in: Musica

Macbeth – Verdi, Piave

Ieri sera sono stata a vedere Macbeth. Nuovamente al cinema, dove l’opera è stata trasmessa in diretta la rappresentazione della Royal Opera House che si teneva a Londra al Covent Garden, come per Tosca e Carmen.

L’opera è tratta dall’omonima tragedia di Shakespeare, con musica di Giuseppe Verdi e libretto di Francesco Maria Piave.

Il tema è, come per la tragedia, l’amore per il potere, che non porta niente, se non sete di sangue sempre più insaziabile.

Non conoscevo quest’opera e l’ho apprezzata molto. La musica è decisamente verdiana, molto belli i cori. Interpreti davvero bravi, Anna Netrebko ha una voce davvero potente.

Molto interessanti, nell’intervallo, alcuni approfondimenti offerti dal maestro Pappano.

Qualche idea ve la potete fare, forse, dalle foto che riporto qui sotto, anche se, come al solito, gli scatti non sono un gran che.

Qui sotto gli interpreti principali e la locandina dal sito della Nexo, dove si possono leggere molte altre informazioni sulla rappresentazione.

lovandina Nexo Macbeth

Regista Phyllida Lloyd
Direttore d’orchestra Antonio Pappano
Macbeth Željko Lučić
Lady Macbeth Anna Netrebko
Banquo Ildebrando D’arcangelo

Chorus Royal Opera Chorus
Concert Master Sergey Levitin
Orchestra of the Royal Opera House

 

 

 

 

 

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Pubblicato in: Film, Riflessioni

La prima notte di quiete, il film

Dati del film
regista: Valerio Zurlini
interpreti: Alain Delon, Sonia Petrova, Lea Massari, Adalberto Maria Merli, Giancarlo Giannini, Alida Valli
anno: 1972

L’idea di scrivere due righe su questo film, uno dei miei preferiti in assoluto, mi è venuta perché è stato trasmesso in televisione e ho avuto così occasione di rivederlo.
È una pellicola che ho visto quando è uscita, ero adolescente allora, e mi piacque al punto che sono tornata a vederla altre due volte, dopo la prima; anni fa ho comprato la videocassetta.

 

cartolina 1973 Prima notte di quiete

I motivi per cui mi è piaciuto e mi piace penso che siano sostanzialmente due: è molto poetico e uno dei temi di cui tratta è l’amicizia, un valore che per me è molto importante.
Sintetizzando al massimo il film racconta della storia d’amore tra un professore di lettere e una sua allieva. Una storia d’amore tormentata, come si conviene, ma senza niente di banale, di scontato. O, per lo meno, non abbastanza scontato da non passare in secondo piano rispetto ai dialoghi, alla colonna sonora, alle scene.
I dialoghi sono essenziali, ma non stringati: esprimono quello che serve, senza eccedere; molte le citazioni, ognuna a sottolineare un momento importante.
La scena grigio-azzurra, ovvero Il molo di Rimini in inverno, con le onde che vi si infrangono contro mentre si ode un assolo di tromba è la cifra di tutta la storia. Perché è una storia grigia, in cui fino dall’inizio si capisce che il finale sarà tragico perché è così che deve essere. È grigia perché i personaggi fra cui si muovono i protagonisti sono grigi, molti dediti ai vizi, tutti amanti del denaro, possibilmente facile. Ed è in questo grigio che si accendono le passioni, di Daniele (il professore ) e Vanina (la studentessa), ma anche l’amicizia di Spider per Daniele, un’amicizia disinteressata che è, come scrivevo sopra, uno degli aspetti che mi hanno fatto amare questo film.

Spider, veggente e mago, ha infiniti poteri, è curiosissimo”: Spider vuole capire chi è Daniele, vuole conoscerlo meglio. Perché Daniele è una persona diversa da quelle del solito giro, con un suo codice morale e un passato che non vuole svelare, e in cui Spider in parte si rispecchia.

Lo so, questo post non racconta il film, ha un senso solo per chi il film lo conosce. Però posso dirvi che se non l’avete visto vale la pena vederlo. Anche se, rispetto alle pellicole più recenti, gli anni che si porta addosso si notano, da un punto di vista tecnico. Ma vale per la storia, i dialoghi e le scene, ognuna delle quali è un quadro.

Concludo questo post un po’ sconclusionato con alcune delle citazioni che ci sono nel film.

Spider: “Eh, ogni tanto vengono in mente dei ricordi senza ragione. Colui che voi cercate, non è qui…”
Daniele:È risorto, come disse il terzo giorno, andate vi ha preceduto in Galilea, là lo incontrerete“.

Daniele davanti al quadro della Madonna del parto di Piero della Francesca:

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
(Dante, Paradiso)

Spider a Daniele, alla fine:Allora, prendiamo il nostro eterno commiato, addio e per sempre addio Cassio, se ci rincontreremo, avremo il sorriso sulle labbra, altrimenti valga questo come ottimo congedo.”
(Shakespeare, Bruto a Cassio, Giulio Cesare)


Pubblicato in: Almanacco, Citazioni

Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 26 marzo

Robert Frost

(1874 – 1963), poeta statunitense.
Autore fra l’altro di questa bella poesia.

The Road Not Taken
Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
and be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear,
Though as for the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I–
I took the one less traveled by,
and that has made all the difference.

Tennessee Williams

(1911 – 1983), drammaturgo, scrittore e sceneggiatore statunitense.
Non ricordo se ho letto sue opere, però di sicuro ho visto in teatro “Un tram che si chiama desiderio“; ho poi visto alcuni film (in TV) tratti dai suoi drammi, come “Lo zoo di vetro” e, ancora “Un tram che si chiama desiderio”.

Erica Jong

(1942), scrittrice e poetessa statunitense.
Di lei ho letto oltre trenta anni fa due romanzi che all’epoca sono stati molto famosi: “Paura di volare” e il seguito “Come salvarsi la vita“; poi ho letto anche “Serenissima“, una storia-sogno su Shakespeare.

Ronald Bass

(1942), scrittore statunitense.
Di lui ho letto molti anni fa “Smeraldo“, una storia di spionaggio.

Pubblicato in: Matematica

Matematica è poesia

Una cosa che ho sempre pensato è che la Matematica, contrariamente a quanto  ritengono tutti coloro che non la amano e/o che si fanno quasi un vanto di non capirla, è profondamente poetica: per me una dimostrazione impeccabile ed essenziale di un teorema è arte almeno quanto un sonetto di Shakespeare. E che dire poi della fantasia e dell’intuizione che sono indispensabili per progredire nella conoscenza e per trovare soluzioni a vecchi e nuovi problemi e a porre nuovi problemi e nuovi traguardi?

Questa mia convinzione non è poi così peregrina, perché anche grandi matematici la condividono e condividevano, primo fra tutti KARL WILHELM THEODOR WEIERSTRASS (31/10/1815 Ostenfelde – 19/02/1897 Berlino), detto il padre dell’analisi moderna, che ha affermato:

È vero che un matematico che non abbia qualche cosa del poeta, non sarà mai un perfetto matematico.