Sophie Germain, Matematicienne

Ricorre oggi, 1 aprile, l’anniversario della nascita di Sophie Germain, matematica francese, nata a Parigi nel 1776 (il primo aprile, appunto) e morta il 27 giugno 1831.
Studiosa, fra l’altro, di Teoria dei numeri, si occupò dell’Ultimo Teorema di Fermat ed ebbe una lunga corrispondenza con Carl Friedrich Gauss (uno dei più grandi matematici di tutti i tempi) e al suo nome sono legati dei particolari numeri primi, detti appunti Primi di Germain.

Riporto qui sotto un brano del mio romanzo “Lidia, che detesta la Matematica” in cui la protagonista quindicenne, Lidia, parla alle amiche di Sophie.

Lo sai che nei secoli passati pochissime donne si sono dedicate alla matematica? Si pensava che lo studio delle materie scientifiche fosse nocivo per la femminilità e poi solo gli uomini venivano ammessi alle università.”
Dani mi ha guardata e ha allargato le braccia: “Lo vedi che sei fissata?”
Intanto si era avvicinata Ludo, che ha domandato incuriosita:
E allora quelle poche come hanno fatto?”
Erano così determinate da riuscire a superare parte degli ostacoli.”
Ne conosci qualcuna?” Ha chiesto ancora Ludo.
Mi sono lanciata in una sorta di conferenza.
Una era Sophie Germain. Nacque verso la fine del Settecento a Parigi, e si appassionò fino da ragazzina alla matematica. Si portava di nascosto libri e candele in camera e li leggeva la notte, perché i suoi le avevano proibito di studiarla. Faceva questo quando aveva più o meno la nostra età: vi rendete conto?”
Anche a me succede. Ma con i romanzi.”, ha commentato Dani.
Invece Ludo ha detto con aria sognante: “Doveva piacerle davvero molto.”
Ho proseguito: “Alla fine i genitori capirono che era giusto lasciarla studiare e lei poté farlo più liberamente, anche se, essendo una donna, non poté frequentare i corsi all’Ecole Polytechnique, una specie di università; li seguì da casa, fingendo di essere un uomo e con quello stesso nome in seguito firmò le lettere che scriveva a Gauss, uno dei più grandi matematici di tutti i tempi.”
Era brava?”
Sì. Ha vinto un concorso indetto dall’Accademia delle Scienze e ha dimostrato, fra le altre cose, un teorema su certi tipi di numeri primi. Sia questi numeri che il teorema portano il suo nome. E poi si è occupata di acustica e di teoria dell’elasticità.”
Che bello avere dei numeri che si chiamano come te.”


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Almanacco: scrittrici nate il 15 gennaio

Sof’ja Vasil’evna Kovalevskaja

(1850 – 1891), matematica, attivista e scrittrice russa.
Di lei mi sono interessata in quanto è stata una matematica, allieva di uno dei grandi matematici dell’Ottocento, Karl Weierstrass, e come la maggior parte delle altre donne che si sono occupate di scienza è stata sempre osteggiata e ostacolata nei suoi studi e nella sua carriera a causa del sesso.
Ho letto il suo diario, “Memorie d’ìnfanzia”, in cui racconta appunto gli anni in cui era bambina, nella tenuta in Russia in cui abitava con la famiglia e prima di essere conquistata dalla Matematica.

Accarezzando l’idea di scrivere una storia su di lei per il momento ne ho solo fatto accennare qualcosa a Lidia, la protagonista del mio romanzo per ragazzi “Lidia, che detesta la Matematica”; riporto qui sotto il brano in questione.

(dialogo fra Lidia e l’amica Danila detta Dani; la Sophie a cui ci si riferisce con prima è Sophie Germain, matematica francese su cui sto scrivendo un racconto)

Dopo un po’ di anni c’è stata una nuova Sofja, questa volta russa.”
Non dirmi che anche lei studiava di nascosto.” Ha esclamato Dani.
Proprio così. E siccome il padre non voleva che andasse in Germania a proseguire gli studi, si sposò a diciotto anni, per potersi trasferire.”
Come si chiamava?”
Sofja Kovalevskaya.”
E in Germania riuscì a studiare?”
Sì, ma non le fu concesso di assistere ai corsi che si tenevano alla facoltà di Berlino; per fortuna Weierstrass, che era uno dei professori, si rese conto che Sofja era molto in gamba e le dette lezioni private. Dopo parecchi anni e parecchi lavori importanti finalmente ebbe una cattedra per insegnare analisi all’università di Stoccolma, ma morì poco dopo, aveva solo quarantun anni. Ha scritto anche dei romanzi e i suoi ricordi d’infanzia.”

 

Almanacco: scrittori nati il giorno 11 dicembre

Francesco Algarotti

(1712 – 1764), scrittore italiano.
Autore fra l’altro di un saggio dal titolo “Il newtonianismo per le dame”, del 1737. Mi sono imbattuta in questo testo (che non ho letto eccettuato qualche brano) leggendo la storia di Sophie Germain, una matematica francese: al tempo di Sophie per le donne era sconsigliato studiare materie scientifiche e Algarotti aveva scritto questo libro in cui spiegava in modo adatto il moto dei pianeti e altri argomenti appunto scientifici: un genere di cose che le donne veramente interessate alla scienza come per esempio Sophie consideravano insulse (di certo perché lo erano).

Naguib Mahfouz

(1911 – 2006), scrittore egiziano.
Di lui ho letto una decina di anni fa “Miramar”.

Aleksandr Isaevič Solženicyn

(1918 – 2008), scrittore russo.
Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Di lui non ho (ancora) letto niente.

Andrea De Carlo

(1952), scrittore italiano.
Di lui ho letto “Yucatan” e “Due di due”, questo secondo un romanzo sull’amicizia. Bello.