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Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #29

L’uomo non deve potersi guardare in volto, perché è la cosa più terribile che esista. La Natura gli ha dato il dono di non potersi vedere, come gli ha dato il dono di non poter fissare i suoi stessi occhi.

L’inventore dello specchio ha avvelenato l’animo umano.

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Storia di una ladra di libri – Markus Zusak * citazione #2

(Titolo originale “The book thief”, Traduzione di Gian M. Giughese; originale pubblicato nel 2005, in Italia nel 2007)

Poco dopo la metà del romanzo c’è un capitolo che si intitola “Diario della Morte: 1942”.

Inizia così

Fu un’annata da ricordare, come il 79, come il 1346, tanto per citarne solo qualcuna. Dimenticatevi la falce: dannazione, era di una scopa o di una ramazza che avrei avuto bisogno. E anche di una vacanza.

*** UN FRAMMENTO DI VERITÀ ***
Non possiedo una falce.
Indosso una veste nera con cappuccio
solo quando fa freddo.
Non ho quel viso da teschio che sembrate divertirvi ad
appiopparmi. Vuoi sapere qual ì il mio vero aspetto?
Mentre proseguo il racconto, cerca uno specchio.

Considerato che la vicenda si svolge in una cittadina della Germania nazista, a Mochling. La Morte in quegli anni ha molto lavoro, troppo, anche per lei.

Le frasi in neretto sono scritte così e nel mezzo del foglio proprio nel libro; ce ne sono moltissime, tutte in questo stile; come una sorta di chiarimenti da parte delle Morte che, ricordo, è il narratore.
A proposito, riporto anche le prime due, dalla prima pagina del romanzo.

*** UN SEMPLICE FATTO ***
Prima o poi morirai

e

*** REAZIONE AL SUMMENZIONATO FATTO ***
Ti preoccupa?
Il mio consiglio è di non avere paura.
Sono leale.

 

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Lo specchio – estratto

Considero questo dialogo di un mio racconto come una sorta di malinconica rievocazione dell’adolescenza, soprattutto una delle ultime battute. In questi giorni ho ripensato a quel periodo e ho deciso di condividere le poche righe di cui sotto.

Penso alla mia amica, Ada. Da qualche giorno non ci sentiamo. Le telefono.

Mi risponde allegra. Le nostre solite chiacchiere. Falene intorno a una lampada.

– Sono stata al cinema, sabato. Una delusione. Finora quel regista mi era piaciuto. Ma questa volta… Una delusione.

– Anch’io ho visto un film, proprio ieri. Te lo consiglio, è di quelli che ci piacevano da ragazze. Al cineforum parrocchiale, te lo ricordi?

– Un freddo anche sepolte sotto i cappotti. Non ci scaldava niente.

– Ma non mancavamo una settimana. Finché è durato.

– Fumavamo insieme la stessa sigaretta.

– Allora si poteva fumare, nei cinema. Una boccata per uno.

– Adesso abbiamo smesso tutte e due. Prima tu, poi io.

– Il fumo ha un sapore che non ricordo.

– Ora mi disturba. Mi accorgo subito se c’è qualcuno che fuma.

– E il lavoro come va?

– Solite cose. Meglio non parlarne, è una noia.

– Ma tant’è, siamo fortunate ad averne uno.

– Davvero una fortuna, che non sappiamo apprezzare.

– Sarà perché sotto i cappotti di vent’anni fa custodivamo un altro futuro. A un certo punto abbiamo sbagliato strada. Non so dove. Ma dev’essere così.

– Quel cappotto l’ho dato via secoli fa.

