Pubblicato in: Riflessioni, Scrittura

Città

Traffico tentacolare ingurgitatore, che ti risputa fuori a pezzi dopo averti masticato ben bene.

Automobili come bestie in mandrie disorientate e stravolte. Motorini biciclette e pedoni come insetti fastidiosi che non si riesce ad allontanare per quanto si agitino la coda, le orecchie, il muso. Palazzi che fiancheggiano le strade come rocce e strade come canyon, in un far west impazzito e compatto. Autobus che sembrano galleggiare con i loro colori vivaci sopra al magma di ferraglia che in realta’ li circonda.

Qualcosa a cui appigliarsi per saltare via e fuggire, dov’è?


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HENNING MANKELL, PRIMA DEL GELO

Da qualche parte aveva letto di una radura che poteva essere trovata solo da chi si era perso. Era una metafora della vita umana. L’inaspettato attendeva chi aveva il coraggio di perdersi. Se si aveva il coraggio di imboccare le strade secondarie, si potevano vivere emozioni precluse a coloro che rimanevano sull’autostrada. Io vado alla ricerca dei sentieri dimenticati, pensò. Vie che attendono di essere ridestate da un sonno profondo. Le case disabitate vanno in rovina. È così anche per i sentieri. Le strade che non vengono usate muoiono.

(Pag. 73, pensieri di un personaggio che è “l’archeologia dei sentieri svedesi”.)