Pubblicato in: Mondo vegetale

Mammillaria in fiore

Ho scoperto che il fiore di questa succulenta si apre con il caldo e/o il sole e si chiude al tramonto.

Giorno x.

20170725_084546 uno

Giorno x + 3.

Foto scattate dalle 8 di mattina alle 13, a circa un’ora di distanza l’una dall’altra. Il processo si ripete almeno per due giorni.

20170728_085350 due  20170728_102008 tre

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Pubblicato in: Libri, Racconti

PECORE CON GLI SCARPONI, #4

Piante grasse

Osservò preoccupata il piccolo cactus che teneva sulla mensola nel bagno, da qualche giorno sembrava che si stesse sgonfiando. Eppure non aveva cambiato niente delle sue abitudini: acqua ogni quindici giorni, luce a sufficienza ma non troppa. Che cosa lo faceva deperire? Forse c’era stato un cambiamento impercettibile di cui non si rendeva conto. Sospirò dispiaciuta.

Cactacee

Sui manuali che aveva in casa non aveva trovato nessuna indicazione utile, ma in biblioteca c’era qualche volume che avrebbe potuto consultare l’indomani; un’altra volta vi aveva trovato il consiglio giusto per un caso che appariva più disperato di quello.

Molti pensavano che le piante grasse fossero facili da accudire e che non avessero bisogno di attenzioni particolari; forse nel loro ambiente naturale era così ma, in un luogo tanto diverso dal loro deserto come in una città, le cose erano più complicate: non tutte le succulente gradivano un’esposizione prolungata al sole, per alcune occorreva la luce diretta mentre per altre no, c’erano quelle che praticamente non andavano annaffiate mai e quelle che invece volevano irrigazioni regolari, anche se misurate. Trattarle tutte allo stesso modo sarebbe stato un errore grossolano. Lei si era documentata sui libri e aveva imparato dai suoi sbagli, acquistando una discreta sensibilità, ma non riusciva a evitare che a volte, come per quel cactus, all’improvviso qualcosa cominciasse e non andare più bene.

Aveva iniziato a interessarsi di piante grasse quasi per caso, quando stava frequentando l’università e una compagna le aveva regalato una Parodia. Lei l’aveva messa sulla libreria, dimenticando la sua esistenza; qualche mese dopo era rimasta colpita e stupita della tenacia con cui il cactus, per quanto da lei ignorato e mai annaffiato, fosse ancora vivo e vegeto, con una lieve gobba in direzione della finestra.

Da allora di quando in quando aveva acquistato altre succulente, per concentrare infine la sua predilezione, quasi passione, solo sulle Cactacee.

A volte si era chiesta perché le piacessero tanto proprio quelle e non altre piante.
A volte si era risposta che era perché le somigliavano: erano grasse come lei.
A volte si era detta che no, non le somigliavano affatto: loro avevano le spine e lei no, ma loro, sia pure di rado, fiorivano e lei no.