– Ma davvero l’abbiamo avuto?

cover Lo specchio

 

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Uno, nessuno e centomila – Luigi Pirandello * Citazione #3

Vitangelo Moscarda continua a raccontare le sue riflessioni, il cui fulcro è, in buona misura, l’ultima frase del brano qui sotto riportato.

cover Pirandello uno nessuno

Così, seguitando, sprofondai in quest’altra ambascia: che non potevo, vivendo, rappresentarmi a me stesso negli atti della mia vita; vedermi come gli altri mi vedevano; pormi davanti il mio corpo e vederlo vivere come quello d’un altro. Quando mi ponevo davanti a uno specchio, avveniva come un arresto in me; ogni spontaneità era finita, ogni mio gesto appariva a me stesso fittizio o rifatto. Io non potevo vedermi vivere.


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“Lo specchio”, raccolta di racconti di Antonella Sacco, recensione di Daniela Domenici

La recensione di Daniela Domenici alla mia raccolta di racconti.
Grazie!

daniela e dintorni

lo specchio

27 racconti brevi e brevissimi, come tante istantanee. Racconti surreali, imprevedibili, ironici, fantastici, inquietanti ma sempre densi di emozioni. Racconti in cui ho sperimentato stili, tempi narrativi e punti di vista diversi fra loro per mostrare storie simili sotto varie angolature”: questa è la sinossi che Antonella Sacco ha scritto su Amazon per questa sua raccolta che ho appena finito di leggere con piacere e interesse.

Racconti che sono esattamente come li definisce l’autrice ma i due aggettivi che personalmente penso li caratterizzino meglio sono “surreali” e “inquietanti” e sicuramente molto densi di emozioni.

Alcuni sono brevi flash più che racconti, altri sono più lunghi e strutturati, i miei preferiti tra tutti sono “sull’autobus”, “luci della città”, “l’ascensore”, “la lettera”, “bestiacce” e “storie di paese” ma mi sono piaciuti tanto anche “la veglia”, “il pianoforte”, “autostrada”, “mostra di pittura”, “un cane stupido”, “telefonata”, “l’incipit”, “ingratitudine”, “fumo”, “overdose” e…

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LO SPECCHIO

Lo specchio o, meglio, frammenti di specchio, ciascuno dei quali rimanda una diversa immagine  della realtà. Sempre che vi sia una realtà e una sola…

Lo specchio - coverVisioni, istantanee, storie: ventisette testi, fra cui alcuni brevissimi, che propongono interrogativi senza risposta, ansie e inquietudini e che spesso si collocano sul confine del sogno o dell’incubo. Racconti realistici e fantastici a un tempo, in cui eventi quotidiani anche piccoli virano in una dimensione surreale dagli accenti talvolta ironici e talvolta inquietanti o drammatici.

Una raccolta che offre una panoramica di piccole esplorazioni in vari mondi e modi narrativi, anche se ogni testo è compiuto e ha una sua ben precisa identità.

Storie ironiche come quella della pantera fuggita dallo zoo che mette in subbuglio un intero paese o quella del cane che discute con la propria eco.

Storie inquietanti come “Bestiacce”, in cui un uomo si trova la camera invasa da miriadi di uccelli o come “Telefonata”, in cui l’amica di là dal filo sembra sparire.

Storie drammatiche, come i diversi flash sul suicidio, in alcuni dei quali il protagonista è un testimone e in altri è chi sta per compiere l’estremo atto.

Storie in cui piccoli eventi inducono i personaggi a riflettere su loro stessi e sul significato della vita, come “La lettera”, “Autostrada”, “Mostra di pittura”.

Con leggerezza di tratto ma con una scrittura incisiva e nello stesso tempo poetica e razionale questi racconti mostrano e interpretano la condizione esistenziale e il mondo che ci circonda.

La raccolta è stata pubblicata in formato cartaceo da Gazebo Edizioni, Firenze.

copertina Specchioquarta di copertina Specchio

La versione e-book si trova a questo link:

http://www.amazon.it/lo-specchio-Antonella-Sacco-ebook/dp/B00FVZOHWQ

e a quest’altro link si trova il book trailer:

http://youtu.be/LiBvjxWdr1U

 

copertina ebook Lo specchio